{"id":49459,"date":"2022-05-27T11:31:48","date_gmt":"2022-05-27T10:31:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49459"},"modified":"2022-05-27T11:31:49","modified_gmt":"2022-05-27T10:31:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-extraconiugale-di-mirko-gavioli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49459","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Extraconiugale&#8221; di Mirko Gavioli"},"content":{"rendered":"\n<p>Non era cominciato da molto: due mesi? tre? S\u00ec, all\u2019incirca, mese pi\u00f9 mese meno. Tutto era nato per quella galeotta disposizione dei bagni, simmetrici e separati da non pi\u00f9 di dieci centimetri fra mattoni forati ed intonaco. &nbsp;Il suo confinava con quello dell\u2019appartamento accanto e i sanitari, in entrambi, erano disposti in modo speculare, le tazze e i bidet addossati alla stessa parete, nella stessa posizione.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;E forse fu solo un caso, anche se lui si preferiva pensare che invece fosse uno di quei segni che ti manda il destino, uno di quelli che non puoi girare la testa dall\u2019altra parte.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;Era successo cos\u00ec: che lui stava in bagno, seduto sulla tazza scrollando qualche social, quando il silenzio fu rotto dalla cacciata dello sciacquone. Per un attimo fu colto da grande sorpresa, stupito che in modo inspiegabile quell\u2019aggeggio fosse partito automaticamente, quasi avesse valutato da solo che era giunto il momento di scaricare. Perch\u00e9 in effetti il momento era davvero opportuno.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Rimase interdetto per qualche istante, prima di realizzare che il rumore proveniva di l\u00e0 dal muro, dall\u2019altro bagno.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;Il pensiero corse di colpo alla sua vicina, donna giovane e attraente, al cui fascino non era mai stato insensibile, e cominci\u00f2 ad immaginarla: mentre si alzava dalla sua postazione prima di affidarsi ai gesti abituali e conclusivi che completavano quei momenti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Gli fu chiaro che erano stati seduti , senza saperlo, a pochi centimetri l\u2019uno dall\u2019altra, praticamente schiena contro schiena, separati da un nulla di laterizio, per tutto quel tempo, in una situazione di cos\u00ec singolare ma intensa intimit\u00e0 come raramente pu\u00f2 accadere fra un uomo e una donna. &nbsp;Si andava convincendo che non poteva essere successo per caso, che doveva essere un segno, che questo inaspettato incontro con \u201clei\u201d fosse un richiamo, un appuntamento con il destino, un invito alla passione, tanto potente e incontenibile da travolgere quel misero contesto: la tazza, il portarotoli, il sapone sulla mensola, lo scovolino, e da spazzar via come uno tsunami tutti quegli stucchevoli, banali, usuali&nbsp; contesti romantici in cui si immagina che queste cose debbano accadere: con il sole che tramonta dietro la collina, le foglie gialle dei castagni in autunno o l\u2019aurora dalle dita di rosa che tinge l\u2019orizzonte del mare.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il destino aveva deciso cos\u00ec: di farli incontrare fra la lavatrice e il bidet, fra la tazza del water e il box doccia, ignorando i tramonti, la tavolozza dell\u2019autunno e il profumo del mare. Non poteva far finta di niente. Non voleva. Lei era di l\u00e0 e lui sentiva che pur nei limiti degli strumenti di cui disponeva in quel momento, anche lei era pronta all\u2019incontro. Non si sarebbe tirato indietro; mai e poi mai avrebbe sciupato quell\u2019occasione, &nbsp;perch\u00e9 di questo si trattava, ne era sempre pi\u00f9 certo.&nbsp;&nbsp; Un\u2019occasione che andava colta, forse l\u2019unica che avrebbe mai potuto avere con lei, un vento di ardore e di passione che si stava alzando, cui non avrebbe negato le vele. Non avrebbe&nbsp; trascorso i lunghi inverni della vecchiaia macerandosi nel rimpianto.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Doveva chiamarla, risponderle, mandarle un segno, doveva dirgli \u201c eccomi, anch\u2019io sono qui per te\u201d e poi avrebbe aspettato, con sospesa speranza.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Come fare? Aveva poco tempo per decidere e per far partire la scintilla che avrebbe attizzato il fuoco. Rimase per qualche attimo in una frenetica incertezza poi, prima che fosse troppo tardi e che l\u2019occasione potesse svanire, si gir\u00f2, spinse il bottone e scaric\u00f2 il suo sciacquone. Trattenne il fiato, &nbsp;seduto, immobile, senza fare alcun rumore, con i pantaloni abbassati fino alle caviglie e il cellulare abbandonato sul tappeto, senza avere la forza di rialzarsi, finch\u00e8 sent\u00ec il cuore balzargli in gola all\u2019udire, di l\u00e0 dal muro, tre-quattro scatti di scarico, deboli, certo, per la poca acqua che ormai stava nel serbatoio semivuoto, ma nitidi, scanditi. Lei l\u2019aveva sentito e gli rispondeva! Quasi non credette alle sue orecchie. Il suo cuore avvamp\u00f2 di colpo. Cerc\u00f2 di darsi un contegno: si sistem\u00f2 il colletto della camicia e si ravviv\u00f2 i capelli,&nbsp; trascurando particolari secondari come le mutande ancora a penzoloni sui pantaloni calati. Nessuna frase d\u2019amore, uscita dalla penna di un poeta o letta su nessuna carta di &nbsp;cioccolatino al mondo, poteva descrivere meglio il turbamento amoroso provocato da quei gorgogli\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cLei\u201d era di l\u00e0 e aspettava, pens\u00f2, doveva parlarle ancora, dirle che la desiderava, ma non poteva certo mettersi a urlare per farsi sentire di l\u00e0 dal muro, n\u00e9 picchiettarci contro con lo scovolino. Poi un\u2019idea lo illumin\u00f2 quando lo sguardo gli cadde di nuovo sul pulsante dello sciacquone.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;ALFABETO MORSE! Rispolver\u00f2 freneticamente ci\u00f2 che se ne ricordava &nbsp;e schiacci\u00f2 il pulsante dello sciacquone con pressioni rapide e altre pi\u00f9 lente, a m\u00f2 di tasto del telegrafo, per comporre le lettere. Avrebbe scritto un telegramma sonoro, un telegramma di scarico. Un linguaggio cifrato, impenetrabile e segreto come si conviene in questi casi. Poteva funzionare se \u201clei\u201d avesse capito e se qualcosa del Morse avesse masticato. Era un rischio che doveva correre.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sa che una grande passione si fa un baffo delle piccole difficolt\u00e0, e che bisogna osare, &nbsp;cos\u00ec cominci\u00f2 a scrivere, con punti, linee, pause, e con l\u2019acqua che continuava a scaricare nella tazza del water ora a fiotti deboli , ora con vortici scroscianti.<\/p>\n\n\n\n<p>Era un sistema non semplice e tutt\u2019altro che immediato: gli servirono quasi dieci minuti per scrivere: \u201cCiao\u201d. Poi si tir\u00f2 su i pantaloni, abbass\u00f2 la ciambella e si sedette di nuovo, girato faccia al muro, con il dito sul pulsante, l\u2019orecchio teso, in ardente e sospesa attesa di una risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Gli sembr\u00f2 infinita, ma quando ormai stava perdendo le speranze, perch\u00e9 succede sempre qualcosa proprio mentre stai perdendo le speranze, ecco arrivare da di l\u00e0 del muro un punto, linea, punto punto linea, punto; si sforz\u00f2 febbrilmente di tradurre. Il messaggio non lasciava tracce di carta, e questo era certo una garanzia di segretezza, ma la cosa costringeva ad un grande sforzo di memoria&nbsp; per ricordare le sequenze dei segnali e per decifrarle. Con grande sforzo riusc\u00ec a ricordare i suoni e finalmente a ricostruire ci\u00f2 che \u201clei\u201d gli aveva inviato: \u201c<em>Maio<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Maio? &nbsp;Che era&nbsp; Maio? Ma certo! Un piccolo errore, insignificante, perdonabile, perdonabilissimo, figuriamoci, anche il di lei Morse doveva essere arrugginito, ci mancherebbe. Era \u201cCiao\u201d che gli voleva scrivere, ovviamente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Gli aveva risposto! Questo era tutto quello che importava. Era eccitato.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Cos\u00ec era cominciata la loro relazione. Da allora si incontravano in bagno e si scambiavano messaggi con il telegrafo-sciacquone, tutti i giorni, e anche due-tre volte al giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Non pass\u00f2 per\u00f2 molto, giusto un bimestre, prima di scoprire con disappunto che con quel telegrafo idraulico, anche riducendo all\u2019osso la sintassi, non era possibile fare discorsi troppo lunghi,&nbsp; e che anche per scrivere brevi frasi ci voleva un tempo infinito &#8211; anche se questo non \u00e8 un ostacolo fra due amanti- &nbsp;ma soprattutto prima di scoprire che quel sistema consumava molta acqua e che la relazione si rivelava &nbsp;dispendiosa. Non che lui fosse tirchio, anzi, si considerava generoso e non era attaccato al denaro, ma non poteva non considerare che \u201c<em>Ti desidero intensamente, amore mio<\/em>\u201d gli veniva a costare, aveva calcolato, pi\u00f9 o meno trentacinque Euro sulla bolletta.<\/p>\n\n\n\n<p>La moglie cominci\u00f2 a nutrire qualche perplessit\u00e0, se non proprio dei sospetti, trovando il bagno cos\u00ec spesso occupato dal marito. Ma una volta tranquillizzata, dall\u2019interessato stesso, sulle sue condizioni di salute e fugato ogni dubbio sulla ventilata ipotesi di un malassorbimento, non diede pi\u00f9 peso alla cosa. E non valsero ad instillarle alcun dubbio n\u00e9 l\u2019unghia incarnita del pollice del marito, n\u00e9 la necessit\u00e0 di sostituire il pulsante dello scarico del bagno due volte in due mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c Non li fanno pi\u00f9 come una volta\u201d la convinse lui scuotendo sconsolato la testa e rispondendo al suo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c Non capisco: quell\u2019altro ci \u00e8 durato quindici anni\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Fu con l\u2019arrivo della bolletta dell\u2019acqua che la cosa torn\u00f2 a galla.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201c Il doppio! Esattamente il doppio, anzi, qualcosa in pi\u00f9 addirittura! Guarda qua! Non \u00e8 possibile! C\u2019\u00e8 un errore! Domani vado e mi sentono! Non possono fare sempre i loro comodi e noi subire!<\/p>\n\n\n\n<p>Sudditi! Siamo sudditi senza diritti! Ecco come ci trattano!\u201d protestava indignata la moglie sventolando la bolletta e camminando su e gi\u00f9 per il corridoio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c Forse hai usato pi\u00f9 acqua in questo periodo \u2013tent\u00f2 di giustificare lui in preda ad uno strano imbarazzo &#8211; magari.. prova a pensarci..sai certe volte non sembra ma lasci aperto un rubinetto qualche secondo in pi\u00f9 e.. dai una volta e dai cento..sono litri eh!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c Ma che litri , ma che secondi, ma di che parli?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c Voglio dire che magari hai innaffiato molto di pi\u00f9 le piante in questo periodo, o magari.. il cane ecco, il cane ha preso contro al rubinetto in giardino e..\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSiamo in Febbraio, quanto pensi sia stato necessario innaffiare in Dicembre e in Gennaio? E Ruby poi che c\u2019entra? E\u2019morto due anni fa, non te lo ricordi?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c No\u2026 beh.. certo che so che Ruby \u00e8 morto \u2013balbett\u00f2 lui in qualche modo- figurati\u2026 dicevo cos\u00ec per fare un esempio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;E la discussione era andata avanti cos\u00ec, senza arrivare a una giustificazione plausibile per quel consumo abnorme, fino a che lui non chiuse l\u2019argomento giurandole che sarebbe andato, il luned\u00ec successivo,all\u2019ufficio della municipalizzata \u201c<em>per chiarimenti<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E per farti valere!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Eh certo, figurati, si capisce che mi far\u00f2 valere, cosa credi? Tu mi conosci\u2026eh\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Cap\u00ec mentre lo diceva che non era il caso di insistere troppo sull\u2019ultima affermazione e fu sollevato dal poter interrompere il discorso.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Era angustiato invece dal pensiero che anche \u201clei\u201d di l\u00e0, forse stava affrontando una discussione analoga con il marito, ma non si preoccup\u00f2 pi\u00f9 di tanto: le donne sono pi\u00f9 padrone della situazione e sanno tenere i nervi a posto. Mica sparano cazzate come aveva fatto lui. Il cane: ma come diavolo gli era venuto in mente di tirare fuori il cane, che stava sotto dieci centimetri di terra alla base del nespolo da due anni? Non finiva di darsi del coglione.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Beh, \u201clei\u201d errori del genere non li avrebbe certo fatti. Era una donna di ghiaccio. Da quando la storia era iniziata, non un gesto, non una parola avevano mai lontanamente tradito la loro relazione. Nei brevi incontri in cortile, o sulle scale: niente, nessuna reazione, sia che ci fosse qualcuno o che non si vedesse attorno anima viva. Anche quando gli capitava di&nbsp; incrociarla con il marito: niente, non un gesto, non uno sguardo, non una piega del labbro. Che controllo! Che sangue freddo! Tanto che il marito, forse imbarazzato da tanta freddezza, gli sembr\u00f2 addirittura che avesse cominciato a usargli un atteggiamento diverso, come dire, una maggior cortesia, piccole attenzioni ecco: come aprirgli la porta d\u2019ingresso o chiamargli l\u2019ascensore. Cose impercettibili per carit\u00e0: uno sguardo cordiale, un mezzo sorriso\u2026cose cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Tanto che questo lo metteva addirittura un po\u2019 a disagio; si sentiva un po\u2019 in colpa per avere una relazione, seppur&nbsp; platonica &#8211; anche se confidava ancora non per molto- &nbsp;con la moglie di questo coinquilino cos\u00ec per bene, della cui affabilit\u00e0 non si era mai reso conto nei cinque anni che abitavano nel palazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Dopo qualche settimana la questione della bolletta dell\u2019acqua era passata in secondo piano, un po\u2019 dimenticata, un po\u2019 rimandata, un po\u2019 tenuta nascosta, insomma malamente seppellita, anche peggio di Ruby. Ma il problema rimaneva. Gli amanti dovevano trovare un mezzo diverso per comunicare, se non subito, almeno prima del bimestre successivo. Si scambiarono a questo scopo alcune proposte nel solito modo senza tuttavia approdare a nulla se si vuole escludere il consumo di quasi quarantacinque Euro d\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Per il resto tutto continuava come prima in un equilibrio stagnante e impantanato. Ma proprio quando gli sembrava che tutto fosse ormai scontato, perch\u00e9 succede sempre qualcosa di straordinario proprio quando tutto ti sembra scontato, una tempesta improvvisa squass\u00f2 la quiete dello &nbsp;stagno &nbsp;scaravoltandolo con violenza.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Successe verso la fine di Febbraio, una sera che era sceso a portare fuori il pattume, quando incroci\u00f2 nell\u2019ingresso \u201clei\u201d e il marito mentre uscivano a cena.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il marito aveva prontamente lasciato il braccio di \u201clei\u201d e gli aveva aperto la porta scostandosi un poco da lui e dal suo odoroso bidoncino dell\u2019umido, e facendogli un piccolo inchino.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Furono proprio le poche parole che disse \u201clei\u201dche di colpo scatenarono la tempesta. Anzi una in particolare. Anzi proprio l\u2019ultima. Si sent\u00ec come quando infili le dita nella presa della corrente o tocchi un filo scoperto, con i muscoli che sussultano e il cervello sbatte qua e l\u00e0 nella testa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c Su andiamo o faremo tardi; d\u00e0i, MARIO!\u201d cos\u00ec disse.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Mario? Quel nome gli era esploso di colpo nella testa. Certo che sapeva come si chiamava, ma la cosa non gli era mai sembrata importante. O almeno non come in quel momento. La scossa lasci\u00f2 il posto all\u2019inquietudine. Un tarlo vorace gli stava crescendo nel cervello. Cercava, si sforzava, di ricordare: la parola con la quale \u201clei\u201d gli aveva risposto la prima volta, quando gli aveva scritto \u201cCiao\u201d, &nbsp;facendo quel piccolo errore di lettere, com\u2019era pure? \u201cCaio o Baio ah ecco: Maio\u201dera uno scambio di consonanti ne era certo. Non poteva essere che\u2026che non cos\u00ec. Certo, era sicuro, sicurissimo, anzi quasi sicuro. O no? \u201cMaio?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Quella notte non riusciva a prendere sonno. \u201cMaio?\u201d i pensieri gli si affollavano nella mente: Ciao, Caio, Maio, Mario. La moglie, che in trent\u2019anni non l\u2019aveva mai visto girarsi pi\u00f9 di una volta nel letto prima di cadere in una manciata di secondi&nbsp; in un sonno improvviso e catatonico, rimase non poco incredula. La sorpresa lasci\u00f2 quasi subito il posto alla preoccupazione:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c Che hai? Stai poco bene?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c Eh? No niente\u2026 forse la digestione\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c La digestione? Tu sei cintura nera di digestione. Non ti ho mai sentito lamentarti per un mal di stomaco, anzi sono sicura che non sai nemmeno approssimativamente dove si trova se ti chiedessi di indicarmelo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Tranquillizzata la moglie, cerc\u00f2 di dormire. Quando finalmente gli riusc\u00ec, dopo quattro-cinque interminabili minuti che gli fecero sperimentare quale terribile disturbo fosse l\u2019insonnia, arrivarono presto sogni inquietanti &nbsp;ad agitargli il sonno. Vedeva \u201clei\u201d in bagno, discinta e voluttuosa che gli scriveva a sciacquonate, poi lei si girava e al suo posto improvvisamente compariva Mario, che continuava il messaggio. Non sapeva come, ai sogni non bisogna chiedere troppo, ma sentiva chiaramente che quel farabutto &nbsp;credeva di parlare a sua moglie. Sentiva montare l\u2019odio verso quel bastardo che intendeva imbastire una tresca con lei, zozzo disgraziato, che si era messo in testa? Lui? Ma non era il suo tipo, un bacarozzo che insidia un angelo? Ecco il motivo delle sue cortesie, le sue moine, la sua cordialit\u00e0, il suo aprirgli la porta, il caricargli la spesa sull\u2019ascensore, Giuda! Ecco spiegato, altro che affabile, un Giuda!<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;E cos\u00ec pass\u00f2 la notte: ora tra l\u2019afflizione per un\u2019amante svanita, ora tra la gelosia e la rabbia per un molestatore di donne perbene e ora per tutte e due le cose insieme. Oh ma avrebbe chiarito tutto! Oh se l\u2019avrebbe fatto! Oh quello l\u00e0 se l\u2019avrebbe sentito!<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il proposito prendeva corpo verso il mattino, quando i sogni svaniscono piano e la coscienza si risveglia, incerta come un bimbo che impara a camminare. E siccome la sua cos\u00ec come era molto veloce a spegnersi era molto lenta a rianimarsi, ebbe quasi un\u2019ora di tempo per rafforzarsi nel proposito. Avrebbe colto la prima occasione per affrontare quel satiro malefico e per chiarire la questione una volta per tutte.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;L\u2019occasione si present\u00f2, tanto insperata da sembrare addirittura prematura, quella stessa mattina, lungo le scale. Lo incroci\u00f2 per caso, e decise su due piedi di affrontarlo subito e di parlare senza giri di parole, andando dritto al sodo, prendendolo di petto, a costo anche di azzuffarsi sul pianerottolo del primo piano, se fosse stato necessario.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ma per fortuna anche nel cervello dei pi\u00f9 focosi c\u2019\u00e8 un nucleo che controlla le reazioni istintive e le mitiga in valutazioni razionali. La natura ce l\u2019ha dato come salvavita, per evitare situazioni che&nbsp; possano metterci in grave pericolo, come prendere a calci un orso o insultare un avvocato, o far scendere un camionista dal suo TIR per litigare per una precedenza, per esempio. Il suo, pur piccolo come quello di tutte le persone sanguigne, bene o male funzion\u00f2, e lo convinse ad affrontare la questione alla larga girandole attorno:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Sto andando a vedere se c\u2019\u00e8 posta. Speriamo non ci sia arrivata la bolletta dell\u2019acqua- butt\u00f2 il sasso con tono indifferente per tastare il terreno e scoprire come l\u2019altro reagiva.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Non avendo ricevuto che un indecifrabile cenno del capo, insistette:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; L\u2019ultima era incredibilmente alta, pi\u00f9 del doppio del solito, non so perch\u00e9. Forse abbiamo una perdita, magari sentiremo dall\u2019amministratore. Anche a voi \u00e8 successo? Magari \u00e8 un problema di condominio..<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Beh s\u00ec\u2026 anche a noi in affetti \u00e8 arrivata salata.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non abbiamo fatto niente di diverso dal solito..<em>Noi<\/em> &#8211; aggiunse dopo una piccola pausa.- Le solite lavatrici, lavastoviglie, solite cose. Non abbiamo fatto niente di diverso dal solito. <em>Noi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Infatti, nemmeno noi abbiamo capito come mai.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Mia moglie, poi\u2026 <em>\u201cmia moglie<\/em>\u201d \u2013enfatizzando sia il pronome che il sostantivo- dice che proprio non capisce perch\u00e9: lei non ha fatto niente di nuovo, proprio niente, assolutamente niente, mi sono spiegato?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; S\u00ec, certo, me l\u2019hai gi\u00e0 detto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Allora sar\u00e0 una perdita, un tubo rotto.. che ne so: uno sciacquone difettoso, toh &#8211; disse scandendo le parole e osservando la reazione dell\u2019interlocutore.<\/p>\n\n\n\n<p>-Uno sciaquone? Perch\u00e9 pensi proprio a uno sciacquone? Uno se ne accorge se lo sciacquone scarica di continuo, no?<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ah s\u00ec, certo che uno se ne accorge farabutto \u2013pens\u00f2 immaginandolo intento a telegrafare a sua moglie un \u201cmi manchi tanto, tesoro\u201d da ventisette Euro. E se invece stava sbagliando tutto e fosse&nbsp; \u201clei\u201d a scrivere? Avrebbe stroncato una relazione appassionata per un banale equivoco? Per una infondata gelosia? Di colpo si pent\u00ec di aver suggerito al vicino che il luogo di incontro fosse il bagno. Aveva messo in guardia il marito e in pericolo il segreto di due amanti per una stupida questione di gelosia.<\/p>\n\n\n\n<p>-Beh, vorr\u00e0 dire che ci faremo trovare pronti tutti e due al \u201cprossimo appuntamento\u201d- aggiunse Mario con un sorrisetto a mezza bocca, avviandosi su per le scale. Qualcosa, un insetto, un granello di polvere, forse gli era andato in un occhio, perch\u00e9 gli sembr\u00f2 che lo strizzasse un paio di volte.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Lui rimase impalato, con lo sguardo perso, come un ladro sorpreso con il sacco in mano prima ancora di aver cominciato a riempirlo. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>-Quale appuntamento?- trov\u00f2 appena la forza di sibilare, in ansia per la risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Mario lo guard\u00f2 inclinando un po\u2019 la testa da un lato, sempre con lo stesso sorriso:<\/p>\n\n\n\n<p>-Quello con il postino. Per la bolletta. Quale altro? Ciao.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Rimase appoggiato al corrimano mentre i suoi pensieri cercavano di rimettersi in piedi come un pugile dopo un KO. Era confuso. Apr\u00ec la finestra del ballatoio. Sent\u00ec il sollievo dell\u2019aria fredda fra le piccole gocce sulla fronte.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Era un\u2019ipotesi che non aveva preso in considerazione. Un punto di vista che non aveva immaginato. Si sentiva come un domatore, nella gabbia di un circo che con sedia e frusta e compiaciuta maestria aveva controllato la tigre di fronte a lui per scoprire di colpo un leone alle sue spalle che lo sta fissando, con le fauci socchiuse.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Sal\u00ec le scale distrattamente, mentre i pensieri cozzavano senza ordine nella sua testa, e fu quando arriv\u00f2 al suo pianerottolo che vide uscire \u201clei\u201d, elegante e profumata, dal suo appartamento.<\/p>\n\n\n\n<p>-Ciao. Che giornata! Ci vorrebbero giorni di quarantott\u2019ore per fare tutto. Mi sono ricordata di colpo l\u2019appuntamento dal dentista: cos\u00ec smetti di rassettare\u2026 vestiti in fretta e furia\u2026 e via. Dovevo finire il bagno ma ho lasciato tutto l\u00ec. Lo far\u00f2 stasera. Dopo cena.- aggiunse fissandolo negli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui si perdeva nei suoi e sembrava non fare troppa attenzione a quello che diceva.<\/p>\n\n\n\n<p>-Il bagno, dico.. quella \u00e8 una cosa che tocca a me, e .. a nessun altro- cinguett\u00f2 con civetteria, dopo aver aspettato per qualche altro secondo una sua reazione.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;S\u00ec, doveva esserci polvere in giro perch\u00e9 anche lei aveva qualcosa negli occhi che forse le dava fastidio. Sbatteva le palpebre in continuazione; tanto che lui non ricord\u00f2 se gli avesse detto che l\u2019appuntamento fosse dal dentista o dall\u2019oculista.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&#8211; Alla prossima- gli disse lei accompagnando il saluto con la mano.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp;Lui cerc\u00f2 di sfoggiare il suo sorriso pi\u00f9 malandrino, poi si accontent\u00f2 del meno ebete e la salut\u00f2 balbettando qualcosa, mentre il cuore&nbsp; la inseguiva lungo le scale.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;Quella sera cen\u00f2 distrattamente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Chi aveva scritto a lui\u201c Sei tutta mia vita\u201d, \u201cAmore mio eterno\u201d, eccetera, eccetera..&nbsp; e lui a chi credeva di rispondere? Con chi stava scambiando effusioni e intimit\u00e0 da tre mesi, di l\u00e0 dal muro? Aveva i pensieri come foglie secche, e un tipo con uno di quei soffiatori a scoppio che gliele vorticava dappertutto, senza pace.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Da circa un mese si erano accordati, lui e l\u2019<em>amante<\/em>, di scambiarsi ogni sera prima di coricarsi, verso mezzanotte la \u201csciacquonata della buonanotte\u201d, cos\u00ec l\u2019avevano chiamata con affettuosa complicit\u00e0. &nbsp;Era diventata un\u2019abitudine dolce, una comunione d\u2019anime, un appuntamento intrigante e consolatore, e nemmeno troppo caro: meno di quindici Euro a bimestre, centesimo pi\u00f9 centesimo meno.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Quella sera a mezzanotte per\u00f2, entr\u00f2 in bagno molto incerto. L\u2019amante era gi\u00e0 di l\u00e0, si avvertiva da piccoli rumori, ma mentre le altre sere ne indovinava il viso e scendeva ad immaginarne le intime fattezze, stavolta queste gli sembravano pi\u00f9 confuse. Non era sicuro di sentirsela. Forse avrebbe lasciato perdere. Troppo complicato. Troppo rischioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Fece per uscire, ma di colpo, perch\u00e9 \u00e8 quasi sempre di colpo che queste cose devono accadere, si ferm\u00f2 sulla porta e si gir\u00f2 a guardare &nbsp;lo sciacquone, muto, che aspettava.<\/p>\n\n\n\n<p>E qualcosa scatt\u00f2 nella sua testa<\/p>\n\n\n\n<p>-E chissenefrega! Sempre di amante si tratta!- pens\u00f2<\/p>\n\n\n\n<p>Fece un balzo e schiacci\u00f2 lo scarico: \u201c amore sono qui\u201d gorgogli\u00f2 il messaggio dall\u2019altra parte.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Era di nuovo felice.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49459\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49459\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non era cominciato da molto: due mesi? tre? S\u00ec, all\u2019incirca, mese pi\u00f9 mese meno. Tutto era nato per quella galeotta disposizione dei bagni, simmetrici e separati da non pi\u00f9 di dieci centimetri fra mattoni forati ed intonaco. &nbsp;Il suo confinava con quello dell\u2019appartamento accanto e i sanitari, in entrambi, erano disposti in modo speculare, le [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_49459\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49459\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":22563,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[597],"tags":[],"class_list":["post-49459","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2022"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49459"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/22563"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=49459"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49459\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49461,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49459\/revisions\/49461"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=49459"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=49459"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=49459"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}