{"id":49299,"date":"2022-05-22T18:43:58","date_gmt":"2022-05-22T17:43:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49299"},"modified":"2022-05-22T18:43:59","modified_gmt":"2022-05-22T17:43:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-un-incosciente-infrange-la-barriera-corallina-del-suono-di-maya-artusi-e-vittoria-poggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49299","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 \u201cUn incosciente infrange la barriera corallina del suono\u201d di Maya Artusi e Vittoria Poggi"},"content":{"rendered":"\n<p><small><\/small><\/p>\n\n\n\n<p>Il 14 maggio 1932, il Banco dei Silenti di Capo d\u2019Olio e il Baccello dei giurati per il premio \u201cAcqua in bocca\u201d, a seguito del mancato ritiro del trofeo da parte della cittadina vincitrice, Capo Schaum, ha disposto l\u2019apertura di un\u2019inchiesta a fine di sondare le ragioni di tale inadempienza. In qualit\u00e0 di responsabile dell\u2019intervento, il sottoscritto Dottor Nickerchen ha provveduto a dare risposta alle seguenti problematiche:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"a\"><li>Se la misurazione rilevata dal Fonometro circa l\u2019inquinamento acustico del borgo non fosse stata compromessa da fattori quali: malnutrizione e\/o indisposizione di Vostra Immensit\u00e0 il Capodoglio Magno, bussola sonora ecolocalizzante a cui spetta l\u2019individuazione della citt\u00e0 pi\u00f9 silenziosa dell\u2019anno.<\/li><li>In caso di risposta negativa al quesito precedente ed avendo comprovato che la pressione sonora annuale prodotta da umani fosse veramente pari a 0 decibel (0 dB), verificare sul posto se qualche calamit\u00e0 non abbia perturbato l\u2019ambiente nel suo complesso. In alternativa, accertarsi che la popolazione, di comune accordo, non stesse mettendo in atto una frode ai danni dello Stato.<\/li><li>Confutata ciascuna delle soprastanti ipotesi, si ritiene imperativo per la comunit\u00e0 scientifica tutta comprendere come sia stato possibile non emettere un singolo suono umano (fosse questo un saluto, una domanda, un vagito) nell\u2019arco di 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 9,54 secondi.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Gli esiti della disamina da me condotta <em>in loco <\/em>per una durata ad oggi di giorni 31, a stretto contatto con gli abitanti di Schaum, possono modestamente essere descritti come rivoluzionari. Nella stesura di questo rapporto intendo con fermezza non lasciarmi trascinare dalle onde dell\u2019euforia ed attenermi alla limpidezza consona ad un uomo di mare.<br>Innanzitutto, la citt\u00e0 \u00e8 situata sul promontorio di Schaum, da sempre sfocio privilegiato dai cetacei nella loro migrazione primaverile verso l\u2019Oceano Settentrionale. Il 90% della popolazione in et\u00e0 da lavoro \u00e8 impiegata nella produzione artigianale di una particolare tintura al fosforo che viene successivamente applicata alle pinne di balene, orche e delfini per l\u2019avvistamento a distanza. Ora, ci\u00f2 che sgomenta un forestiero che vi perviene, come accaduto a me medesimo, \u00e8 la totale assenza di comunicazione tra esseri umani. Attenzione, qui mi riferisco all\u2019astensione volontaria ad ogni genere di linguaggio, sia esso verbale, scritto o visivo da parte di ciascun schaumiano. L\u2019estremizzazione di questa pratica ha portato alla grave penuria di qualunque strumento di scrittura: non vi sono importazioni, n\u00e9 tanto meno esportazioni, di carta, inchiostro, penne, figuriamoci macchine da scrivere. Perfino le cannule della mia stilografica sono state irrimediabilmente intaccate da infiltrazioni saline dovute al clima del luogo, risultando inutilizzabili.<br>Ci\u00f2 che non mi tornava era l\u2019evidente presenza di rapporti umani nella cittadina che prescindevano dalla semiotica; come si fossero formati nuclei familiari, gerarchie sociali e gruppi di lavoro quando le persone si astenevano addirittura dal guardarsi negli occhi (intenti com\u2019erano alle loro occupazioni in maniera compulsiva) era per me un mistero. Talmente immerso nelle mie confabulazioni cerebrali a riguardo, credevo di formulare inconsciamente nella notte sogni ancora pi\u00f9 assurdi della realt\u00e0 in cui mi trovavo. \u00c8 arrivata solo poi la realizzazione che questi deliri notturni fossero la chiave di tutto.&nbsp;<br>Il giorno 7 si era rivelato tanto infruttuoso quanto i precedenti, occupato interamente da vane perlustrazioni; non fosse che, lo debbo confessare, la mia dose giornaliera di caffeina aveva sub\u00ecto un sovradosaggio di 200 millilitri (200 ml). \u00c8 stato forse a causa di questo surplus che mi risultava difficoltoso prendere sonno, pur essendomi coricato al consueto orario delle 21:30. Le immagini che mi scorrevano dietro le palpebre non avevano l\u2019inconsistenza e l\u2019incoerenza dei sogni, ma erano anzi vivide e dotate di una consequenzialit\u00e0 pari al mondo reale. Ad aggiungersi a ci\u00f2, in quest\u2019ultimo stadio di coscienza permeava un indecifrabile sollievo. Lentamente mettevo a fuoco le sagome di altre persone, le stesse che avevo studiato proprio l\u00ec a Schaum, e assorbivo da esse un festoso elemento che non era mai appartenuto loro: la voce. Ecco che dopo un\u2019intera settimana di quiete assoluta, tornavo ad udire gli schiamazzi dei bambini, i borbottii dei vecchi, una marea di sane risate. La mia bolla tra <em>dormi <\/em>e <em>veglia<\/em>, con le sue sgraziate note quotidiane, iniziava a diventare pi\u00f9 sensata per me della citt\u00e0 stessa. Oltre questo carnevale di suoni, per\u00f2, comparvero presto stonature alquanto bizzarre.<br>Abbandonai la mia contemplazione passiva quando mi sfil\u00f2 accanto un\u2019impettita maestra col suo trenino di bambini, l\u2019uno con la manina sulla spalla dell\u2019altro; l\u2019ultimo in coda \u2013 che di certo infante non era col suo metro e ottanta \u2013 strascicava i piedi, ingobbito, per stare al passo. Il pover\u2019uomo dovette flettere le ginocchia all\u2019inverosimile per potersi incastrare in uno dei banchetti della classe; mentre la professoressa dettava la traccia del tema, il suo foglio protocollo era gi\u00e0 bucato di lacrime. Empatizzai all\u2019istante con lui. In fondo chi non ha mai sognato di dover sostenere di nuovo un esame scolastico?<br>Neanche il tempo di scrollarmi di dosso quel disagio che un fanciullo mi plan\u00f2 sopra la testa per dispetto. E mentre questo volava libero come un gabbiano, un altro annaspava sospeso in aria, urlante, convinto di schiantarsi a terra da un momento all\u2019altro. Ritenni opportuno indietreggiare, in quanto era chiaro che il fenomeno andasse osservato ad una distanza di sicurezza. Fu in quel frangente che ebbi una fortunata collisione con un collega in camice bianco, chinato a setacciare il suolo alla ricerca dei denti che gli erano appena caduti. Finalmente un degno interlocutore a cui sottoporre qualche domanda di contesto.<br>La rilevanza della risposta mi porta a dover citare testualmente:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c[\u2026] Ci\u00f2 che vedi \u00e8 la soluzione a oggi pi\u00f9 efficace al dramma dell\u2019inquinamento acustico umanoide. Noi schaumiani abbiamo collettivamente deciso di circoscrivere alla dimensione inconscia l\u2019esuberanza della comunicazione orale e per buona misura anche il lento formalismo di quella scritta. Se durante il giorno dedichiamo interamente noi stessi al lavoro, realizzando il dapprima utopico modello del villaggio-acquario, di notte, nella condivisione di un sogno collettivo, ci abbandoniamo a innocui trambusti e attivit\u00e0 ludiche.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La citazione qui va interrotta in quanto l\u2019esimio dottore perse quegli ultimi denti che gli permettevano di parlare in modo comprensibile. Poco importa. Non solo avevo afferrato l\u2019intera situazione, ma ne avevo gi\u00e0 intuito una falla: per quanto, infatti, tale raggiungimento fosse lodevole dal punto di vista scientifico, ciascun sognatore doveva costantemente fare i conti con i fastidiosi meccanismi reiteranti del mondo onirico. Compativo lo sventurato ragazzo che tentava di dichiararsi all\u2019amata, seppur consapevole di essere completamente nudo, e quella disgraziata che inciampava in mille imprevisti, certa di essere in ritardo. Non oso nemmeno immaginare in quale angolo iperuranico potessero aver relegato fantasie decisamente meno pudiche.<br>Complessivamente, signori giurati, al fine di assorbire le silenti abitudini della Balena \u2013 espressione pi\u00f9 alta di perfezione e quiete su questo pianeta immerso nel caos \u2013 reputo fondamentale prendere in considerazione l\u2019archetipo sociale proposto dalla citt\u00e0 di Schaum, seppur migliorabile nelle sopracitate problematicit\u00e0. Confido che il seguente scritto (rivoluzionario e controcorrente) abbia il riconoscimento che gli spetta, anche a fronte della sua impraticabile stesura: infatti per me, finch\u00e9 rimango qui, \u00e8 impossibile scrivere e\/o comunicare alcunch\u00e9 se non sognando.<br>Mh.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49299\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49299\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 14 maggio 1932, il Banco dei Silenti di Capo d\u2019Olio e il Baccello dei giurati per il premio \u201cAcqua in bocca\u201d, a seguito del mancato ritiro del trofeo da parte della cittadina vincitrice, Capo Schaum, ha disposto l\u2019apertura di un\u2019inchiesta a fine di sondare le ragioni di tale inadempienza. 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