{"id":49248,"date":"2022-05-19T11:35:22","date_gmt":"2022-05-19T10:35:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49248"},"modified":"2022-05-19T11:35:23","modified_gmt":"2022-05-19T10:35:23","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-una-notte-in-piu-di-lucia-di-pompeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49248","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Una notte in pi\u00f9&#8221; di Lucia Di Pompeo"},"content":{"rendered":"\n<p>Si distese sul letto, accanto a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma che fai, mamma?!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Be\u2019, che c\u2019\u00e8? Abbiamo dormito cos\u00ec tante notti insieme, una in pi\u00f9 che cosa vuoi che cambi?<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora vestita, allung\u00f2 le gambe sopra il copriletto damascato bordeaux. Appoggi\u00f2 le mani sul ventre e fiss\u00f2 il soffitto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Mamma, togliti almeno le scarpe!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Lui ce le ha.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non posso vederti cos\u00ec, dai! Scendi!<\/p>\n\n\n\n<p>Antonia non si mosse. Sua figlia Laura ferma accanto a lei.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Mamma!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Vai a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; No!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Vai! Lasciami stare.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Adesso chiamo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Lascia in pace tuo marito. Torna a casa. Ci vediamo domani.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Fammi dare almeno un bacio a pap\u00e0!<\/p>\n\n\n\n<p>Antonia chiuse gli occhi. Ascolt\u00f2 i passi della figlia allontanarsi, il rumore del portone di casa che si richiudeva, poi il silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Finalmente!- sussurr\u00f2. &#8211; Certo che tua figlia non capisce proprio niente, eh\u2026!? Lo so, \u00e8 anche figlia mia, ma a volte \u00e8 proprio una stupida.<\/p>\n\n\n\n<p>Apr\u00ec gli occhi. Fiss\u00f2 il soffitto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ancora quella macchia di umidit\u00e0. Dovremo chiamare l\u2019imbianchino.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizi\u00f2 a ridere nel silenzio. Volse lo sguardo verso il marito. &#8211; Ricordi la macchia all\u2019angolo del soffitto la prima volta che facemmo l\u2019amore? La fissai tutto il tempo: la macchia e i tuoi occhi. A tratti si confondevano, diventavano tutt\u2019uno.<\/p>\n\n\n\n<p>Guard\u00f2 di nuovo il soffitto, girando il capo, alzando il mento.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non so se allora ti amavo. Te l\u2019ho mai detto? Be\u2019, ora lo sai. E tu?&#8230; Mi amavi?&#8230; Me lo sono sempre chiesta, sai? Ma adesso che cosa importa\u2026 Dopo tutto questo tempo\u2026 dopo una vita insieme e\u2026 tutte le volte che abbiamo fatto l\u2019amore. Quante volte abbiamo fatto l\u2019amore?! Che poi\u2026 come se contasse solo quello. La vita\u2026 questa gran fregatura\u2026 diceva mia nonna. \u00c8 vissuta centotr\u00e9 anni, ne avr\u00e0 avuti di motivi per dirlo. Te la ricordi? Le stavi simpatico. Ti voleva sempre accanto quando &nbsp;scattavamo qualche fotografia. Ma tu, s\u00ec, sei simpatico a tutti, tu. Non come me\u2026 \u201dla moglie con la puzza sotto il naso\u201d, che \u201csta sulle sue\u201d. Mi sembra di sentirla ancora tua madre con le tue zie.<\/p>\n\n\n\n<p>Sospir\u00f2 inquieta.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Che strano gioco \u00e8 la vita. Un gioco d\u2019azzardo o\u2026 mosca cieca. Abbracci qualcuno che non sai chi sia. Lo tocchi, ne senti il profumo e non lo vedi. Quando ci si toglie la benda? Quando ci si toglie la benda, che succede?<\/p>\n\n\n\n<p>La pendola nel corridoio batt\u00e9 le dieci.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Tu profumavi di buono, di dolce. La tua pelle era cos\u00ec morbida e liscia quando ti accarezzavo e i tuoi capelli sottili, finissimi, come quelli di un bambino. E ora guardati. Guarda come siamo ridotti.<\/p>\n\n\n\n<p>Accost\u00f2 la mano a quella del marito. Gliela strinse. Lo guard\u00f2 supino, accanto a lei, in silenzio. Si sollev\u00f2 facendo forza sul gomito.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Mi hai mai amato? Amato veramente, intendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimase ferma a fissarlo. Il silenzio l\u2019unica risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbandon\u00f2 il capo sul cuscino, la mano sinistra ancora stretta a quella del marito.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Hai sempre avuto le mani fredde. \u00c8 strano per un uomo. Mani fredde, cuore caldo\u2026 Si dice cos\u00ec?<\/p>\n\n\n\n<p>Si mosse appena per accarezzarlo in viso. La sua mano destra scivol\u00f2 delicatamente sul petto del marito.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il tuo cuore\u2026 lo sentivo battere cos\u00ec velocemente quando accostavo l\u2019orecchio al tuo petto nudo. A volte quando ti abbracciavo non riuscivo a distinguere il battito del tuo cuore dal mio. Un unico suono, lo stesso ritmo, come distinguerli? Avevo quasi paura, sai, paura di perdermi e di non essere pi\u00f9 io, di disintegrarmi sotto il peso della tua esperienza, della tua et\u00e0, delle tue sicurezze. Sempre sicuro, dannatamente sicuro, tu, di te stesso, delle tue scelte. Sempre tu a decidere: il matrimonio, i figli. Anche adesso, s\u00ec, anche ora tu a determinare la mia vita\u2026 Dici di no? Non sei d\u2019accordo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Sospir\u00f2 di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non posso chiederti di restare. Lo so. Non ti chieder\u00f2 di non abbandonarmi. Non l\u2019ho mai fatto e non sar\u00e0 questa la prima volta. Mi domando solo che senso abbia essere vissuti cos\u00ec tanti anni insieme per poi ritrovarsi improvvisamente soli.<\/p>\n\n\n\n<p>Tacque. Nella luce soffusa della camera da letto le ombre si proiettavano enormi sulle pareti.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Eri in camera di tua madre. La porta era socchiusa, mi sono avvicinata per origliare. Ero curiosa. Ma tu, sempre di poche parole. Ho scostato un po\u2019 la porta per vedere e mi sono apparsi i tuoi occhi: l\u2019accarezzavi con lo sguardo lucido di lacrime. Le hai detto qualcosa. Non ho sentito. Eri cos\u00ec fragile. \u00c8 stato allora che ho capito che ti amavo. Una sorpresa, ecco cos\u2019\u00e8 stato, come quando apri un cassetto e scopri che quello che cercavi era l\u00ec, da sempre, dovevi solo tirare quel cassetto per trovarlo e riconoscerlo, subito. Mi sono innamorata della tua fragilit\u00e0 che era anche la mia. Eri semplicemente un uomo. L\u00ec, davanti a tua madre malata, la tua sicurezza, tutta la tua esperienza erano scomparse. Eri cos\u00ec indifeso. Ho capito di amarti. Veramente. Forse lo sapevo gi\u00e0, chiss\u00e0. Lo avevo gi\u00e0 compreso mentre la macchia nel soffitto si confondeva con i tuoi occhi quella prima volta\u2026forse. E tu? Quando \u00e8 stato che\u2026? Oh! Che sciocca\u2026 perch\u00e9 parlarne adesso se non ne abbiamo mai parlato prima? Certi argomenti si rimandano, si rimandano, poi arriva il momento in cui \u00e8 troppo tardi. \u201dNon c\u2019\u00e8 bisogno che te lo dica. Lo vedi.\u201d ripetevi. \u201cA che servono le parole? Lo sai.\u201d Che cosa vedevo? Che cosa sapevo? Lo sai come sono, quanti dubbi ho su di me, sempre. Vedevo i tuoi occhi, quelli s\u00ec, il tuo sguardo. Mi hai sempre guardato in modo diverso dagli altri\u2026 C\u2019era sempre una luce nei tuoi occhi su di me. Le prime volte era cos\u00ec imbarazzante. Mi mancava il respiro, non sapevo come comportarmi. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si volt\u00f2 verso di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Perch\u00e9 non mi guardi ora? Guardami! Come prima. Ti prego!<\/p>\n\n\n\n<p>Il telefono squill\u00f2. Lo lasci\u00f2 suonare qualche secondo, infine allung\u00f2 il braccio per prendere il cordless sul comodino.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Pronto?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Mamma!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Che c\u2019\u00e8?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Stai bene? Sei tranquilla?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; S\u00ec, Laura, grazie. Lasciami dormire. Buona notte.<\/p>\n\n\n\n<p>Riattacc\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Tua figlia. Certe volte non capisce proprio\u2026 che ho bisogno di pensare, di riflettere da sola. Ma adesso dormiamo, Carlo. Domani c\u2019\u00e8 il tuo funerale. Devo alzarmi presto.<\/p>\n\n\n\n<p>E spense la luce.<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">Lucia Di Pompeo<\/pre>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49248\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49248\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si distese sul letto, accanto a lui. &#8211; Ma che fai, mamma?! &#8211; Be\u2019, che c\u2019\u00e8? 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