{"id":49219,"date":"2022-05-17T17:57:59","date_gmt":"2022-05-17T16:57:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49219"},"modified":"2022-05-17T19:08:13","modified_gmt":"2022-05-17T18:08:13","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-perche-tifo-la-samp-di-leonardo-beraldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49219","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Perch\u00e9 tifo la Samp&#8221; di Leonardo Beraldo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\">                                                                                                                                                     <em>Dedicato a chi l\u2019ha ispirato<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tutti si chiedono come mai io tifi per la Sampdoria. Effettivamente pu\u00f2 sembrare strano. Non sono nato n\u00e9 cresciuto a Genova: l\u2019ho vista giusto un paio di volte, due gite fuori porta, ma non \u00e8 che ci sia particolarmente legato. E anzi, sono molto legato alla mia terra di nascita, un paesino nella parte est della Pianura Padana. Di solito, in questi posti lontani dalle luci della ribalta, la scelta del tifo ricade tra le tre grandi: Juventus, Inter, o Milan.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, ad inizio della stagione calcistica 98\/99, quando avevo sui sette anni, mi consideravo un tifoso milanista. Mi piaceva l\u2019idea del diavolo, e del rosso e nero, e in pi\u00f9 avevano in rosa uno dei miei calciatori preferiti: Bierhoff. Cercavo sempre di imitarne i colpi di testa agli allenamenti di calcio. Non mi venivano granch\u00e9 bene, anche perch\u00e9 non ero proprio un ariete dell\u2019aria di rigore; ero pi\u00f9 a mio agio tra linea dei centrocampisti e quella degli attaccanti. In ogni caso, il tifo per il Milan dur\u00f2 poco. Il mio grande amico d\u2019infanzia, Giulio Puppi, \u00e8 sempre stato interista, un interista di quelli fissati con ogni caratteristica riguardo la squadra e i suoi giocatori e i suoi nemici. Quando annunciai la decisione di tifare Milan, lui cominci\u00f2 ad additarmi come un traditore, un perdente dal quale tenersi alla larga. Lo diceva scherzando, certo, ma la cosa non mi piacque neanche un po\u2019. Resistetti alle prese in giro e cominciai a nutrire dell\u2019astio nei confronti dell\u2019Inter, anche se -notai in breve- non serviva a molto. L\u2019Inter, tranne nel giro di amici miei, non era considerata proprio un\u2019armata. Mio padre \u00e8 juventino, e in quegli anni diceva sempre che l\u2019Inter era la squadra adatta a chi si divertiva a \u201cperdere di un soffio\u201d. Questo, oltre alla ormai piccola rivalit\u00e0 nata con Giulio Puppi e ad una sconfitta del Milan contro il Parma per 4 a 0, mi convinse a seguire le orme della famiglia\u2026Forza zebre! Forza bianconeri!<\/p>\n\n\n\n<p>Al solo pensiero di aver messo al collo una sciarpa bianconera mi viene una leggera nausea. Comunque, il problema era che non la sentivo come la <em>mia<\/em> squadra. Mio padre cercava anche di spronarmi, la domenica pomeriggio e durante i mercoled\u00ec di Coppa dei Campioni, ma non c\u2019era niente da fare. Non riuscivo a legarmi ai calciatori, non ne trovavo uno di davvero preferito. Per assurdo, fu proprio grazie al momentaneo tifo per la Juventus che conobbi la Sampdoria e uno dei giocatori a cui sar\u00f2 sempre affezionato, il grande Ariel Ortega. Era domenica sera, posticipo Juve-Samp, e mio padre mi port\u00f2 al bar Da Piero, uno di quei bar sport di paese dove si conoscono tutti e si fuma, si gioca a carte, e si guardano le partite sul megaschermo. Ero in mezzo ai tavoli e alla nebbia delle sigarette, in mezzo ai tanti tifosi juventini e ai tanti tifosi antijuventini del paese. Prima di tutto, mi colp\u00ec il termine <em>blucerchiato<\/em> usato da Pizzul durante la telecronaca: c\u2019era qualcosa di davvero unico e originale. Poi, al secondo tempo, arriv\u00f2 il goal su punizione di Ortega. Non avevo mai visto una punizione cos\u00ec perfetta, una pennellata da venticinque metri infilarsi al millimetro sotto l\u2019incrocio sinistro della porta. Non riuscii a trattenermi e gettai le braccia all\u2019aria. Mio padre mi chiese: \u201cEhi! Per chi tifi tu?\u201d, come a ricordarmi l\u2019impegno sentimentale verso la Juventus, ma ormai non ce n\u2019era pi\u00f9. Anche se quel giorno perse, tra me e me giurai fedelt\u00e0 alla Sampdoria. Tanto il campionato era lungo, pensavo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando lo dissi a Giulio Puppi, lui mi prese un po\u2019 in giro, ma senza esagerare. D\u2019altronde la Samp non era una grande Rivale. Potevo ritenermi abbastanza tranquillo; potevo continuare ad avere degli amici senza litigare ogni luned\u00ec mattina, e finalmente seguire con devozione la squadra di Ortega, di cui, ovviamente, provai ad imitare i calci piazzati agli allenamenti. Fin qui non c\u2019\u00e8 molta differenza con il mio iniziale tifo per il Milan. La cosa dura tuttora grazie o per colpa della penultima giornata di quella stagione del 1999. Mio padre mi port\u00f2 al bar Da Piero la domenica pomeriggio; sul megaschermo davano proprio il Milan, gli bastava un pareggio per vincere il campionato. Mio padre chiese a Piero, un uomo dai baffi grigi simili a un pennello, se sul piccolo televisore al lato opposto del megaschermo potesse mettere per me la partita della Samp. Piero non fece storie, sintonizz\u00f2 subito l\u2019apparecchio sul canale giusto, e io, con un bicchiere di aranciata e cannuccia servito al banco, presi a guardare la mia squadra, mentre nel salone si alzavano cori e grida di festeggiamento. Il Milan aveva gi\u00e0 segnato un goal. La Samp, invece, si giocava la salvezza. Doveva vincere, e alzai le braccia al cielo quando Montella segn\u00f2 su punizione l\u20191 a 0.<\/p>\n\n\n\n<p>A fine primo tempo il Milan era gi\u00e0 sul 3 a 0, la Samp invece tentennava sul 2 a 1. In quel quarto d\u2019ora di pausa, Piero, insieme agli altri senatori del bar -tra cui Lele, il re della briscola, Raimondo, la cui testa pelata \u00e8 ancora oggi l\u2019oggetto pi\u00f9 lucido che abbia mai visto, e mio padre- decisero di trasferire la partita della Samp sul megaschermo. Prendemmo a tifare insieme -tutto il bar, tutti gli avventori- per i blucerchiati, e a pregare che il Bologna non segnasse. C\u2019era una sensazione nuova nell\u2019aria, o almeno, nuova per me. Eravamo tesi, preoccupati, e allo stesso tempo speranzosi. Uniti, in questo strano stato d\u2019animo. Al novantaquattresimo minuto, quando ormai pensavo di aver scampato la retrocessione, Sakic entr\u00f2 duro sull\u2019attaccante del Bologna in area di rigore. Il cuore fece un doppio carpiato e mi si incastr\u00f2 in gola. Raimondo si alz\u00f2 in piedi e, a braccio teso, sbrait\u00f2 contro l\u2019arbitro, che aveva fischiato calcio di rigore. Mi misi le mani sul viso, mio padre un braccio sulla spalla. I lamenti del bar erano tristi ma infuriati. Rimasi cos\u00ec, con le mani sul viso, anche durante l\u2019esecuzione del rigore. Sentii il fischio dell\u2019arbitro, un silenzio veloce e lungo insieme, poi l\u2019esultanza di qualcuno lontano, dal megaschermo. L\u2019intero bar muto. Il fischio di convalida del rigore. Spiai, ma avevo gi\u00e0 capito. Il Bologna aveva pareggiato, la partita era finita. La Sampdoria sarebbe retrocessa in serie B.<\/p>\n\n\n\n<p>Piansi, non riuscivo a fermarmi. Ero un bambino ed era la prima grande delusione sportiva. Cercarono tutti di consolarmi, Piero offrendomi non una ma ben due aranciate. Fu Lele a dirmi, mentre mio padre mi dava dei grossi baci sul capo, che prima o poi avremmo festeggiato insieme. Che non era quello il momento, ma che, prima o poi, sarebbe arrivato.<\/p>\n\n\n\n<p>Non che abbia mai festeggiato granch\u00e9 con la Samp, ma quella volta, quella domenica, capii quanto il tifo non fosse una questione personale, o di simpatie, e neppure di vittorie. Riguardava pi\u00f9 un momento collettivo, di insieme. Io ero con gli amici di mio padre e mio padre, a sperare di farcela. E io ero con gli amici di mio padre e mio padre, a sapere di non avercela fatta.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu in quel momento che divenni un tifoso vero. Un tifoso della Samp.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49219\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49219\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dedicato a chi l\u2019ha ispirato Tutti si chiedono come mai io tifi per la Sampdoria. 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