{"id":49158,"date":"2022-05-13T10:23:47","date_gmt":"2022-05-13T09:23:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49158"},"modified":"2022-05-13T10:23:48","modified_gmt":"2022-05-13T09:23:48","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-lanello-del-tempo-di-federama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49158","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;L&#8217;anello del tempo&#8221; di Federama"},"content":{"rendered":"\n<p>In un boschetto solitario, sulla riva di uno stagno, durante una nevicata primaverile di fiocchi di pioppo, sono in piedi di fronte a un uomo. Mi guardo nello specchio d\u2019acqua che mi restituisce il volto di una giovane donna adulta che mi somiglia ma \u00e8 almeno dieci anni pi\u00f9 grande di me, capisco di essere&nbsp;<em>io<\/em>&nbsp;ma nel futuro. L\u2019uomo dai lineamenti mediterranei con gli occhi blu come il mare profondo che mi sembra di conoscere da sempre si avvicina e mi cinge dolcemente la vita, aderendo le sue labbra carnose alle mie. Profuma di sigaretta e di brooklyn alla menta. Copro tutta la sua nuca con la mia mano, facendo attenzione a non impigliare i suoi lunghi capelli biondi al mio anello di serpente. Chiudo gli occhi e ricambio il bacio mentre stringo forte il suo corpo al mio con l\u2019altra mano e sento un\u2019esplosione di calore uscirmi dal basso ventre. Ci sdraiamo sulla coperta a quadri, ci spogliamo, sento il suo corpo dentro al mio, la stessa emozione del pittore, il pennello su una tela ancora bianca. Apro gli occhi e sono altrove.<\/p>\n\n\n\n<p>In una camera che sembra di un albergo a poche stelle, sono seduta di fronte a una piccola finestra che affaccia su un giardino bagnato dalla pioggia autunnale, il riflesso sul vetro \u00e8 proprio il&nbsp;<em>mio<\/em>, quello di adesso, della giovane adolescente che sono. Sento per\u00f2 ancora il calore tra le gambe e nelle narici l\u2019odore di erba, di sigaretta e menta. Questa volta \u00e8 sembrato davvero reale. L\u2019orologio sopra al lettino sul lato lungo della stanza segna le undici e dieci di mattina. Bussano alla porta, dico avanti, senza troppa convinzione. Entrano il medico e l\u2019infermiera per la visita giornaliera. Il taschino del camice del dottore \u00e8 decorato con un serpente che mi riporta al pioppeto ma non lo dico. Ho imparato a tacere, come le brave ragazze. Mi fanno le solite domande e rispondo allo stesso modo di sempre. Mi puntano una luce negli occhi, li chiudo e sono altrove.<\/p>\n\n\n\n<p>In una macchina per poche persone, ho le mani sul volante alle dieci e dieci, sulla sinistra una fede nuziale dorata, nello specchietto la&nbsp;<em>me<\/em>&nbsp;adulta al volante mi fissa, con qualche ruga in pi\u00f9 rispetto al pioppeto e con gli occhi non troppo felici. Un bimbo seduto al mio fianco guarda la strada con i suoi occhi blu ma senza vederla, il sussidiario aperto sulle gambe, mentre recita a memoria il cinque maggio. Il caschetto dorato infantile si muove su e gi\u00f9 al ritmo delle parole. Mi chiama&nbsp;<em>mami<\/em>&nbsp;e mi chiede cos\u2019\u00e8 il nunzio. Mi sorprendo a sapergli rispondere. Un\u2019altra macchina inchioda di fronte a noi, fermo anch\u2019io l\u2019auto e mi attacco al clacson che si incastra e non smette pi\u00f9 di suonare. Annunciamo cos\u00ec il nostro arrivo al paese, con la macchina che canta e con noi che ridiamo come matti, ad occhi chiusi. Li riapro e sono altrove.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella camera che sembra di un albergo a poche stelle, il medico mi toglie la luce dagli occhi come se fosse passato solo un istante, mentre la gita in macchina \u00e8 durata il tempo di una poesia. Continuo a ridere, rimbomba ancora il clacson nelle orecchie, il medico mi ausculta il petto, non smetto di ridere, anche il dottore sorride, magari pensa di farmi solletico. L\u2019orologio sopra al lettino sul lato lungo della stanza segna le undici e venti, tra un po\u2019 sar\u00e0 orario di visita, l\u2019infermiera sorride con me e mi accarezza i capelli, come una mamma con la figlia. Mi salutano e mi danno appuntamento per la mattina dopo, l\u2019infermiera mi dice che se ho bisogno basta premere l\u00ec, ringrazio e mi accorgo di una lacrima sulla sua guancia che stona vistosamente con il suo dolce sorriso. Mentre escono chiudo gli occhi e sono altrove.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella macchina per poche persone, sono sola, \u00e8 sera e fuori diluvia. Il finestrino mi restituisce la&nbsp;<em>me<\/em> adulta, con pi\u00f9 rughe e una smorfia alla bocca che sembra un sorriso capovolto. Provo tristezza e ho molta voglia di ritornare a casa dai miei genitori e dal mio caschetto biondo. Con le mani \u2013 senza anelli stavolta \u2013 giro il volante per immettermi nella statale e accelero, l\u2019acqua diventa grandine, la grandine diventa un\u2019auto che da sinistra prende in pieno la mia portiera, la tristezza diventa soffocamento. Chiudo gli occhi e sono altrove.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a me la finestra che affaccia sul giardino dove insieme adulti e miei coetanei si rincorrono, si abbracciano, scherzano e ridono, riprendo fiato guardando il mio riflesso da adolescente con gli occhi sbarrati. Vedo i miei genitori che guardano verso di me e mi fanno cenno, \u00e8 l\u2019ora delle visite, rispondo al gesto, mi preparo e li raggiungo. Salto in braccio al mio pap\u00e0 che mi stringe per non lasciarmi andare mai, allungo una mano ad accarezzare i capelli ondulati della mia mamma austera, comunque intenerita da quel gesto. Dopo un po\u2019 di giochi, mami tira fuori dal palt\u00f2 una scatolina rossa, un regalo per me, che bello. Apro il pensiero, alzo le sopracciglia dalla sorpresa, di fronte a me un anello di serpente,&nbsp;<em>quell\u2019anello<\/em>. Chiudo gli occhi e non sono altrove ma sono al buio, in lontananza la voce di un bimbo \u201cEi fu. Siccome immobile, Dato il mortal sospiro\u201d. Apro gli occhi, indosso l\u2019anello e abbraccio i miei, consapevole di quello che mi aspetta ma per nulla spaventata dal futuro.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49158\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49158\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un boschetto solitario, sulla riva di uno stagno, durante una nevicata primaverile di fiocchi di pioppo, sono in piedi di fronte a un uomo. 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