{"id":48539,"date":"2022-04-05T11:34:43","date_gmt":"2022-04-05T10:34:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48539"},"modified":"2022-04-05T11:34:44","modified_gmt":"2022-04-05T10:34:44","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-via-delle-primule-33-di-primula-galantucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48539","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Via delle Primule 33&#8221; di Primula Galantucci"},"content":{"rendered":"\n<p>Michael osservava dalla finestra, come faceva tutti i giorni alla stessa ora, il fluire giocoso dei suoi compagni che si catapultavano correndo e schiamazzando fuori dall\u2019Istituto in attesa del pulmino che li avrebbe riaccompagnati alle loro rispettive abitazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Non capiva il perch\u00e9, dopo le lezioni, tutti volessero andare via. Si stava cos\u00ec bene l\u00ec e loro invece preferivano uscire, stare seduti su quel mezzo scomodo e freddo per lunghe ore, percorrere strade trafficate e piene di smog per poi dover ritornare il giorno successivo. Chiss\u00e0 com\u2019erano le loro abitazioni. Michael non riusciva proprio a immaginare cosa ci fosse di cos\u00ec diverso in quelle case rispetto al posto dove invece lui viveva.<\/p>\n\n\n\n<p>Michael non aveva mai posseduto una casa, la sua dimora era sempre stata l\u2019Istituto Comprensivo \u201cDe Amicis\u201d. Conosceva a menadito ogni locale disposto su tutti e tre i piani e ogni anfratto di quell\u2019enorme edificio, tanto che quando giocava a nascondino con i suoi compagni riusciva sempre a vincere mimetizzandosi talmente bene con l\u2019arredamento circostante che nessuno era capace di trovarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sempre per\u00f2 poteva giocare con i suoi coetanei.<\/p>\n\n\n\n<p>Michael soffriva di un lieve autismo misto a dislessia che alcune volte, quando era particolarmente emozionato o nervoso, lo portava a dire esattamente il contrario di quello che effettivamente stesse pensando. Se in uno di quei momenti particolari, per esempio, qualche bambino gli chiedeva: \u201cMichael, ti va di giocare con noi a nascondino?\u201d, pur essendo quello il suo gioco preferito era capace addirittura di rispondere di no.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi compagni quindi si mettevano a giocare tra di loro, pensando che lui non ne avesse voglia, come avveniva sempre quando facevano i dispetti a Masha, la bambina che avevano preso di mira perch\u00e9 non parlava perfettamente la lingua italiana, vestiva male e spesso non si lavava. Michael non accettava di partecipare a quegli scherzi stupidi che consistevano quasi sempre nel lanciarle piccoli pezzi di carta appallottolati, che rimanevano incastrati tra i suoi capelli cespugliosi, o spruzzare del deodorante sulla sua sedia, sotto il banco e a volte addirittura nel suo zaino o sul suo cappotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Masha piangeva dalla disperazione non capendo il motivo di questa avversione nei suoi confronti. Si sentiva diversa, cos\u00ec si isolava restando in disparte, le altre bambine la evitavano volontariamente. L\u2019unico alunno con il quale riusciva a scambiare qualche parola era Michael, lui la trattava come un\u2019amica, la consolava e si arrabbiava schierandosi contro tutti gli altri per difenderla.<\/p>\n\n\n\n<p>Michael aveva un animo sensibile, non sopportava la maleducazione e i comportamenti di cattivo gusto che per i suoi compagni invece sembrava fossero tra i passatempi pi\u00f9 divertenti che avessero a disposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguardava gli studi Michael era un piccolo genio, riusciva a memorizzare libri interi e ricordava perfettamente qualsiasi cosa venisse spiegata in classe durante le lezioni, allo stesso tempo per\u00f2 dimenticava fatti precedentemente avvenuti che per lui non avevano pi\u00f9 importanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Era come se il suo cervello, al ricevimento di nuove informazioni, desse spazio alle stesse andandone a pescare altre pi\u00f9 vecchie per cancellarle. Cos\u00ec dimenticava anche gli sgarbi e il rancore.<\/p>\n\n\n\n<p>Non conosceva la cattiveria, neanche quando i suoi compagni scherzando lo prendevano in giro: per lui tutto si tramutava in un gioco; anche i rimproveri delle sue insegnanti lo erano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMichael! Ma \u00e8 mai possibile che ogni giorno al termine delle lezioni te ne stai li impalato a guardare fuori dalla finestra?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La voce della maestra Caterina lo faceva trasalire ogni volta, era come un tuono a ciel sereno e lui aspettava ogni giorno quel richiamo, faceva parte del gioco. Le lezioni finivano sempre allo stesso modo, nel preciso istante in cui la sua maestra andava a chiamarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi pu\u00f2 sapere che cosa ci trovi di cos\u00ec interessante l\u00ec fuori? Perch\u00e9 non esci anche tu dall\u2019aula al termine delle lezioni invece di farmi impazzire a cercarti?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La maestra fingeva di arrabbiarsi con lui e Michael si divertiva un sacco e incominciava a ridere a crepapelle, correndo intorno ai banchi, perch\u00e9 voleva essere acchiappato da Caterina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVieni qui birbantello che non sei altro, che cosa c\u2019\u00e8 da ridere?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMaestra Caterina, mi diverte l\u2019idea di farla impazzire a cercarmi\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Michael non riusciva quasi a parlare tante erano le risate che gli provocava quella scena ricorrente che amava ripetere ogni giorno interpretando sempre lo stesso copione.<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginava che la maestra Caterina fosse vestita con abiti da strega, poi da funghetto velenoso colorato con pallini rossi, infine da melanzana con una corona da regina sul capo e con ognuno di questi costumi la vedeva correre intorno ai banchi perdendo sempre qualcosa dalle mani: a volte le cadeva il registro contenente i nominativi e gli indirizzi degli studenti, che lui conosceva a memoria, a volte perdeva qualche penna sul pavimento o i gessetti colorati della lavagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Michael pensava che durante la corsa la maestra si fermasse di tanto in tanto per cercare quegli oggetti e che lui magicamente riuscisse a trovarli e a restituirglieli per renderla contenta del suo operato.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste scene erano soltanto frutto della sua fervida fantasia ma nella mente di Michael apparivano talmente reali da divertirlo sempre tanto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando alla fine della corsa intorno ai banchi Michael si lasciava afferrare dalla maestra attendeva con frenesia un immancabile abbraccio.<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto si sentiva protetto e trovava il coraggio per chiedere ci\u00f2 che da sempre lo tormentava: \u201cMaestra, perch\u00e9 tutti i bambini vanno a casa e io invece devo restare qui?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 i tuoi compagni devono recarsi presso le proprie famiglie per fare i compiti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Rispondeva la maestra cercando di usare il tono pi\u00f9 convincente possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa anche io devo fare i compiti?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Michael avrebbe voluto imitare i suoi compagni, ma non aveva una famiglia. I suoi genitori erano stati interdetti per abuso di sostanze stupefacenti e non essendo in grado di accudirlo era stato affidato a un centro pedagogico sin dai primi mesi di vita dove se n\u2019erano occupati gli assistenti sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMichael, tu sei l\u2019allievo pi\u00f9 diligente dell\u2019intero Istituto e per questo motivo hai il privilegio di vivere qui e di fare i compiti direttamente con noi maestre. E adesso fila, basta giocare, andiamo a studiare!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Temendo che Michael ponesse qualche altra domanda, alla quale non avrebbe saputo come rispondere, la maestra Caterina, prendendolo per mano, lo accompagnava nella sala ricreativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Era da circa una settimana che Masha non si faceva pi\u00f9 vedere a scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Michael la aspettava ogni mattina, guardava arrivare il pulmino che trasportava i suoi compagni e attendeva che si svuotasse completamente, trepidante nella speranza di vederla scendere per correrle incontro, ma niente. Masha non c\u2019era pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Michael era sempre pi\u00f9 triste e la sua classe non era pi\u00f9 quella di una volta. I suoi compagni non gli chiedevano mai di giocare insieme a nascondino e lui non poteva pi\u00f9 occuparsi di Masha, farla sorridere e spiegarle i termini italiani con i quali esprimersi correttamente. Tutto era diventato brutto senza di lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Michael aveva deciso di andare a cercarla e quel giorno, alla fine delle lezioni, era salito sul pulmino insieme ai suoi compagni. Aveva scelto un posto in fondo, per lasciare spazio agli altri di uscire prima di lui, poi alla fine del giro avrebbe chiesto all\u2019autista di essere accompagnato all\u2019indirizzo corrispondente all\u2019abitazione di Masha.<\/p>\n\n\n\n<p>Era arrivato in via delle Primule e dopo aver suonato al citofono di quel cancello arrugginito, non ottenendo risposta, aveva percorso un lungo vialetto polveroso che attraversava un prato incolto, pieno di rovi e popolato da gatti randagi e galline. Alcuni bambini scalzi e sporchi si rincorrevano, con dei bastoni in mano simulando una lotta, tra le cataste di tronchi secchi e di copertoni afflosciati.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era un cattivo odore di sterco e di immondizia in decomposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il numero civico 33 corrispondeva alla piazzola di una roulotte dalla vernice scrostata e un tendalino a brandelli che riparava la porta d\u2019ingresso, come fosse una tettoia, dai raggi del sole e dalle intemperie.<\/p>\n\n\n\n<p>Una signora dal volto rugoso e dall\u2019et\u00e0 indefinita lo aveva accolto con diffidenza facendolo entrare. Era la madre di Masha ma dall\u2019aspetto sembrava essere la sua bisnonna.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019abitacolo era stretto e pieno di letti a castello, c\u2019era una puzza nauseante mista a muffa, umido, cibo rancido e urina di gatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec era questa la casa di Masha, viveva in queste condizioni igieniche precarie?<\/p>\n\n\n\n<p>Masha era uscita per prendere una gallina che avrebbero cucinato quella sera stessa, sua madre lo aveva invitato a cena. Gli aveva confidato che la figlia non volesse pi\u00f9 tornare a scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena Masha lo aveva visto gli era corsa incontro felice e si erano abbracciati a lungo.<\/p>\n\n\n\n<p>Michael l\u2019aveva convinta a riprendere gli studi e il giorno dopo erano saliti insieme sul pulmino che li avrebbe condotti a scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimaneva soltanto un piccolo problema: come giustificare la sua breve fuga alla maestra Caterina che si sarebbe sicuramente arrabbiata con lui.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48539\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48539\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Michael osservava dalla finestra, come faceva tutti i giorni alla stessa ora, il fluire giocoso dei suoi compagni che si catapultavano correndo e schiamazzando fuori dall\u2019Istituto in attesa del pulmino che li avrebbe riaccompagnati alle loro rispettive abitazioni. 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