{"id":48682,"date":"2022-04-12T19:09:33","date_gmt":"2022-04-12T18:09:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48682"},"modified":"2022-04-12T19:09:34","modified_gmt":"2022-04-12T18:09:34","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-valentina-di-chiara-girotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48682","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Valentina&#8221; di Chiara Girotto"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Ne <em>Gli Indifferenti<\/em> di Moravia il protagonista dice che quando non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 di qualche cosa si cambia. Mi chiedo se l\u2019atto dello scrivere, liberatorio o nevrotico che sia, possa essere considerato un cambiamento o meno. Non so rispondere a questa come a mille altre domande, ma ho una certezza: io quando scrivo lo faccio per esasperazione, perch\u00e9 voglio imprimere un segno nella carta senza doverlo fare anche nella vita. La scrittura \u00e8 un collante che tiene salde le disparate compagini dei miei interessi come fosse un <em>Merzbild <\/em>dadaista. Nello smarrimento esistenziale, mi consente di assemblare frammenti scomposti di una materia umile, varia, spesso informe, e di darle dignit\u00e0. Da questo disordine nasce la confessione che mi hai estorto, non senza fatica, costringendomi a tradurla in parole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono certa che ricordi Valentina, quel personaggio di Antonioni che mi ha tanto colpito. Alla domanda di Giovanni Pontano, celebre autore di romanzi e suo ospite, se ci sia altro che le piaccia oltre al golf, al tennis e ai <em>parties<\/em>, la ragazza risponde: \u201ctutto\u201d. Poi tira fuori un registratore e gli fa sentire una lettura ad alta voce di testo scritto di proprio pugno; appena il nastro finisce di scorrere lo cancella, e quando l\u2019uomo, stupito, le chiede spiegazioni per il suo gesto, dice che la sua vocazione non \u00e8 cos\u00ec irresistibile, riferendosi alla scrittura. Egli allora ribatte che \u00e8 un peccato sprecare cos\u00ec la propria intelligenza.\u201dIo non sono intelligente, sono sveglia\u201d conclude lei. Ecco, a volte mi sento pi\u00f9 vicina a Valentina di quanto vorrei. Capisco fin troppo bene la sensazione che prova chi sente di <em>poter<\/em> scrivere senza necessariamente avvertirne il bisogno impellente. Valentina osserva e comprende, forse anche pi\u00f9 degli altri; di tanto in tanto, quando la realt\u00e0 la soffoca, annota le proprie riflessioni, ma non le giudica degne di essere condivise. Spesso medita, probabilmente senza appuntarsi nulla. Eppure siamo certi che abbia scritto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La ragione per cui Valentina esterna il suo pensiero per poi cambiare idea \u00e8 racchiusa in quella frase enigmatica che tronca la conversazione, e con essa la possibilit\u00e0 di un ulteriore chiarimento. Tu diresti che, definendosi sveglia ma non intelligente, Valentina vuole sminuirsi, forse aspettandosi qualche forma di rassicurazione, che per la cronaca non arriva. Io invece penso che, con questa sentenza camuffata da aforisma ironico, il personaggio si assolva dalla responsabilit\u00e0 che inevitabilmente si inscrive nell\u2019agire. Sa scavarsi dentro e leggere l\u2019alfabeto misterioso dei moti d\u2019animo pi\u00f9 intimi, ma poi li lascia, immobili, a ristagnare nella coscienza, perch\u00e9 esprimersi spalancando le porte al prossimo le costa fatica. In un mondo dove ognuno scalpita per essere ascoltato, non credi ci sia qualcosa di prezioso in questa rinuncia? Oppure anche tu la accusi di ignavia, condannandola alle punture di vespa del girone dantesco?&nbsp;Per quanto mi sforzi, non riesco a giudicarla. Forse Valentina \u00e8 semplicemente un essere eclettico, che trova limitante dover riporre nella scrittura il centro e il senso della sua intera esistenza. Conosco una folta schiera di funamboli in bilico tra mondi diversi: si aggrappano tenacemente alla coda, rifiutando il fatto che un giorno dovranno decidere da che parte saltare per scendere. Il punto \u00e8 che, mentre si oscilla fluttuando nell\u2019etere delle opportunit\u00e0 mancate e delle sfide non colte, questo giorno del giudizio si pu\u00f2 posporre per un tempo potenzialmente infinito, almeno fino a quando le Parche non provvedono a recidere il filo. In altre parole, si pu\u00f2 vivere una vita intera senza mai scegliere, accettando di essere definiti dai ben disposti, poliedrici, dagli intransigenti, passivi. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi chiedo se questo <em>habitus<\/em> che impone di scalfire la superficie della realt\u00e0 multiforme assaggiandone mille bocconcini senza mai consumare un pasto completo non sia sintomo di inettitudine esistenziale. Valentina \u00e8 affamata di vita, ma seleziona esclusivamente esperienze poco vincolanti, fugaci, in ultima istanza, superficiali. La scrittura, al contrario, richiede una dedizione che implica l\u2019esclusivit\u00e0: per quanto debole, scrivere \u00e8 una presa di posizione nei confronti della realt\u00e0 esterna, \u00e8 oltrepassare il confine tra ci\u00f2 che \u00e8 senza nome e ci\u00f2 che muta in base a come lo si definisce.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Mi sembra di sentire il tuo sguardo di rimprovero dietro la nuca. Forse sono stata troppo severa, e quello che manca a Valentina \u00e8 semplicemente la capacit\u00e0 imprenditoriale che rende i progetti ideali tangibili, quell\u2019intraprendenza che distingue, per l\u2019appunto, chi ha successo da chi \u00e8 semplicemente sveglio. In passato mi ripetesti spesso che una cosa \u00e8 il potenziale, un\u2019altra l\u2019impegno, e che solo quest\u2019ultimo consente di raggiungere un qualche traguardo. Tuttavia, mentre ti scrivo mi domando se non sia ora di finirla con questi traguardi, con queste tappe prestabilite che ci costringono a percorrere, perplessi, le strade battute da chi ha trovato l\u2019ispirazione, solo per sentirsi ripetere, alla maniera di <em>tout le monde<\/em>, che ce l\u2019hai fatta. Se si scrive per<em> sfondare<\/em>, come direbbe Martin Eden, allora \u00e8 meglio non scrivere affatto.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Nella mia mente come nella tua, l\u2019immagine di Valentina che interrompe la registrazione resta sospesa nell\u2019ambivalenza di ci\u00f2 che rappresenta. Ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 che la sua \u00e8 un\u2019abiura nei confronti della condivisione. Che poi questo sia un rifiuto nei confronti dello scrivere come atto narcisistico, compiuto a causa della spinta esogena a dover dire qualcosa, anche qualcosa di inutile -lei stessa nella registrazione lamenta l\u2019abbondanza di parole banali che la gente spreca ogni giorno- oppure un tentativo fallito di oltrepassare il muro dell\u2019incomunicabilit\u00e0, non \u00e8 dato saperlo, per lo meno non a me.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Della sua figura mi \u00e8 rimasta impressa la sostanziale stasi; si ha l\u2019impressione che dentro quella reticenza muoia l\u2019unica possibilit\u00e0, per quanto maldestra e incompleta, di entrare realmente in connessione col prossimo. Questa \u00e8, a mio avviso, la pi\u00f9 profonda motivazione che ci spinge a scrivere. \u00c8 lo sforzo di balzare oltre il baratro cieco che separa l\u2019Io dal mondo. Il conato egocentrico o solipsistico, forse solo umano, di Valentina, resta strozzato in gola, e la notte incombe sul suo rifiuto di tendersi verso l\u2019altro. Io tento di camminare verso di te con le dita, rinnegando Valentina e il suo rinnegare. In quest\u2019epoca in cui nulla \u00e8 pi\u00f9 sacro del singolo individuo, ci impegniamo costantemente a interpretarci per penetrare l\u2019opacit\u00e0 delle reciproche coscienze. Che sia tutto vano? Tu, Lettore, che dei miei monologhi interiori conosci solo ci\u00f2 che ho maldestramente disposto sul foglio, e che stai alla giusta distanza dall\u2019altra parte del vuoto nero, forse decreterai una sentenza migliore.&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48682\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48682\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ne Gli Indifferenti di Moravia il protagonista dice che quando non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 di qualche cosa si cambia. 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