{"id":49481,"date":"2022-05-27T18:32:14","date_gmt":"2022-05-27T17:32:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49481"},"modified":"2022-05-27T18:32:15","modified_gmt":"2022-05-27T17:32:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-la-rivolta-delle-consonanti-di-gabriella-gera-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49481","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;La rivolta delle consonanti&#8221; di Gabriella Gera (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"\n<p>Osvaldo Bianco dirigeva da alcuni anni un istituto scolastico situato in un piccolo paese del Nord Italia. Era l\u2019unica scuola del posto e comprendeva asilo, elementari e medie; i ragazzi pi\u00f9 grandicelli, per recarsi ai licei, dovevano prendere il bus e spostarsi nei dintorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Osvaldo era un uomo mite all\u2019apparenza, ma in realt\u00e0 molto duro e severo, che incuteva un vero terrore nei suoi alunni e Paolino, un bimbetto paffutello di otto anni,&nbsp; non faceva eccezione. Siccome insegnava nella sua classe, ogni volta che lo vedeva entrare con quel naso aquilino, lo sguardo torvo da uccellaccio e l\u2019andatura rigida di un baccal\u00e0, gli partivano dei lunghi brividi sulla schiena e le mani cominciavano a sudare. Guardandosi in giro notava che anche per i suoi compagni era lo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembrava invece che Osvaldo si divertisse della situazione e non faceva nulla per metterli a proprio agio. Le mamme, del resto, lo apprezzavano, perch\u00e9 era un ottimo professore e in qualit\u00e0 di Preside mandava avanti la scuola\u2026come nessun altro! Alla sua presenza infatti bidelli, insegnanti, tecnici e assistenti trottavano come puledri, sempre preoccupati di non compiacerlo abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<p>I bambini per\u00f2 ne avevano timore e mal lo sopportavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Un caldo giorno di primavera, si era a met\u00e0 aprile, Osvaldo giunse in classe pi\u00f9 burbero del solito, non gli andava bene niente.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Matteo, non adagiarti sul banco, fila dietro la lavagna! Martina oggi hai gli occhi stralunati, vai in bagno a lavarteli! Paolino, hai la testa tra le nuvole come al solito??&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Ad un certo punto, nel bel mezzo della lezione, accadde un fatto davvero strano: la finestra accanto al banco di Paolino si apr\u00ec inspiegabilmente. Eppure non c\u2019era un filo di vento. Osvaldo la richiuse, ma Paolino not\u00f2 che il suo volto aveva assunto un pallore eccessivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non appena Rosanna, una bimba molto carina con le treccine scure, fece cadere una biro dal banco, si sent\u00ec immediatamente riprendere dal maestro.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Rosanna, per avore!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Per avore? Si chiese Paolino, aveva sentito bene? No, probabilmente era troppo stanco e il sonno annebbiava i suoi pensieri, anzi le sue orecchie!<\/p>\n\n\n\n<p>Osvaldo continu\u00f2 la sua lezione.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Allora, ripassiamo gli aggettivi. Righi e Sassi, cosa state acendo? Smettetela di chiacchierare!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Eh no, pens\u00f2 Paolino, ho ragione, c\u2019\u00e8 qualcosa di strano.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno arriv\u00f2 a casa, dalla mamma, trafelato e sudaticcio. L\u2019abbracci\u00f2 come sempre e le raccont\u00f2 quello che era successo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Mamma, oggi il maestro era strano, parlava come\u2026come\u2026<em>se gli mancassero le F<\/em>!!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Cosa? \u2013 fece lei, intenta a stirare una maglietta del figlio. Era impiegata part-time in una piccola ditta vicino alla scuola. Spesso per arrotondare faceva lavoretti di sartoria in casa. &#8211;&nbsp; Non capisco.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Sis\u00ec! Te lo giuro, non gli escono pi\u00f9 le F!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Paolino, per favore, basta. Adesso mangia e poi a letto, sarai un po\u2019 stanco.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno successivo Paolino, che aveva pochi amici perch\u00e8 era un timidone e veniva facilmente deriso dai compagni per la sua piccola statura e il fisico gracilino, era curioso di vedere se a Osvaldo mancasse ancora la F e quale fu la sua sorpresa nello scoprire che\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Allora, bambini \u2013 disse Osvaldo, quella mattina pi\u00f9 stralunato del solito \u2013obbiamo ripassare la callira\u00eca.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Un attimo di pausa, Paolino guard\u00f2 i compagni, sembravano esterrefatti. Allora aveva sentito bene! Ma il peggio arriv\u00f2 dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Unque, volevo ire\u2026 Ma ua!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Osvaldo si copr\u00ec la bocca con le mani, fece un sospirone e si lanci\u00f2 contro la porta, uscendone goffamente, per fiondarsi fuori dall\u2019edificio.<\/p>\n\n\n\n<p>I bambini si guardarono, stupiti, poi Luca, l\u2019estroversone della classe, dall\u2019ultimo banco cominci\u00f2 a ridere, prima sommessamente poi sghignazzando sempre pi\u00f9 forte;&nbsp; allora si unirono anche gli altri e in pochi minuti tutta l\u2019aula rimbomb\u00f2 delle risate sfrenate dei ragazzini, fino a quando non arriv\u00f2 la bidella a redarguirli. Ma era sconvolta pure lei, mai le era capitato di vedere il Preside correre in quel modo, lasciando la scuola prima del tempo. Inoltre aveva quello strano modo di tenere le mani sulla bocca. Che avesse mal di denti??<\/p>\n\n\n\n<p>Osvaldo si era rintanato nel suo piccolo appartamento, dove viveva da solo con la gattina Polda, una micia di tre anni bianca e nera, molto affettuosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Osvaldo, col viso terreo, si avvicin\u00f2 allo specchio, tolse la mano dalla bocca, perch\u00e9 era ancora l\u00ec attaccata, e cercando di restare calmo, cominci\u00f2 a parlare con se stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Io sono una persona normale, posso ire e are quello che volio e non succee nulla!!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Non era possibile, <em>che fine avevano fatto la F, la G e la D<\/em>??? Esisteva un medico in grado di aiutarlo? Che tipo di&nbsp; malattia rara era questa?? Poi pens\u00f2 che si trattasse solo di stanchezza, domattina si sarebbe sentito bene e sarebbe passato tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>And\u00f2 a letto presto, ignor\u00f2 alcune telefonate che lo avrebbero disturbato, e dopo una notte popolata di buffi e strani sogni, al mattino si alz\u00f2\u2026quasi tranquillamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso mi sento bene &#8211;&nbsp; pens\u00f2 &#8211; Una bella colazione e via. Ma che stupido sono stato a credere che non potessi pronunciare alcune lettere.<\/p>\n\n\n\n<p>In verit\u00e0 non si sentiva del tutto sicuro di s\u00e9, quindi dopo una tazza di latte caldo accompagnata da qualche biscotto, si trascin\u00f2 davanti allo specchio del bagno, si stup\u00ec del pallore delle guance e cominci\u00f2:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Io to ene, ho omito ome un hio.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Il cuore acceler\u00f2 i suoi battiti e nel silenzio della stanza si lev\u00f2 alto un urlo disperato. <em>Erano scomparse anche la S, la B, la C e la R<\/em>!!! NOOOO!!<\/p>\n\n\n\n<p>Solo alcune lettere non l\u2019avevano abbandonato\u2026sper\u00f2 con tutto il cuore che non lo lasciassero anche\u2026le vocali!<\/p>\n\n\n\n<p>Nemmeno questa volta la mamma credette a Paolino, anzi si arrabbi\u00f2 e lui divent\u00f2 triste, si sentiva cos\u00ec solo, senza amici, senza un pap\u00e0 perch\u00e9 il suo non lo aveva mai conosciuto. Era sempre stata la sua mamma ad occuparsi di lui e adesso anche lei non lo capiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bimbo era nella sua stanza che stava sfogliando un giornalino, quando si apr\u00ec la finestra e&#8230;entrarono trotterellando alcune letterine. Erano una F, una G, una B, una C, una D, subito seguite&nbsp; dalla R, dalla S e ora anche da una V svolazzante. Cavolino, cosa stava accadendo? pens\u00f2 il bimbo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le letterine si distesero davanti a lui, senza pi\u00f9 muoversi. Di l\u00ec a poco arriv\u00f2 volando anche una bella N. Paolino avrebbe voluto chiamare mamma, ma era troppo arrabbiato con lei e gli venne un\u2019idea. Prov\u00f2 a fare alle nuove ospiti delle domande, ma vide che queste si muovevano appena e non rispondevano.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora recuper\u00f2 le vecchie lettere di plastica che gli avevano regalato a sei anni e le gett\u00f2 sul pavimento. Riformul\u00f2 quindi alcune domande, tipo: Perch\u00e9 ve ne siete andate? E loro si mischiarono alle altre, inanimate, e composero frasi tipo: LUI TRISTE. SIAMO STUFE oppure \u2026 SCELTO TE PERCHE\u2019 SEI BUONO.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ma povero maestro, siete lettere cattive, dovete tornare da lui, come far\u00e0 senza di voi?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la P, ultima arrivata, si un\u00ec alla R emettendo insieme una sonora pernacchia, non c\u2019era verso di farle ragionare. E mettevano tristezza solo a&nbsp; guardarle.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora Paolino ebbe un\u2019altra grande idea. Scapp\u00f2 in cucina, torn\u00f2 con dello zucchero a velo e lo sparse su quelle antipaticone, che in un attimo si rallegrarono e si misero a ballare. Era arrivato il momento per Paolino di parlare con la mamma\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Alle sette di sera due figure, una giovane donna dall\u2019aria sconvolta e un bimbo pimpante ed eccitatissimo, camminavano, nel vento, in direzione della casa di Osvaldo. Arrivati l\u00ec suonarono pi\u00f9 volte il campanello, ma prima che lui potesse avvicinarsi allo spioncino infilarono una busta sotto la porta e se ne andarono. Lui riusc\u00ec per\u00f2 a riconoscerli dalla finestra.<\/p>\n\n\n\n<p>Osserv\u00f2 la strana busta, che si muoveva e sembrava quasi \u2026danzare.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina dopo i bambini erano in classe, convinti di avere ancora un\u2019ora di supplenza, quando sbuc\u00f2 dalla porta il loro maestro. Aveva qualcosa di diverso. Non era trasandato come al solito. Aveva un\u2019espressione\u2026felice.<\/p>\n\n\n\n<p>SORRIDEVA. Si, qualcosa di rarissimo per lui. Guard\u00f2 i bambini, si avvicin\u00f2 a ognuno di loro, regal\u00f2 una carezzina sulla testa ai pi\u00f9 birbantelli e poi si sofferm\u00f2 davanti al banco di Paolino.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Cari bambini, non avete idea di come mi senta bene oggi. Prima di cominciare la lezione vorrei dire grazie a questo vostro compagno, Paolino Ferri. E\u2019 grazie a lui che ho capito che con la rabbia non si ottiene niente e che a volte ho esagerato con voi, sono stato troppo severo. Questo non vuol dire che non dobbiate studiare per\u00f2!!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>E un enorme sorriso gli si stamp\u00f2 sul viso.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel giorno Paolino non si sent\u00ec pi\u00f9 solo, i suoi compagni non lo isolavano pi\u00f9, anzi lo trattavano come un amico; ora giocavano tra di loro e \u2026si malmenavano come tutti i bimbetti. E anche il personale della scuola sembrava pi\u00f9 sereno e affabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Paolino aveva notato un luccichio negli occhi di Osvaldo quando la sua mamma andava a colloquio con lui, cosa poteva significare?<\/p>\n\n\n\n<p>Era troppo stanco per pensarci. Gli ultimi giorni erano stati frenetici, pieni di novit\u00e0 e cambiamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi\u2026chiss\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49481\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49481\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Osvaldo Bianco dirigeva da alcuni anni un istituto scolastico situato in un piccolo paese del Nord Italia. 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