{"id":48987,"date":"2022-05-05T11:07:55","date_gmt":"2022-05-05T10:07:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48987"},"modified":"2022-05-05T11:11:58","modified_gmt":"2022-05-05T10:11:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-nata-migrante-di-sylvia-zanotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48987","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Nata migrante&#8221; di Sylvia Zanotto"},"content":{"rendered":"\n<p>Sono nata per strada si pu\u00f2 dire. Perch\u00e9 la mia famiglia viveva viaggiando. Mia mamma francese, mi diceva sempre: \u00abnon piangere, la casa non sono queste mura, ma queste braccia\u00bb. E mi stringeva forte a s\u00e9, cos\u00ec forte che mi scioglievo in lei, le mie lacrime si asciugavano e il mio cuore riprendeva a sorridere. Mi addormentavo spesso cos\u00ec, ma non troppo: la casa non era soltanto mia, anche i miei due fratelli e la nostra sorellina reclamavano un posto caldo nel cuore morbido della mamma. Io sono la secondogenita. Primo \u00e8 Renato, di due anni pi\u00f9 grande, Menico \u00e8 il terzo, ma lo abbiamo subito chiamato Mim\u00ec. Mim\u00ec aveva soltanto un anno meno di me. Sembravamo gemelli. E la pi\u00f9 piccolina, una vera canaglia, era Lisette di sette anni, nata quattr\u2019anni dopo Mim\u00ec. Che fratellanza! Io ero la pi\u00f9 ingenua. Non capivo mai gli scherzi e cos\u00ec mi prendevano sempre in giro. \u00abLucie, trottola! Lucie rimorchio!\u00bb canticchiava Lisette. Mi riempivano delle loro cianfrusaglie, che custodivo con cura, nei nostri movimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Case vere, poche. Spesso buchi o stanze sulle ruote. La transumanza \u2013 come la chiamavamo noi, i figli, dandoci nomi di greggi &#8211; era dovuta al lavoro dei miei genitori: due saltimbanchi un po\u2019 fricchettoni. Ci tenevano che noi studiassimo: ambivano per noi strepitose carriere scientifiche. \u00a0Cos\u00ec, alternavamo momenti dove loro erano i nostri maestri, a mesi lunghissimi, che odiavamo, dove ci rinchiudevano in una stanza insieme ad altri venti marmocchi. Insopportabili. Ma poi nessuno di noi ha realizzato questo loro desiderio. Io sono diventata danzatrice, Lisette comica, Mim\u00ec chitarrista emigrato negli Stati Uniti e Renato presentatore cronista sportivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Appartengo da sempre al viaggio. Mia madre diceva che una casa non \u00e8 fatta di mattoni, ma di persone. Quando ero piccolina mi rincorreva, mi acchiappava e insieme rotolavamo per terra. Era cos\u00ec fulminea nei gesti, che mi venivano le vertigini. Il brulichio nella pancia. E poi mi mordicchiava l\u2019orecchio dicendo: <em>\u00abMa puce, ta maison c\u2019est moi!\u00bb<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a><\/em> Quando sfinita, si sedeva, mi ripeteva ogni volta che in quel momento era cos\u00ec ma che poi nella vita si cambia. Oggi pap\u00e0, mamma e i fratelli. Domani gli amici, chiss\u00e0, poi si vedr\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono nata errante. Senza rumori nelle orecchie per impormi doveri, obblighi, scuole (queste capitavano), catechismi e orari imposti. Mo padre \u00e8 algerino e mia madre \u00e8 stata ripudiata dalla famiglia perch\u00e9 si \u00e8 innamorata di un arabo. Un arabo francese, ma che importa? Per i miei nonni era sempre un arabo. Per fortuna che siamo venuti via dalla Francia, almeno non ho la tentazione di andare a cercare i parenti serpenti e fargli vedere com\u2019\u00e8 bella la loro nipote figlia di un arabo. Perch\u00e9 bella sono bella. Siamo tutti belli. Riccioli e occhi neri per tutti, bocche a cuore per le femmine, labbra carnose e sensuali per Lisette e Mim\u00ec, sottili e serie quelle di Renato e le mie. Tutti alti, slanciati, corpi sinuosi e attraenti. Il successo nella vita di strada dei miei genitori era dovuto anche al loro aspetto fisico e noi avevamo mescolato al meglio le loro bellezze. Per\u00f2 eravamo arabi. E artisti di strada per di pi\u00f9. Quasi zingari.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Son nata in un buco eretico in mezzo alle ortiche. Ho sradicato sedani e carote e calpestato il prato e i gelsomini. Con l\u2019arte in casa si cresce liberi. Ho indossato l\u2019arcobaleno, il cielo e le chiome dei faggi si litigavano le mie membra. Riuscivo a slanciarmi da un ramo a quell\u2019altro con un\u2019agilit\u00e0 fuorviante. D\u2019altronde i miei pensieri lo erano, cos\u00ec come le mie fantasie, i miei giochi, i miei desideri.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Oggi ripensando a quegli anni sento ancora l\u2019adrenalina a galla. Tutto si risveglia. Il mio sentire identico. Dopo tutti questi anni, mi sono stratificata di vita, di ricordi. Peccato, per\u00f2! Addosso ti restano solo le impressioni in memoria. Il vissuto si sfibra, si scioglie, si dissolve.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00abPap\u00e0, voglio volare pi\u00f9 in alto di te e poi ricadere afferrandoti le mani\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLucie <em>ch\u00e9rie<\/em>! Proviamolo, allora, il nostro numero.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ore e ore di prove, di idee strampalate da realizzare. L\u2019arte circense e lui: ero in paradiso. La sera, e tante altre sere di spettacolo, un vero successo. Lui sapeva davvero far credere a tutti che volassi, non era bravo solo con me, ma anche con gli altri. Era questo il suo segreto? Essere credibile? Fare sognare?<\/p>\n\n\n\n<p>Pap\u00e0 Milou ne ha tanti di segreti. Pi\u00f9 di maman Ded\u00e9e. Lei condivide. Dice sempre tutto a tutti. Di segreto ha solo il male subito nella sua vita. Quello non lo racconta mai! Le sue parole ancora oggi sono mazzi di fiori, gorgoglii, profumi, brezza mattutina. Una narratrice del bello per eccellenza. Perch\u00e9 da grande mi sono fatta poi male? Cosa si era inceppato? Ero cresciuta con l\u2019immagine materna della felicit\u00e0 e della gioia. Ecco perch\u00e9. Niente si era inceppato. Solo che io, del dolore e delle bruttezze non conoscevo il vocabolario.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi pap\u00e0 spar\u00ec. Prigione. Niente pi\u00f9 migrazioni. Senza di lui, la mamma si era come spenta. Non si faceva pi\u00f9 pubblico. Da saltimbanchi siamo diventati mogi stanziali. Appartamento. Lavoro in fabbrica. Mai e poi mai tornare dai serpenti parenti. In quel periodo, le loro grida al telefono facevano piangere la mamma.<\/p>\n\n\n\n<p>Frequentavo la seconda liceo. Iniziai con uno spinello. E poi il resto. L\u2019eroina e le scopate facili per un buco in pi\u00f9. Overdose. Quasi morta. Salvata da un saltimbanco russo. Passava di l\u00ec.\u00a0 E cantava la canzone della lumaca. Che diventa carciofo. Bel carciofo, io!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00ab<\/strong> <em>Une souris verte \/ qui courait dans l\u2019herbe\/ on l\u2019attrape par la queue\/ on la montre \u00e8 ces Messieurs \/ Ces Messieurs me disent\u00a0<\/em>\u201c<em>trempez-la dans l\u2019eau \/ \u00e7a fera un escargot tout chaud, mi chaud<\/em>\u201d \u00bb.<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> Me la cantava anche la mamma nei nostri giochi infantili. Poi, quando mi acchiappava, storpiava le parole, l\u2019<em>escargot<\/em><a href=\"#_ftn3\"><em>[3]<\/em><\/a> diventava <em>artichaut<\/em><a href=\"#_ftn4\"><em>[4]<\/em><\/a>. Da lumaca diventavo carciofo e mi leccava le orecchie. \u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong>Adesso le parole non le storpia pi\u00f9, si mette i <em>tailleur <\/em>e lavora in ufficio. Aveva studiato lei. Non abitiamo pi\u00f9 in un appartamento. Ma in campagna. \u00c8 il grande giorno. Torna Milou. Ded\u00e9e ci ha chiesto di non tormentarlo con le domande. A suo tempo ci avrebbe raccontato. Ci ha guardato negli occhi e ci ha detto: \u00abaccoglietelo come lui vi faceva volare nei giochi di strada.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong>Io e i miei fratelli siamo emozionati. Ci siamo tutti arrangiati. Lisette si fa ancora le canne, io fumo solo tabacco, dopo il russo lumaca, mi hanno lavato il cervello. La mamma mi ha protetta per fortuna e accolta nelle sue braccia <em>maison<\/em><a href=\"#_ftn5\"><em>[5]<\/em><\/a><em>. <\/em>Renato e Mim\u00ec hanno solo il <em>kitesurf <\/em>nel capo. Renato ha iniziato a parlare di sport in radio. Nella stessa radio dove Mim\u00ec fa il tecnico del suono per potersi pagare tutte le Gibson o Fender dei suoi sogni. Ma appena possono, volano al mare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho un\u2019audizione con Pippo del Bono fra una settimana. In realt\u00e0 \u00e8 un seminario di tre giorni. Cerca gli attori del suo prossimo spettacolo. Mi piacerebbe tanto esserci.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanti anni sono? Lisette li hai contati? No, e tu? Nemmeno? Mim\u00ec? Renato?<\/p>\n\n\n\n<p>Scoppiamo a ridere. Siamo proprio incorreggibili. Senza senso del tempo o del dovere. Gi\u00e0, da veri artisti di strada. Decidiamo di mettere su un numero per pap\u00e0. E che non andr\u00f2 da sola da Pippo. La mamma? Siamo tutti elettrizzati all\u2019idea. Cerchiamo di convincerla, ma lei dice che ha il corpo invecchiato. \u00abAllora canta, mamma!\u00bb Ride. \u00abLa voce si \u00e8 arricciata e stropiccia troppo le note che mi fanno il solletico in gola. Il risultato \u00e8 un qua qua tipo papere rumoreggianti.\u00bb Ci mettiamo a imitare lo starnazzo d\u2019anatre canterine, con l\u2019idea che poteva far parte del prossimo numero del nostro circo ambulante. Beh, la mamma storse il naso, ma acconsent\u00ec, a patto di farlo fuori dal suo orario di lavoro che quello, per Dio, non l\u2019avrebbe mai lasciato. Insomma disse s\u00ec al seminario con Pippo del Bono. E anche pap\u00e0. Tornato con lo stesso sorriso, noi l\u2019abbiamo accerchiato. Il nostro numero consisteva in un girotondo capriolato e gli starnazzi modulati. L\u2019emozione ci ha trattenuti a lungo nel numero che abbiamo ripetuto, un\u2019infinit\u00e0 di volte. Osando poi proporlo per strada e riscuotendo successo, lo abbiamo affinato e reso potente, capace di sfidare la selezione di Pippo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRaga\u2019, stasera siamo noi quelli della prova generale aperta. Veniteci a vedere. Con Pippo certo. In teatro. Quello vero. Dove la strada entra, se emoziona! E la nostra, vi garantisco, \u00e8 una bomba!<\/p>\n\n\n\n<p>Il titolo? \u201cSono nata migrante\u201d, \u00e8 la storia della Cultura. Con la C maiuscola. Senza spostamenti, la cultura muore. Fra quattro mura, si scioglie e sparisce, la Cultura. Dirlo nei teatri \u00e8 una sfida, certo. Ma\u2026 Pippo \u00e8 un genio della regia. Del palcoscenico. Noi, la famiglia fricchettona, e gli altri attori, fra i quali ci sono anche un pappagallo, un cane e un gatto, beh, ce la caviamo! Chiss\u00e0 che dir\u00e0 di noi la Critica con la C maiuscola\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Tesoro, sono io la tua casa<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Un topolino verde \/ che correva nell\u2019erba \/ lo si acchiappa per la coda \/ lo si mostra a quei signori \/ quei signori mi dicono \u201cimmergetelo nell\u2019acqua. Avrete cos\u00ec una lumaca bella calda, bella tiepida\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> lumaca<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> carciofo<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> casa<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48987\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48987\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono nata per strada si pu\u00f2 dire. 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