{"id":49520,"date":"2022-05-30T07:46:56","date_gmt":"2022-05-30T06:46:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49520"},"modified":"2022-09-17T18:04:54","modified_gmt":"2022-09-17T17:04:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-quasi-una-favola-di-maria-de-arcangelis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49520","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Quasi una Favola&#8221; di Maria De Arcangelis"},"content":{"rendered":"\n<p>Dalla mia finestra, ogni mattina si apriva lo scenario della montagna. Le pareti, le vivide rocce, i colori, i suoi silenzi e le nuvole che adornavano le cime sempre verso mezzogiorno. Giunta la sera, tutto si quieta fino a sentire il gorgoglio dei ruscelli e il concerto silenzioso della natura che saluta lentamente il giorno che muore dietro un delicato tramonto. Ma, davanti a tanta bellezza avevo anche tanta curiosit\u00e0: sognavo di conoscere posti diversi e cose a me sconosciute. Dovevo lasciare questo piccolo angolo di mondo per scoprire. Ho viaggiato, scoperto, sofferto e gioito. Ricordare ora, \u00e8 come partecipare, tutto mi \u00e8 nitido perch\u00e9 quello che ho voluto, l\u2019ho prima desiderato.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo dieci anni quando ebbi la prima occasione di andare in citt\u00e0 insieme a mia madre. Quello era un avvenimento importante, perci\u00f2 cominciai a prepararmi un paio di giorni prima. Quella mattina indossai il solito vestito della festa, era celeste con un piccolo fiore fatto all\u2019uncinetto messo davanti a mo\u2019 di spilla. Mi specchiai, stentai a riconoscermi, io, che vestivo sempre con abiti scuri, riciclati, riadattati, per un attimo rimasi a guardarmi\u2026 ero felice! Ma le scarpe? Non potevo scegliere, erano scarpe quattro stagioni, soltanto quando erano vecchissime si ricompravano ma per me non erano tanto importanti. La mamma, finalmente quella mattina, indoss\u00f2 l\u2019abito da passeggio, era l\u2019unico e bastava per tutte le occasioni, per le feste, per i viaggi. Ci avviammo verso la piazzetta dove una piccola folla aspettava l\u2019unico autobus che portava la gente in citt\u00e0. La strada era tortuosa e si poteva ammirare un bellissimo panorama. Vidi per la prima volta un lago, uno specchio d\u2019acqua verde e tutto intorno alberi che lo circondavano, sembrava di vivere in un sogno. Ed ecco da lontano il campanile, i palazzi, orti generosi e giardini che rallegravano. Finalmente arrivammo nella citt\u00e0 che da sempre avevo sentito parlare ed ero curiosa di conoscerla ma ero anche intimorita perch\u00e9 qualche tempo prima, sui giornali, si leggeva che in questa citt\u00e0 avevano trovato una valigia con all\u2019interno un cadavere. Questa notizia si sparse per tutta la zona lasciando una profonda tristezza mista a paura. Per tanto tempo se ne parl\u00f2 lasciandoci nell\u2019animo e nella mente il perch\u00e9 di tanta atrocit\u00e0.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa che mi colp\u00ec furono le tante persone frettolose, pensose, leste nei gesti e le vetrine festose, ammaliatrici, desiderose di accogliere e far felici. Ci fermammo davanti alla vetrina di una pasticceria, prima a guardare e senza esitare entrammo. I colori delle pastarelle, caramelle e cioccolatini, ci riempirono di gioia. Facemmo colazione con una specie di crespella e mentre il barista la preparava, guardavo e assaporavo con gli occhi, alla fine, vidi scendere sulla crespella una buona quantit\u00e0 di cioccolato fondente, per me, fu come vedere scendere \u201clo Spirito Santo\u201d. Non scorder\u00f2 mai quei dolci, quella cr\u00eape. Uscimmo da quel luogo incantato e ci affrettammo per portare a termine le commissioni da fare, non solo per noi ma anche per il nostro vicinato.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai, tutto era stato fatto e mentre camminavamo, incontrammo una signora bella ed elegante, ci salut\u00f2 affettuosamente e ci invit\u00f2 a casa sua per pranzare insieme alla sua famiglia. Mia madre accett\u00f2 con entusiasmo, ci salutammo con la promessa che ci saremmo incontrate pi\u00f9 tardi. Seppi dopo, che mia madre, era stata la sua babysitter e considerava questa signora quasi una figlia e che apparteneva ad una famiglia molto ricca. Finalmente, dopo una breve passeggiata, ci avviammo dirette verso la casa della bella signora. Il portone era lussuoso, le maniglie sembravano d\u2019oro, era il preludio di una casa ricca e accogliente. Entrammo, i passi della mamma erano lenti, indecisi, non si sentiva a suo agio camminando su quei morbidi tappeti.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La donna di servizio, ci fece accomodare nella sala da pranzo ove era stata preparata la tavola. In quella stanza non mancava nulla, vi erano in un angolo delle magnifiche poltrone, mi sedetti su una di esse ma mi alzai subito, erano talmente morbide e belle che credevo di sciuparle. Dalla cucina veniva un buon profumo di stufato ed io, avevo tanto appetito. Ogni tanto entrava un familiare, quando poi erano tutti presenti, il pranzo fu servito, i piatti fumanti di brodo risaltavano sulla candida tovaglia, fu allora che venne la donna di servizio per dirci che il pranzo era pronto, ma in cucina. Di colpo, quella casa tanto bella, la sentii fredda ed ostile, gli stimoli della fame cessarono, seguii la mamma in cucina, sul tavolo, c\u2019era tanta roba da non lasciare un po\u2019 di posto per noi. La donna che ci aveva fatto strada porse il piatto alla mamma, poi, liber\u00f2 un vecchio sgabello pieno di vecchi giornali e l\u00ec, appoggi\u00f2 il mio pranzo. Le insistenze della mamma per convincermi a mangiare non valsero a nulla. La signora che ci aveva invitato, con tanto calore, sembrava essersi dimenticata di noi. Restammo l\u00ec sole e dimenticate per tutto il tempo, mentre dalla sala da pranzo arrivavano rumori di piatti, risate e discorsi a noi incomprensibili. Non so quale sentimento si impadron\u00ec di me, mi sentivo umiliata. Mia madre mi disse che insieme a loro c\u2019era una persona molto importante e noi non potevamo stare l\u00ec con loro e che avrei dovuto capire. Rispondevo alle sue parole con un ostinato silenzio. Volevo scappare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di andare via, la signora ci salut\u00f2 gioiosamente, mi regal\u00f2 una busta di caramelle e andammo via con mio grande sollievo, non prima di aver lasciato le sue caramelle dietro la porta. Non volevo nulla di lei, purtroppo, il ricordo lo porto ancora con me.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci avviammo verso la fermata dell\u2019autobus con una corsetta perch\u00e9 il \u201cpostale\u201d stava per partire. Durante il viaggio, la mamma mi rimprover\u00f2 per essermi comportata male rifiutando il pranzo. Non mi sentivo in colpa, desideravo distrarmi e la natura selvaggia e pura con i suoi laghetti, colline e cascate ribelli mi aiutarono. La campagna intorno, imprigionata dal freddo invernale si stava risvegliando regalandoci i colori pi\u00f9 belli della primavera. Le nuvole luminose e sfuggenti si stavano colorando di grigio, un vento irrequieto stava disegnando un cielo minaccioso che sferzava le onde di un mare verde seminato a grano e gli alberi intorno.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Appena arrivate, un temporale ci colse di sorpresa. Un signore ci invit\u00f2 a ripararci sotto il suo ombrello per accompagnarci a casa. Questa cortesia mi rallegr\u00f2 e mi fece stare bene. Intanto, dalla mia scarpa bucata era entrata l\u2019acqua, mi sentivo a mio agio in quella scarpa rotta, ero tornata nel mio mondo. Da lontano sentivo il rintocco dell\u2019Ave Maria, il suono che annunciava l\u2019ora stanca della sera.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questi ricordi, sono come piccole perle che rimangono imprigionate nella ragnatela del tempo ed io, le ritengo le pi\u00f9 care. Erano state tante le emozioni di quel passato giorno, volevo riviverle donandole alla sera che stempera e addolcisce tutto. Andai sulla collinetta vicino casa mia, il posto del cuore, il mio rifugio, affidai i pensieri pi\u00f9 belli al vento per trasportarli su nel cielo, fino all\u2019arcobaleno. Sentivo l\u2019anima accarezzata da un dio sconosciuto. Le capriole sul prato fiorito sotterrarono il ricordo della mia innocenza calpestata. Mi piaceva guardare il gioco delle nuvole che si trasformavano come i miei pensieri.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49520\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49520\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla mia finestra, ogni mattina si apriva lo scenario della montagna. Le pareti, le vivide rocce, i colori, i suoi silenzi e le nuvole che adornavano le cime sempre verso mezzogiorno. Giunta la sera, tutto si quieta fino a sentire il gorgoglio dei ruscelli e il concerto silenzioso della natura che saluta lentamente il giorno [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_49520\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49520\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":19033,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[597],"tags":[],"class_list":["post-49520","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2022"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49520"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/19033"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=49520"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49520\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49974,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49520\/revisions\/49974"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=49520"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=49520"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=49520"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}