{"id":48991,"date":"2022-05-05T11:17:17","date_gmt":"2022-05-05T10:17:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48991"},"modified":"2022-05-05T11:17:18","modified_gmt":"2022-05-05T10:17:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-leggerezza-di-nicoletta-mauceri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48991","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Leggerezza&#8221; di Nicoletta Mauceri"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDoveva essere un\u2019estate speciale. E invece l\u2019inferno in terra, una punizione senza appello\u201d. Questo rimugina Zahra mentre in bicicletta, un macigno sul cuore, pedala con forza, le gambe appesantite dallo sforzo, i muscoli dei polpacci contratti allo spasimo, le ruote che alle curve slittano sul terreno polveroso e sui sassi. Pedala veloce in salita dal centro della citt\u00e0 verso casa. <\/p>\n\n\n\n<p>Pedala con la determinazione, la forza e la leggerezza della sua giovent\u00f9. I pensieri si accavallano, vuole arrivare il prima possibile. \u00c8 spaventata. Deve parlare con i suoi genitori. Si piega in avanti sul manubrio quasi a spronare la bicicletta. Un anziano contadino che accompagna un asino carico di fieno si ferma sul ciglio della strada, la guarda passare e poi scuote la testa in segno di disapprovazione. Zahra corre come avesse il diavolo alle calcagna. Da mesi erano tutti consapevoli, a Kabul, che qualcosa sarebbe successo. Ma confidavano che alla fine non sarebbe cambiato nulla, o almeno che l\u2019epilogo sarebbe stato diverso. Che il governo non si liquefacesse. Che la loro citt\u00e0 non cadesse di nuovo in mano ai talebani, come molti dei villaggi rurali. <\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 da tempo lottavano contro la pandemia e ora anche questo. La strada, se cos\u00ec si pu\u00f2 definire quel viottolo sterrato, s\u2019inerpica per la collina. \u00c8 agosto, fa caldo. La mattina Zahra era uscita per sbrigare delle commissioni al mercato. Prima di pranzo aveva appuntamento alla scuola di musica per la solita lezione ma ha trovato le strade bloccate, ovunque uomini barbuti armati fino ai denti. Continua a pedalare verso casa, fa caldo e l\u2019hijab non aiuta. A tratti deve anche trattenere il lungo vestito che copre i pantaloni, altrimenti si infila nella catena. Zahra \u00e8 figlia unica. Vive in una famiglia istruita e progressista. Pu\u00f2 studiare, ascoltare la musica, andare a spasso con le amiche, non indossare il burqa celeste e giocare con gli aquiloni, farli volare. In giugno si \u00e8 laureata in agronomia all\u2019universit\u00e0. Un corso a numero chiuso durato tre anni. Solo pochi gli studenti ammessi e quasi solo uomini. Lei si \u00e8 rivelata una delle allieve migliori. \u00c8 l\u2019orgoglio di suo padre che lavora come interprete per una ambasciata europea. \u00c8 fortunata. Pu\u00f2 contare su due genitori adorabili che le consentono di studiare il violino e di andare persino in bicicletta, una bicicletta tutta sua che lei chiama affettuosamente Farah, nella sua lingua vuol dire gioia, allegria. A Kabul l\u2019andare in bici per le donne \u00e8 un vero tab\u00f9, disonora la famiglia, d\u00e0 scandalo. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma lei non si \u00e8 mai data per vinta. Anche quando l\u2019hanno insultata e minacciata. Una volta tornando dall\u2019universit\u00e0 le hanno anche tirato dei sassi. La nonna che vive con loro a volte borbotta qualcosa circa le sue abitudini moderne ma \u00e8 stata proprio la nonna a comprarle il suo primo aquilone. Zahra significa \u201cbrillante\u201d, \u201crisplendente\u201d. E cos\u00ec le \u00e8 sempre sembrata la sua vita sino ad ora. Ora ha paura. Una paura disperata di qualcosa che non conosce ma di cui ha sentito raccontare a casa. Mentre pedala ripensa al programma che aveva in mente per quella estate, una vacanza e poi il trasferimento all\u2019estero per il master, a New Delhi. Una conquista. Aveva tanti progetti. La vacanza era prevista a casa degli zii. Abitano con Nahal, la sua unica cugina, a Maidanshahr, un villaggio di poche anime a due ore da Kabul. Zahra adora quella campagna, i torrenti, i boschi. Le variopinte distese di papaveri, i papaveri da oppio, la prova vivente di come in questo mondo ogni cosa pu\u00f2 essere allo stesso tempo meravigliosa e dannata. Le piace trascorrere del tempo a casa degli zii che adora. <\/p>\n\n\n\n<p>Mentre pedala ricorda le giornate trascorse con loro in passato. Estive calde giornate dal ritmo lento e serate fresche con in cielo una luna grande grande, ipnotizzante. \u00c8 quasi arrivata. La sua casa nella caotica e trafficata Kabul \u00e8 una di quelle costruzioni variopinte costruite sulle pendici dei monti che fanno da cornice alla citt\u00e0. Una di quelle case di fango che per dare nuovo impulso e dignit\u00e0 alla zona sono state ridipinte con colori vivaci. Tutto quel marrone trasformato magicamente in un arcobaleno di colori. Case blu, rosa, gialle. La sua \u00e8 celeste.\u00a0 Non ci sono case rosse. Di rosso c\u2019\u00e8 gi\u00e0 stato troppo a Kabul. Parcheggia la bicicletta nello stretto vicolo davanti all\u2019ingresso di casa, una porta celeste con due gradini sgretolati, stando attenta a non mettere i piedi nel rivolo di scolo che corre nella via, parallelo alle case. Due bimbe piccole figlie della vicina con una gallina al seguito le vengono incontro. Le bimbe, come gi\u00e0 successo altre volte, la osservano scendere e riporre la bicicletta con il solito stupore misto a timore e curiosit\u00e0. Quasi fosse un alieno che scende dalla navicella in pieno giorno. <\/p>\n\n\n\n<p>Entra in casa e trova tutti davanti al televisore. Anche la nonna. Ovviamente gi\u00e0 sanno. Si toglie le scarpe e silenziosamente si avvicina camminando sul tappeto che ricopre il pavimento. Nessuno commenta quello che vede. Assistono in silenzio. La televisione, un canale estero, mostra le strade invase da auto con uomini armati e gente che fugge, le stesse scene che ha appena visto Zahra in centro. \u00c8 il peggior epilogo che avrebbero mai immaginato. E scioccante la velocit\u00e0 della disfatta dell\u2019esercito che si arrende senza combattere. Tra poco sar\u00e0 il caos. Le forze straniere lasceranno il paese perch\u00e9 prioritari altri interessi. Il probabile epilogo \u00e8 una guerra civile. Anni di lento progresso distrutti in pochi giorni. Il futuro perduto. Il pap\u00e0 si alza lentamente e spegne la televisione. A Zahra non sembra la stessa persona con il quale ha riso e fatto colazione solo poche ore prima. \u00c8 invecchiato di colpo. Non \u00e8 un modo di dire, un luogo comune, ma \u00e8 proprio cos\u00ec. Con fare cupo l\u2019uomo dice che non possono rimanere pi\u00f9 a Kabul. Che partiranno per nascondersi in campagna, dagli zii, e intanto cercheranno degli aiuti per uscire dal paese. Che non c\u2019\u00e8 altra via per salvarsi. Ha lavorato con gli occidentali e la loro famiglia \u00e8 in grave pericolo. Dice che quando esce, dorme e lavora vede sempre e solo la guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Seguono giorni di preparativi febbrili. Escono di rado e solo per urgenze, \u00e8 troppo pericoloso. Il padre si raccomanda di portare solo i vestiti e lo stretto necessario. Ma qual \u00e8 lo stretto necessario di una vita? Arriva la notte della partenza. Caricano un furgone di fortuna che li contiene tutti. Zahra sale dietro, per ultima, con la sua bicicletta. Il padre cerca invano di dissuaderla a portarla, obietta che non le servir\u00e0, che gli zii non vorranno. Lei insiste caparbia, non la lascerebbe per nulla al mondo. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il percorso per arrivare non \u00e8 lungo ma \u00e8 complicato riuscire ad eludere i posti di blocco. Viaggiano su sentieri tortuosi in mezzo ai campi per vie non battute e in un buio completo. Quando pensano di scorgere qualcuno in lontananza spengono i fari e attendono. Sta albeggiando e arrivano a Maidanshahr. La casa degli zii \u00e8 un casermone marrone lontano dal centro abitato. Sul davanti c\u2019\u00e8 un cortile e l\u00ec trovano la zia gi\u00e0 intenta a prendere l\u2019acqua dal pozzo insieme a Nahal. Il furgone viene sistemato e nascosto nella rimessa e le due famiglie si raccolgono in casa. In campagna la percezione della catastrofe si avverte meno. Gli zii conducono una esistenza ritirata, semplice, attenti a rispettare tutte le imposizioni dei talebani la cui presenza l\u00ec \u00e8 gi\u00e0 una realt\u00e0 da tempo. Nahal, sebbene coetanea di Zahra, ha frequentato solo le scuole elementari e trascorre le sue giornate a casa aiutando nella conduzione della attivit\u00e0 agricola del padre. Anche loro sanno della folla disperata assembrata all\u2019aeroporto di Kabul, degli uomini aggrappati alle fiancate degli aerei, dei bambini passati ai militari sopra il filo spinato. Conoscono i talebani ma ci convivono. Solo a distanza di due ore da Kabul la vita scorre tanto diversamente. Qui gli aquiloni non volano gi\u00e0 da tempo e le donne quando escono indossano un burqa celeste. Trascorrono i giorni e per Zahra e la sua famiglia si fa sempre pi\u00f9 impellente la necessit\u00e0 di fuggire all\u2019estero anche per non mettere in pericolo la vita degli zii. Una mattina Zahra mentre esce in cortile in cerca di Nahal per condividere i profumati Jalebi la trova seduta nella rimessa in contemplazione della sua bicicletta, Farah.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Ti piace?<\/li><li>\u00c8 bellissima, deve essere anche veloce.<\/li><li>Vuoi provarla? Sai non \u00e8 difficile andare in bicicletta. Basta imparare a tenersi in equilibrio. Il problema \u00e8 solo all\u2019inizio.<\/li><li>No, non posso. Non si pu\u00f2\u2026mi piacerebbe\u2026ma poi mamma\u2026non ho i vestiti adatti, poi se cado\u2026<\/li><li>Dai, andiamo nel viottolo vicino al fiume, l\u00ec non passa mai nessuno. L\u00ec non ci possono vedere. Ti insegno io, ti aiuto, non ti faccio cadere\u2026<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La conversazione va avanti in questo senso per parecchio, poi Nahal, sebbene sempre titubante, si fa convincere. Le due ragazze si avviano con la bicicletta condotta a mano verso il fiume. La mattina passa veloce e loro si divertono come non accadeva da tempo. Da quel giorno quasi ogni mattina, quando gli adulti non vedono, le due cugine si allontanano per la loro lezione in bicicletta per i sentieri meno battuti. Zahra regge con una mano il sellino e con l\u2019altra sostiene Nahal sulla spalla. Le dice di guardare avanti e di trovare il punto di equilibrio. Via via la ragazza si &nbsp;lancia, trova la sua via e con quel mezzo proibito assapora la velocit\u00e0, il vento, l\u2019indipendenza, qualcosa di molto vicino alla libert\u00e0. Esultano felici. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla, il caos, la disperazione, i talebani, esistono solo due ragazze, e una bicicletta che riesce a regalare a entrambe un po\u2019 di leggerezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Una settimana dopo arriva il giorno della partenza. Zahra e la famiglia hanno la possibilit\u00e0 di fuggire in aereo in Europa. Hanno cercato di convincere anche gli zii e Nahal a partire con loro. \u00c8 difficile andare via e ancora di pi\u00f9 sapere che loro resteranno. Gli zii per\u00f2 preferiscono restare e Nahal con loro. La loro vita \u00e8 l\u00ec. Non se la sentono di vivere come profughi, lontano dalle loro radici. Sono decisi a resistere alla tempesta che sconvolger\u00e0 di nuovo il loro paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche questa volta Zahra e la sua famiglia partiranno di notte con il furgone per raggiungere Kabul e l\u2019aeroporto. Hanno dei lasciapassare dell\u2019ambasciata. L\u2019aereo parte di mattina presto. \u00c8 l\u2019ultima occasione che hanno per fuggire.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo pranzo le ragazze come al solito prendono la bicicletta e si avviano verso il fiume mentre gli adulti sono presi dalle incombenze giornaliere o dai preparativi per la partenza imminente. Il sole filtra attraverso il fogliame e si riflette sulle medagliette dorate di cui \u00e8 ornato l\u2019hijab di Nahal. Ne risulta una cascata di luci dorate. La malinconia del prossimo distacco \u00e8 mitigato dall\u2019allegria propria della loro et\u00e0. Sono certe di rivedersi presto, certe che i talebani spariranno di nuovo e che tutto torner\u00e0 come prima. Zahra come al solito cammina accanto a Nahal che incede a zig zag sul sentiero cercando di governare la bicicletta. Stamattina hanno leggermente alzato il sellino perch\u00e9 le lunghe gambe di Nahal possano pedalare meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni tanto si guardano ridendo. Poi Nahal stabilizza l\u2019equilibrio e prende velocit\u00e0. \u00c8 felice e, prima di lanciarsi, si volta ancora una volta verso Zahra che la incita spingendola delicatamente ancora una volta con la mano posata sulla sua spalla. E mentre avanza sicura, proprio allora si ode uno sparo, poi un altro. Zahra cade a terra in avanti e il sorriso le si spegne in un attimo. Le parole le muoiono sulle labbra. Nahal fa in tempo a capire e a gridare qualcosa poi cade anche lei sotto i colpi di uomini invisibili. Anche il suo sorriso e i suoi sogni si spengono per sempre. Farah, la loro bicicletta, finisce la sua corsa solitaria e rimane l\u00ec sul sentiero polveroso.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48991\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48991\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDoveva essere un\u2019estate speciale. 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