{"id":4835,"date":"2010-12-15T18:20:38","date_gmt":"2010-12-15T17:20:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4835"},"modified":"2010-12-15T18:21:51","modified_gmt":"2010-12-15T17:21:51","slug":"premio-racconti-per-corti-2011-olga-di-edda-valentini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4835","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2011 &#8220;Olga&#8221; di Edda Valentini"},"content":{"rendered":"<p>Aziz \u00e8 fiero del suo lavoro. Aleggia sulla faccia dai tratti nordafricani e dalla cura con cui artiglia col rastrello le foglie del viale alberato. Al clima per\u00f2 non si \u00e8 ancora abituato e in giornate nebbiose come queste di tanto in tanto gli sale un colpo di tosse.\u201c<em>Aziz!\u201d<\/em>La voce del collega supera il rumore del mezzo pulisci strada. L&#8217;uomo si sporge dal finestrino e gli indica di continuare il lavoro vicino ai cassonetti. Aziz gli fa un cenno di conferma con la mano, poi le avvicina alla bocca le mani e ci alita sopra una nuvoletta di fiato caldo. \u00a0Attraversa dopo aver guardato ai lati della strada, anche se \u00a0in quelle prime ore del mattino non c&#8217;\u00e8 anima viva in giro. Adesso che la motoscopa \u00e8 lontana, non rimane che il fruscio delle foglie che lui ammucchia accanto ai cassonetti della raccolta differenziata. Un gemito rompe il silenzio. Aziz increspa le folte sopracciglia scure. &#8211; <em>Olga &#8211; <\/em>la parola adesso gli arriva chiara. Una debole voce di donna, un misto fra il richiamo e il lamento. Aziz aguzza lo sguardo e va verso il retro dei cassonetti. Oltrepassata una rete da letto, un materasso logoro e altro ciarpame ammucchiato, gli si para davanti, su una sedia a rotelle, una splendida vecchietta dagli occhi azzurri stretti fra una ragnatela di rughe. I capelli spettinati si confondono con la nebbia. Indossa una lunga camicia da notte di fustagno e un paio di ciabatte col pon pon di pelo.<\/p>\n<p>\u00a0&#8211;<em>Olga?- R<\/em>ipete la donna. Aziz si guarda intorno, lancia un&#8217;occhiata all&#8217;unico condominio ancora immerso nel sonno. Nessuna speranza d&#8217;aiuto. La vecchietta spingendo sulle ruote, gli si avvicina guardandolo dal basso con aria implorante. \u2013<em>Olga !? <\/em>\u2013 E lui le rimanda uno sguardo tenero e preoccupato. Si toglie il giubbetto, glielo pone con cura sulle spalle curve.\u00a0 Parla tra s\u00e9 con parole dure nella sua lingua, che meglio esprime l\u2019indignazione per come Olga abbia potuto abbandonare \u00a0quella povera donna fra gli oggetti da rottamare. Aziz s\u2019inginocchia davanti alla vecchietta, le prende le mani ossute e gliele strofina con delicatezza, mentre muta il tono risentito in un dolce canto arabo. <em>L<\/em>a vecchietta ritrae le mani e senza mai perdere l&#8217;espressione dolente, allunga un piede verso Aziz. Lui le toglie la ciabatta, afferra con delicatezza quel piede magro e lo massaggia con gesti esperti senza trascurare neanche una delle piccole dita storte dall&#8217;artrite. Un colpetto di tosse. La vecchietta gli passa una mano fra i folti capelli, poi rimette il piede nella ciabatta e gli porge l\u2019altro abbozzando un sorriso. Aziz continua il massaggio alitando sul piede il suo fiato caldo.<\/p>\n<p><strong>&#8211;<\/strong> <em>Olga?- L<\/em>a voce \u00e8 smorzata dal rumore della motoscopa che si sta avvicinando. L&#8217;uomo alla guida si guarda intorno in cerca di Aziz \u2013 <em>Attenta Olga, adesso ti faccio volare!-<\/em> Parla mentre stringe il volante con forza sterzando verso i cassonetti. Accosta al marciapiede, spegne il motore e salta gi\u00f9 lasciando lo sportello aperto. Si sgranchisce le braccia verso l\u2019altro mentre parla con voce allegra <em>&#8211; Aziz!Vieni che ti faccio conoscere Olga!- <\/em>Aziz rimane bloccato a bocca aperta con la ciabatta in mano. Solleva lentamente lo sguardo sulla vecchietta che guarda oltre la sua testa con espressione beata. &#8211;<em>Olga!!!- <\/em>Aziz \u00e8 girato di spalle non pu\u00f2 vedere la famigerata Olga, ma sente la sua risposta al richiamo. Un guaito si alza nel silenzio. Una vecchia barboncina bianca avanza traballando sul bordo del materasso facendo tintinnare la medaglia a forma di osso che le penzola al collo, dove spicca la scritta Olga.<\/p>\n<h2>\u00a0<\/h2>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<h2>\u00a0<\/h2>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4835\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4835\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aziz \u00e8 fiero del suo lavoro. 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