{"id":48375,"date":"2022-03-08T12:22:40","date_gmt":"2022-03-08T11:22:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48375"},"modified":"2022-03-08T12:22:41","modified_gmt":"2022-03-08T11:22:41","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-il-compleanno-di-alice-di-antonella-landi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48375","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Il compleanno di Alice&#8221; di Antonella Landi"},"content":{"rendered":"\n<p>Non aveva una lira. Era il compleanno di Alice e lui non aveva una lira.<\/p>\n\n\n\n<p>Mastic\u00f2 due imprecazioni colorite e una mezza bestemmia, mentre guidava un Vitara non suo, sudicio e pieno di attrezzi strani, un goniometro azimutale, un teodolite, un piombino ottico, uno squadro agrimensorio, qualche bussola topografica. Suo padre era geometra, l\u2019auto era sua, ma quella notte serviva a lui, per questo senza star l\u00ec a pensarci tanto gliel\u2019aveva sottratta dal parcheggio in via Pacinotti, c\u2019era saltato sopra ed era partito &#8211; il pedale pigiato fino in fondo, gli occhi fissi sul buio della strada \u2013 verso Lastra a Signa.<\/p>\n\n\n\n<p>Addosso aveva il giubbotto da lavoro. Lo chiamava cos\u00ec anche se un lavoro non ce l\u2019aveva, cio\u00e8, per avere lo aveva avuto, ma lo aveva perso, come gli altri prima di quello. Dal ristorante lo avevano mandato via dopo aver fatto due conti sulla sparizione dal frigo delle birre fresche e aver capito che a scolarle era stato lui, tra una lavastoviglie e l\u2019altra; dalla ditta di catering lo avevano cacciato perch\u00e9 &#8211; sosteneva il capo dei camerieri \u2013 aveva un\u2019aria vaga da cialtrone, non si presentava bene al cospetto degli ospiti, i capelli lunghi legati in una coda maldestra, la barba trascurata, la casacca con le frittelle di sugo a solo mezz\u2019ora dall\u2019inizio del turno; dalla ditta di traslochi invece se n\u2019era andato lui, che mica voleva spezzarsi la schiena a vent\u2019anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera era teso, teso e frustrato, ce l\u2019aveva a morte con se stesso per la sua incapacit\u00e0 di essere affidabile e duraturo in qualsiasi impiego, per non essere riuscito a risparmiare un po\u2019 di soldi con cui fare il regalo ad Alice, che compiva gli anni e sognava un regalo ben preciso, quello e nient\u2019altro. Di niente le importava, se non di quel desiderio che accarezzava fin da quando era bambina, mentre i genitori ostinati ogni primo febbraio ripetevano: no. Va bene tutto, ma quello no.<\/p>\n\n\n\n<p>Si lasci\u00f2 alle spalle le luci di Firenze e s\u2019infil\u00f2 nella campagna scura. Aveva rallentato, adesso, guidava con pi\u00f9 calma. Aveva bisogno di ripassare il suo progetto e anche di tenere sotto controllo la strada, che aveva percorso una volta sola, la settimana prima, per esplorare il luogo, sondare il terreno a mettere a punto il piano al momento piuttosto improvvisato che gli girava in testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Lasci\u00f2 la statale e inforc\u00f2 un viottolo sterrato che prima scendeva degradando e poi riemergeva da una buca grazie a un\u2019erta su cui le ruote del Vitara inizialmente slittarono.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era la prima volta che soffiava di nascosto la macchina a suo padre: da quando si vedeva con Alice lo faceva spesso per andare a prenderla sotto casa e dividere con lei ogni serata in un posto diverso. Se optavano per un giro in citt\u00e0, fissavano direttamente in centro e si spostavano a piedi, ma quando lui si metteva in testa di portarla nei romantici dintorni ci volevano le ruote, ci voleva un motore, ci voleva soprattutto un abitacolo, bench\u00e9 polveroso e pieno di terriccio e d\u2019erba come quello, dove chiudersi e baciarsi. Com\u2019era stata bella la sera trascorsa appena fuori Fiesole. Si erano appostati nei pressi della Pensione Bencist\u00e0, su un punto strategico della collina da cui si contemplava tutta la piana su cui giace Firenze. Da quando l\u2019aveva conosciuta, sentiva di non aver bisogno d\u2019altro per essere felice, gli bastavano la citt\u00e0 in cui viveva e che amava da sempre con invariata intensit\u00e0, e quella ragazza di cinque anni pi\u00f9 grande di lui, che era entrata nella sua vita qualche mese prima e gli aveva fatto perdere la testa. Avrebbe fatto tutto, per Alice.<\/p>\n\n\n\n<p>Per lei, del resto, solo per lei si trovava a percorrere una strada di campagna in piena notte il trentuno di gennaio millenovecentonovantadue. Riconobbe in lontananza la serie di baracche in legno coi tetti a onduline gi\u00e0 viste la settimana precedente, quando era andato in perlustrazione; rallent\u00f2 ancora, spense i fari, parcheggi\u00f2 distante. Scese dal Vitara, accost\u00f2 la portiera senza sbatterla. Cercava di evitare ogni rumore. Ai piedi calzava i soliti scarponi lisi di quando accompagnava il padre nella rilevazione di qualche terreno: avevano la para consumata ma ci si correva bene e forse, quella notte, ci sarebbe stato da correre.<\/p>\n\n\n\n<p>Per evitare il sentiero battuto, procedeva aprendosi varchi tra i cespugli. Pensava fosse meglio circumnavigare l\u2019area e giungere alle baracche prendendole da tergo. Ma mentre lo pensava, con lo scarpone pest\u00f2 un ramo secco a terra: un cane abbai\u00f2, altri cinque, dieci, quindici gli si accodarono all\u2019istante e questa no, non ci voleva. Avevano un abbaio vicino all\u2019ululato, cupo e roco, eppure allegro, non minaccioso, semmai allarmista, ma senza ombra d\u2019ira. Lui rest\u00f2 immobile sotto il mantello buio che lo riparava e i cani, di l\u00ec a poco, presero a tacere a turno, finch\u00e9 intorno non fu di nuovo quiete. Fu allora che riprese a muoversi, con calma, lentamente. Il suo tentativo di non farsi percepire dai cani, per\u00f2, era ridicolo, come il loro abbaiare inquieto gli dimostr\u00f2 di l\u00ec a poco. I cani ti respirano nell\u2019aria, captano la tua presenza senza il bisogno di vederti n\u00e9 di udirti, a loro \u00e8 sufficiente percepire il tuo inconfondibile odore umano, a cui di giorno anelano, ma che la notte li allerta, preoccupandoli. Decise cos\u00ec di proseguire, di andare fino in fondo, anzi, di sfruttare addirittura il caos di quelle voci per procedere senza troppa esitazione, controproducente in quella circostanza, e raggiungere la meta quanto prima.<\/p>\n\n\n\n<p>A dispetto delle tenebre, riconobbe subito il cancellino, lo aveva memorizzato bene quando era venuto a farsi una mappa mentale del luogo, era il secondo da sinistra, era quello che doveva aprire. Dal tascone interno del giubbotto da lavoro estrasse un paio di cesoie da ferro; gli tremavano le mani, ma cerc\u00f2 di dominarsi e di dare un taglio netto al punto giusto. Non vedeva niente, procedeva alla cieca. Una cosa liscia e calda gli attravers\u00f2 il dorso della mano, come una grossa lumaca umidiccia e veloce che lo fece trasalire ma al contempo lo rassicur\u00f2. Tronc\u00f2 la catena, spalanc\u00f2 il cancello, allung\u00f2 un braccio verso il buio. Le dita della mano si allargarono per afferrare meglio, per avere una presa salda, sicura. Si strinsero intorno a una collottola che assunse la forma di un pugno tiepido, facile da acciuffare e trattenere. La tir\u00f2 verso di s\u00e9, trascinandosi dietro una decina di chili, forse dodici. Allung\u00f2 anche l\u2019altro braccio, allarg\u00f2 anche l\u2019altra mano, perch\u00e9 soccorressero gli altri due che si erano intrufolati dentro la baracca cos\u00ec, a intuito, senza poter indovinare cosa stava per succedere, senza sapere se sarebbe andato tutto bene.<\/p>\n\n\n\n<p>And\u00f2 tutto bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Strinse a s\u00e9 una pelliccia, di cui lui distinse solo la parte bianca perch\u00e9 riluceva all\u2019alone della luna, sbucata all\u2019improvviso. Apparteneva a Gambone, un esemplare di bracco inglese che il cacciatore gli aveva mostrato quel giorno, messo in svendita perch\u00e9 nato con l\u2019imperdonabile difetto di aver il terrore degli spari, di non avere la tempra venatoria, di mostrarsi insomma innocuo, pacifista, mediatore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAnzich\u00e9 un milione e duecentomila lire quanto l\u2019ho pagato \u2013 aveva detto \u2013 lo faccio la met\u00e0, perch\u00e9 non voglio che mi resti sul groppone: \u00e8 un buono a nulla, \u00e8 solo un costo, non vale niente\u201d. Lui per\u00f2, che sul groppone di quel tipo ci avrebbe tirato volentieri una legnata, non possedeva neanche seicentomila lire.<\/p>\n\n\n\n<p>Strinse a s\u00e9 il cucciolo, si allontan\u00f2 correndo sugli scarponi dalla para consumata, lo sistem\u00f2 dentro il Vitara, avvolto dentro una coperta vecchia, e scapp\u00f2 via. Dopo tanto tempo e una frustrazione inconsolabile, torn\u00f2 a sentirsi fiero di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Era diventato un ladro, ma domani Alice avrebbe avuto il regalo che sognava da una vita.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48375\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48375\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non aveva una lira. 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