{"id":49081,"date":"2022-05-12T19:28:04","date_gmt":"2022-05-12T18:28:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49081"},"modified":"2022-05-12T19:28:05","modified_gmt":"2022-05-12T18:28:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-nessuno-sa-che-esisto-di-lara-gerbi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49081","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Nessuno sa che esisto&#8221; di Lara Gerbi"},"content":{"rendered":"\n<p>Sollevo la testa dal cuscino e tendo l\u2019orecchio, trattengo il respiro sperando di non sentire nulla. Con i suoi caratteri rossi, la sveglia sul comodino segna le 03:44.<\/p>\n\n\n\n<p>Il buio della stanza impallidisce di fronte al buio che ho dentro, \u201cOmbra\u201d la chiamo. Esiste ormai da tempo e si espande senza sosta, portandosi via pezzetti di me, come se volesse inghiottirmi e condurmi da qualche parte. Improvvisamente capisco dove, non l\u2019avevo mai compreso, ma questa notte \u00e8 diversa da tutte le altre.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi alzo cercando di fare piano; non posso permettermi di svegliarti e ricacciare indietro l\u2019Ombra, anche se ormai sono quasi diventata brava a farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Decido di rimanere in pigiama; nel posto in cui sto andando non mi servono vestiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerco solo la giacca e le scarpe, non importa quali, sempre senza far rumore, poi prendo le chiavi della macchina dallo svuotatasche accanto alla porta ed esco.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Ombra arretra, quasi confusa, come se non si aspettasse questo passo, poi sembra capire quello che sto pensando: \u201cVengo con te, portami dove vuoi\u201d. L\u2019aria di sfida cede il posto alla resa.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendo la macchina, fa molto freddo e non c\u2019\u00e8 nessuno per strada a quest\u2019ora. Certo, avrei potuto immaginarlo, ma il silenzio mi sorprende comunque, il freddo invece \u00e8 quasi piacevole.<\/p>\n\n\n\n<p>In Piazza Dante il faccione di Grock mi guarda dalla facciata dell\u2019Ex Cremlino, il \u201csignore cattivo\u201d come lo chiami tu. \u201cMa no, ha solo una faccia un po\u2019 strana\u201d rispondo io, ogni giorno, ogni sera, fino a quando le luminarie natalizie verranno spente e noi troveremo una nuova routine. &nbsp;Un piccolo tassello va al suo posto, l\u2019Ombra \u00e8 sempre con me.<\/p>\n\n\n\n<p>Proseguo fino alla Spianata e poi ancora, fino a dove \u00e8 concesso arrivare con la macchina. C\u2019\u00e8 una specie di rotonda al fondo, prima dell\u2019inizio dell\u2019Incompiuta, semplicemente disegnata sull\u2019asfalto, dove ci si pu\u00f2 girare per tornare indietro, ma non \u00e8 quello che devo fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Spengo la macchina. Il silenzio adesso \u00e8 ovunque, ma sono ancora al sicuro. Scendo, e tutto cambia.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scoglio della Galeazza \u00e8 l\u00ec, dove \u00e8 sempre stato, solo l\u2019assenza della luna mi impedisce di vederlo. Le onde hanno un suono diverso qui rispetto ad ogni altro posto, \u00e8 il modo in cui accarezzano lo scoglio, o lo schiaffeggiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi fermo qualche minuto, immobile nel buio e nel silenzio; al mondo, adesso, esiste solo il rumore del mare, accompagnato dal mio respiro. So che non posso tornare indietro: l\u2019Ombra mi chiama, il mare mi chiama.<\/p>\n\n\n\n<p>Scendo la scala verso la spiaggia tenendomi al mancorrente. Ad un certo punto, attraverso la suola delle scarpe, sento che le pietre hanno preso il posto dei gradini, la mano destra non trova pi\u00f9 alcun sostegno: sono arrivata in fondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Indovinando la direzione da prendere, mi avvicino subito al mare, che stanotte accarezza lo scoglio con delicatezza. Vorrei che ci fosse la luna a dare il giusto colore alle cose; il mare \u00e8 nero senza di Lei. Forse anche per questo \u00e8 proprio la notte giusta.<\/p>\n\n\n\n<p>Faccio un altro passo, sono <em>nel<\/em> mare adesso. Passa un paio di secondi prima che l\u2019acqua impregni completamente le mie scarpe, e che io mi renda conto di quanto \u00e8 ghiacciata, ma anche di quanto \u00e8 facile proseguire.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso lo <em>sento<\/em>: un freddo che non credevo potesse pi\u00f9 esistere, che mi riporta a quando sei nato. Avrei dovuto capirlo subito che quel freddo non mi avrebbe pi\u00f9 abbandonata. La forza che avrei dovuto avere non l\u2019ho avuta, n\u00e9 quel giorno n\u00e9 mai, altrimenti <em>ricorderei<\/em>, e non sarei qui.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta una persona ha cercato di spiegarmi quanto \u00e8 facile superare i propri limiti. Mi chiedo se essere qui significa che io non sono stata in grado di farlo, o se lo sto facendo ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Alzo le braccia verso il cielo, la punta delle dita rivolta verso l\u2019alto. Vedo e <em>sento<\/em> qualcosa che abbandona il mio corpo, dei fili argentati stanno uscendo dalla punta delle mie dita e attorcigliandosi tra loro salgono a spirale verso il cielo scuro: questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che rimarr\u00e0 di me, da qualche parte.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019acqua mi arriva ormai sopra la vita, sollevo i piedi e mi lascio andare. Il mare mi porta l\u00e0 dove voglio stare. Nessuno sa che esisto.<\/p>\n\n\n\n<p>* * *<\/p>\n\n\n\n<p>Sono di nuovo nella mia stanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedo i miei capelli sul cuscino, inizio a sentire il mio corpo che non \u00e8 il mio.<\/p>\n\n\n\n<p>Devo rientrare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno sa che esisto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49081\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49081\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sollevo la testa dal cuscino e tendo l\u2019orecchio, trattengo il respiro sperando di non sentire nulla. 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