{"id":48386,"date":"2022-03-12T19:27:38","date_gmt":"2022-03-12T18:27:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48386"},"modified":"2022-03-12T19:27:39","modified_gmt":"2022-03-12T18:27:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-trentadue-anni-un-mese-e-sette-giorni-di-lorenzo-de-angelis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48386","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Trentadue anni, un mese e sette giorni&#8221; di Lorenzo De Angelis"},"content":{"rendered":"\n<p>Cara Livia,<\/p>\n\n\n\n<p>sono passati anni, ormai, dall\u2019ultima volta che abbiamo parlato. Ad essere precisi sono passati trentadue anni, un mese e sette giorni dal giorno in cui dalla finestra ti ho visto allontanarti lungo il viale di casa e lentamente svanire come fanno i fantasmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho pensato tante volte di cercarti, sapevo che dovevo essere io a farlo, lo sapevo fin da quel giorno, ma ci tenevo cos\u00ec tanto che la paura di sbagliare mi ha sempre fermato. Me lo dicevate spesso, del resto, che sono uno che sparisce, e ho persi tanti rapporti per questo: succedevano piccole cazzate che mi dividevano dalle persone e poi non sapevo come riallacciarmi, e a mano a mano che il tempo passava, la cosa diventava sempre pi\u00f9 difficile. E cos\u00ec non ci riuscivo. Non avrei mai voluto sparire da nessuno e ogni persona che ho perso ha lasciato un segno indelebile sulla mia pelle. Tu, per\u00f2, hai lasciato il segno pi\u00f9 profondo di tutti. La verit\u00e0 -ora possiamo dirla s\u00ec, a te e a me, \u00e8 che davanti alla paura di fallire e alle difficolt\u00e0 ho sempre preferito arrendermi senza tentare. \u00c8 quel che \u00e8 successo con quelle persone e soprattutto con te: cos\u00ec ora sei soltanto un ricordo sfumato nel tempo, ma che brucia ancora come faceva all\u2019inizio.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi trentadue anni, un mese e sette giorni ne sono cambiate di cose nella mia vita, e chiss\u00e0 quante nella tua. Tu che eri cos\u00ec intraprendente, forte e coraggiosa, di certo non ti sarai mai accontentata.<\/p>\n\n\n\n<p>Sai, ho avuto una figlia: si chiama Andrea e ha nove anni. \u00c8 la cosa migliore che io abbia fatto in tutta la mia vita. \u00c8 intelligente, ama studiare come me ed \u00e8 sempre allegra. Nei primi tre-quattro anni, pensa, a volte ho avuto l\u2019impressione che ti assomigliasse, non so come, ma la guardavo e in qualche modo ci vedevo te. Mica solo nell\u2019anima, persino nell\u2019aspetto. Quando era contrariata faceva un\u2019espressione proprio uguale alla tua e la cosa mi sconcertava. Poi quando mi riprendevo mi rendevo conto che non era possibile, e il senso di colpa per questi pensieri ha cominciato a tenermi stretto lo stomaco come una molletta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non sono state le uniche volte in cui, per cos\u00ec dire, ti ho visto. Forse una volta ci siamo persino ritrovati nella stessa stanza, qualche anno fa. Non so come visto che mi sono trasferito a Barcellona, ma un giorno ero alle poste e aspettavo il mio turno guardando il telefono per passare il tempo, e proprio mentre scrivevo un messaggio ho sentito la tua voce: \u201cGrazie mille, arrivederci\u201d. Lo stesso identico suono dolce e leggermente acuto, deciso ma con un velo di timidezza inconfondibile. Anche oggi potrei riconoscere la tua voce in mezzo ad un coro. Non ho avuto il coraggio di alzare gli occhi dal telefono, ero paralizzato. Mi sembrava cos\u00ec impossibile, e anche ora so che probabilmente non eri tu, difficilmente potevi essere l\u00ec. Ma per giorni ho risentito quella frase rimbombare nella mia testa. La sentivo continuamente, persino quando mi mettevo a letto fino a che non mi addormentavo, persino quando parlavo con Elena, mia moglie. L\u2019idea di essere rimasto di sasso senza far nulla, senza il coraggio prendere in mano la situazione per l\u2019ennesima volta nella mia vita, mi logorava.<\/p>\n\n\n\n<p>Io ed Elena siamo sposati da un anno prima che nascesse Andrea. L\u2019ho conosciuta al bar di Gianluigi, quello in Piazza Grande, che odiavi tanto. Ci siamo trovati fin da subito in sintonia, \u00e8 una persona spiritosa e legge i libri di edizioni vecchissime, proprio come me. Mi \u00e8 sempre stata accanto, non mi ha mai abbandonato, neanche ora. Non me lo sono mai meritato: per troppo tempo ti ho cercato nei suoi occhi. Odia la parola <em>vaffanculo<\/em>, come te. Nei primi tempi, ogni volta in cui mi rimproverava ti vedevo al suo posto e non riuscivo a levarmi la tua immagine dalla testa. Sentivo la tua voce, al posto della sua. Eri sempre l\u00ec pronta a spuntare. Ho dovuto smettere di dire <em>vaffanculo<\/em> per provare a non pensarti pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti giuro, Livia, che le ho dato tutto l\u2019amore che avevo. Ma c\u2019\u00e8 sempre stato qualcosa che mancava, e mentre scrivo diventa sempre pi\u00f9 palese: c\u2019eri tu, ecco.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sempre pensato che tutte queste cose capitassero semplicemente perch\u00e9 non ero riuscito a trovare una ragione per la nostra separazione e che fosse semplicemente questione di tempo. Non so come mi sia venuto di prendere in giro anche me stesso per cos\u00ec tanto tempo, perch\u00e9 adesso sono certo di aver sempre saputo che eri tu quella mancanza. Probabilmente il senso di colpa nei confronti di mia figlia e di mia moglie mi convinceva a lasciarti in disparte, cercando di non pensarti e di fare finta di niente. E cos\u00ec lentamente mi sono adattato alla mia vita e a quello che pensavo di meritare.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono costruito la mia storia: una moglie, un figlio, un lavoro per tirare avanti e un sogno nel cassetto mai avverato. Non sono diventato un pittore. Non ce l\u2019ho fatta, evidentemente non ero bravo. Ma sai, la verit\u00e0 \u00e8 che il mio sogno \u00e8 finito insieme a quelle cose che non ho mai provato a fare per davvero: mi sono arreso, tutto qui. Come con te, insomma. Il fatto \u00e8 che la vita \u00e8 un groviglio di nodi che non tutti sono in grado di sciogliere. E io faccio parte del gruppo che non ci \u00e8 riuscito: cos\u00ec oggi, a cinquantatr\u00e9 anni, sono un addetto alle pulizie in un hotel con un frammento di cuore perso chiss\u00e0 dove.<\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente quel giorno hai fatto bene ad andartene, a farti la tua vita e a costruire la tua felicit\u00e0. Per molto tempo mi sono raccontato che eri stata tu ad averci perso. Pensavo di poter stare bene senza di te. Ma con gli occhi aperti mi rendo conto che semplicemente ce l\u2019avevo a morte con me stesso per averti lasciato andare.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sai quanto vorrei averti qui: immagino come sarebbe colmare trentadue anni, un mese e sette giorni in un attimo soltanto. Sarebbe bello che tu appena ricevuta questa lettera mollassi tutto (la tua felicit\u00e0, la tua vita, quello che hai costruito, proprio tutto) e ti fiondassi qui di corsa sapendo soltanto che ci sarei io ad aspettarti, ma il fatto \u00e8 che da una stanza di ospedale sognare diventa parecchio facile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti scrivo da una stanza d\u2019ospedale, s\u00ec, mentre una dannata malattia mi porta via. Manca poco, ormai, ce lo siamo detto coi dottori: questione di giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu sei stata la prima cosa a cui ho pensato e cos\u00ec mi sono convinto ad abbattere questo muro di silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che la vita con te avrebbe avuto tutt\u2019altro sapore. Vorrei poter tornare indietro e cambiare tante scelte, per avere quello che desideravo invece di arrendermi ogni volta. Mi piacerebbe poter essere una persona felice e soddisfatta con te accanto, ma oramai mi restano solo i sogni e mi rendo conto che se tra noi \u00e8 andata cos\u00ec un motivo deve pur esserci. Sar\u00e0 stato per il tuo bene, o semplicemente per la mia stupidit\u00e0, chiss\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Non saprei neanche dove spedirla questa lettera, a pensarci meglio. La lascer\u00f2 volare al vento, decider\u00e0 lui cosa farne, cos\u00ec che se mai un giorno dovesse arrivarti chiss\u00e0 come, tu saprai di dover continuare a vivere la tua vita meravigliosa, perch\u00e9 io non ci sar\u00f2 gi\u00e0 pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Tieni quel mio piccolo pezzo di cuore sempre con te, spero che il mio abbraccio possa avvolgerti ora,<\/p>\n\n\n\n<p>e per sempre.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48386\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48386\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cara Livia, sono passati anni, ormai, dall\u2019ultima volta che abbiamo parlato. 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