{"id":49426,"date":"2022-05-27T16:59:31","date_gmt":"2022-05-27T15:59:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49426"},"modified":"2022-05-27T16:59:32","modified_gmt":"2022-05-27T15:59:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-la-forma-chen-di-daniele-cerruti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49426","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;La forma Chen&#8221; di Daniele Cerruti"},"content":{"rendered":"\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Stare nello stato di un pino<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nella posizione di partenza della forma Chen, il praticante poggia il peso su entrambe le gambe, distende la nuca verso l\u2019alto e piega leggermente le ginocchia. \u00c8 necessario concentrarsi, svuotare la mente, raccogliere l\u2019energia nel Tan-Tien.<\/p>\n\n\n\n<p>Il silenzio sgorga da membra rilassate, eppure agili e pronte al movimento. O almeno cos\u00ec dovrebbe essere, pensa, mentre il corpo rifiuta la levit\u00e0 della pratica e le vaporose fluttuazioni nascondono, nella carne, nervose desolazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La camicetta viola, comprata chiss\u00e0 dove, forse al mercato di Casale, il giorno che si and\u00f2, insieme, a trovare la zia Erminia. \u00c8 ancora l\u00ec, nella cesta della biancheria, quando lui la svuota. C\u2019\u00e8 il profumo di lei, sopra; l\u2019essenza incendia le narici di ricordi aspri e penosi. Per un attimo sembra che tutto non sia stato, che lei sia ancora l\u00ec, che la sua voce possa risuonare dalla camera accanto. Sono le sette. Tra poco arriver\u00e0 Mario con le bozze del primo atto da correggere. Ce ne sar\u00e0 per tutta la sera.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il gallo d\u2019oro resta solo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il praticante poggia il proprio peso sulla gamba sinistra, la destra alzata a livello del ginocchio. Le braccia sono piegate a livello del gomito e gli avambracci si alzano, tesi, verso l\u2019alto ad angolo retto. Le mani sono aperte e le dita unite l\u2019una all\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Il moto che ne segue \u00e8 misurato, lento, inesorabile. La gamba destra si distende, leggera; il corpo inizia a ruotare, in un gesto fluido e delicato.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna ricordarsi il latte, una buona volta. E le presine. Quelle che ci sono, appese ai ganci di plastica incollati alle mattonelle della cucina, sono da buttare: bruciacchiate ai lati e infeltrite, consunte dall\u2019uso. Prenderne di nuove. E poi le solite cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi che si mangia? D\u00e0 un\u2019occhiata al frigo e annota, con scrupolo.<\/p>\n\n\n\n<p>La spesa, lui, la fa con la lista, si scrive le cose perch\u00e9, altrimenti, se le dimentica. Perch\u00e9 non vuole comprare delle cose inutili che poi stanno l\u00ec a marcire.<\/p>\n\n\n\n<p>Ieri, Mario \u00e8 stato allegro e lieve, una brezza fresca, la sera, nel deserto. Si \u00e8 corretto il primo atto e ci si \u00e8 sorpresi pi\u00f9 avanti, nel lavoro, di quanto si fosse pensato. Mario ha parlato un po&#8217; di Perini, del fatto che i traduttori, le copie, gliele inviano in ritardo, e lui non sa gestire, non sa gestire, \u00e8 inutile.<\/p>\n\n\n\n<p>Hanno riso e bevuto un paio di birre.<\/p>\n\n\n\n<p>Mario non ha chiesto. Voleva sapere come andava, \u00e8 chiaro. Ma non ha chiesto. \u00c8 stato discreto, sensibile, cosa rara, al giorno d\u2019oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 andato via verso le due.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha lasciato dietro di s\u00e9 una lattina di birra accartocciata e il rumore di un motorino.<\/p>\n\n\n\n<p>In lontananza.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Giocare con le nuvole<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Qui bisogna coordinare mani e piedi. I piedi si spostano lateralmente, seguendo una linea retta. Le mani ruotano davanti al viso. Il passaggio alla forma successiva avviene con calma senza soluzione di continuit\u00e0. D\u2019altra parte \u00e8 cos\u00ec in tutto il Tai-Chi. Ma questa forma gli riesce meglio di altre. Eppure, ora, sente attraverso la carne, la tensione dei nervi, la contrattura dei muscoli. Il corpo esegue la forma con sobbalzi impercettibili. \u00c8 necessario abbandonarsi, accettare lo scorrere del movimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Incubi. Di notte ha quasi paura di addormentarsi. L\u2019altra sera, ad esempio, si \u00e8 svegliato di colpo, ma non ricordava nulla. Spesso, nel sogno, lo coglie la sensazione di cadere nel vuoto, di non avere sostegno. Cadere nel vuoto lo terrorizza, pi\u00f9 di ogni altra cosa. Arianna dice di andare da uno psicologo. Che non vuol dire essere matti, si affretta a precisare pi\u00f9 a s\u00e9 stessa che ad altri. Il fatto \u00e8 che certe cose, ecco, lui non le ha ancore superate. Deve trovare uno che lo ascolti.<\/p>\n\n\n\n<p>Dallo psicologo ci va davvero. \u00c8 passata una settimana dalle esequie. Parlano molto, lui si sente un po&#8217; meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Di pomeriggio, al lavoro, dopo quasi una settimana.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo gli altri \u00e8 un buon segno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Portare la tigre in montagna<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vuol dire ripetere la stessa sequenza quatto volte, in quattro direzioni differenti. La sequenza non \u00e8 che una successione di parate e respinte che uno apprende all\u2019inizio della pratica. Ripetere gli stessi movimenti, crea una cadenza interna, un ritmo proprio dell\u2019usuale. Ci\u00f2 che \u00e8 noto, semplice, costante, risuona nella mancanza.<\/p>\n\n\n\n<p>In redazione sono tutti gentili, compassati. Perfino la Nencini riesce a sembrare quasi umana: Arianna le telefona per dire che non viene, che ha la febbre, e lei si limita a grugnire e a scuotere la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>La febbre di Arianna, la Nencini al telefono, le bozze di Mario, Perini che non ci sa fare, \u00e8 inutile: tuffarsi nel lavoro, dicono quelli che se ne intendono.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuffarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Pronuncia la parola a fil di labbra, un\u2019esitazione iniziale, lo spazio di una sillaba, seguito dal doppio fragore labiale di un corpo che si scontra con l\u2019acqua. Poi la carne che s\u2019immerge nel mare e riaffiora, il suono della schiuma che si disperde nell\u2019aria.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuffarsi: lanciarsi in uno spazio vuoto, immergersi trattenendo il fiato, riaffiorare.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse, un giorno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Respingere la scimmia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Con i pugni, spostandosi all\u2019indietro, almeno tre volte. Le braccia compiono traiettorie curvilinee, la sincronia con i passi \u00e8 da migliorare. Lo yin e lo yang nelle gambe: il segreto della stabilit\u00e0, la radice della forza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 necessario esercitarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea che tutto sia destinato a finire, a sgretolarsi, all\u2019improvviso lo affascina. La presunzione di eternit\u00e0 si rivela uno smisurato autoinganno. La perdita ed il dolore restano, una lacerazione netta, decisa, insanabile. Il vuoto rimane assordante.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma accanto al nulla, emerge, ora, un germe di consapevolezza. Equilibrio: lo yin, il vuoto, e lo yang, il pieno, in rapporto dialettico tra loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Per l\u2019autorizzazione ci vorranno sei mesi. Intanto c\u2019\u00e8 da pagare la tassa al comune. Formalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La ditta Capece Marmi, gli ha dato un bollettino da pagare e un foglio dove c\u2019\u00e8 scritto un preventivo. Un pezzo di carta stropicciato, dei numeri scritti con inchiostro blu, una macchia (unto? Terriccio?) in alto sulla destra.<\/p>\n\n\n\n<p>Una coda alle poste, un bonifico o una strisciata di bancomat; pu\u00f2 pagare anche subito, dice, sottotono, una voce gentile. Ma prima di sei mesi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori l\u2019aria fresca e umida, il silenzio rotto dalle auto che parcheggiano davanti all\u2019ingresso principale, un uomo in tuta blu sporca di terra che chiama a gran voce un collega, due passeri si inseguono in sfrontate evoluzioni in mezzo agli alberi del viale: e poi il chioccare della suola di gomma sulla ghiaia, un suono, aspro, assoluto. Pezzi di anima scricchiolano sotto i suoi passi regolari, pesanti e composti, e, forse per questo, ancor pi\u00f9 odiosi al suo sentire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 venuta a trovarlo la madre di lei. \u00c8 sfatta, povera donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Il viso scavato, vecchio e stanco.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ha pi\u00f9 nessuno, dice, prima di mettersi a piangere. \u00c8 un pianto struggente, lento, senza singhiozzi. Un pianto senza rabbia, senza consolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Si cena insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Minestra di ceci, bisogna accontentarsi, dice lui, con un mezzo sorriso, e si pente subito di averlo detto.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei chiede come va.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui non riesce a risponderle e cambia argomento.<\/p>\n\n\n\n<p>Fingono di parlare di lavoro, della tragedia in tre atti che stanno traducendo, lui e Mario. Lei chiede, fa domande. Non ascolta le risposte, ma tanto \u00e8 uguale.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriva una telefonata. \u00c8 Perini: \u201cDomani\u201d dice\u201d se ce la fai, dovresti venire un po&#8217; prima, cos\u00ec con Mario andate insieme alla riunione con l\u2019editor\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFai bene\u201d dice la madre di lei, e lo dice da distante. Lui vorrebbe replicare, ma non pu\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Andare verso le sette stelle<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il piede sinistro ruota verso l\u2019esterno. Il tallone fa da fulcro alla torsione. Il peso si sposta gradualmente sulla gamba sinistra e quando essa diventa piena (yang) l\u2019altra gamba inizia ad avanzare. Bisogna fare attenzione a non inclinarsi, a mantenere l\u2019equilibrio, l\u2019armonia, avanzando.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo spostamento del peso \u00e8 essenziale. Coordinare il vuoto e il pieno.<\/p>\n\n\n\n<p>Troppo pieno, questo \u00e8 l\u2019errore di prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, il vuoto, ha reclamato il suo spazio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 necessario esercitarsi, migliorare ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre, nonostante tutto, si avanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Lame di luce tagliano con esattezza il buio della camera, creano giochi di chiaroscuro sulle pareti, rimodellano contorni familiari, fino a rivelarne insospettati segreti.<\/p>\n\n\n\n<p>Una mattina come le altre, porta nuova determinazione: il rapporto tra lo scorrere quotidiano degli eventi e la velocit\u00e0 delle sue azioni cambia, i gesti sono precisi, efficaci, i pensieri affilati.<\/p>\n\n\n\n<p>In redazione ci arriva mezz\u2019ora prima, Perini ha sulla scrivania il testo revisionato dell\u2019ultimo atto. Ad Arianna, rientrata, poi, con sofferente foulard al collo che emana odore di crema balsamica, una mano gliela d\u00e0 lui, ma s\u00ec figuriamoci, \u00e8 tutto a posto. Si tenta la via dell\u2019azione, si riempie il vuoto con il pieno, si liberano energie, con l\u2019inconfessata speranza che tutto ci\u00f2 sia sufficiente.<\/p>\n\n\n\n<p>La sera, invece, la luce non entra nella sua stanza, le cose riprendono i contorni di sempre, l\u2019euforia \u00e8 svanita, il pieno si dissolve nel vuoto perch\u00e9 ha rifiutato di riconoscere, in esso, la sua essenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Non rimane che un disperato ritorno al nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Perini \u00e8 contento. \u201cBene\u201d dice \u201cavete fatto un buon lavoro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019editor tutto a posto. Ci vorr\u00e0 tempo per le correzioni e le modifiche, ma lui e Mario, il loro l\u2019hanno fatto. Una buona traduzione, un buon adattamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Un buon lavoro. C\u2019\u00e8 da esserne contenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Perini dice che lo trova in forma straordinaria, gli raccomanda di tener duro. Il peggio \u00e8 passato. Il tempo, si sa, \u00e8 sempre un buon alleato in certe cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo psicologo dice che non riesce ad accettare. Che \u00e8 difficile, c\u2019\u00e8 bisogno di tempo per elaborare. Una ragionevole dose di tempo che rimuova tutto, che cancelli tutto, in modo delicato, senza strappi, senza traumi.<\/p>\n\n\n\n<p>Che cancelli tutto, una volta e per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Al parco con Mario e Arianna, all\u2019una; per pranzo, si portano dietro tramezzini al tonno e un paio di birre. Siedono su una panchina sotto un salice. C\u2019\u00e8 il sole e fa caldo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un paio di anziani passeggiano senza meta, s\u2019incontrano, si abbracciano, si raccontano. Due bambini in bicicletta si sfidano, una mamma accorre con aria torva. Sulla panchina di fronte alla loro, c\u2019\u00e8 un uomo solo, il busto proteso in avanti, le mani si incrociano sotto il mento. Ogni tanto stacca la mano destra e d\u00e0 un\u2019occhiata all\u2019orologio sul polso.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel posto gli fa venire in mente un deserto, di quei deserti assolati e aridi che si vedono in vecchi film di cassetta: niente dune di sabbia, niente paesaggi da cartolina o scenari esotici. Un deserto discreto, essenziale: terriccio reso duro e secco dal sole e dal vento, spazi aperti in cieli senza nuvole. Ma qua e l\u00e0 arbusti resilienti al clima, impronte di animali notturni, pozze d\u2019acqua che evaporano in fretta. Un deserto vivo, a modo suo.<\/p>\n\n\n\n<p>I due vecchi si sono seduti l\u2019uno accanto all\u2019altro: il pi\u00f9 anziano fra i due, ha gli occhi lucidi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bambino con la biciletta azzurra ha vinto, ma non era regolare; l\u2019altro, quello con la mamma-sergente, non alza gli occhi da terra, mentre lei lo sgrida. L\u2019uomo con l\u2019orologio si \u00e8 alzato e cammina incontro ad una donna trafelata e in ritardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni deserto, in fondo, vive a modo suo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Chiusura apparente<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si distribuisce il peso fra le gambe, la mano sinistra passa sotto il gomito destro e risale lungo l\u2019esterno del braccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pugno destro si apre.<\/p>\n\n\n\n<p>Il braccio si abbassa fino ad incrociarsi con il sinistro davanti al petto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci si prepara al finale.<\/p>\n\n\n\n<p>Un rubinetto che gocciola, il suono delle campane, un cane che abbaia, il rumore di tacchi sulle scale, una voce di uomo che sbraita qualcosa, colpi attraverso il muro, il ronzio del frigorifero.<\/p>\n\n\n\n<p>Il silenzio, a poco a poco, si riempie di suoni, rumori a volte privi di significante, sussistenti in s\u00e9 stessi, mere parvenze sonore, onde che si propagano e si disperdono nell\u2019infinito. Ma esistono, lo spazio di un attimo, e rivendicano in esso l\u2019eterno.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto alla fine riprende la forma originaria con un gesto lieve, discreto.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza scosse, senza illusioni di oblio: lo squarcio nero e possente si allarga ancora al centro della tela rossa.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo il peso si sposta leggermente in avanti, senza inclinarsi, e questo spostamento \u00e8 principio e misura del movimento.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Chiusura e ritorno al punto di partenza<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le mani avanzano, divergono l\u2019una dall\u2019altra, secondo la distanza dalle spalle. Le braccia sono stese in avanti, rilassate, le palme delle mani rivolte verso il basso.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, le mani, iniziano a scendere verso il bacino.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ginocchia si piegano appena. La schiena \u00e8 dritta, il ventre leggermente ritratto.<\/p>\n\n\n\n<p>Le mani giungono al termine del loro viaggio e si distendono anch\u2019esse.<\/p>\n\n\n\n<p>Si ritorna alla posizione di partenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sguardo \u00e8 fisso e dritto davanti a s\u00e9.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49426\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49426\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Stare nello stato di un pino Nella posizione di partenza della forma Chen, il praticante poggia il peso su entrambe le gambe, distende la nuca verso l\u2019alto e piega leggermente le ginocchia. \u00c8 necessario concentrarsi, svuotare la mente, raccogliere l\u2019energia nel Tan-Tien. Il silenzio sgorga da membra rilassate, eppure agili e pronte al [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_49426\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49426\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":22433,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[597],"tags":[],"class_list":["post-49426","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2022"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49426"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/22433"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=49426"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49426\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49492,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49426\/revisions\/49492"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=49426"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=49426"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=49426"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}