{"id":48396,"date":"2022-03-12T18:30:25","date_gmt":"2022-03-12T17:30:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48396"},"modified":"2022-03-12T18:30:25","modified_gmt":"2022-03-12T17:30:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-quel-che-la-signora-voleva-di-maria-letizia-mancuso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48396","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Quel che la signora voleva&#8221; di Maria Letizia Mancuso"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019irrompere improvviso nella mia vita da bambina di due membri della famiglia Leonatti, madre e figlia, non aveva una data o un evento preciso: erano comparse per la prima volta a casa un pomeriggio qualunque durante il lungo periodo della malattia di mia zia.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano due figure inconsuete, sempre vestite in modo preciso, quasi lezioso, e fuori tempo; vivevano al Tiburtino e &nbsp;nella zona dovevano essere facilmente riconosciute come estranee cos\u00ec diverse, avulse.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019una, Esmeralda, non sposata, piccola magra, un bel viso dolce, intorno alla cinquantina, molto curata nei capelli e nel leggero trucco, era l\u2019incarnazione di chi non volesse che l\u2019et\u00e0 migliore passasse, attaccata ancora all\u2019idea di un possibile compagno per la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>La madre, Rosa, grassottella, sorridente e con un atteggiamento positivo qualsivoglia fosse l\u2019argomento di cui parlasse, era da sempre chiamata, per la struttura del fisico ma probabilmente ancora di pi\u00f9 per il carattere e il suo modo di essere, Rosetta, e dimostrava meno anni di quelli che doveva avere.<\/p>\n\n\n\n<p>Con lo stesso colore dei capelli, castano chiaro, per la tinta uguale che faceva loro il parrucchiere, erano pi\u00f9 l\u2019immagine di due sorelle che di una madre e di una figlia.<\/p>\n\n\n\n<p>I Leonatti erano di Parana. A met\u00e0 degli anni cinquanta del secolo scorso le due donne si erano trasferite a Roma per qualche motivo a me sconosciuto visto che non svolgevano alcuna attivit\u00e0 lavorativa nella capitale. Ogni anno a primavera tornavano nella cittadina d\u2019origine e in autunno scendevano di nuovo a Roma: una transumanza umana.<\/p>\n\n\n\n<p>Esmeralda aveva sorelle e fratelli di cui avevo appreso l\u2019esistenza dai discorsi che le due donne facevano in salotto con mia madre, davanti una tazza di te e una fetta di ciambellone.<\/p>\n\n\n\n<p>Rosetta era stata una di quelle creature non pi\u00f9 bimbe e non ancora ragazze fatte che i genitori mandavano al servizio nelle case di una qualche famiglia benestante quando avevano intorno ai tredici, quattordici anni, per dare loro un po\u2019 di sollievo.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano contadini e lei era l\u2019ultima figlia di uno stuolo di fratelli e sorelle. Quando il curato del paesino disse che una signora benestante, giovane, sposata da qualche anno, stava cercando una cameriera perch\u00e9 quella che le prestava servizio era ormai molto anziana, i genitori decisero subito di proporre Rosetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il curato si trov\u00f2 d\u2019accordo: pensava proprio che quella ragazza, con il suo carattere allegro e gioviale, potesse andar bene e ne parl\u00f2 alla signora.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Rosa entr\u00f2 a servizio dai Leonatti.<\/p>\n\n\n\n<p>I primi tempi non furono proprio facili, separata dai genitori e dai fratelli e tra persone estranee; si era resa conto per\u00f2 di essere stata subito accolta con molta affabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La cameriera che Rosetta aveva trovato in casa era veramente molto anziana e altrettanto malandata e, riuscendo a fare ormai solo pochissime incombenze, riversava sulla ragazza tutto il proprio sapere per quanto volessero i padroni sulla pulizia, sui pochi ospiti che ricevevano, su quali fossero i cibi pi\u00f9 graditi, cosa e come lavare e stirare e altre cose del genere.<\/p>\n\n\n\n<p>Rosetta aveva frequentato le scuole solo fino alla terza elementare ma questo non impediva alla sua intelligenza di svilupparsi, e, non mancandole la voglia di lavorare, nel giro di pochi mesi lustrava e puliva il villino a tre piani senza problemi.<\/p>\n\n\n\n<p>Di una questione la vecchia inserviente l\u2019aveva messa subito al corrente per evitare che toccasse un tasto poco gradito e di pesante cruccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quando erano sposati, ormai una decina d\u2019anni, i coniugi non riuscivano ad avere figli e l\u2019unico motivo per cui lasciavano la cittadina erano le visite specialistiche.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio del matrimonio la moglie, sempre accompagnata dal marito che le era molto legato, si era fatta visitare dai medici locali ma poi, visto il risultato nullo delle cure proposte, aveva deciso e preferito rivolgersi a un luminare sul tema.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec andavano frequentemente presso lo studio di un famoso ginecologo a Napoli, muovendosi a seconda del calendario delle visite e delle cure che indicava.<\/p>\n\n\n\n<p>I viaggi erano sempre preparati con apprensione, non tanto per la distanza o per il costo, ma perch\u00e9 ogni nuova trasferta era la certificazione di un fallimento e un diminuire delle speranze.<\/p>\n\n\n\n<p>Per evitare trasbordi fra corriere e treni, preferivano, per quei due giorni, prendere in affitto una macchina, remunerare il relativo guidatore e fermarsi a dormire in un albergo vicino allo studio medico.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo anche quei ripetuti tentativi si rivelarono inutili.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019atmosfera perci\u00f2 nella casa era sempre pi\u00f9 spesso malinconica: i due coniugi, cosa non frequente a quei tempi, si erano sposati per amore, e continuavano a volersi molto bene, ma la moglie viveva la mancanza di un figlio con un lacerante senso di colpa.<\/p>\n\n\n\n<p>Unica sua consolazione era il pianoforte disposto nel soggiorno al livello primo della casa; spesso lo suonava il pomeriggio e la sera finch\u00e9 il sonno non la vinceva o il marito non la pregava di andare a dormire con lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Il signor Leonatti era Preside della scuola superiore della cittadine e forse sentiva meno quella mancanza circondato com\u2019era da ragazzi di tutte le et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>A Rosetta, abituata a stare in una casa contadina e con tanti familiari assipati negli stessi piccoli spazi, il vivere con tanta disponibilit\u00e0 di cibo e vestiti ed avere una larga e comoda camera dove dormire, le era apparsa una sistemazione da Paradiso e non riusciva a nascondere il suo buon umore e l\u2019ottimismo del carattere tanto che era in grado qualche volta di strappare un sorriso o una battuta simpatica alla signora o al marito.<\/p>\n\n\n\n<p>Le due cameriere dormivano in uno stesso locale al piano terra vicino alla cucina e, per questo, a differenza degli altri locali del villino, piacevolmente caldo anche d\u2019inverno nonostante a Parana ci fosse spesso la neve e il freddo.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu Rosetta ad accorgersi una mattina di quasi tre anni dopo che era arrivata a servizio, che Giovanna, la cameriera anziana, era spirata serenamente nel sonno e che ora si sarebbe trovata sola ad accudire la casa e i suoi malinconici abitanti.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima volta che questi dovettero andare a Napoli, non fidandosi ancora del tutto della ragazza, rimandarono Rosetta presso i genitori, la seconda, e le altre seguenti, le lasciarono le chiavi dell\u2019abitazione e si misero in viaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quelle trasferte si facevano sempre pi\u00f9 rare mentre i rapporti fra i coniugi si andavano deteriorando, non solo per la mancanza di un erede che tutti e due desideravano intensamente, ma anche perch\u00e9 la signora, sempre pi\u00f9 malinconica e indebolita, non voleva pi\u00f9 curarsi, nonostante le insistenze del marito.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei aveva sempre creduto e voluto che il suo unico destino fosse quello di una buona madre di numerosi figli; essendole negato, si era convinta che la vita dovesse finire.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli sforzi del marito per farla allontanare da quei pensieri erano continui e ogni volta che nella cittadina si presentava una nuova compagnia teatrale o arrivava qualche buona cantante o si organizzava una mostra o un concerto, quasi la costringeva a uscire.<\/p>\n\n\n\n<p>Man mano che la moglie si allontanava dalla vita, era al marito che Rosetta si rapportava per le incombenze domestiche ed era a lui che raccontava, quando le sembrava che fosse dell\u2019umore adatto, gli avvenimenti appresi al mercato o dai paesani che aveva incontrato uscendo.<\/p>\n\n\n\n<p>E spesso, quando aveva poco da fare si fermava a guardare il padrone dipingere, che quello era diventato l\u2019unico diletto dell\u2019uomo dopo l\u2019impegno di Direttore Scolastico.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi venne il giorno in cui la signora chiese a Rosetta di sistemarle una delle altre due stanze da letto di cui la casa disponeva: non voleva pi\u00f9 dar fastidio al marito con la sua frequente insonnia.<\/p>\n\n\n\n<p>La cameriera si inform\u00f2 sul da farsi presso il signor Leonatti, che le ripet\u00e9, come le aveva detto molte altre volte, di accontentare in tutto e per tutto la moglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto Rosetta era cresciuta di et\u00e0 e di spigliatezza, non di statura; era rimasta paffutella e dava l\u2019idea di una ragazzetta, pi\u00f9 che di un\u2019adulta, scherzosa e vivace.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima volta che successe, Rosetta trov\u00f2 il fatto normale e piacevole; ne seguirono molte altre nella sua stanza a piano terra e la ragazza dopo qualche mese si scopr\u00ec in attesa di un bambino.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima persona a cui le venne in mente di parlarne fu il curato, non per confessarsi che non riteneva di aver fatto nulla di male, ma per avere consiglio su come si dovesse procedere in simili circostanze.<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta fu di parlarne col padre del nascituro e con il Preside, che anzi lui avrebbe sicuramente dato le indicazioni migliori, e Rosetta lo fece.<\/p>\n\n\n\n<p>Il prete non le aveva chiesto chi fosse stato l\u2019uomo e lei non si era soffermata a dirglielo, tanto le pareva ovvio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sig. Leonatti non sembr\u00f2 molto meravigliato, anzi le disse di non preoccuparsi che il bambino sarebbe stato cresciuto in casa, che di spazio e cibo ce ne erano in abbondanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli fu dato nome Ermete.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella cittadina, prima della nascita, nessuno aveva intuito che la ragazza fosse incinta, le sue rotondit\u00e0 avevano nascosto a tutti l\u2019evento, e, una volta che il bimbo fu conosciuto, la voce dei paesani era solo di apprezzamento per quella famiglia che, invece di scacciare la servetta immonda, aveva accettato di mantenere e crescerne il figlio.<\/p>\n\n\n\n<p>La signora sembrava rinfrancata da quel pargolo che dopo qualche mese aveva cominciato a girare per l\u2019abitazione a quattro zampe, a emettere voci e gridolini che risuonavano dal piano terreno. Aveva perfino, qualche pomeriggio, ripreso a suonare il piano, e convinto il marito che bisognava prendere un\u2019altra persona di servizio in famiglia, almeno per qualche giorno a settimana, perch\u00e9 Rosetta, ora che doveva accudire al bambino, non riusciva a svolgere completamente e bene tutti i compiti collegati alla gestione della casa e a loro due.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu scelta la sorella pi\u00f9 grande di Rosetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Non erano trascorsi neanche due anni che nacque una bimba, Esmeralda. Il terzo prese il nome di Anelito e la seconda cameriera, e sorella di Rosetta, si trasfer\u00ec definitivamente nella casa.<\/p>\n\n\n\n<p>La signora, per\u00f2, dopo l\u2019inaspettato e abbastanza lungo periodo di miglioramento, ricominci\u00f2 a sentirsi molto stanca, ad avere difficolt\u00e0 nel muovere le gambe, poi perse quasi completamente l\u2019uso di un braccio e nel giro di tre, quattro anni si allett\u00f2 completamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiedeva spesso che i bimbi pi\u00f9 grandicelli le dessero un po\u2019 di compagnia e le facessero sentire che la casa fosse abitata e viva e questo accadeva in modo spesso talmente chiassoso e confusionario che qualche altro adulto entrava nella camera della signora sgridando i bambini e convincendoli a fare meno rumori e confusione.<\/p>\n\n\n\n<p>Per i bimbi la signora che stava a letto era la loro nonna e si sa che con i nonni si pu\u00f2 fare tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella cittadina non c\u2019era nessuna condanna e rimprovero per gli avvenimenti della famiglia Leonatti; in quella casa mancavano dei bimbi e i bimbi erano arrivati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo maschietto nacque puntuale trascorsi altri due anni; ma la signora non fece in tempo a vederlo, era spirata qualche giorno prima, tra il dolore dei bimbi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo tre anni da quel lutto e la nascita di un altro figlio, il Direttore, raggiunto anche il limite di et\u00e0, era andato in pensione, &nbsp;e considerato che un cos\u00ec lungo periodo di vedovanza fosse sufficiente, chiese a Rosetta di colmare l\u2019unico vuoto rimasto, le incombenze burocratiche del matrimonio e del riconoscimento dei figli.<\/p>\n\n\n\n<p>Rosetta, quando riuscivo a captare qualche discorso fra le tre donne in salotto, parlava di aver curato e accudito la prima moglie e, successivamente anche il marito di entrambe, con molta dedizione e affetto, fino alla fine dei loro giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima della morte del Direttore, Rosetta di figli ne aveva avuti otto.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era questo che la signora voleva?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48396\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48396\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019irrompere improvviso nella mia vita da bambina di due membri della famiglia Leonatti, madre e figlia, non aveva una data o un evento preciso: erano comparse per la prima volta a casa un pomeriggio qualunque durante il lungo periodo della malattia di mia zia. 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