{"id":48640,"date":"2022-04-07T19:05:30","date_gmt":"2022-04-07T18:05:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48640"},"modified":"2022-04-07T19:05:31","modified_gmt":"2022-04-07T18:05:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-il-vecchio-servizio-ginori-di-claudia-faenzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48640","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Il vecchio servizio Ginori&#8221; di Claudia Faenzi"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">M\u2019hai urlato contro talmente forte che credo d\u2019aver percepito quanto di pi\u00f9 simile all\u2019onda d\u2019urto di un\u2019esplosione, l\u2019espansione quasi istantanea dello spazio attorno a noi. Per assorbire il colpo, immobile mentre sui miei piedi si deposita una colata di cemento a presa rapida, sbatto le palpebre. Continuo a guardarti, non ho paura, ma nella stasi sento il rumore di qualcosa che si sgretola dentro di me, non so dire cosa ma il tonfo di questo crollo interno mi rimbomba nella testa come l\u2019eco di un ricordo. <br>Sei dall\u2019altra parte della stanza eppure riesco a percepire il tuo respiro. Sei tu ad aver paura. <br>Un altro istante ed un fischio, lento, costante, inarrestabile, mi riempie le orecchie, non proviene da alcuna fonte sonora, eppure fa vibrare ogni centimetro del mio corpo, in un attimo si fa buio.<br>Mentire \u00e8 facile finch\u00e9 non lo \u00e8 pi\u00f9.<br><br>Eccomi in salotto a casa dei miei genitori, le gambe mi penzolano dalla sedia, la seduta \u00e8 talmente ampia che con l\u2019incavo del ginocchio riesco a scavallare il bordo soltanto di poco.<br>Tra le mani ho delle matite colorate della Faber Castell, l\u2019astuccio \u00e8 quello in metallo da 36, poggiati sul tavolo una serie di fogli, alcuni bianchi altri gi\u00e0 disegnati, sottomano ne ho uno sul quale sto cercando di ritrarre il profilo di un gatto. Non riesco a trovare la giusta profondit\u00e0 del muso che di volta in volta viene o troppo schiacciato o troppo allungato e finisco per ritrovare sul foglio prima una scimmia poi un tapiro.<br>Nella stanza a fianco sento un sommesso borbottio che prende lentamente forza, come quando metti la pentola a pressione sul fuoco ed il processo che porta all\u2019ebollizione subisce un\u2019evoluzione sonora. <br>Cominciavano cos\u00ec le liti tra i miei genitori, la prima bolla ad arrivare in superficie era sempre mia madre, nel suo tono c\u2019era una sfida sprezzante, la pretesa della ragione, l\u2019arroganza di chi si sente intoccabile e lei lo era, intoccabile.<br>Quando mia madre gridava fermavo la punta della matita sul foglio per poi riprendere nei momenti di silenzio, mi fermavo e riprendevo, mi fermavo e riprendevo.<br>Sembrava a volte, nell\u2019altalena della discussione, di sentire la Suite di Nino Rota in Guerra e Pace.<br>Riuscivo a percepire i passi pesanti di mio padre, lo vedevo anche attraverso le pareti, neanche fossero trasparenti, camminava rapidamente in cerchio, come se quell\u2019azione ripetitiva fungesse da valvola di scarico perch\u00e9 lei era intoccabile, potevano crollare i muri di casa, anzi poteva implodere l\u2019intero palazzo ma lei ne sarebbe uscita incolume, e sarebbe rimasta l\u00ec ad urlare contro le macerie.<br>Quando la pentola a pressione comincia a fischiare significa che la temperatura ha raggiunto il valore ideale e quindi si pu\u00f2 ridurre al minimo la fiamma, anzi si deve. Mia madre non si \u00e8 mai intesa di cucina e di certo era lontana dal comprendere il momento in cui risultasse necessario abbassare al minimo la fiamma. <br>Arrivava cos\u00ec l\u2019esplosione, e con lei lo scoppio assordante che l\u2019accompagna, se mia madre era la prima bolla ad arrivare in superficie mio padre era l\u2019esplosione, le esplosioni non si gestiscono, ma sopratutto, una volta innescate non si fermano. <br>Riusciva a spezzare tavoli come fogli di carta, sfondare armadi come fossero fatti d\u2019acqua e a quel punto mia madre caricata dall\u2019adrenalina della tanto agognata ragione prendeva i piatti da servizio &#8211; noi avevamo i vecchi Ginori di ceramica bianca con dei disegni tono su tono in rilievo &#8211; e cominciava a lanciarli, pi\u00f9 la rabbia era stata repressa nel tempo, pi\u00f9 il lancio era violento, pi\u00f9 si percepiva in maniera netta il suono della materia che sferzava l\u2019aria nella stanza. Delle volte riuscivo a distinguere i piatti piani dalle fondine, e quelli da antipasto dal diametro pi\u00f9 piccolo da quelli da dolce. La vibrazione era totalmente differente ed anche lo schianto, pi\u00f9 pesante o pi\u00f9 leggero e quando s\u2019infrangevano contro il muro alcuni si spezzavano in due parti, altri si sgretolavano in mille pezzi. <br>Quei pezzi di coccio in caduta libera erano la mia caduta libera.<br>Il silenzio che seguiva l\u2019impatto era ancora pi\u00f9 fragoroso.<br>Avevo la sensazione che quei cocci sgretolati per terra rimanessero attaccati a mia madre con un filo invisibile, nei giorni a seguire se ascoltavi bene, mentre camminava per casa, potevi ancora sentirli tintinnare, lei non ne sembrava infastidita, li indossava anzi con eleganza e disinvoltura, eredit\u00e0 involontaria delle famiglie dabbene.<br>Altre volte i frantumi somigliavano pi\u00f9 ai segni lasciati dalle scottature solari. Quando ti scotti e la pelle si solleva provi una certa soddisfazione nel cercare di rimuoverla, \u00e8 una pratica che si cura con estrema minuzia, eppure qualche pezzo non ne vuole sapere di venir via.<br>Per quanto ci provassimo, delle volte anche insieme, io e mia madre, quei pezzi di pelle morta restavano l\u00ec attaccati lasciandoci una sensazione di sporco, incompiuto, imperfetto.<br>I cocci nella maggioranza dei casi finivano nella pattumiera in cucina ed io puntualmente li andavo a recuperare.<br>Ho cominciato cos\u00ec ad apprendere l\u2019arte del Kintsugi, un\u2019antica pratica giapponese secondo la quale quel che si rompe guadagna una nuova vita e grazie a quelle \u201ccicatrici\u201d si trasforma in qualcosa di pi\u00f9 prezioso. <br>Ogni pezzo riparato si lega all\u2019altro attraverso l\u2019utilizzo di un metallo pregiato &#8211; il pi\u00f9 delle volte oro, argento liquido o lacca con polvere d\u2019oro &#8211; ogni pezzo riparato \u00e8 unico ed irripetibile per via della casualit\u00e0 con cui la ceramica si frantuma. <br>L\u2019arte di abbracciare il danno. <br><br>Riapro gli occhi, davanti a me ci sei tu.<br>Percepisco nuovamente le dita delle mani, riesco a spostare il peso da una gamba all\u2019altra, ho riacquistato del tutto la sensazione dello spazio circostante, il fischio si \u00e8 finalmente interrotto.<br>Sulla mensola alle tue spalle c\u2019\u00e8 quel Ginori di vent\u2019anni fa, la mia prima rinascita.<br>Ti vengo incontro, rimani immobile, passo oltre, prendo il piatto e torno verso la porta attraversando la stanza. Scende dentro di me in quell\u2019istante un\u2019inattesa consapevolezza.<br>Raccolgo la borsa, accenni un timido \u201cGaia&#8230;\u201d cerco le chiavi, \u201cScusami\u201d separo quelle di casa dal mazzo,<br>\u201cScusami. Andr\u00e0 meglio\u201d le tengo in mano un istante come a cercare di percepirne il peso poi le poso sul tavolo. \u201cScusami.\u201d<br>\u00c8 solo un eco scarico.<br>Apro la porta, ti sorrido, \u201cNon abbiamo mai comprato un servizio di piatti\u201d, esco.<br>Mentire \u00e8 facile finch\u00e9 non lo \u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48640\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48640\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>M\u2019hai urlato contro talmente forte che credo d\u2019aver percepito quanto di pi\u00f9 simile all\u2019onda d\u2019urto di un\u2019esplosione, l\u2019espansione quasi istantanea dello spazio attorno a noi. 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