{"id":48629,"date":"2022-04-07T18:54:52","date_gmt":"2022-04-07T17:54:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48629"},"modified":"2022-04-07T18:54:53","modified_gmt":"2022-04-07T17:54:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-la-scommessa-di-andrea-polini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48629","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;La scommessa&#8221; di Andrea Polini"},"content":{"rendered":"\n<p>Franco parcheggi\u00f2 lungo il viale delle Cascine, a poche decine di metri dall\u2019ingresso dell\u2019ippodromo del galoppo. Scese dall\u2019auto, poi guard\u00f2 il cielo plumbeo, che come una cappa di malinconia avvolgeva Firenze in quel pomeriggio di ottobre inoltrato. Chiuse lo sportello della fiammante BMW coup\u00e9, e a passo svelto si avvi\u00f2 verso la biglietteria. Gli venne incontro una brunetta sulla trentina che indossava una lunga giacca nera sopra la minigonna. &lt;Ciao. Andiamo?> gli disse, negli occhi un languore che sapeva di malinconia e di dolce peccato. Come le altre ragazze che facevano la vita in quella zona era in questo modo che abbordava i clienti.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;Dopo, Lena. Alle sei andiamo a casa mia.><\/p>\n\n\n\n<p>Lena lo guard\u00f2 incerta, sollevando le sopracciglia.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;A casa mia non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessuno, lo sai\u2026> la rassicur\u00f2 lui. Una volta, infatti, al tempo che stava divorziando, aveva portato Lena a casa per fare l\u2019amore, ma quella sera era tornata sua moglie per consegnargli una lettera dell\u2019avvocato, e successe un finimondo.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;Ti aspetto qui, allora. Alle sei,> rispose Lena con un sorriso malizioso, gli accarezz\u00f2 una guancia, poi si allontan\u00f2 tra gli alberi del viale, come in un sogno. Da quando sua moglie lo aveva lasciato per colpa del vizio del gioco, Lena era diventata sotto molti aspetti la sua compagna. Era diventato persino un po\u2019 geloso di lei, anche se si ripeteva spesso che aveva poco senso essere gelosi di una donna che faceva la prostituta. Alla biglietteria tir\u00f2 fuori dal portafoglio la tessera dell\u2019abbonamento per la stagione autunnale di corse, la pass\u00f2 nel lettore ottico e entr\u00f2 nell\u2019ippodromo. Prese una copia del programma appoggiata sopra un banchetto di legno, a disposizione del pubblico, poi si incammin\u00f2 verso il tondino, che distava pochi passi. I purosangue che avevano appena disputato la quinta corsa del pomeriggio stavano girando in attesa dell\u2019ufficializzazione dell\u2019ordine di arrivo. <\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019aria c\u2019era odore di erba bagnata. Mancavano solo due corse al termine della riunione, ma a Franco quel pomeriggio interessava poco seguirle tutte. Gli interessava soltanto vincere la scommessa sull\u2019ultima corsa, e poi non voleva incontrare nessuno,\u00a0 e meno di tutti suo fratello. Avevano litigato proprio la sera prima. Si appoggi\u00f2 alla bassa siepe di recinzione del tondino, accanto a due bambini accompagnati dalla mamma, nella zona poco distante l\u2019elegante costruzioni di mattoni rossi che ospitava la sala fantini. Poco dopo venne diramato l\u2019ordine d\u2019arrivo ufficiale della quinta corsa, poi gli artieri ricondussero i cavalli nelle scuderie. \u201cGianni \u00e8 sempre stato fortunato\u2026\u201d pensava, rimuginando sulla discussione con suo fratello. \u201cE\u2019 sempre stato fortunato. A me, invece, i guai si appiccicano addosso. Ma che senso ha la vita come la intende lui? Non c\u2019\u00e8 emozione. Buon per chi si accontenta. Il fatto \u00e8 che ultimamente anche questa bestiacce mi hanno voltato le spalle\u2026Prima non me la passavo neanche male\u2026Se non pago, addio coup\u00e9\u2026Anche il negozio non rende come dovrebbe\u2026La settima \u00e8 la mia corsa\u2026\u201d Poco dopo, dagli altoparlanti vennero chiamati al tondino i cavalli partecipanti alla sesta corsa in programma. \u201cSe il mio amico Mauro mi ha dato una dritta non c\u2019\u00e8 ragione di dubitare\u2026\u201d pensava, mentre i cavalli della sesta corsa arrivavano alla spicciolata al tondino. \u201cVa sempre come dice lui\u2026Dovrei cercare Gianni, dirgli chi giocare\u2026Dev\u2019essere in tribuna\u2026No, non se lo merita. Giocherebbe due euro. Uno spilorcio cos\u00ec non merita questi favori\u2026\u201d Guard\u00f2 i cavalli sfilare, poi quando i purosangue scesero in pista lui rimase nei pressi del tondino, anche se si avvicin\u00f2 allo steccato lungo il lato esterno della pista, circa duecento metri dopo il traguardo. Era un punto d\u2019osservazione che non permetteva di seguire l\u2019intero svolgimento della corsa, ma offriva la suggestiva visione frontale del lungo rettilineo d\u2019arrivo. <\/p>\n\n\n\n<p>Da l\u00ec assistette alla corsa, che si concluse in poco pi\u00f9 di due minuti ed ebbe uno svolgimento lineare, senza sorprese. A prevalere fu infatti il favorito, alla quota al totalizzatore di 2,10. Presto gli altoparlanti comunicarono l\u2019ordine d\u2019arrivo ufficiale, e anche i partecipanti alla penultima sfida del pomeriggio rientrarono nelle scuderie. \u201cCi siamo\u2026\u201d si disse qualche minuto dopo, quando fu annunciato l\u2019ingresso al tondino dei cavalli dell\u2019ultima corsa. Era impaziente di veder comparire nel vialetto che dall\u2019insellaggio portava al tondino il cavallo Norzia, a cui era stato assegnato il numero 1. Il gigantesco baio oscuro solo dopo un po\u2019 fece il suo ingresso, procedendo tranquillamente al passo accompagnato dal suo artiere, una graziosa biondina. \u201cIl cavallo non \u00e8 male\u2026Ha belle proporzioni, non suda, \u00e8 calmo\u2026il passo \u00e8 deciso\u2026Non lo conosco, debutta sulla pista, ma a colpo d\u2019occhio \u00e8 probabile che il vecchio Mauro ci abbia preso anche stavolta\u2026\u201d pensava osservando il purosangue. Poco alla volta, intanto, tutti gli otto partecipanti alla corsa raggiunsero il tondino. \u201cLa concorrenza non \u00e8 granch\u00e9\u2026D\u2019altra parte \u00e8 una corsa da quattromila euro\u2026Per\u00f2 quella cavallina saura, Eubula, forse potrebbe essere pericolosa\u2026\u201d continuava a tormentarsi, guardando un po\u2019 il programma e un po\u2019 i cavalli. \u201cMa ha tre anni, e i tre anni si trovano spesso in difficolt\u00e0 contro i pi\u00f9 anziani\u2026E\u2019 vero, per\u00f2, che in questo scorcio di stagione la differenza tra i tre anni e gli anziani si riduce\u2026Anzi, a volte sono proprio i tre anni a essere favoriti\u2026Ora basta con tutti questi dubbi\u2026Il cavallo \u00e8 tosto, massiccio\u2026Sembra fatto apposta per essere un velocista. Il peso, poi, cinquantacinque chili, \u00e8 ottimo, e i milleduecento metri sono senz\u2019altro la sua distanza ideale\u2026Pure il fantino non \u00e8 da buttar via\u2026Caro Norzia, pensaci tu, o il culo sulla BMW non ce lo metto pi\u00f9\u2026\u201d Ripieg\u00f2 il programma e lo mise in una tasca della giacca di pelle, poi and\u00f2 sotto il porticato che collegava la zona del tondino con la tribuna prospiciente il traguardo. Prima di mettersi in coda per scommettere a una delle casse del totalizzatore gett\u00f2 lo sguardo verso il monitor che informava in tempo reale sull\u2019andamento delle scommesse a quota variabile. Vide che Norzia non era il favorito per gli scommettitori, che avevano accordato maggior fiducia a Eubula, la puledra saura. \u201cNorzia paga 2,70\u2026Non \u00e8 molto, ma va bene\u2026\u201d concluse tra s\u00e9. \u201cMille euro \u00e8 tutto quello che ho\u2026Non bastano per l\u2019affitto del negozio e per gli strozzini della macchina\u2026Sono ridotto proprio male. Un fallito. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma per i grandi uomini la sorte \u00e8 questa\u2026dalle stelle alle stalle e viceversa\u2026Duemilasettecento euro, invece, sarebbero una bella boccata d\u2019ossigeno\u2026Dopo, a corsa vinta, cento euro extra anche per Lena\u2026Crepi l\u2019avarizia. Alla faccia di mio fratello\u2026\u201d Accese una sigaretta, poi aspett\u00f2 il suo turno per scommettere. &lt;Numero 1 vincente, mille euro,> disse alla cassiera. &lt;Mille?> la cassiera chiese conferma dell\u2019importo. &lt;S\u00ec, mille,> ripet\u00e9 lui, poi tir\u00f2 fuori dal portafoglio dieci banconote da cento euro e le dette alla cassiera. Controll\u00f2 attentamente lo scontrino della giocata, e lo ripose nel portafoglio al posto delle banconote. Decise di seguire la corsa da un punto dell\u2019ippodromo dove era certo ci sarebbero stati pochissimi spettatori. Non voleva condividere con nessuno la tensione durante la corsa, n\u00e9 la gioia per la scommessa vinta o magari le bestemmie per la perdita\u2026Si incammin\u00f2 allora lungo lo steccato che delimitava il lato esterno della pista, e dopo un po\u2019 oltrepass\u00f2 l\u2019ampia tribuna centrale, non molto affollata, forse a causa del maltempo. Franco pass\u00f2 di fretta, col timore di incrociare suo fratello. Intanto la pioggerella riprese a cadere sul parco delle Cascine, mischiandosi alle note di musica sudamericana che venivano dai prati vicino l\u2019ippodromo, dove alcune famiglie di immigrati peruviani si erano riunite come consuetudine per trascorrere in allegria la domenica, incuranti della pioggia. <\/p>\n\n\n\n<p>A causa della tensione, in quel momento a Franco venne voglia di urinare. Entr\u00f2 nel bagno pubblico, una vecchia costruzione che sorgeva parecchio pi\u00f9 in la della tribuna, poi, quando si fu liberato, si riavvicin\u00f2 allo steccato, sempre per\u00f2 mantenendosi all\u2019altezza dei bagni. Il traguardo distava da l\u00ec circa trecento metri. Da dove si trovava, in caso di volata tra pi\u00f9 cavalli, non avrebbe potuto distinguere facilmente il vincitore. Anche la cronaca della corsa dagli altoparlanti gli sarebbe giunta come attutita. Erano i sistemi, certo un po\u2019 puerili, che nel tempo aveva escogitato per reggere la terribile tensione di una scommessa importante. Pure questa volta il momento della verit\u00e0 stava per arrivare. Gi\u00e0 da un pezzo, infatti, le operazioni di partenza erano iniziate. Ora pioveva pi\u00f9 forte, ma Franco sembrava non accorgersene, sebbene non avesse l\u2019ombrello. L\u2019allineamento dei cavalli negli stalli di partenza, posizionati sul rettilineo opposto rispetto alle tribune, fu rapido. All\u2019aprirsi delle gabbie il possente Norzia si port\u00f2 in seconda posizione, in scia al battistrada che scandiva un\u2019andatura abbastanza sostenuta. Norzia affront\u00f2 di conserva, sempre in seconda posizione, la curva che immetteva sul lungo rettilineo del traguardo. In retta il gruppo si spost\u00f2 verso l\u2019esterno della pista, cercando la porzione di terreno meno inzuppata dalla pioggia. A circa quattrocento metri dall\u2019arrivo il fantino di Norzia romp\u00ec gli indugi, e inizi\u00f2 a montare energicamente il cavallo, che rispose alle sollecitazioni con un discreto scatto, distanziando abbastanza nettamente gli altri concorrenti, ad eccezione della puledra Eubula. La potenza e la mole di Norzia, per\u00f2, poco si adattavano al fango. <\/p>\n\n\n\n<p>La saura Eubula, invece, leggera e dal galoppo radente, sembrava volare su quel terreno difficile, tanto che il suo fantino, non trovando un varco sufficientemente largo dove infilarsi e piazzare lo scatto decisivo, le fece percorrere una traiettoria interna, sgombra ma col terreno ridotto ad un pantano. Una scelta coraggiosa che non pregiudic\u00f2 l\u2019evidente superiorit\u00e0 della cavalla, che in breve guadagn\u00f2 due chiare lunghezze di vantaggio su Norzia. I cavalli, in quel momento, transitarono proprio davanti i bagni pubblici, dove si trovava Franco. Lui abbass\u00f2 la testa, avvilito. <\/p>\n\n\n\n<p>Sentiva la disfatta incombere su di lui, la sua vita sarebbe naufragata, il salvagente di quei duemilasettecento euro gli sfuggiva beffardo tra le mani, si sentiva affogare nelle acque scure della sua inettitudine a vivere la vita\u2026Una decina di secondi dopo, sent\u00ec il pubblico in tribuna gridare. La voce lontana dagli altoparlanti diceva \u201cNorzia vince in totale controllo\u2026\u201d. Solo allora rialz\u00f2 lo sguardo. I cavalli, lontani, avevano oltrepassato il traguardo. Da dove si trovava non era possibile distinguere vincitori e vinti. Esult\u00f2 con un &lt;s\u00ec!> gridato alzando le braccia verso il cielo gonfio di pioggia. Solo dopo vide \u2013 circa centocinquanta metri prima del traguardo, scosso, il fantino in piedi, immobile, al centro della pista \u2013 un cavallo che tentava di proseguire la sua corsa con un galoppo lentissimo, grottesco e penoso. Vide alcuni uomini andargli incontro e cercare di fermarlo. Ci riuscirono poche decine di metri prima del traguardo. &lt;Ecco\u2026finalmente sono riusciti a fermarla\u2026Davvero sfortunata Eubula in questa occasione\u2026aveva la corsa saldamente in pugno quando \u00e8 caduta in vista del palo d\u2019arrivo\u2026> sent\u00ec la voce del cronista dagli altoparlanti. Franco era uno scommettitore incallito, ma non era come quelli che consideravano i cavalli semplici numeri e basta. Lui un po\u2019 ci si affezionava, e quelli che si infortunavano gli facevano pena. Incurante del diluvio si avvi\u00f2 a passo svelto lungo lo steccato, finch\u00e9 non giunse all\u2019altezza del povero animale. Cap\u00ec subito che la puledra era stata tradita da una buca. Sul posto si precipitarono l\u2019allenatore e la proprietaria del cavallo, insieme al veterinario di servizio che poco dopo, al termine di una diagnosi funesta, fece arrivare un trattore con rimorchio \u2013 la famigerata \u201cbiga\u201d -, il mezzo utilizzato per l\u2019ultimo viaggio dei cavalli pi\u00f9 sfortunati. Alcuni addetti disposero un ampio telo verde nella zona intorno al cavallo, nascondendo alla vista dello scarso pubblico la sua soppressione. <\/p>\n\n\n\n<p>Franco si diceva che il sacrificio di quella cavalla gli permetteva di tirare avanti ancora per un po\u2019, si diceva che il destino sempre, in un modo o nell\u2019altro, si era fatto beffa di lui, quel destino che ancora non gli permetteva di godersi appieno neanche quel briciolo di felicit\u00e0 per la vincita che allontanava, seppure per poco, l\u2019ombra degli strozzini. Tutto, pensava, doveva costare sempre troppo caro nella sua vita. Rimase l\u00ec, appoggiato allo steccato, fino a quando la pista fu nuovamente sgombra e come immemore del suo ultimo dramma. La pioggia intanto gli aveva inzuppato i capelli e faceva sembrare lucida la sua giacca color testa di moro. And\u00f2 a ripararsi sotto il porticato che collegava il tondino con le tribune. Tir\u00f2 fuori dal portafoglio il biglietto della scommessa vincente e lo guard\u00f2 inebetito. Aveva la testa confusa, nonostante il disperato bisogno di soldi provava davvero ben poca felicit\u00e0. Ritir\u00f2 la vincita, ma se l\u2019era immaginata diversa la scena, gli sembrava quasi che la scommessa gli fosse costata pi\u00f9 di quanto aveva incassato. Ringrazi\u00f2 Dio solo per il fatto che non aveva incontrato n\u00e9 suo fratello n\u00e9 gli altri viziati di gioco come lui che conosceva e che venivano spesso alle corse. Poco dopo, fuori dall\u2019ippodromo ormai buio e deserto, si mise ad aspettare Lena sotto la tettoia della biglietteria. <\/p>\n\n\n\n<p>Ogni tanto guardava distrattamente le luci multicolori del vicino luna \u2013 park. \u201cNon viene, ormai\u2026\u201d pens\u00f2 ad un certo punto, dando un\u2019occhiata all\u2019orologio. Erano le diciotto e trenta. \u201cHo fatto troppo tardi\u2026Forse sar\u00e0 andata con qualcun altro\u2026\u201d Un morso di gelosia gli strinse lo stomaco. Scosse la testa, amareggiato. Si sentiva, in fondo, lo stesso sconfitto di sempre. &lt;Riposa in pace, Eubula\u2026> disse sottovoce. &lt;Da qualche parte dev\u2019esserci un paradiso per gli animali\u2026da qualche parte dev\u2019esserci un paradiso per gli uomini\u2026> poi si incammin\u00f2 svelto lungo il viale delle Cascine, sotto la pioggia, verso la sua bella BMW coup\u00e9 che, per questa volta, aveva sottratto alle mani degli strozzini. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u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Scese dall\u2019auto, poi guard\u00f2 il cielo plumbeo, che come una cappa di malinconia avvolgeva Firenze in quel pomeriggio di ottobre inoltrato. Chiuse lo sportello della fiammante BMW coup\u00e9, e a passo svelto si avvi\u00f2 verso la biglietteria. Gli venne [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_48629\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48629\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":418,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[597],"tags":[],"class_list":["post-48629","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2022"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48629"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/418"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=48629"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48629\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48654,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48629\/revisions\/48654"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=48629"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=48629"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=48629"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}