{"id":48425,"date":"2022-03-16T17:26:03","date_gmt":"2022-03-16T16:26:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48425"},"modified":"2022-03-16T17:26:03","modified_gmt":"2022-03-16T16:26:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-notte-di-guardia-di-paola-zaldera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48425","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Notte di guardia&#8221; di Paola Zaldera"},"content":{"rendered":"\n<p>Lentamente il cancello si chiude alle mie spalle, saluto l\u2019agente di turno alla block house e scherziamo un po\u2019 sul fatto che siamo sempre qui, a \u201ccombattere il crimine\u201d, come diciamo spesso con ironia.<br>Pian piano anche l\u2019inferriata davanti a me si apre, permettendomi di accedere al cortile esterno e raggiungere la portineria, deserta, tanto per cambiare.<br>Sempre troppo poco personale in turno, \u00e8 una malattia cronica ormai\u2026<br>Apro il mio armadietto, deposito la borsa controllando che il cellulare sia spento, metto sigarette e accendino nel portapenne che porter\u00f2 dentro con me e mi avvio alla carraia.<br>Supero un\u2019altra porta, poi il grande portone da cui transitano i furgoni della penitenziaria e arrivo nel cortile interno che d\u00e0 accesso ai padiglioni, nel buio riconosco le sagome delle serre e del casotto delle anatre, che di sicuro stanno gi\u00e0 dormendo.<br>Altre due porte e due cancelli in un lungo corridoio: davanti ad ognuno suono, attendo che mi riconoscano dalle telecamere e mi aprano e proseguo.<br>Arrivare all\u2019infermeria \u00e8 un piccolo viaggio, un lavoro prima di iniziare il lavoro.<br>Il tempo negli Istituti penitenziari ha un altro significato, \u00e8 scandito da altri ritmi rispetto al mondo esterno: nei corridoi ci sono degli orologi a muro, tutti regolarmente fermi da anni a ricordarti che adesso sei \u201cnell\u2019universo carcere\u201d, che devi cambiare passo e adeguarti a una lentezza e a una rigida routine che non ti appartengono ma che condizionano la vita di tutti in ogni momento.<br>Qualsiasi cosa, dalla semplice richiesta di acquistare un dentifricio alla domanda di trasferimento ad altro Istituto, ha un suo iter che non pu\u00f2 essere bypassato n\u00e9 abbreviato, pena l\u2019annullamento della richiesta, che comunque si perde gi\u00e0 abbastanza spesso nei mille passaggi obbligati anche se fai tutto correttamente.<br>I detenuti pi\u00f9 esperti sanno, e anch\u2019io ormai, che conviene scrivere pi\u00f9 e pi\u00f9 volte le \u201cdomandine\u201d, fino al completamento del percorso o quantomeno fino allo sfinimento del funzionario che se ne deve occupare.<br>Alla rotonda mi fermo a salutare gli agenti che controllano i monitor, attenti a cogliere ogni segnale di comportamenti pericolosi, i cosiddetti \u201ceventi critici\u201d.<br>Al momento sembra tutto tranquillo, i detenuti stanno rientrando nelle celle senza problemi, la chiusura \u00e8 quasi terminata.<br>Faccio capolino nell\u2019ufficio della Sorveglianza e saluto l\u2019ispettore di turno, ci faremo compagnia fino a mezzanotte, quando arriver\u00e0 il suo cambio; per il mio dovr\u00f2 aspettare le otto di domani mattina.<br>Finalmente approdo al corridoio dell\u2019infermeria e lancio una voce alla collega che ha fatto il diurno. Mentre ci passiamo le consegne gli infermieri si preparano a salire ai piani con i carrelli della terapia serale, la moka \u00e8 gi\u00e0 pronta, al termine del loro giro ci faremo un caff\u00e8 e mi daranno gli ultimi aggiornamenti prima di smontare.<br>Rimasta sola in infermeria inizio la mia routine di ogni notte di guardia: un\u2019occhiata al registro delle prestazioni, giusto per verificare che al passaggio di consegne non sia stato dimenticato nulla di rilevante, un controllo all\u2019armadio dei farmaci per assicurarmi che sia regolarmente chiuso a chiave, una sbirciatina nel cassetto dove teniamo i \u201cgeneri di conforto\u201d, un biscotto al volo e poi mi avvio verso la stanza del medico di guardia.<br>Stanza\u2026 si fa per dire: \u00e8 semplicemente una cella a cui \u00e8 stato apportato qualche miglioramento per consentire un minimo di comfort al civile che presta servizio notturno.<br>Dall\u2019armadio tiro fuori il mio sacco a pelo (inutile portarsi avanti e indietro le lenzuola e fare la fatica di rifare il letto, se butta male magari neanche riesco ad appoggiarmici) e quelle quattro cose che mi lascio sempre pronte: zoccoli, spazzolino da denti e dentifricio, deodorante e un rotolo di carta igienica, perch\u00e9 manca sempre la fornitura\u2026<br>Suona il telefono: \u00e8 l\u2019agente del secondo piano, l\u2019infermiera gli ha detto di avvisarmi che B. si \u00e8 procurato un\u2019ustione alla mano preparando la cena (quei fornelletti a gas sono delle trappole, si rovesciano con tutto quello che ci sta sopra al minimo urto, quando non esplodono addirittura).<br>Gli dico di farlo scendere, ritorno in infermeria, tiro fuori la sua cartella clinica e vado in corridoio a fumarmi una sigaretta, preparandomi ad aspettare con calma, perch\u00e9 tra il \u201cportalo gi\u00f9\u201d e il \u201cdottoressa, eccoci qua\u201d pu\u00f2 passare anche pi\u00f9 di mezz\u2019ora, sempre che il detenuto non cambi idea e decida che non vuole pi\u00f9 la visita. Succede.<br>Arrivano, detenuto e scorta, controllo l\u2019ustione e la medico.<br>Mentre finisco di somministrare la terapia e d\u00f2 gli ultimi consigli, un rumore di ruote proveniente dal corridoio mi avverte che le infermiere hanno finito con le terapie serali e stanno rientrando con i carrelli.<br>Ridono, buon segno, vuol dire che il giro \u00e8 andato bene e non ci sono problemi.<br>Dalle dieci in poi resto l\u2019unica presenza in infermeria. La serata sembra tranquilla (non bisognerebbe mai dirlo, perch\u00e9 te la tiri\u2026): un paio di mal di denti, un ragazzo con una crisi d\u2019ansia e un agente con mal di testa.<br>Tra una prestazione l\u2019altra preparo le cartelle dei detenuti che verranno trasferiti il giorno successivo e di quelli che andranno in ospedale per delle visite di controllo e cerco di portarmi avanti con le relazioni per i magistrati e la direzione, di giorno c\u2019\u00e8 sempre troppo da fare per riuscire a star dietro anche alla burocrazia.<br>Verso mezzanotte me ne vado in rotonda a salutare chi arriva a dare i cambi e mi prendo un caff\u00e8 alla macchinetta aspettando che gli agenti che montano in servizio facciano il loro giro dei piani: se tutti dormono e nessuno sta male andr\u00f2 a buttarmi anch\u2019io.<br>Un trillo fastidioso e persistente mi strappa dal mio sonno. A tentoni agguanto la cornetta del telefono cercando di non far cadere tutto quanto dal comodino:<br>\u201cDottoressa, c\u2019\u00e8 stata una rissa in una cella al terzo piano, abbiamo un ferito\u2026\u201d<br>\u201cCe la fa a scendere o devo salire con la barella?\u201d<br>\u201cVeniamo noi a prendere la sedia a rotelle\u2026\u201d<br>Mi sradico dal sacco a pelo e inforco gli occhiali cercando di capire chi sono, dove sono e perch\u00e9 sono qui. Estrapolata dalle nebbie del sonno la sommaria spiegazione che credo di essere il medico di guardia e che c\u2019\u00e8 del lavoro in arrivo rientro in infermeria, mi infilo un paio di guanti, metto a portata di mano il bidone dei rifiuti infetti, preparo un po\u2019 di garze, disinfettante e ferri sterili sul carrello e vado in corridoio a fumarmi l\u2019ennesima sigaretta.<br>Poco dopo sento arrivare dalla rotonda voci concitate: ferito in avvicinamento.<br>Un primo agente mi raggiunge di corsa e mi avvisa:<br>\u201cDottoressa, guardi che \u00e8 conciato male\u2026\u201d<br>Quando lo vedo comparire devo ammettere che l\u2019agente non ha esagerato: \u00e8 in mutande e maglietta, trema visibilmente ed \u00e8 coperto di sangue dalla testa ai piedi. \u00c8 comunque cosciente e ben in grado di imprecare e di lamentarsi che nessuno lo ha difeso: almeno non ha un trauma cranico, mi consolo.<br>Con l\u2019aiuto degli agenti lo faccio sdraiare sul lettino e cerco di capire la posizione e l\u2019entit\u00e0 delle ferite, ma c\u2019\u00e8 talmente tanto sangue che per prima cosa decido di lavarlo almeno sommariamente.<br>Parecchie garze dopo riesco a localizzare vari tagli ed escoriazioni su tutto il corpo, comprese le dita dei piedi, pi\u00f9 una buona serie di ematomi e gonfiori sospetti, soprattutto al braccio sinistro, che ha ormai dimensioni quasi doppie rispetto al destro (ma con che accanimento l\u2019hanno pestato?).<br>A questo punto avviso gli agenti che io provveder\u00f2 a suturare e medicare i vari tagli, ma che il paziente deve comunque andare in ospedale per dei controlli e almeno un paio di radiografie, che comincino ad attrezzarsi.<br>Nella nostra vita \u201cnormale\u201d di persone libere mandare qualcuno in ospedale \u00e8 un affare piuttosto semplice: hai il paziente, hai un telefono, chiami il 112 e dopo un tempo pi\u00f9 o meno breve arriva un\u2019ambulanza ed \u00e8 fatta.<br>In carcere anche mandare qualcuno in urgenza in ospedale diventa un\u2019impresa.<br>Prima di tutto bisogna allertare la Sorveglianza e compilare un certificato di invio urgente in ospedale. L\u2019ispettore, o comunque il pi\u00f9 alto in grado presente, deve avvisare il direttore (anche di notte, s\u00ec) che deve dare il suo assenso all\u2019uscita del detenuto (mai visto negare un invio urgente richiesto da un medico\u2026) e poi trovare gli uomini per la scorta, pi\u00f9 o meno numerosi e pi\u00f9 o meno esperti a seconda del grado di pericolosit\u00e0 del detenuto che deve uscire e anche a seconda del personale disponibile.<br>Solo allora si pu\u00f2 chiamare il 112 per richiedere l\u2019intervento di un\u2019ambulanza.<br>Fatta? Non proprio: all\u2019arrivo i documenti degli operatori sanitari devono essere registrati alla block house, l\u2019ambulanza deve essere perquisita, poi deve essere scortata fino all\u2019ingresso carrabile dell\u2019infermeria e finalmente il povero medico in turno potr\u00e0 ricevere l\u2019assistenza dei colleghi.<br>\u00c8 quindi fondamentale saper riconoscere rapidamente le condizioni potenzialmente pericolose per la vita del paziente e far partire subito la procedura: mentre la burocrazia fa il suo percorso si ha cos\u00ec modo di prestare i primi soccorsi all\u2019ammalato, stabilizzarne le condizioni e preparare tutti i referti.<br>Per fortuna questo caso non \u00e8 un\u2019emergenza e il tempo non mi rema contro.<br>Pazientemente, una alla volta, medico tutte le ferite, applico del ghiaccio sulle contusioni pi\u00f9 vistose, somministro un antidolorifico, rilevo e annoto i parametri vitali e preparo tutta la documentazione per l\u2019ospedale.<br>Naturalmente il capoposto mi sta sul collo da un pezzo per avere una relazione medica da allegare alla sua pratica: anche lui ha un bel po\u2019 di burocrazia da sbrigare, lo capisco, ma a volte veramente sembra che le carte siano pi\u00f9 importanti delle persone\u2026<br>Finalmente dalla block house arriva la telefonata che l\u2019ambulanza sta entrando: un\u2019ultima occhiata che la documentazione sia in ordine, che le medicazioni non abbiano gi\u00e0 incominciato a sporcarsi di sangue e vado incontro ai soccorritori che stanno scaricando la barella.<br>Ultimo controllo dei parametri, passaggi di informazioni, una corsa a cercare l\u2019ultimo uomo della scorta che si \u00e8 attardato in rotonda, poi il detenuto viene ammanettato e la barella viene caricata; due agenti salgono in ambulanza, altri due seguiranno con l\u2019auto della scorta. Come dio vuole il corteo parte verso l\u2019ospedale.<br>Rimasta sola mi guardo attorno: l\u2019infermeria \u00e8 un macello. C\u2019\u00e8 sangue sulle piastrelle, sul lettino, sul pavimento, guanti abbandonati in giro dagli agenti, strumenti sporchi e garze appallottolate un po\u2019 ovunque.<br>Rassegnata, incomincio a mettere a bagno i ferri, raccolgo tutto dal pavimento, rimetto in ordine disinfettanti e bende, prendo dal ripostiglio detersivi, mocio e secchio e comincio a lavare e disinfettare piastrelle, lettino, carrelli\u2026<br>Mentre d\u00f2 gli ultimi colpi di mocio al pavimento il cielo comincia a schiarire.<br>Inizia una nuova giornata. Buongiorno mondo\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48425\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48425\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lentamente il cancello si chiude alle mie spalle, saluto l\u2019agente di turno alla block house e scherziamo un po\u2019 sul fatto che siamo sempre qui, a \u201ccombattere il crimine\u201d, come diciamo spesso con ironia.Pian piano anche l\u2019inferriata davanti a me si apre, permettendomi di accedere al cortile esterno e raggiungere la portineria, deserta, tanto per [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_48425\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48425\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":22358,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[597],"tags":[],"class_list":["post-48425","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2022"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48425"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/22358"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=48425"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48425\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48428,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48425\/revisions\/48428"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=48425"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=48425"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=48425"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}