{"id":48542,"date":"2022-04-05T11:51:07","date_gmt":"2022-04-05T10:51:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48542"},"modified":"2022-04-05T11:51:08","modified_gmt":"2022-04-05T10:51:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-deep-love-di-francesco-stampatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48542","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Deep Love&#8221; di Francesco Stampatore"},"content":{"rendered":"\n<p>Anni or sono vantai dell\u2019incommensurabile fortuna di vivere come animale domestico alla corte della mia principessina. Jessica, meravigliosa e scapigliata, i cui tratti del viso rimandavano alle sublimi sembianze delle ninfe, forse oreadi per il suo far da austera eremita, ma sregolata tra gli scapestrati figuranti che, allorquando l\u2019indolenza delle indoli s\u2019ipostatizza, alcol e droga a profusione smerciano in ogni festino milanese che si rispetti. <\/p>\n\n\n\n<p>Jessica era una modella e nei veglioni organizzati dai migliori stilisti lei era la punta di diamante, il gioiello della corona, nelle festicciole organizzate da fantomatiche amiche di sorelle di amiche era un ciclone di follia e ragazzate, all\u2019universit\u00e0 era musa ispiratrice di elucubrazioni mentali e polluzioni corporali di giovini e docenti, a casa, invece, era labile in quanto ombra, inerme se non negli occhi che avidamente seguivano lo scorrere delle notifiche sul cellulare. <\/p>\n\n\n\n<p>Quando venni acquistato e la vidi per la prima volta mi colpirono all\u2019istante le sue folte fronde brune accarezzate dalla brisa del nord-est, i suoi occhi color nocciola e le lentiggini\u2026 quelle dannate lentiggini\u2026 stagliatesi sul carnato d\u2019un biancore quasi irreale, come a dar le sembianze di crepe sulla pelle d\u2019un ghiacciaio\u2026 d\u2019una bellezza quasi commovente. Non nascondo che nel veder il suo corpo nudo e slanciato dimenarsi sugli uomini che portava nel suo appartamentino lussuoso incastonato nel bosco verticale, con quelle sue natiche scultoree date da ore ed ore di booty pump e con quella sua terza abbondante di noncuranza nei confronti della stessa gravit\u00e0, in me siano sorti desideri innaturali per un semplice animale domestico, pulsioni avverse al mero amore platonico; oh beh non me ne farei un cruccio fossi in voi, in fondo molte se ne son sentite di storie su rapporti sessuali \u201cinterspecifici\u201d per cos\u00ec dire, ed io ero solo un bonaccione che troppo la venerava per pensare di toccarla anche solo con un dito. <\/p>\n\n\n\n<p>Detto questo, poeti e menestrelli decantavan la venust\u00e0 sua in sontuose apologie ma, io soltanto, miravo l\u2019arch\u00e8 che, dominando l\u2019immanentistica degli occhi suoi con la natura, ne svelava il senso profondo: la connessione tra me e lei era tale che tutto mi si parava dinnanzi con lo sguardo suo, con i sensi, con i suoi pensieri, e fui sempre l\u2019unico che, per la prima volta, nel suo sorriso vide con chiarezza l\u2019inevitabile decadenza dell\u2019intero occidente. Nel tugurio mentale che la ostracizzava dal mondo reale lei spesso finiva sola con la grama ossessione per l\u2019estetica che cupida le risuonava nell\u2019ipotalamo, tanto da non concedersi sfizi se non qualche yogurt ipocalorico ed un po\u2019 di frutta, amava idratarsi s\u00ec ma soprattutto attraverso una variet\u00e0 di creme e cremine per la pelle; nei giorni pi\u00f9 tediosi per riversar la noia passava ore davanti allo specchio ad analizzare ogni minuzia del corpo suo e, alla prima imperfezione, se n\u2019accorava come un Geng\u00e8 qualsiasi. Nel suo intimo era un insieme di antri bui, claustrofobici, ma per quanto a molti potesse sembrare terrificante io l\u00ec mi sentivo a casa, e poi suvvia il mondo della moda \u00e8 famelico, spietato, e al primo errore ti massacrano senza star a pensare alla tua storia, ai tuoi sacrifici, diamine per le riviste sei soltanto un manichino ben rappresentato ed agghindato! Io li odiavo profondamente per tutto il male che le facevano schiacciandola con il soffocante dolor del fallimento che sentivo anch\u2019io tutte le volte che non riuscivo a renderla felice come meritava. Mi rincuorava per\u00f2 sapere che la mia presenza l\u2019allietava e che, dal mio acquisto, avesse cominciato a mangiare molto di pi\u00f9 rispetto a prima pur rimanendo sempre magra, e quando lei s\u2019abbuffava m\u2019abbuffavo anch\u2019io perch\u00e9 viziato da tutte le sue attenzioni verso di me e, beh, dovete sapere che sono un animale estremamente goloso, alcuni direbbero vorace ma credo sia un\u2019esagerazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2 a Milano la fashion week e Jessica era la stella emergente sulla quale gravavano tutte le aspettative, il cavallo di battaglia della scuderia di Valentino Clemente Ludovico Garavani, uno degli stilisti italiani pi\u00f9 famosi al mondo. Lo stato di agitazione di quel periodo raggiunse picchi folli in Jessica ma era tutto sommato prevedibile visto che aspettava un\u2019occasione del genere da tutta una vita; quello era il suo momento ma non sarebbe stato l\u2019ultimo canto del cigno bens\u00ec il coronamento di un percorso prevedibile vista la straordinaria bellezza della mia principessina. Per sei giorni si destreggi\u00f2 tra borse con catene one stud in nappa, cinture reversibili in vitello lucido, shorts in washed taffetas, bomber imbottiti in faille, blazers in diagonal crepe stretch e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta: sempre elegante e sprezzante della folla ammassata che la fissava con stupore, fotografi, stilisti, modelli e personaggi di spicco del mondo dello spettacolo ai quali elargiva occhiate maliziose, ogni centimetro di passerella era un palcoscenico che aveva l\u2019onore di ospitare una delle migliori performance mai viste dal 1943; era una danzatrice del ventre che, con i suoi movimenti, richiamava gli antichi culti della fertilit\u00e0, era una pattinatrice che sciava su un ghiaccio sul quale sono scivolati in tanti nella storia ed era un diamante non pi\u00f9 allo stato grezzo, bens\u00ec puro come un\u2019increspatura sugli specchi d\u2019acqua del lago di Fusine. <\/p>\n\n\n\n<p>Contemplavo gli antri bui riempirsi di una luce propria che investiva ogni lago sotterraneo ed ogni goccia di rugiada che, intrepida, fuggiva dalla stalattite di origine e si infrangeva sulla roccia: finalmente Jessica si fece ilare ed io avrei potuto condividere quella gaiezza inebriandomi del suo amore. Il settimo giorno si present\u00f2 in camerino ma non era raggiante come le altre volte, o meglio, mostrava sempre il suo straordinario sorriso che non lasciava traspirar alcun dolore, ma le coordinate che tracciavan le rotte delle iridi sue eran insolite, non sembravano comunicare gioia o fierezza bens\u00ec seguivan rotte dispersive e senza logica alcuna. Nell\u2019ultima serata di gal\u00e0 Jessica sfilava apparentemente come al suo solito finch\u00e9, all\u2019improvviso, pass\u00f2 da esser l\u2019albatro in volo ad esser l\u2019albatro di Baudelaire ramingando sbilenca, cempennante e destando il clamore ed il riso generale. Svenne. Cadde dalla passerella. Rimasi attonito. Tutto si fece buio.<\/p>\n\n\n\n<p>Al risveglio Jessica era ebra del tempo passato in coma ma subito not\u00f2 che, oltre al fatto di essere sul lettino d\u2019ospedale affianco ai genitori venuti dritti da Los Angeles nonostante gli innumerevoli impegni ed il fatto che, quelle due schifose bisce, non si fossero mai realmente curati di quella povera disgraziata nemmanco quand\u2019era in fasce, c\u2019era qualcos\u2019altro d\u2019inconsueto, forse addirittura nel suo stato di convalescenza, e non le ci volle molto a capire di non riuscire a muover neanche un singolo arto se non gli occhi e la bocca. Poco dopo un signore piuttosto tozzo, dal volto abbastanza barbuto da poter celare l\u2019espressione angustiata che lo attanagliava, e con il tipico camice bianco entr\u00f2 nella stanza pronto ad \u201caccogliere\u201d la fanciulla al suo risveglio dandole a malincuore la peggiore delle notizie: a quanto pare la caduta non la lasci\u00f2 fisicamente integra ecco\u2026 Provocandole una grave frattura cervicale\u2026 E la conseguente tetraplegia. Jessica vide volatilizzarsi davanti a se ogni sogno di gloria. Era diventata del tutto insignificante agli occhi della vita. Non avrebbe pi\u00f9 potuto provare alcun piacere. I giorni, le stagioni, gli anni sarebbero trascorsi e nel loro divenire lei sarebbe stata sostanza immobile, ma non com\u2019Iddio nella metafisica aristotelica, bens\u00ec come scipito scoglio affacciatosi sulla costa: il mare avrebbe potuto eroderla, sbriciolarla se avesse voluto, e lei non avrebbe potuto battere ciglio se non, in caso di una tempesta particolarmente violenta, affondare frammento per frammento. Nel pi\u00f9 totale sconforto da parte di tutti i presenti il dottore volle fare ulteriori accertamenti per assicurarsi di non dover fare qualche altra funesta affermazione riguardante lo stato di salute della poverina. Seguitando in un\u2019accurata analisi attraverso tac ed altre diavolerie della medicina moderna lo sguardo insofferente del dottore, in un attimo di distrazione, s\u2019accorse della mia presenza\u2026 e se ne disgust\u00f2 profondamente. <\/p>\n\n\n\n<p>Egli si alter\u00f2 in una maniera che nessuno in quel momento si seppe spiegare ed anche io, confesso, ne rimasi basito; usc\u00ec fuori dai gangheri insistendo sul fatto che me ne dovessi andare via ma io non capivo in che modo un animaletto parco come me nel porsi verso gli altri potesse causar un qualche tipo di fastidio; io, perdiana, che me ne stavo in un angoletto buio ripiegato su me stesso a percepir il cordoglio di Jessica ed a soffrirne. Il dottore s\u2019arm\u00f2 di guanti e pinze per portarmi via ma io non ne volli sapere, m\u2019avvinghiai iroso a lei, alla sua mestizia, per farle sentir l\u2019amore viscerale che m\u2019avrebbe tenuto in vita solo per renderle migliore l\u2019esistenza; lottavo con disperazione per starle accanto, tra mugugni e lagrime, per non soccomber alle tristizie di quel dannato dottore. Dannata sia la sua stirpe! Dannato sia chi lo ha raccomandato e chi gli ha concesso quello stupido foglio di carta! Ha proprio ragione chi afferma che al giorno d\u2019oggi la laurea la regalino veramente a tutti. Ad ogni suo strattone tutt\u2019intorno a me si cominciava a sgretolare per\u00f2 io rimanevo aggrappato a Jessica persino con i denti provocandole ferite profonde, ma suvvia tutto \u00e8 giustificabile quando \u00e8 l\u2019amore ad agire, tutto si pu\u00f2 perdonare ad un povero innamorato. Tutt\u2019intorno si sgretolava ed io cominciai a scrutare una luce che non era di belt\u00e0 e di gioia, bens\u00ec l\u2019alienante e nauseabonda luce al neon che funzionava solo a momenti alterni perch\u00e9, evidentemente, i soldi della sanit\u00e0 pubblica non riescono a garantire nemmanco un corretto funzionamento delle strutture ospedaliere. <\/p>\n\n\n\n<p>Cominciai a vedere la luce ma scavai dentro di me esumando le ultime forze rimaste per ribellarmi alle angherie del dottore, ma ahim\u00e8 questa signori miei non \u00e8 una storia dove a vincere \u00e8 l\u2019amore, bens\u00ec sono i potenti dal cuore arido e dall\u2019animo improntato al raziocinio ed all\u2019egoismo. Alla fine crollai, fui portato via da lei e fui sdraiato sul freddo metallo, nudo ed inerme, quasi a sembrar patetico. L\u2019aria era ghiacciata, pungente, ed ogni folata erano come brinicle a trafiggermi la pelle, l\u2019unica cosa che mi parve di udire era l\u2019odiosa voce del dottore che, sconcertato, chiese: \u201cSignorina cosa diamine ci faceva una taenia solium nel suo intestino?\u201d, \u201cBeh dottore\u2026 la comprai da un sito russo qualche tempo fa perch\u00e9 desideravo d&#8217;esser magra senza sforzo alcuno\u2026\u201d, \u201cMagra senza sforzo alcuno?\u201d, \u201cS\u00ec sul sito mi avevano detto che era una roba tranquilla, che non avrebbe comportato alcun danno alla mia salute perci\u00f2\u2026\u201d, \u201cDunque mi faccia capire, lei ha ingerito di sua spontanea volont\u00e0 un verme solitario?\u201d, \u201cS\u00ec ma\u2026\u201d, \u201cPer caso si rende conto di aver mandato a farsi benedire il suo futuro per un mero atto di egoismo verso il suo corpo?\u201d, \u201cIo\u2026\u201d, \u201cMi dica solo se si rende conto che, da qui fino alla sua morte, rimarr\u00e0 paralizzata dal collo in gi\u00f9\u201d, \u201cS\u00ec\u2026\u201d, \u201cOrbene, perdonatemi signori ma io debbo andare a pranzo che son sveglio dalle 5 di stamattina per tentar di salvar vite per le quali ne valga davvero la pena, con permesso\u2026\u201d, \u201cStia tranquillo vada pure che di questa figliastra inetta ora ce ne occuperemo noi\u201d \u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48542\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48542\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anni or sono vantai dell\u2019incommensurabile fortuna di vivere come animale domestico alla corte della mia principessina. 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