{"id":49469,"date":"2022-05-27T11:56:17","date_gmt":"2022-05-27T10:56:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49469"},"modified":"2022-05-27T11:57:29","modified_gmt":"2022-05-27T10:57:29","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-il-manoscritto-segreto-dalla-fossa-del-coccodrillo-di-tina-osser","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49469","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Il manoscritto segreto dalla Fossa del coccodrillo&#8221; di Tina Osser"},"content":{"rendered":"\n<p>Odore di camorra. Per questo \u00e8 noto Grumo Nevano, pochi chilometri da Casal di Principe, celebre capitale del crimine organizzato. Un tempo Grumo era famoso per i suoi profumati giardini vesuviani con le rare calendule e i narcisi cangianti, descritti da Plinio. Scomparsi. Distrutti dal cemento. Terra di fuochi, tra roghi di mondezza e prati avvelenati resta, sempre pi\u00f9 minacciato dall\u2019ennesima lottizzazione, un fazzoletto di giardino: poco pi\u00f9 di un paio di aiuole. Con i miei alunni, abbiamo piantato erbe officinali e fiori: papavero, malva, cipollotti pompeiani, crescione, passiflora incarnata. Il nostro piccolo amato paradiso \u00e8 proprio sotto la targa che ricorda Domenico Cirillo, unica gloria di Grumo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giardino, che curo con i ragazzini della V, serve anche ad onorare il famoso botanico che ha speso la vita a far rinascere dagli antichi semi le piante scomparse con l\u2019eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Domenico Cirillo \u00e8 leggenda a Grumo Nevano: universit\u00e0 a sedici anni a Napoli, laurea in medicina a venti. Poi la passione per la botanica, anni passati a scavare tra le rovine di Pompei per ricreare un giardino ideale con le 300 piante cancellate dal vulcano. Un solo seme, diceva, \u00e8 conoscenza del passato: l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 iniziata e pu\u00f2 ricominciare da un germoglio. I suoi trattati di botanica sono nelle biblioteche delle pi\u00f9 celebri universit\u00e0 del mondo. Scrisse l\u2019ultimo, il pi\u00f9\u00a0\u00a0 prezioso, poco prima di essere impiccato a Napoli, in piazza Mercato, il 29 ottobre 1799. Moriva per aver sognato la rivoluzione, la libert\u00e0 cercata allora dalla breve Repubblica Napoletana. Quando all\u2019alba lo prelevarono dalla \u201cfossa del coccodrillo\u201d, la terribile prigione di Castel Nuovo a Napoli, riusc\u00ec a imbucare nel cappuccio di un frate il suo manoscritto. Conteneva anche le istruzioni per ritrovare il luogo segreto che nascondeva la sua preziosissima collezione di semi, la ricerca di una vita. Il manoscritto spar\u00ec. Ci sar\u00f2 anch\u2019io con i miei alunni il 29 ottobre, a commemorare Domenico Cirillo. <\/p>\n\n\n\n<p>Con loro il giardino continuer\u00e0 a vivere, ne sono sicura. Hanno gi\u00e0 imparato a coltivare i fagioli mustaccielli nei bidoni di latta sui terrazzini di Grumo Nevano. Da parte mia non voglio pi\u00f9 nascondere il manoscritto, che conosco a memoria. Da due secoli \u00e8 nella biblioteca di famiglia, dono di un frate omertoso ai miei avi. Sto trattando la vendita in segreto e con mille cautele: i miei fratelli sono scaltri uomini d\u2019onore. Il denaro servir\u00e0 a realizzare il vero, grande, completo giardino immaginato, pensato, elaborato amato e studiato da Cirillo. L\u2019ho deciso tra mille timori, senza chiarezza, incapace di vedere il quadro intero della vicenda: emozione della memoria, paura, rispetto per i miei allievi,\u00a0\u00a0\u00a0 inquietudine o disprezzo per me stessa? Forse un po\u2019 di tutto. Per\u00f2 ricordo quale fu la spinta determinante che mi fece decidere. Fu dopo il settimo omicidio in sei mesi, qui in paese. Quello di Omar, il giovane egiziano immigrato\u00a0\u00a0 innamorato anche lui di piante sconosciute e semi che faceva germogliare in piccoli barattoli di latta raccolti tra i rifiuti, ai bordi delle strade. Era orgoglioso di offrirle alla scuola ma non osava mai entrare: le lasciava accanto alle finestre protette da vetri antiproiettili e sbarre. Nessuno si interess\u00f2 di quel settimo omicidio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella terra dei \u201ccasalesi\u201d gli immigrati, neri o bianchi, non contano. La vita e la morte dei senza patria non valgono niente. Era il primo giorno di primavera: Omar era stato lasciato dal caporale alla guida della macchina stracolma di braccianti clandestini, alle sei del mattino, tra i poderi di Mazzafarro. Aveva appena infilato gli stivali, subito immerso tra fango e letame nel recinto delle 64 bufale nutrite con i veleni della nostra terra. Un solo colpo in faccia. Una morte per cancellare un\u2019esistenza mai riconosciuta. Il cane nero alla catena ha abbaiato per ore ed ha rischiato di strozzarsi. Da quando Omar che lo accudiva e gli voleva bene \u00e8 stato portato via dal furgone nero, non abbaia pi\u00f9, non ringhia, non vede. Lo hanno accecato. Non ha n\u00e9 ha mai avuto un nome.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0Qualcuno ha lasciato a scuola, il giorno dopo la morte di Omar, sette fondi di bottiglia con poca terra e piantine misteriose che gli alunni stanno curando. I ragazzi si informano su internet confrontando le piccole foglie, lo stelo, le tonalit\u00e0 dei tenui verdi per riconoscerle, per far restare anche Omar qui con noi nel giardino. Non riusciranno a distruggere quel bel verde col cemento: per salvarlo ci sono i denari della vendita del raro, anzi unico manoscritto di Domenico Cirillo, il prezioso tesoro della biblioteca di casa nostra. Certo l\u2019operazione \u00e8 complicata. Appartiene a tutti noi, ai miei fratelli. Come me affiliati alla camorra: l\u2019unica famiglia davanti alla quale evaporano tutte le altre, compresa la nostra. Anch\u2019 io ho avuto il mio battesimo quando ero ancora alle elementari. Tremavo per via della \u201cpungitura\u201d all\u2019indice della mano sinistra, il rito iniziatico di affiliazione alla camorra. Fu un attimo: alcune gocce di sangue caddero su un santino. Io non appartenevo pi\u00f9 a me stessa. <\/p>\n\n\n\n<p>Non ricordo le parole esatte del giuramento. Mi impegnavo comunque a non tradire il clan. Invece sto per tradire la mia famiglia. Temo la morte che forse verr\u00e0 con i colori rossi dell\u2019autunno. Mio padre Vincenzo era un pezzo da novanta. Amava la natura, i fiumi, gli uccelli che chiamava per nome, riconosceva le gemme degli alberi a primavera e i nomi degli insetti che succhiano i fiori. La nostra biblioteca \u00e8 colma di libri anche rari sul mondo naturale. Ne leggeva brani ad alta voce a noi ragazzi, sempre pi\u00f9 orgogliosi e ammirati del suo sapere che sarebbe un giorno stato nostro per sua volont\u00e0. Quello che so e che trasmetto ai miei allevi l\u2019ho imparato da lui che ho amato pi\u00f9 di ogni altra persona prima di Omar. Io ho tenuto la grande mano bianca di mio padre fino alla fine mentre diventava sempre pi\u00f9 fredda e la battevo piano con le mie dita calde: lui quando dormiva si picchiava spesso la fronte con la mano a un ritmo inarrestabile come sabbia nella clessidra. Lo chiamavano \u201co animale\u201d, era feroce e abile di lama. Bruno, un po\u2019 tarchiato ma di bell\u2019aspetto; intelligente e colto \u00e8 stato a lungo un nomade della giustizia, un confidente utile e infido quando ancora quei tribunali gli prestavano ascolto ed emettevano sentenze che facevano strame del diritto e della giustizia. Aveva deposto, elegante e preciso, su particolari insignificanti, in decine di processi, ricostruendo a suo modo dinamiche e moventi di fatti e misfatti di malavita. Ma \u201co animale\u201d aveva un animo gentile e a noi figli faceva curare fin da bambini piccoli orti e coltivare fiori con semi e piantine di cui suo padre e suo nonno conoscevano, diceva spesso, speciali segreti da custodire per sempre in famiglia. I segreti per le famiglie come la mia sono un capitale: \u201cChi controlla il passato controlla il futuro. <\/p>\n\n\n\n<p>Chi controlla il presente controlla il passato\u201d ripeteva mio padre fissandoci con i suoi grandi occhi neri e lucenti; noi bambini non capivamo ma ci sentivamo fieri come se parlasse una sua lingua misteriosa e potente tutta per noi. Io manterr\u00f2 il segreto fino al prossimo 29 ottobre. Quel giorno, come ogni anno il paese intero ricorda Domenico Cirillo, il suo cittadino pi\u00f9 illustre. Ci saranno fiori e dolci, frati e sacerdoti, la banda e i politici schierati. Si ripeter\u00e0 il tranquillizzante rito vitale che d\u00e0 lustro e popolarit\u00e0 alle \u201cfamiglie\u201d onorate della zona. Quel giorno, se sar\u00f2 capace di agire senza tradirmi, avr\u00f2 gi\u00e0 venduto il manoscritto nascosto nella biblioteca di casa. Lo consegner\u00f2 in mani sicure. Quel denaro baster\u00e0 a salvare il nostro giardino. Anch\u2019io potr\u00f2 festeggiare anche se per gente come me, ad ogni bivio del sentiero che porta al giorno successivo, la famiglia, non solo i miei fratelli, ha messo mille occhi a guardia del passato. Il mio passato, immaginato e perduto, sembra un\u2019eternit\u00e0 ma certamente i miei ragazzi, che con tanto entusiasmo e passione hanno lavorato la terra alla luce del sole e fino alle radici, creeranno il loro futuro dal loro futuro e non dal mio passato che del resto non era neppure prevedibile quando \u00e8 iniziato. Da questo momento il mio futuro \u00e8 solo silenzio che, lo sento, entrer\u00e0 muto e deciso da un altro ingresso che non ho mai saputo esistesse.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49469\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49469\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Odore di camorra. 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