{"id":49006,"date":"2022-05-05T18:03:41","date_gmt":"2022-05-05T17:03:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49006"},"modified":"2022-05-05T18:03:42","modified_gmt":"2022-05-05T17:03:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-la-signora-con-la-k-di-francesco-martini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49006","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;La signora con la K&#8221; di Francesco Martini"},"content":{"rendered":"\n<p>Meno due, meno uno&#8230; e poi finalmente la campanella. Le dodici e trenta in punto. In un attimo gi\u00f9 per le scale, a correre e spintonarsi l&#8217;un l&#8217;altro, lanciati verso la finestra di luce che, un portone immenso, lascia filtrare per pochi minuti ogni mattina. Ancora una rampa e ci catapultiamo a rotta di collo lungo il porticato che fiancheggia il gigantesco piazzale all&#8217;entrata. Come sempre facciamo a gara a chi arriva primo e non baster\u00e0 quel cancello grigio a fermarci, per quanto ferro possa contenere, non basteranno gli urli e le imprecazioni delle suore a farci mettere giudizio \u2013 a dei bambini&#8230; ridicolo \u2013 n\u00e9 a prestare attenzione agli scalini proprio a ridosso dell&#8217;ultima piazzola prima dell&#8217;uscita, perch\u00e9 non ascoltiamo una parola e so gi\u00e0 che qualcuno si sbuccer\u00e0 un ginocchio o un gomito, s\u00ec&#8230; proprio su quei dannatissimi scalini \u2013 ma \u00e8 lo stesso perch\u00e9 da piccoli si \u00e8 fin troppo tolleranti al dolore \u2013 e allora ancora pi\u00f9 forte corriamo, pi\u00f9 forte urliamo, e il sole che balena dai portici ci acceca e l&#8217;ombra ci ristora e tutti insieme al galoppo, ancora per qualche secondo, fino al cancello della nostra disperazione che sembra guardarci impassibile e impassibile si lascia varcare. Finalmente siamo fuori!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per quest&#8217;anno la scuola \u00e8 finita e tra un po&#8217; so gi\u00e0 che andr\u00f2 al mare con mia nonna e giocheremo a carte tutti i pomeriggi e a luglio arriver\u00e0 mia madre e insieme faremo lunghe passeggiate sulla spiaggia e la sera mi racconter\u00e0 qualche storia; poi il fine settimana verranno tutti i nostri parenti e magari riuscir\u00f2 a giocare a scacchi con mio cugino e andr\u00f2 in bicicletta con i miei zii e i pranzi con le bistecche alte tre dita e le cene con il pesce fresco e tutto sembrer\u00e0 bello e &#8211; ne sono sicuro &#8211; durer\u00e0 in eterno.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma intanto devo tornare a casa: oggi \u00e8 sabato e so gi\u00e0 che nonna avr\u00e0 preparato un&#8217;immensa cotoletta con una valanga di patatine fritte che a malapena riuscir\u00f2 a finire. Mi incammino con il languorino in bocca e non faccio in tempo a svoltare l&#8217;angolo che intravedo una splendida spider rossa &#8211; Dio com&#8217;era bella la Lancia Fulvia di mio padre \u2013 con una signora seduta accanto al guidatore che sta fumando una sigaretta. Mio padre scende dalla macchina e tira indietro il sedile facendo cenno di salire. Mi verrebbe allora di correre e saltargli in braccio, stringerlo forte, ch\u00e9 in fondo \u00e8 quasi un anno che non lo vedo \u2013 stupido che ci ricaschi sempre &#8211; ma in effetti pu\u00f2 bastare anche una pacca sulle spalle di quelle che poi molti anni dopo mi sarei affannato a restituirgli puntualmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Si chiama Veruska con la K, la signora che fuma. E fuma parecchio, tanto che in macchina \u00e8 come se ci fosse la nebbia e a stento riesco a respirare. \u00c8 russa e ha detto mio padre che ora vivono insieme ma, a essere sincero, non ho capito granch\u00e9: insomma, il motivo di questa visita di Veruska e perch\u00e9 poi fumi cos\u00ec tanto. Quello che so \u00e8 che oggi non manger\u00f2 la cotoletta con le patatine fritte perch\u00e9 nonna ha dato il permesso al babbo di portarmi a pranzo fuori e con mio padre si mangiano solo uccelli, per lo pi\u00f9 tordi e allodole. Ma in ogni caso chi se ne importa della cotoletta e ben vengano gli spiedini perch\u00e9 oggi sono con&nbsp;<em>lui<\/em>&nbsp;anche se \u2013 \u00e8 vero \u2013 avrei preferito non ci fosse questa signora che in effetti mi vergogno anche a guardare. Forse per la sua magrezza &#8211; mai vista una persona cos\u00ec magra \u2013 o forse per il suo modo di parlare\u2026 O per le sigarette che si accende in continuazione e che esalano fetore di muffa e cantina.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci dirigiamo verso la Val di Bisenzio, perch\u00e9 mio padre quando pranza fuori va sempre in quella valle dove scorre il fiume Bisenzio che da Vernio arriva fino a Prato. Cominciamo a salire e il tempo inizia a rannuvolarsi. L&#8217;ombra incombe dall&#8217;alto e allora vorrei raccontare tutto quello che mi \u00e8 successo durante quest&#8217;anno di corse e compiti, di litigate e di pallone, di amicizie e delusioni, di cotolette e patatine che avidamente mi sembrano sempre pi\u00f9 buone tanto da chiedermi se mai ci sar\u00e0 un limite a questa bont\u00e0 o se magari arriver\u00e0 un giorno \u2013 e so gi\u00e0 che accadr\u00e0 \u2013 in cui le cotolette non potr\u00f2 neppure pi\u00f9 soffrirle e solo a vedere una patatina fritta mi si rivolteranno le budella. <\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, caro padre mio, vorrei raccontarti di quello che mi sta succedendo alla soglia di questi miei nove anni, che detta cos\u00ec sembrano pochi ma in effetti a me paiono un&#8217;enormit\u00e0. Ma come posso fare, dimmelo tu che sei grande, s\u00ec\u2026 Come posso fare a raccontarti tutto questo se devo costantemente preoccuparmi di questa signora russa con la K, che forse \u00e8 pure comunista e i comunisti sono pericolosi \u2013 \u00e8 risaputo &#8211; specie se russi, soprattutto per i bambini! E finisce che allora comincia lei a parlare e dice che vuole molto bene a mio padre \u2013 chi se ne importa \u2013 e poi non so come si mette a discutere di politica con lui ed entrambi si trovano d&#8217;accordo sul fatto che in Italia \u00e8 tutto sbagliato e che il partito qua e il partito l\u00e0 e insomma ci vorrebbe pi\u00f9 comunismo e meno democrazia cristiana, e mio padre inizia a bestemmiare e mentre lo fa aumenta il volume della voce ma soprattutto sostengono che ci vorrebbero meno preti e meno suore e che il colpevole di tutto, o perlomeno uno dei pi\u00f9 colpevoli \u00e8 proprio lui, Sua Santit\u00e0 &#8211; come lo chiama mia madre &#8211;&nbsp;&nbsp;o&nbsp;<em>pastrano bianco<\/em>&nbsp;&#8211; come invece dice mio padre &#8211; e allora la mia preoccupazione aumenta e senza farmene accorgere mi metto a recitare il Padre Nostro e l&#8217;Atto di Dolore perch\u00e9 \u2013 \u00e8 la mamma che me l&#8217;ha insegnato \u2013 davanti a qualcuno che bestemmia bisogna sempre dire queste due preghiere per la redenzione della sua anima. Non \u00e8 facile per\u00f2. Voglio dire, ora che anche lei si mette a bestemmiare non ce la faccio e cos\u00ec rimango indietro e perdo il filo, e insomma finisce che i timpani iniziano a farmi male e la gola si secca e gli occhi si bagnano e forse \u00e8 il fumo e, dico io, chi me l&#8217;ha fatto fare di venire quass\u00f9 con mio padre che avevo la cotoletta con le patatine fritte. Poi inizia a fare freddo perch\u00e9 l&#8217;aria di montagna inizia a farsi sentire e mi investe in pieno viso e tutto sembra diventare di ghiaccio ma, finalmente, arriviamo al ristorante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo sopra Cavarzano, un posto lontano da tutto e da tutti, un posto che se mi perdessi o se mio padre dimenticasse di riportarmi indietro potrebbe non restituirmi pi\u00f9: verrei mangiato da qualche cinghiale o lupo di montagna che, dicono tutti, adorano la carne fresca di bambino. E allora appena fuori dalla macchina cerco di prendere la mano ruvida ed enorme di mio padre che invece la ritrae perch\u00e9 vuole abbracciare lei, la signora con la K, e quando ci riprovo borbotta un: &#8211; smetti di fare lo stupido \u2013 che mi convince a stare indietro, a seguirlo come l&#8217;Assunta, il cane da caccia che&nbsp;<em>lui<\/em>&nbsp;prendeva sempre a calci e che era morto quasi un anno prima lasciandolo nello sconforto per via del fiuto fenomenale che \u2013 sosteneva sempre commosso &#8211; non avrebbe sicuramente pi\u00f9 ritrovato in nessun\u2019altra bestia.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec mi vedo per la prima volta per quello che in verit\u00e0 sono: piccolo, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno \u2013 a dispetto della mia altezza e della mia forza che a scuola meritano un certo rispetto \u2013 costretto ad avere bisogno di una mano di adulto per inoltrarmi nella boscaglia dove una taverna sconquassata cucina i migliori spiedini dell\u2019intero Appenino Toscano. E giuro a me stesso che crescer\u00f2, in fretta, molto pi\u00f9 in fretta di tutti gli altri e non avr\u00f2 pi\u00f9 bisogno di nessuno per andare nei boschi e tutto sar\u00e0 pi\u00f9 piccolo di me, e tutto sar\u00e0 come dovr\u00e0 essere: \u2013&nbsp;&nbsp;gi\u00e0 come sarebbe dovuto essere&#8230; non lo so&#8230; davvero non lo so&#8230; neppure oggi a quasi trent\u2019anni di distanza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pranziamo e parliamo ancora di politica. Tutto ruota intorno al partito, tant\u2019\u00e8 mi viene di pensare che forse anch\u2019io ne faccio parte, ma ci pensa subito&nbsp;<em>lui<\/em>&nbsp;a chiarire le cose e lo fa rivolgendosi a Veruska:&nbsp;&#8211; Ho provato a fargli cambiare idea ma che ci vuoi fare&#8230; Ormai l\u2019hanno imbambolato con la Chiesa, i Santi e le Madonne. \u00c8 pure a scuola dalle suore, dico io, ce ne vuole. &#8211; Ma Carlo \u00e8 solo un bambino&#8230; \u2013 Tenta lei. &#8211; Ma che bambino e bambino, bisogna abituarli da piccoli a vedere il mondo com&#8217;\u00e8 altrimenti da grandi diventano imbecilli!<\/p>\n\n\n\n<p>La signora con la K ci ha provato ma vedendo l&#8217;aria che tira batte in ritirata e mi ritrovo di nuovo solo per colpa della mia educazione cattolica. Cos\u00ec trangugio un tordo dopo l&#8217;altro e sento le loro testoline scricchiolare sotto i denti e non nascondo di provare un certo piacere a romperne la carcassa fino a succhiare ogni singolo ossicino perch\u00e9, in questo almeno, sono davvero in gamba.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriviamo al dolce: un tiramis\u00f9 gigantesco che so gi\u00e0 che mi far\u00e0 dare di stomaco ma in fondo chi se ne importa, e ne prendo comunque due porzioni e mentre sto finendo anche la seconda, mio padre dice che partir\u00e0 per un po&#8217; e andr\u00e0 a stare qualche mese da lei, da Veruska, in un paesino vicino a Mosca e che finalmente avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di toccare con mano quanto il proletariato ha fatto per la storia. Di nuovo non capisco molto se non il fatto che a breve non rivedr\u00f2 mio padre, il che risulta familiare e forse \u00e8 per questo che sorrido e pronuncio un timido: &#8211; mi porti un regalo? \u2013 che per\u00f2 lo fa subito imbestialire: &#8211; i regali, stupido che non sei altro, sono solamente il frutto della presa in giro del capitale e questo \u00e8 uno dei trucchi per far dimenticare al proletariato le sue vere esigenze. &#8211; Ancora non capisco ma il tutto risuona sempre pi\u00f9 familiare. Cos\u00ec mi metto a leccare le ultime tracce di dolce nella ciotola e assaggio un po&#8217; d&#8217;acqua dal bicchiere. Il pranzo bene o male \u00e8 finito e in men che non si dica sono davanti a casa a suonare al citofono.<\/p>\n\n\n\n<p>La signora con la K saluta sporgendo la mano dal finestrino e mio padre pronuncia un laconico: &#8211; quando rientro si torna a mangiare gli uccelli \u2013 che l\u00ec per l\u00ec accolgo con un sorriso ma che a pensarci bene \u2013 soprattutto oggi che di uccelli non ne mangio pi\u00f9 \u2013 mi lascia un grande peso sullo stomaco che veloce risale e si assottiglia, come se uno degli ossicini di quei tordi mi si fosse conficcato in gola e tentasse, a poco a poco, di soffocarmi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49006\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49006\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Meno due, meno uno&#8230; e poi finalmente la campanella. 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