{"id":49381,"date":"2022-05-25T11:38:03","date_gmt":"2022-05-25T10:38:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49381"},"modified":"2022-05-25T11:38:04","modified_gmt":"2022-05-25T10:38:04","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-la-mia-vergogna-di-paola-mezzogori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49381","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;La mia vergogna&#8221; di Paola Mezzogori"},"content":{"rendered":"\n<p>La strada corre sempre pi\u00f9 veloce sotto le ruote della mia nuova Honda. A ogni metro schiaccio sotto il loro peso tutto lo schifo che provo. Per lui. Per me. Per quello che \u00e8 stato. Per quello che sono diventato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo pugno si alza nell\u2019aria. Gli occhi sbarrati della mamma. Il pentolino del latte che cuoce dietro di lei. Mia sorella Simona attaccata alla sua gamba che piange implorandolo di non farle male. Io paralizzato sulla porta della cucina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLe donne so\u2019 tutte mignotte, ricordatelo Davide. A cazzi e cazzotti vanno prese.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre lo dice sorride maligno e mi osserva per cogliere la mia reazione. Per un momento spero che sia distratto dalla mia presenza. Vorrei dirgli qualcosa per tenerlo occupato. Vorrei fare qualcosa, qualsiasi cosa, per non fargli fare male alla mamma ancora una volta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma le parole non mi escono. Perdo il controllo del mio corpo, i pantaloni del pigiama si bagnano sul davanti e poi gi\u00f9 lungo la gamba destra. Lui diventa rosso in faccia e riporta lo sguardo sulla mamma.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHai visto tu fijo? L\u2019hai visto? Nun sei bona a niente! Na\u2019 mignotta e n\u2019 pisciasotto. Ecco cosa siete!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il pugno scende sul viso terrorizzato di mia madre, che perde l\u2019equilibrio e sbatte violentemente contro la cucina a gas rovesciandosi addosso il latte bollente. Grida mentre il sangue scuro scende dal suo sopracciglio destro coprendole met\u00e0 della faccia con un velo rosso e il latte bollente si appiccica ai suoi vestiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la mia sorellina urla. Lui la afferra per le spalle e la scuote forte, sempre pi\u00f9 forte. Lei grida e piange sempre di pi\u00f9. Se continua cos\u00ec le staccher\u00e0 la testa dal collo, penso senza provare niente. La mamma si toglie i vestiti bagnati e si butta seminuda su di lui come una furia. La sua faccia insanguinata sembra una di quelle maschere che abbiamo fatto con la cartapesta per carnevale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLascia stare la bambina non la toccare!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Lui spinge mia sorella con violenza facendola sbattere contro il muro e si gira verso la mamma con i suoi occhi pazzi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNe vuoi ancora? Viecce zoccola viecce!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La tacca del contachilometri continua a salire. Corro veloce sull\u2019Aurelia come quel giorno sono corso fuori in mezzo alla campagna con il pigiama bagnato seguito da Dino, il mio cane, che abbaiava felice. Non sapeva cosa stesse succedendo dentro casa perch\u00e9 lui non gli permetteva mai di entrare: \u00abi cani so\u2019 bestie, non cristiani, e devono stare al posto loro,\u00bb diceva.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizia la salita verso il Sasso e cominciano le curve. Sono costretto a rallentare ma so giocare bene con la frizione, anche questo me lo ha insegnato lui. Riesco a mantenere la velocit\u00e0 che mi serve per continuare a scappare. Corro curva dopo curva, come correvo quel giorno per scappare dalla mia vergogna. La vergogna di essere suo figlio, la vergogna di essermela fatta sotto, la vergogna di essere corso via invece di difenderle come era mio dovere, la vergogna di quegli insegnamenti, che sembrano essermi entrati dentro contro la mia volont\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sguardo di Viviana quando l\u2019ho schiaffeggiata stamattina mi ha fatto sentire il pi\u00f9 schifoso degli uomini. Nei suoi occhi non ho trovato rabbia, n\u00e9 paura o tristezza. Sembrava esserci posto solo per la delusione, una delusione tanto grande quanto la fiducia che mi aveva concesso. Finora non l\u2019avevo mai toccata, per\u00f2 l\u2019ho offesa, l\u2019ho insultata, l\u2019ho trattata male tante volte. Eppure so che lei mi \u00e8 fedele, so che non c\u2019\u00e8 nessun altro, ma c\u2019\u00e8 la sua voce dentro che continua a ripetermi quelle parole: \u00able donne so\u2019 tutte mignotte, ricordatelo Davide. A cazzi e cazzotti vanno prese\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Io non voglio crederci. So che non \u00e8 vero, ma mi rimbomba in testa continuamente e non so come mandarla via.<\/p>\n\n\n\n<p>Io non sono come lui, non voglio essere come lui. Mi faccio schifo. Voglio spegnere quella voce dentro di me. Voglio estirpare quel mostro che mi cresce dentro e, se non ci riesco, voglio che nessun altro lo veda perch\u00e9 me ne vergogno troppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Allargo la curva e con la coda dell\u2019occhio vedo il mare in lontananza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Che bello il mare. Ricordo un pomeriggio di tanto tempo fa. Avevo cinque o sei anni ed eravamo andati tutti in spiaggia. Quel giorno lui sembrava un altro: era di buon umore e non diceva quelle cose schifose, non bestemmiava e non alzava le mani. Ci eravamo seduti sul bagnasciuga e ogni volta che arrivava un\u2019onda sollevavamo il sedere per non bagnarci lasciando le mani e i piedi sulla sabbia. Ridevamo cos\u00ec tanto. E anche la mamma, che ci guardava dal suo asciugamano tenendo in braccio Simona, sorrideva.<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio tornare l\u00ec, dove posso essere un bambino felice che gioca con suo padre in riva al mare. Dove non devo essere forte per proteggere mia madre, dove non devo farmi schifo per aver picchiato la mia donna. Voglio ricominciare dall\u2019inizio, sentirmi di nuovo pulito. Voglio essere libero di dimenticare chi sono.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec mi dimentico delle curve e corro sempre pi\u00f9 forte verso la luce scintillante del mare. Il calore del sole sulle braccia sembra lo stesso di quel pomeriggio sulla spiaggia. Mi sembra quasi di sentire gli schizzi delle onde che mi bagnano la schiena quando mi passano sotto. Sento le risate di mio padre, vedo il sorriso della mamma.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, improvvisamente, non sento pi\u00f9 niente, non vedo pi\u00f9 niente.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49381\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49381\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La strada corre sempre pi\u00f9 veloce sotto le ruote della mia nuova Honda. 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