{"id":49179,"date":"2022-05-17T11:40:19","date_gmt":"2022-05-17T10:40:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49179"},"modified":"2022-05-17T11:40:20","modified_gmt":"2022-05-17T10:40:20","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-cane-nero-di-federico-pacciani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49179","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Cane Nero&#8221; di Federico Pacciani"},"content":{"rendered":"\n<p>Era svenuto di nuovo. Narcolessia, gli avevano detto, ma nessuno era riuscito a scoprire il motivo profondo n\u00e9 la causa scatenante. Succedeva e basta, in una situazione qualsiasi. Questa volta aveva rischiato di rimetterci le penne. Stava cercando un libro in particolare nella libreria di casa e si era alzato sulle punte per raggiungerlo, quando sent\u00ec venirsi meno e per istinto tent\u00f2 di aggrapparsi a qualcosa. Si era svegliato poco dopo, sepolto dai volumi ma fortunatamente non sotto il legno massiccio del mobile. La sua ragazza aveva fatto bene a insistere per fissare la libreria alla parete, pens\u00f2 guardando il romanzo che teneva in mano. Era proprio quello che cercava. <em>Cane Nero<\/em>. L\u2019Autore lo guardava a sua volta dalla quarta di copertina con il suo sguardo severo e le braccia conserte. Il suo idolo. Finalmente lo avrebbe conosciuto di persona.<\/p>\n\n\n\n<p>Data la situazione aveva smesso di guidare e per questo motivo si trovava in autobus, anche se non era molto piacevole svegliarsi al capolinea un giorno s\u00ec e l\u2019altro pure. Quella mattina, era un sabato di primavera e faceva caldo, riusc\u00ec a arrivare a destinazione senza incidenti. Si stava dirigendo al festival letterario che si svolge ogni anno in citt\u00e0 e non aveva trovato nessuno disposto a fargli compagnia, d\u2019altra parte neanche lui amava molto quel carrozzone e cercava sempre di passare quella fatidica settimana in altri lidi. Per\u00f2 questa volta aveva fatto un\u2019eccezione per il creatore della sua saga di thriller preferita. La loro preferita, a essere onesti. Aveva conosciuto Anna a una festa e senza l\u2019aiuto di quei libri non sarebbe mai scoccata la scintilla. La mattina seguente stavano ancora discutendo su chi fosse il personaggio meglio riuscito, dopo aver passato tutta la notte insieme a parlare di Cane Nero, a citare interi brani a memoria e a innamorarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il teatro comunale era gremito. Si sedette nel posto numerato e attese. Se solo Anna fosse qui, pensava guardandosi attorno. Si domandava se anche per tutte quelle persone si trattasse di un evento atteso per anni, con la sua stessa impazienza. Probabilmente no. Anche se era sicuro che c\u2019erano altri fan sfegatati quanto lui in cerca di un autografo o di un selfie da mostrare come trofeo. Aveva ancora il libro tra le mani. Lo aveva portato con s\u00e9 con l\u2019intenzione di chiedere all\u2019Autore una dedica speciale per lei, in occasione del loro anniversario. Quello sarebbe stato il suo regalo. Ma ecco che si spegnevano le luci.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto era buio. Anche il palcoscenico. Si sentirono passi sul legno della scena. Poi un faro illumin\u00f2 un uomo vestito di nero. Era Lui. La sua voce riemp\u00ec la sala.<\/p>\n\n\n\n<p><em>C\u2019era una volta un uomo che possedeva un grande gregge di pecore alle porte della citt\u00e0. Il suo nome era Cane Nero.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Alla fine dell\u2019estate, Cane Nero andava a prendere uno dei suoi feroci pastori che stavano a guardia del bestiame e lo conduceva nel capanno dietro all\u2019ovile. L\u2019animale lo seguiva scodinzolando fiducioso. Poco tempo dopo Cane Nero usciva dalla baracca con una nuova pelliccia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019odore del sangue rimaneva nell\u2019aria per settimane ma l\u2019estate successiva nessuno si ricordava pi\u00f9 dell\u2019accaduto, che puntualmente si ripeteva. Cane Nero lo faceva pi\u00f9 per abitudine che per vera necessit\u00e0, anche se indossava la pelliccia durante tutto l\u2019inverno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Col passare del tempo il sacrificio divenne quasi una tradizione, un momento di passaggio da una stagione all\u2019altra. Un rituale che serviva a scandire il trascorrere degli anni. Che lo faceva sentire vivo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cane Nero era mio nonno. Cane Nero vive dentro di me.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cane Nero sono io.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Torn\u00f2 l\u2019oscurit\u00e0 per qualche istante e iniziarono gli applausi. Poi la luce inond\u00f2 di nuovo il teatro, il giornalista che avrebbe condotto l\u2019intervista si present\u00f2 e cominci\u00f2 con la prima domanda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il pubblico seguiva rapito lo scambio tra i due, come gli spettatori di una partita di tennis, ma lui non riusciva a restare concentrato, tra i ricordi che lo sopraffacevano, la paura di addormentarsi e l\u2019ansia per il compito che lo attendeva alla fine dell\u2019incontro. Non riusciva a godersi il momento ma era deciso a resistere, aspettando la ricompensa di una stretta di mano con quell\u2019uomo. L&#8217;intervista si avviava alla conclusione, era arrivato il turno delle domande del pubblico. Il suo posto per\u00f2 era vuoto perch\u00e9 si era gi\u00e0 avvicinato al banchetto firma copie.<\/p>\n\n\n\n<p>La fila era lunga ma lui era tra i primi. La prima in assoluto, una bella ragazza, si era lanciata dietro al piccolo tavolino e stava facendo una diretta video su qualche social con il suo telefono all\u2019ultimo grido, senza curarsi troppo dell&#8217;espressione strafottente dello scrittore. Poi tocc\u00f2 a un giovanotto occhialuto dai movimenti lenti e precisi, un aspirante romanziere in cerca di consigli. Seguirono una donna di et\u00e0 indefinibile, esperta di gialli e di festival, un vecchietto con il cane, una coppia evidentemente in crisi e un\u2019altra decina di clich\u00e9 ambulanti. Dopo ogni firma l\u2019assistente dell\u2019Autore scattava una foto istantanea con la sua polaroid per immortalare l\u2019incontro tra artista e seguace, una trovata di marketing molto azzeccata: dopo ogni omicidio Cane Nero infatti fa la stessa cosa, collezionando i volti delle sue vittime. Ogni vero fan non vedeva l\u2019ora di averne una.<\/p>\n\n\n\n<p>Il momento tanto agognato era arrivato. Per prima cosa si strinsero la mano. Non pot\u00e9 fare a meno di fissarlo dritto negli occhi per quell\u2019attimo in pi\u00f9 del dovuto. Spieg\u00f2 che aveva portato da casa una copia della prima edizione del romanzo d\u2019esordio per chiedergli una firma per la sua ragazza e compr\u00f2 l\u2019ultimo libro uscito affinch\u00e9 lo autografasse per lui. Lo scrittore sorrise con aria sardonica e esegu\u00ec la richiesta. Non posso crederci, pens\u00f2 in quel preciso istante. Il battito accelerava e quasi si commuoveva, ma rientr\u00f2 in controllo di s\u00e9 giusto in tempo per evitare il collasso. Non si addorment\u00f2 e si risistem\u00f2 alla bell\u2019e meglio in vista della foto ricordo. Si misero in posa e il ragazzo clicc\u00f2. Dopo un attimo la cartolina usc\u00ec dalla polaroid, come la lingua di un\u2019iguana.<\/p>\n\n\n\n<p>Il piccolo quadrato si colorava senza fretta. Preso dalla smania inizi\u00f2 a sventolare la fotografia, come fanno i bambini per velocizzare la cosa. Anzi come facevano, ai tempi dell\u2019analogico. Adesso si intravedevano figure sfocate, tipo dei fantasmi in via di manifestazione. Per\u00f2 c\u2019era qualcosa di strano. Che scherzo \u00e8 questo, si chiese tra s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe scherzo \u00e8 questo?\u00bb disse di nuovo a voce alta. Quasi urlando. \u00abChi \u00e8?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCosa intendo dire? Siete voi\u00bb disse l\u2019assistente con fare perplesso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesto non sono io!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon capisco, mi scusi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDimmi cosa vedi in questa foto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVede lei accanto al Maestro, signore\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon \u00e8 possibile!\u00bb Grid\u00f2 in faccia al giovane malcapitato. \u00abSe questa \u00e8 un&#8217;altra trovata pubblicitaria del cazzo\u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Si stava creando un capannello di gente attorno a lui. \u00abCosa sta succedendo qui? Cos&#8217;\u00e8 questo trambusto?\u00bb chiese un addetto alla sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRagazzo, che problemi ci sono? Ti ho fatto due firme come mi hai chiesto, in cos\u2019altro posso esserti d\u2019aiuto?\u00bb l\u2019Autore si era alzato e si stava avvicinando a lui. Le altre persone arretrarono.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMaestro, non mi piace essere preso in giro. Glielo dica. Dica la verit\u00e0. Chi \u00e8 ritratto qui?\u00bb disse sibilando, quasi con le lacrime agli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scrittore prese la polaroid tra le mani e la avvicin\u00f2 agli occhi. \u00abFammi vedere\u2026 Mmmh\u2026 Hai perfettamente ragione, neanche io amo essere vittima di tiri mancini. E odio ancora di pi\u00f9 perdere tempo. Tieni la tua foto e sparisci!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Prese la polaroid e corse verso l\u2019uscita del teatro, sbattendo contro le persone che intralciavano la via. Attravers\u00f2 l\u2019atrio che cadevano le prime gocce di pioggia. Per strada continu\u00f2 a correre. Correva a pi\u00f9 non posso, senza voltarsi mai indietro. Entr\u00f2 nel labirinto di vicoli della citt\u00e0 vecchia. Non ce la faceva pi\u00f9. Dovette fermarsi per riprendere fiato. Stava appoggiato con le mani sulle ginocchia. La testa china. Non capiva cosa stesse succedendo e aveva le vertigini. Si adagi\u00f2 su una panchina e osserv\u00f2 ancora la fotografia. La pioggia aumentava. La carta si stava bagnando. Questo non sono io, ma com\u2019\u00e8 possibile?, pens\u00f2 rimettendosi la foto in tasca. E se non era lui, chi era quello? In quel momento avrebbe voluto addormentarsi ma non funzionava cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era un solo posto dove voleva andare e senza rendersene conto si trovava a due passi da l\u00ec. Si ricord\u00f2 del libro e prese a camminare rasente ai muri per non prendere altra acqua. La strada si allargava su una piazza, sulla quale si affacciava un parapetto dalle spesse mura di pietra. Al centro si apriva un cancello. Lo super\u00f2. Cammin\u00f2 sulla ghiaia per pochi metri e si ferm\u00f2. \u00abAnna, ce l\u2019ho fatta. Ecco il tuo regalo\u00bb. Tir\u00f2 fuori il libro e lo poggi\u00f2 sulla lapide.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lesse a voce alta l\u2019iscrizione sul marmo: \u00abAnna Stein. 14\/04\/1992-20\/09\/2016\u00bb. Si sedette a terra davanti alla tomba. L\u2019ombra di un sorriso gli apparve sul viso. Aveva gli occhi bagnati ma dalla pioggia, non pi\u00f9 dalle lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>Si volt\u00f2 distrattamente a destra e not\u00f2 un fatto curioso. La pietra accanto riportava la stessa data della morte di quella di Anna. Non sapeva se fosse la norma ma l\u2019ordine cronologico aveva una sua logica. Il tentativo di dare un senso a qualcosa di insensato. Strano che non ci avesse fatto caso prima. Poi guard\u00f2 la foto del defunto. Il mondo smise di girare.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella era la sua faccia. Anche nome e data di nascita corrispondevano. Il sorriso triste lasci\u00f2 il posto a una risata isterica. Si guard\u00f2 alle spalle e poi gir\u00f2 su se stesso, ma non c\u2019era nessuno. \u00abNo, veramente, se \u00e8 uno scherzo, \u00e8 di pessimo gusto\u2026\u00bb disse a mezza voce rivolto alle tombe. Fece qualche passo indietro e cadde a terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Il custode lo trov\u00f2 poche ore dopo che dormiva addossato alle lapide di Anna.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSignore, si svegli! Mi sente?\u00bb gli disse scrollandolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non rispose ma apr\u00ec le palpebre.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome sta? Riesce ad alzarsi?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora niente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa lei chi \u00e8? Come si chiama?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo sono Cane Nero\u00bb.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49179\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49179\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era svenuto di nuovo. 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