{"id":48401,"date":"2022-03-12T19:38:21","date_gmt":"2022-03-12T18:38:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48401"},"modified":"2022-03-12T19:38:22","modified_gmt":"2022-03-12T18:38:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-buon-natale-di-paolo-puliti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48401","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Buon Natale!&#8221; di Paolo Puliti"},"content":{"rendered":"\n<p>La prima neve inizi\u00f2 a cadere intorno alle due del pomeriggio, mentre Don Pietrino stava riposando al calduccio della sua cameretta. Era la vigilia di Natale del 1984 e nessuno poteva ancora sapere che quei piccoli fiocchi bianchi non erano altro che gli ambasciatori di uno degli inverni pi\u00f9 freddi del ventesimo secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Don Pietro Ciccone, da tutti conosciuto come Pietrino per via della statura, era immerso nel sonno profondo dell\u2019innocente, quando venne svegliato dal suono del telefono. Scocciato per il brusco risveglio si diresse verso l\u2019ufficio della canonica recitando ad alta voce un suo personalissimo rosario apocrifo in cui venivano evocati tutti, ma proprio tutti, i Santi del Paradiso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChi \u00e8?\u00bb rispose sgarbato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDon Pietrino, sono io. Che facciamo?\u00bb era il sindaco, accidenti a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe vuol dire? Non capisco\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa\u2026 non ha visto la neve?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il prete appoggi\u00f2 la cornetta sul tavolo e scost\u00f2 le tendine della finestra. La neve cadeva fortissima, non si riusciva a vedere pi\u00f9 niente e in un attimo cap\u00ec le conseguenze di quella nevicata tanto bella quanto inaspettata. Gli venne un gran magone e poi, tenendosi la testa fra le mani, a bassa voce sussurr\u00f2: \u00abIl presepe\u2026il presepe vivente\u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPronto\u2026! Don Pietrino\u2026!\u00bb gracchiava ancora il sindaco dal telefono e di nuovo accidenti a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCi sono\u2026ho visto\u2026io non\u2026\u00bb balbett\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAscolti\u00bb lo interruppe il sindaco. \u00abQui c\u2019\u00e8 solo uno spalaneve ed \u00e8 gi\u00e0 impegnato sulla provinciale. Le previsioni dicono che nevicher\u00e0 ancora per molto, non ce la facciamo proprio a liberare la strada, mi sa che quest\u2019anno\u2026\u00bb il prete chiuse la telefonata, non voleva ascoltare quello che gi\u00e0 sapeva. Del resto non si poteva certo chiedere a tutta la gente di Pertalla di Sotto, di farsi tre chilometri a piedi sotto una bufera di neve per partecipare alla Messa di Natale nell\u2019antica chiesa di Pertalla di Sopra, ma il presepe vivente andava comunque messo in scena. Doveva trovare il modo di sostituire i figuranti rimasti bloccati dalla neve.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel vecchio paese di Pertalla di Sopra, oltre al piccolo prete, erano rimaste solo tre famiglie in pianta stabile: una era quella di Guido Balsetti, la guardia comunale, con lui c\u2019erano la moglie Teresa e il figlio Michele di undici anni. Nell\u2019altra vivevano, o meglio sopravvivevano, le due sorelle Martini, ottantanove e novantadue anni, zitelle. Nell\u2019ultima abitava Marina Bardi, quarantacinque anni, ufficialmente cameriera stagionale in un albergo della riviera, ma che in realt\u00e0 continuava imperterrita a esercitare il mestiere pi\u00f9 vecchio del mondo per la gioia di grandi e piccini. Negli ambienti del vicino litorale era conosciuta come Marina Treperdue, ma durante l\u2019inverno tornava sempre alla sua casetta nel paese di origine per riprendersi dalle fatiche delle sue lunghe estati calde.<\/p>\n\n\n\n<p>Il prete telefon\u00f2 a Guido: lui e la sua famiglia erano l\u2019unica speranza di far sopravvivere la tradizione. La moglie della guardia per\u00f2 aveva la febbre e per niente al mondo sarebbe uscita di casa con quel tempaccio, mentre il figlio, seppur grandicello, non avrebbe avuto problemi a rappresentare il bambinello. Rimaneva quindi vacante il ruolo della Madonna, ma era impossibile pensare di far indossare l\u2019abito azzurro a una delle vecchie sorelle Martini. Non restava che Marina. Pietrino la chiam\u00f2 e le spieg\u00f2 la situazione di emergenza in cui si trovava. La donna accolse l\u2019invito con gioia, avrebbe fatto la parte della Madonna e anche se nessuno di Pertalla di Sotto l\u2019avrebbe ammirata, non le importava niente. S\u00ec, s\u00ec, s\u00ec. Mille volte s\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>La neve non smise mai di cadere e in breve tempo ricopr\u00ec tutto il paese. Guido e il figlio, armati di pale, riuscirono a malapena a tracciare un sentiero per collegare la chiesa con le altre case. Alle dieci e mezzo di sera arrivarono in chiesa le sorelle Martini che si piazzarono sulla panca in prima fila. Avvolte in una grossa coperta di lana a quadrettoni, incuranti di qualsiasi cosa succedesse intorno a loro, iniziarono a recitare il rosario, una cantilena infinita in una lingua incomprensibile al resto del genere umano. Piano piano le loro voci si affievolirono, poi appoggiarono le due testine bianche una contro l\u2019altra e in breve tempo si addormentarono, iniziando a russare come due camionisti bulgari.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo arrivarono Guido e il figlio. Il primo, in alta uniforme da parata con il Gonfalone del Comune in mano. \u00abBeh? Che c\u2019azzecca questo vestito con San Giuseppe? Non siamo mica alla Festa della Repubblica?\u00bb lo rimprover\u00f2 il parroco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo so Don Pietrino, ma non ho proprio altro da mettere, non mi aspettavo\u2026 e poi \u00e8 tanto che non indosso l\u2019alta uniforme, pensavo\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il prete spost\u00f2 sconsolato lo sguardo verso il bambino e fu preso da un attimo di sconforto quando Michele si apr\u00ec la cerniera mostrando che sotto la giacca a vento indossava una maglia dell\u2019Inter nuova di zecca: \u00abBabbo Natale me l\u2019ha portata e io stasera questa non me la levo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Mancava ancora il meglio: la Madonna. Poco dopo Marina si present\u00f2 in chiesa con ai piedi i doposci a pelo lungo, si tolse il cappotto e rimase con indosso un abitino azzurro stretto stretto, che le fasciava il corpo come un salame a lunga stagionatura. Ma il pezzo forte era la scollatura vertiginosa che la donna, incurante del freddo, mostr\u00f2 fiera ai tre maschi che aveva davanti in attesa dell\u2019applauso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVado bene cos\u00ec?\u00bb chiese Marina sbattendo le ciglia e tirandosi su il grosso seno con entrambe le mani. Guido le fece l\u2019occhiolino in segno di approvazione, mentre Don Pietrino, sempre pi\u00f9 cupo in volto, si gir\u00f2 di scatto e si avvi\u00f2 verso l\u2019altare con la consapevolezza che era ancora la vigilia di Natale e, neve o non neve, tutto doveva compiersi. E quella sera il Cielo aveva in serbo altre sorprese per il piccolo prete: Pietrino celebr\u00f2 la funzione davanti a quelle poche persone come se fossero in mille ad ascoltarlo, non mise enfasi nelle sue parole, non si avventur\u00f2 in banali discorsi retorici durante la predica. Erano anni che non si sentiva cos\u00ec bene, libero da qualsiasi dubbio o costrizione, prov\u00f2 la dolce sensazione di essere proprio nel posto che il Signore aveva pensato per lui.<\/p>\n\n\n\n<p>La Messa fin\u00ec e le sorelle Martini, come d\u2019incanto, si svegliarono incolpandosi a vicenda di non aver fatto altro che dormire per tutta la funzione. Il prete scese dall\u2019altare con l\u2019animo pi\u00f9 leggero anche perch\u00e9 ora mancava solo l\u2019ultimo atto per mettere la parola fine a quella strana vigilia: la benedizione del presepe vivente e poi via, tutti a letto.<\/p>\n\n\n\n<p>Marina si mise in ginocchio di fianco alla mangiatoia, il suo sguardo era di pura estasi, alzava al cielo gli occhioni pieni di rimmel e ringraziava il Signore per quella verginit\u00e0 ritrovata. Guido, dalla parte opposta, interpretava un San Giuseppe dall\u2019atteggiamento militaresco, orgoglioso della sua uniforme piena di mostrine. Il piccolo Michele, piccolo per modo di dire, si era gi\u00e0 levato la giacca a vento e ora se ne stava beatamente seduto sulla mangiatoia, mostrando fiero la sua nuova maglia dell\u2019Inter continuando a ingurgitare merendine e dolciumi vari che si era portato da casa. Era il primo Ges\u00f9 Bambino con lo sponsor.<\/p>\n\n\n\n<p>Don Pietrino si apprestava dunque a dare il suo benestare a quello scempio, quando un grido di donna che proveniva dalla strada, lo blocc\u00f2: \u00ab\u00c8 mia moglie Teresa!\u00bb disse Guido. \u00abMa che vuole proprio adesso?!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Michele corse verso l\u2019uscita e apr\u00ec il grande portone centrale permettendo cos\u00ec a tutti di vedere che aveva smesso di nevicare. In cielo non c\u2019erano pi\u00f9 nuvole e miliardi di stelle brillavano come solo d\u2019inverno riescono a fare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abArrivano! Arrivano!\u00bb continuava a gridare la donna dalla finestra.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa chi arriva!?\u00bb risposero tutti all\u2019unisono come un improvvisato coro gregoriano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTutti! Arrivano tutti! Hanno telefonato dal Comune che si \u00e8 liberato lo spalaneve! Sono gi\u00e0 per strada. Vengono a vedere il presepe vivente!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci fu un attimo di incertezza, poi Guido ordin\u00f2: \u00abTutti ai propri posti!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome sarebbe a dire \u201ctutti ai propri posti\u201d?\u00bb ribad\u00ec con forza il povero Pietrino. \u00abNon vorrete mica\u2026\u00bb. Nessuno dei presenti bad\u00f2 alle parole del prete, addirittura le sorelle Martini decisero che anche loro avevano il diritto di partecipare alla scena e si piazzarono dietro la mangiatoia nel posto occupato di solito dal bue e dall\u2019asinello. Le due vecchie si coprirono le spalle con la loro coperta impersonando, secondo loro, due angioletti appena scesi dal cielo ad adorare il Bambino di fede neroazzurra.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo a entrare in chiesa fu il sindaco con tanto di fascia tricolore, a seguire la giunta comunale e poi tutti gli altri concittadini che in un silenzio irreale si organizzarono in una fila composta che inizi\u00f2 a scorrere davanti a quello strambo presepe.<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso la fila si bloccava davanti a Marina, le donne spingevano in avanti i mariti che sistematicamente s\u2019inginocchiavano davanti alla Madonna scollata, facendosi addirittura il segno della croce. Nessuno per\u00f2 fece alcuna critica a quella bizzarra rappresentazione e dopo poco inizi\u00f2 ad arrivare dentro la chiesa un forte profumo di cannella, segno evidente che qualcuno aveva preparato del vino bollito e che la festa poteva continuare all\u2019esterno.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;I canti sacri si alternarono alle canzoni di osteria che si alzarono verso quel cielo stellato che adesso sembrava essere stato creato apposta per illuminare il piccolo paese, mentre la neve rifletteva la luce lontana delle stelle, dando a quella notte un senso di grande pace e serenit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa dov\u2019\u00e8 finito Don Pietrino?\u201d Questa la domanda che in un attimo di lucidit\u00e0 qualcuno si pose. Il piccolo prete non era pi\u00f9 l\u00ec, quella serata era stata piena di emozioni profonde e aveva suscitato in lui forti sensazioni che doveva elaborare da solo. Si era ritirato in canonica e in ginocchio davanti al vecchio crocifisso, ringraziava colui che gli era stato vicino per tutta la vita, colui che lo aveva confortato nei momenti pi\u00f9 tristi e difficili della sua esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019album dei ricordi, di quel Natale del 1984 sarebbe rimasta solo una pagina bianca, nessuna fotografia era stata scattata, tanto da far sembrare come se niente fosse accaduto, come se quella neve non fosse mai scesa dal cielo a scombinare i piani del piccolo prete di Pertalla di Sopra, come se fosse stato solo un sogno assurdo, come uno di quelli che faceva sempre durante il suo riposino pomeridiano. Ma proprio per questo sarebbe stato per lui il Natale pi\u00f9 bello, quello in cui aveva capito che la sua vita di uomo e di prete era valsa la pena di essere vissuta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuon Natale Don Pietrino!\u201d qualcuno grid\u00f2 dalla strada.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuon Natale!\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48401\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48401\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima neve inizi\u00f2 a cadere intorno alle due del pomeriggio, mentre Don Pietrino stava riposando al calduccio della sua cameretta. 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