{"id":48889,"date":"2022-04-24T20:01:57","date_gmt":"2022-04-24T19:01:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48889"},"modified":"2022-04-24T20:01:58","modified_gmt":"2022-04-24T19:01:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-un-treno-di-notte-di-caterina-perrone-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48889","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Un treno di notte&#8221; di Caterina Perrone"},"content":{"rendered":"\n<p>Sale sul treno di corsa, \u00e8 l\u2019ultimo della sera.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Non mi piace viaggiare di notte.<\/em> <em>Pace, non ho potuto fare di meglio. Per fortuna ho preso il biglietto di prima classe.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Percorre il corridoio del vecchio treno, ancora diviso in scompartimenti. L&#8217;aria sa di polvere, la luce pare invecchiata come le vetture, semivuote. Cerca un posto dove ci sia qualche viaggiatore, per rassicurarsi. Ecco, ha trovato quello giusto: una donna con la pelliccia e un ragazzino, un uomo elegante, uno straniero, alto, magro, compassato, indiano si direbbe dal turbante rosso.<\/p>\n\n\n\n<p>Entra, la salutano tutti con garbo, le fanno posto, l\u2019indiano l\u2019aiuta con la valigia. Si siede accanto al finestrino, di fronte al signore, vestito di cammello e vigogna, papillon jacquard, scarpe di cuoio lucido, quasi d\u2019altri tempi, come la carrozza.<\/p>\n\n\n\n<p>Si accomoda, si rilassa, si assopisce.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stridore dei freni, l\u2019annuncio dell\u2019arrivo in una stazione. Si sveglia, apre gli occhi sui posti vuoti. Resta solo l\u2019uomo che le sta davanti e accoglie il suo risveglio frastornato con un amabile sorriso. Sul portabagagli una borsa da medico.<\/p>\n\n\n\n<p>Si riaccomoda, ora meno tranquilla. <em>Forse qualcuno salir\u00e0. Non ho capito dove siamo.<\/em> <em>Pare siano scesi tutti dalla carrozza. \u00c8 sempre cos\u00ec la sera, si rimane soli.&nbsp; <\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il treno riparte cigolando.<\/p>\n\n\n\n<p>Suona un cellulare, l\u2019uomo estrae con eleganza l\u2019iphone, guarda il display.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec? No, non mi disturbi, sono in treno. No, Kabir \u00e8 uscito dallo scompartimento. Lo sa che mi d\u00e0 noia averlo intorno quando c\u2019\u00e8 gente, in particolare se c\u2019\u00e8 una donna.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Le rivolge un altro sorriso squisito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 stato orribile. No, non mi sono ancora ripreso. Come potrei? Adele dici? Lo sai com\u2019\u00e8\u2026 com\u2019era. No, sono certo, non ci sono pi\u00f9 speranze. S\u00ec, al castello, ma non \u00e8 stato l\u00ec. Fuggita dici? No fidati: \u00e8 stata punita.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Cade il silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon dimenticher\u00f2 mai quella notte, una notte che non poteva perdonare. Buia, senza luna, senza stelle. Si stava preparando il finimondo: il vento squassava gli alberi, sbatteva le finestre, tuoni di continuo, ma non si decideva a piovere. Sembrava fosse stato predisposto tutto. Io, se avessi potere sulle forze tenebrose, avrei fatto proprio cos\u00ec.\u00bb Ride e subito si ricompone. \u00abNo, non il diavolo, l\u2019uomo giusto, il giudice. Quello sono\u2026 ero io per lei. \u00c8 stata punita, come si meritava. Credimi, non \u00e8 crudelt\u00e0 la mia. Adele era\u2026 non stava alle regole, a nessuna regola. Tanto meno alle mie. Sarebbe stata questa la prima volta: non esiste una donna che mi abbia tradito, non l\u2019ho mai permesso. Lo sapeva. Eppure\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Guarda nel finestrino buio, si attarda sull\u2019immagine riflessa della passeggera, immobile. Si incrociano gli sguardi, lei volge gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAvevo fatto chiudere le lanterne del giardino, non le volevo facilitare il compito di rientrare. Ecco, questa cosa non l\u2019ho detta quando mi hanno interrogato, e non ho detto che ero stato io a manomettere i lampioni sulla strada. Hanno pensato fosse stato il temporale. No, volevo proprio che si spaventasse.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Si spengono all\u2019improvviso le luci nell&#8217;intero vagone. La sente scattare in piedi, con l\u2019aria di chi vorrebbe muoversi ma pare inchiodata sulle gambe. Per un attimo \u00e8 stato il buio, poi le tenui luci notturne. La tocca lieve con la mano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSi calmi, non \u00e8 successo niente. Non ho spento io le luci, stia tranquilla. La signorina qui accanto a me si \u00e8 spaventata. Kabir dici? Be\u2019 lui forse\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>II tocco gelido delle dita la paralizza, intravede il rosso del turbante sfumare via nel corridoio. Sente sbattere una porta. <em>Ha spento lui la luce.<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abKabir dici? S\u00ec, era con me. \u00c8 un servo fido. Con lui non temo, ha una mente molto fine.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Torna la luce piena. Lei \u00e8 l\u00ec in piedi, non si \u00e8 pi\u00f9 mossa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRimanga la prego, non mi d\u00e0 noia se ascolta\u00bb dice condiscendente, poi prosegue. \u00abLo sai, posso perdere il controllo. No, certo, un conto \u00e8 durante un intervento, allora mi prende una freddezza sovrumana: coi ferri in mano sono onnipotente, so di poter fare del male a quei corpi addormentati, inermi. Sai quante volte ho pensato\u2026 Sono consapevole, padrone di me stesso, della situazione. Ci mancherebbe. Ma con le donne,\u00bb solleva lo sguardo su di lei \u00abcon le donne \u00e8 un\u2019altra storia. Una donna, quando mi contraddice, ha il potere di infiammarmi, come un\u2019esca che prende fuoco. \u00c8 allora che posso non rispondere di me stesso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Carezza con le dita il bracciolo; una mano lunga, bianca, levigata, le unghie curate. Arpeggia sul velluto, lo stropiccia, lo tormenta. Il pollice gioca con l\u2019anello d\u2019oro, il cesello di un teschio, due tibie incrociate, una corona.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec bella\u2026 era bella, di quella perfezione algida e insieme lasciva; la bellezza che pi\u00f9 mi fa perdere la testa, perch\u00e9 non sai mai, non capisci che cosa ti aspetta. E lei lo sa\u2026 lo sapeva. S\u00ec, ne sono certo, come se l\u2019avessi vista. L\u2019ho sempre controllata, la facevo controllare. A volte io stesso la seguivo, mi appostavo, volevo vedere con i miei stessi occhi, sentire con le mie stesse orecchie, non mi bastava farmelo dire da altri. A volte vogliamo soffrire come se il dolore fosse la parte migliore del piacere. Adele lo sapeva, mi conosceva anche troppo bene; lei conosceva gli uomini e sapeva trarne quel che voleva. Creava apposta un\u2019ambiguit\u00e0 nelle situazioni per farmi perdere il lume della ragione. Sapeva che forse c\u2019ero e lasciava aperte le finestre, perch\u00e9 voleva che io sentissi, che io vedessi. E sempre, quando tornava, mi rifiutava. Sembrava dire: \u201cNon ti voglio, ho appena conosciuto il corpo di un altro\u201d. Io sentivo quell\u2019odore che mi faceva impazzire. Allora, si spogliava di fronte a me, come sapeva fare lei, si infilava nuda nel letto. E mi rifiutava. La pregavo, la supplicavo di non farlo; lo sapeva che poi mi imbestialisco. Mi guardava con la provocazione negli occhi, non diceva una sola parola, non mi supplicava, neanche quando\u2026 Anzi, era proprio allora che mi sfidava, sembrava lo facesse apposta a provocarmi, sembrava quasi lo volesse che io\u2026 No, credimi, tornava sempre pi\u00f9 tardi. E sempre mi rifiutava. Era diventato insopportabile. Lo faceva pur sapendo che poi non avrei lasciato correre, non mi sarei pi\u00f9 trattenuto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Si rivolge di nuovo a lei. \u00abSi segga, la prego. Non mi faccia stare nell\u2019ansia di credere che le posso dispiacere. Se vuole, interrompo la telefonata. Ecco bene, cos\u00ec, ora sono pi\u00f9 tranquillo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>E riprende: \u00abNo, non hanno trovato nulla. No, l\u00e0 non hanno guardato e io non gliel\u2019ho certo suggerito. Chi indaga ora non sa che nel bosco erano stati trovati dei resti. Sono vecchie storie. Anche allora erano solo ipotesi, subito cadute, poi dimenticate. S\u2019era piuttosto pensato che si trattasse di ossa dei tempi della guerra. Ecco perch\u00e9 non si sono insospettiti di un\u2019altra sparizione. A volte per\u00f2 credo che non vogliano sapere. Non sar\u00f2 certo io a parlare. Nessuno oserebbe nemmeno sospettare. Kabir dici? No, lui non mi tradisce mai: \u00e8 una tomba. Sembra non ci sia ma controlla sempre, tutto. Il vero angelo custode. Certo, anche ora \u00e8 qui intorno. Sento l\u2019odore, quei profumi inquietanti che portano loro.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il treno si ferma. Lei si alza, guarda dal finestrino. <em>Che stazione sar\u00e0? Nessuno scende, nessuno sale, nessun annuncio.<\/em> <em>Una stazione fantasma. Ora scendo. Acchiappo la borsa, il cappotto e scendo. Posso anche lasciarli qui, che importa? Pur di andarmene via. <\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ricompare l\u2019indiano dal turbante rosso, come dal nulla, ad ingombrare l\u2019uscita. L\u2019uomo le fa cenno di sedersi. Un sorriso che non ha pi\u00f9 nulla del sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo, non \u00e8 questo il posto per scendere. Lei non deve scendere qui, vero?&nbsp; L\u2019ho capito che deve arrivare gi\u00f9 fino al capolinea, proprio come me. Ci dobbiamo tenere compagnia. \u00c8 inutile. Leggo nei suoi occhi che avrebbe il desiderio di andarsene, ma sembrerebbe una fuga. Kabir, vede, si \u00e8 avvicinato, anche lui ha creduto di capire, non gli sfugge niente. Vuole che la aiuti a tirar gi\u00f9 la valigia? Ma, se lo lasci dire, sarebbe una scortesia. Kabir \u00e8 molto sensibile, se ne avrebbe a male.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Si volge di nuovo al cellulare. \u00abFunerali? Come si pu\u00f2 senza il corpo? Sperano ancora di trovarla. Si sono fatti l\u2019idea che sia fuggita, i gioielli sono scomparsi, ma\u2026 Come dici? S\u00ec, \u00e8 stata una mossa degna di una mente strategica, come solo Kabir\u2026\u00bb gli elargisce un benevolo sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il treno sferraglia, Kabir libera il varco e se ne va.<\/p>\n\n\n\n<p>La passeggera si siede al suo posto, arresa.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo assente con il capo, parla, parla, lei non lo ascolta neanche pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Una brusca frenata, il treno si blocca nel nulla pi\u00f9 buio della notte nebbiosa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo, niente, solo una frenata brusca. Siamo fermi in piena campagna. Pare quasi abbiano tirato l\u2019allarme. Kabir dici? Potrebbe, non sarebbe la prima volta. Interpreta i miei pensieri e agisce. Di solito capisce senza che neanche glielo chieda.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Solleva lo sguardo su di lei.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon abbia paura signorina, quando c\u2019\u00e8 Kabir siamo in buone mani. La signorina mi piace, mi ricorda un po\u2019 Adele: la stessa algida bellezza, gli stessi colori, lo stesso sguardo. Quando si allarmava faceva proprio cos\u00ec. Lo sapeva che trovo deliziosa l\u2019espressione di una donna quando si allarma. Quella tensione dei muscoli che assomiglia soavemente al rigor mortis.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo allarga le braccia. Il display \u00e8 buio. <em>Ma allora\u2026 <\/em>c<em>on chi hai parlato fino ad ora?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La guarda negli occhi. Ora sorride di un sorriso vero, si lascia andare sulla poltrona, abbandona il cellulare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto, ha capito perfettamente, non c\u2019era nessuno al telefono. Parlavo con lei. Lei \u00e8 stata ed \u00e8 il mio pubblico. No, non abbia timori, rimanga seduta, comoda. Lei \u00e8 il mio vero interlocutore, anzi la mia interlocutrice. Mi permetta di dedicarle questo mio pezzo di teatro. Le \u00e8 piaciuto? \u00c8 per lei che l\u2019ho appena scritto. No, anzi, l\u2019ho registrato direttamente sul cellulare. La situazione mi ispirava. Un\u2019atmosfera magica, non le pare? A volte le occasioni si offrono spontaneamente senza bisogno di cercarle. A volte la vita \u00e8 generosa. Non le pare? Lei \u00e8 stata davvero un\u2019ottima partner, \u00e8 stata perfetta. Una buona attrice non avrebbe saputo fare di meglio. Vedremo se continuer\u00e0 ad esserlo. Via, mi faccia un sorriso.\u00bb<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48889\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48889\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sale sul treno di corsa, \u00e8 l\u2019ultimo della sera. 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