{"id":49533,"date":"2022-05-29T17:57:32","date_gmt":"2022-05-29T16:57:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49533"},"modified":"2022-05-29T17:57:32","modified_gmt":"2022-05-29T16:57:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-elisabeth-di-eugenio-salomone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49533","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Elisabeth&#8221; di Eugenio Salomone"},"content":{"rendered":"\n<p>   <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Inverno<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&nbsp;&nbsp;Il lungo inverno tiranneggia da mesi i paesi del nord. Tutto tace, il silenzio pervade i campi spogli, le sponde dei laghi, gli alberi scuri e avvizziti, l\u2019erba secca. I villaggi vengono risucchiati dal grigio bianco del cielo che si fonde con quello del terreno. Si sente nell\u2019aria odore d\u2019inverno, di fumo di legna nei camini. Il grande silenzio delle brughiere d\u2019Irlanda \u00e8 rotto solo dai passi di Virgin che arranca sul sentiero bordato dai muretti, paraventi di pietra. Il passo scivola, a tratti rompe lo strato di brina e ghiaccio che scricchiola sotto il suo peso; il respiro forma volute di fumo come una pipa.   Sta andando al consueto appuntamento con Elisabeth, detta Eli, sul bordo della scogliera. Quaranta minuti di cammino attraverso i prati e finalmente arriva. Si siede poggiando la schiena a un grosso albero contorto ed incastrato tra le rocce. \u00c8 il suo rifugio sul promontorio, \u00e8 riparata dal vento e dal freddo. Davanti a lei c\u2019\u00e8 il mare e allora si lascia andare, respira e si rilassa e la mente vaga libera, viaggia e gioca con le onde e le nuvole.&nbsp; Cos\u00ec inizia il dialogo con Eli, sua sorella maggiore; la vede come l\u2019ultima volta, pallida, biondo rossastra con le lentiggini sul viso, bella e fine nei tratti &nbsp;&nbsp;e nel portamento. Virgin chiude gli occhi per concentrarsi meglio; non vuole perdersi neanche una parola. Ogni settimana da un anno, il mercoled\u00ec pomeriggio viene qui per il loro consueto appuntamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Elisabeth<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&nbsp; Un mercoled\u00ec mattina di marzo Elisabeth Wood era scomparsa. Siamo nel 1928 in un paese vicino a Galway, presso le scogliere di Moher, nella Contea di Clare. Non \u00e8 raro che qualcuno scompaia da queste parti, specie una bella ragazza di vent\u2019anni.  La polizia del posto, dopo poche domande svogliate e un\u2019inchiesta appena abbozzata, aveva chiuso presto il caso.  I genitori, Thomas e Annie Wood, affranti e sconsolati, non si erano mai ripresi da tanto improvviso dolore. Dopo un anno, solo Virgin, la sorella di diciassette anni, aveva ancora l\u2019energia della giovinezza per cercare le ragioni di quella perdita e tentava di trovare in tutti i modi una risposta alla misteriosa scomparsa. Nella sua mente, a tratti, arrivavano pensieri e idee nuove, come suggerite da una voce esterna.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La prima volta era successo mentre camminava: stava andando a prendere la corriera per recarsi in citt\u00e0, dove frequentava la scuola superiore: \u201c<em>Qui sto bene, c\u2019\u00e8 calma e silenzio, sento tutto con grande consapevolezza, con grande intensit\u00e0. Per la prima volta vivo con pienezza. \u00c8 bello vivere cos\u00ec, non ho bisogno di nulla. La mente, il corpo godono di ogni momento nel qui e ora! \u201c<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp; <\/em>Virgin si era bloccata di colpo con il cuore in gola, sorpresa e spaventata dal quella riflessione che, pur innestata perfettamente nei suoi pensieri, non riconosceva come sua. \u201cSto impazzendo per il troppo dolore?\u201d, aveva pensato. Poi con fatica aveva cercato di calmarsi.  Da allora il fenomeno si era ripresentato molte altre volte. Ora si era abituata e le sembrava quasi normale, familiare, vivere nel mondo interiore di un\u2019altra persona. &nbsp;Sua sorella era l\u00ec presente e spesso nei momenti di stanchezza e di difficolt\u00e0 si presentava con soluzioni sorprendenti, a volte surreali, ironiche, assurde o geniali. Il legame tra loro non era mai stato cos\u00ec forte! Sempre in attesa di nuovi pensieri, di nuovi incontri, quasi fosse diventata dipendente da quelli come da una sostanza. Virgin per lo stress emotivo cominci\u00f2, come il tempo irlandese, a registrare forti e improvvisi sbalzi d\u2019umore.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Il sonno divenne leggero e disturbato per i tanti risvegli, l\u2019appetito scarso e i vestiti cominciarono a ballarle addosso. Dimagriva, ma si sentiva sempre piena di energia. Stava ancora meglio negli attimi di fusione con Eli. Il rendimento a scuola era appena sufficiente, non riusciva a memorizzare e a concentrarsi. Il tempo alle volte si fermava, stagnava come acqua che il ghiaccio prende e trasforma in oggetti e forme strane. La visione delle cose si sfuocava tutto cambiava: come quella volta in cui il paesaggio e le cose diventarono via via grigie e indefinite, le case, gli uomini, le pecore e gli alberi stavano sui prati declinanti o concavi davanti a Virgin e lei all\u2019improvviso aveva la sensazione di dover correre per sfuggire a qualcuno che la inseguiva, sentiva il suo respiro dietro, la foga del male era presente. Eli compariva e scompariva\u201d. Poi di colpo sent\u00ec una voce: \u201c<em>Ho la speranza con me, va tutto bene, cerca la verit\u00e0, segui l\u2019ombra, cerca il coltello, la corda, qualcosa di me.\u201d<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p>Virgin rest\u00f2 tesa e turbata, cammin\u00f2 a lungo per ore sola con se stessa, con i suoi pensieri e il suo fedele cane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Virgin<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp;\u201cHo la speranza con me\u2026segui l\u2019ombra segui l\u2019ombra ma cosa vorr\u00e0 dire&#8230; la mia ombra cupa del sentire\u2026 il vento\u2026 le corse gli aquiloni colorati, siamo piccole ginocchia sbucciate\u2026 le nuvole sono grigie il mio umore anche&#8230;forse il cane ma s\u00ec \u00e8 cos\u00ec.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Il giorno seguente chiamai Shadow gli feci annusare una maglia di Eli e lui part\u00ec deciso verso est, verso campi lontani. Dopo molto si ferm\u00f2 davanti ad una casa in pietra semplice dal tetto di fango e paglia. Mi aspett\u00f2 come conoscesse il posto, poi entr\u00f2 da una finestra sul retro. Entrai dopo di lui, il freddo abitava la casa da tempo ed entrava nelle ossa, sentii nel naso la polvere, tutto era in abbandono e nella penombra sotto una sedia rovesciata trovai un fazzoletto con una <em>E <\/em>ricamata. Il cuore si ferm\u00f2 per un attimo, poi una vertigine&#8230;era macchiato di sangue. Non ricordo quasi il ritorno verso casa, la testa confusa come le nuvole d\u2019Irlanda cos\u00ec belle e strane, sempre in movimento, come i miei pensieri che si rincorrono: \u201ccoltello casa fazzoletto una barba rossa la corda mani sanguinanti vento freddo\u2026 sono in ritardo, forse ho sbagliato strada bussola d\u2019ottone, per fortuna seguo il cane&#8230;acqua gelata vento forte comincio a tremare\u2026 tutto \u00e8 buio e grigio, quasi notte Eli e io giochiamo bimbe sulla spiaggia si fa sera\u2026 Eli dove sei cosa \u00e8 successo dove sei finita, parla\u2026 dove sei dimmi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; In qualche modo ero arrivata a casa, distrutta e stanca, mi scaldai davanti al fuoco, sorseggiai solo del th\u00e8 nel silenzio della cucina, salutai appena i miei e andai a dormire. Nel buio strinsi forte il fazzoletto di Eli e avvertii ancora il suo profumo di violette e di rose.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Mi commossi e pensai che commuoversi non \u00e8 piangere, ma \u00e8 muoversi insieme alle cose, avere il medesimo ritmo e lo stesso passo, poi stremata scivolai nel sonno.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; \u201c<em>Sento il vento che sale ulula e sibila tra le vele, gusto e odore di salmastro in bocca mi sento spinta e sballottata come una pezza, lampi squarciano il cielo che da nero diventa bianco per un attimo, i capelli sugli occhi, le mani serrate a una corda legata stretta ad un legno, nel buio brilla la lama di un coltello.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;<\/em>Ero sempre pi\u00f9 convinta che Eli fosse stata prima legata e poi uccisa con un coltello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Moher<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cQuesto mercoled\u00ec di fine marzo sono alla nostra spiaggia di Moher, ti ricordi Eli, quella piccola vicino alle grotte? Seduta su uno scoglio, la mente vaga, davanti c\u2019\u00e8 tanta sabbia fina e tanto oceano. Con un bastone traccio segni senza senso, sino a quando una parola si forma: James, poi hope (speranza), poi freedom (libert\u00e0) e compaiono una serie di parole come una sorta di scrittura automatica e inconscia: England (Inghilterra), love (amore), sail boat (barca a vela), trip (viaggio), knife (coltello).\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Per tutta la strada del ritorno, le parole appaiono alla memoria e scompaiono mi perseguitano e ritornano. Mi blocco, anche se vorrei fuggire, ma non so dove, i nervi sempre pi\u00f9 tesi, la mente vacilla, si perde in spirali e precipizi, delira poi ritorna per poco presente a se stessa, a sprazzi cerco l\u2019equilibrio; poi vedo Eli che mi tende le braccia e svengo. Il cane mi lecca e mi d\u00e0 calore mi rialzo stordita, il sole \u00e8 sceso di molto. Sono sempre in ansia e come una foglia spinta dal vento corro, corro verso casa, mi sento una pazza, la ragione persa e presa dalle fate, scarmigliata, fragile e spaventata da mille paure. Entro, mi butto sul letto. Vorrei solo dormire, vorrei smettere di pensare, almeno per un po\u2019, trovare calma e pace.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Per alcuni giorni il tempo rimane brutto; dalla mia camera sento le burrasche di primavera, il ruggito delle onde.&nbsp; Mi sento quasi malata, debole, tutto mi agita e i pensieri non mi lasciano, tutto \u00e8 difficile. Il pane e il latte della colazione non hanno pi\u00f9 gusto e iniziare la giornata \u00e8 cos\u00ec pesante, neanche la marmellata di more mi d\u00e0 piacere, mangio perch\u00e9 devo. Poi il sole mi richiama fuori di casa ma esco a fatica, con sospetto e ansia, come un automa prendo il sentiero verso il promontorio; il dolore \u00e8 costante, lacerante, vorrei dormire sempre per non sentirlo, oppure\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Cos\u00ec mi reco verso il promontorio in uno stato quasi di trance, mi avvicino al bordo, i piedi sempre pi\u00f9 avanti passo dopo passo verso il bordo, verso il baratro; l\u2019abisso mi tenta, mi chiama a s\u00e9, sento la vertigine e la voglia del salto di duecento metri, quanta tentazione, smettere di soffrire, che sollievo sarebbe. Poi sento franare il terriccio sotto i piedi e le mani di Eli mi trattengono, non ho tutto questo coraggio\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp;Allora arretro e scendo in basso, al sicuro, verso la spiaggia alla ricerca di pace e conforto.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; La mareggiata ha portato un relitto di barca, sul legno gi\u00e0 marcio poche lettere Fr&#8230;, sul fondo una cassa legata, dentro un coltello con le iniziali J. H., una bussola dorata e la tua camicetta bianca ricamata con i pizzi. Appena l\u2019ho presa ho sentito il tuo odore, la tua presenza e poi forte la tua voce:\u201d Smetti<em> di tormentarti Virgin, ora ti racconter\u00f2 di me; ho conosciuto James Hope e mi sono innamorata. Ho cercato di parlarti, ma temevo di essere<\/em> <em>trattenuta e temevo di non riuscire a partire, di non avere la forza per staccarmi da tutti voi. Lui \u00e8 un soldato inglese e tu sai bene quanto siano odiati dalla gente di qui. Ha provato a fare il contadino in una vecchia casa, ma non era la sua vita, non era felice.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp; Abbiamo deciso di raggiungere l\u2019Inghilterra per avere una nuova possibilit\u00e0. Siamo partiti all\u2019alba con la sua barca a vela Freedom, ma il vento e il mare sono stati impietosi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Le onde diventavano sempre pi\u00f9 alte, lui mi ha legata all\u2019albero maestro perch\u00e9 non fossi portata via, avevo freddo ma non paura perch\u00e9 ero con lui, un uomo bello e gentile dalla barba rossa. Ero felice anche in quel momento drammatico e anzi sapevo che volevo proprio lui, forse grazie a quel momento<\/em> <em>cos\u00ec definitivo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;&nbsp; Per un po&#8217; il mare si \u00e8 calmato e abbiamo sperato. Poi tutto \u00e8 ripreso, l\u2019oceano non perdona. Ora sai tutto, smetti di tormentarti per me, ti abbraccio forte. Rassicura i nostri genitori sulla mia sorte; sono morta ma per amore e con il mio amore e non mi pento di nulla. Direi che sono felice, cerca di esserlo anche tu.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Epilogo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;L\u2019incontro con Elisabeth e il suo racconto hanno curato l\u2019animo di Virgin; il suo distruggersi e consumarsi per trovare e conoscere la verit\u00e0 \u00e8 giunto al termine. Ora tutto \u00e8 finito, \u00e8 salva. Tutte le domande hanno trovato con fatica la loro risposta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Finalmente il silenzio; la mente non pi\u00f9 prigioniera di pensieri, parole, visioni e deliri. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ora c\u2019\u00e8 spazio per lei. E\u2019 come quando il cielo d\u2019Irlanda, da coperto e grigio, si apre di colpo e arriva il vento e la luce e il cielo cambia mille volte in un minuto e le ultime goccioline di pioggia danzano abbracciate a fili d\u2019oro; tutto brilla e luccica di riflessi colorati e rende ogni cosa bella e nuova.&nbsp; &nbsp;Dopo aver corso e camminato senza sosta per un anno sui tredici chilometri di scogliera, ora pu\u00f2 rallentare e camminare con calma sul promontorio. Avvolta nella mantella scura, come una figura drammatica shakespeariana incappucciata, ora respira tranquilla, guarda verso l\u2019immenso oceano mare. Lascia andare la mente e lo sguardo liberi sul blu argento di quel paesaggio liquido; verso il mondo che finalmente ritrova, rivede. Sente di nuovo il piacere di quella dolente bellezza davanti a s\u00e9: il bianco e il rosso del faro sulla punta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; \u201cLe colline in lontananza sono sempre verdi\u201d dice un antico detto gaelico e sembra proprio sia cos\u00ec anche per lei che oggi riscopre i colori. Sente il calore del sole sul viso, il salato sulle labbra, il cielo \u00e8 ancora pi\u00f9 bello, le nuvole si aprono.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCara Eli sia la tua anima alla destra di Dio e possa tenerti nel palmo della sua mano.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il grigio della bruma si alza lenta dal mare e scompare, il tremore \u00e8 passato e ora Virgin pu\u00f2 tornare a sorridere.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49533\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49533\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inverno &nbsp;&nbsp;Il lungo inverno tiranneggia da mesi i paesi del nord. 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