{"id":48338,"date":"2022-03-03T20:13:04","date_gmt":"2022-03-03T19:13:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48338"},"modified":"2022-03-03T20:13:05","modified_gmt":"2022-03-03T19:13:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-la-bomba-di-angela-maria-giovannoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48338","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;La bomba&#8221; di Angela Maria Giovannoni"},"content":{"rendered":"\n<p>&nbsp;&nbsp;Quanti anni sono ormai passati da quel fatidico mercoled\u00ec di febbraio! Trenta, forse di pi\u00f9, ma l\u2019anno esatto non ha importanza, l\u2019eccezionalit\u00e0 \u00e8 data dal fatto &nbsp;che dopo tanti anni io ricordi con esattezza tutto ci\u00f2 che avvenne, gli attimi che precedettero e i momenti, le ore, i giorni che seguirono \u201cl\u2019avvenimento\u201d, e il caos addirittura che si scaten\u00f2, per dirla con il linguaggio di noi giovani di quei tempi ,un vero e proprio casino.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Quel \u201cfattaccio\u201d, tanto per dargli un nome, mi permette ora &nbsp;di rivedere in modo distinto tutte le facce dei presenti alla vicenda, alcune un po&#8217; stralunate &nbsp;e incredule, altre visibilmente irritate, poche timide e impaurite , due o tre&nbsp; spavalde. Insomma per farla breve tutti i presenti avevano assunto una faccia nuova per l\u2019occasione. La mia non la vidi, ma certo la posso immaginare attraverso il mio stato d\u2019animo di quel momento e posso dire che era senz\u2019altro con una espressione incredula e spaventata ed \u00e8 immaginabile che il pallore che di solito segnava il mio volto si fosse accentuato tanto da darmi un\u2019aria spettrale.&nbsp; Per\u00f2 a \u201cfattaccio\u201d avvenuto ,&nbsp; quando gli animi si erano fortemente surriscaldati&nbsp; ed il dibattito ,il pettegolezzo ,le allusioni e le congetture incalzavano sui presenti ,il mio volto ,come quello di tutti i presenti ,si era fatto gonfio e rosso&nbsp; come quello di chi bisticcia&nbsp; &nbsp;ed era diventato addirittura paonazzo all\u2019arrivo del 113 , la vecchia temuta e talvolta odiata &nbsp;&nbsp;polizia, che aveva un certo appeal&nbsp; su noi&nbsp; giovani, per i loro modi di approcciarci&nbsp; tanto da &nbsp;&nbsp;generare &nbsp;&nbsp;sospetto,&nbsp; sbigottimento e&nbsp; paura&nbsp; &nbsp;su alcuni ,e &nbsp;irriverenza e arroganza ,su molti altri.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; &nbsp;I tre poliziotti si erano fatti annunciare dalla sirena ed il loro arrivo, cos\u00ec strombazzato, dette ancora di pi\u00f9 eccezionalit\u00e0 ed importanza a ci\u00f2 che era successo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Il fatto era effettivamente &nbsp;&nbsp;molto grave, occorreva far presto ma forse della sirena si poteva fare a meno perch\u00e9 fu proprio lei, insieme all\u2019entrata un po&#8217; alla pirata degli agenti a farci palpitare un po&#8217; tutti. Il loro arrivo mi ricorda i tanti telefilm polizieschi americani &nbsp;&nbsp;che a quel tempo guardavo con interesse alla televisione.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Ma che cosa era accaduto di cos\u00ec tanto grave! Veniamo ai fatti. Una mattina come tante altre di un freddo inverno, un maledetto mercoled\u00ec di febbraio la mia classe la 3\u00b0 G del liceo scientifico \u201cUlisse Dini\u201d di Pisa aveva compito di matematica. Terrorizzati dalle fattorizzazioni e dalle equazioni &nbsp;che pochi avevano capito e quasi nessuno sapeva risolvere attendevamo l\u2019entrata dell\u2019insegnante di matematica il &nbsp;professor Capponi . Alle 8.10&nbsp; il compito era gi\u00e0 stato dettato e tutti eravamo&nbsp; chini&nbsp; sui fogli protocollo &nbsp;con le mani nei capelli , presi&nbsp; dalla disperazione, quando il professore, per caso ,aprendo il registro di classe&nbsp; rinvenne un foglio siglato con una stella a sette punte ,scritto con pennarello blu a caratteri stampatello. Il foglio era un comunicato che, come quello delle Brigate Rosse, si suddivideva in vari punti e annunciava la presenza in classe di una bomba con timer innescato. Dava poi informazioni sul tipo di esplosivo, di come evitare una strage e veniva citato un misterioso accessorio della bomba il \u201cLed \u201c. Se non fossero stati seguiti i suggerimenti dati il Led avrebbe determinato lo scoppio della bomba. Non solo si richiedeva l\u2019intervento degli artificieri ma bisognava anche portare ad una certa ora in un certo luogo della scuola una cifra importante tutta in pezzi da L.10.000.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Perplesso ed incredulo il professor Capponi lesse ad alta voce l\u2019avviso ridacchiando di quando in quando e commentando, ma terminata la lettura si cominci\u00f2 a guardare intorno con sospetto rovist\u00f2 qua e l\u00e0 con fare apparentemente disinvolto, apri i cassetti della cattedra, ma improvvisamente si ferm\u00f2 di scatto perch\u00e9 rovistando sotto alcuni fogli scopr\u00ec un pacchetto confezionato esattamente come era scritto sul comunicato, cio\u00e8 ben legato e provvisto di un timer alimentato da una batteria .<\/p>\n\n\n\n<p>Nessun dubbio era la bomba! Ce ne accorgemmo subito guardando il volto del professore perch\u00e9 a tale vista aggrott\u00f2 le ciglia e i suoi grandi occhi azzurri si spalancarono, ci guardarono senza per\u00f2 vederci perch\u00e9 aveva una espressione assente, che guardava nel vuoto, tipica di colui che pensa intensamente e, dopo qualche attimo di esitazione, senza proferir parola scomparve dall\u2019aula.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Il finimondo accadde nel giro di pochi minuti, mentre noi approfittando dell\u2019 assenza improvvisa ci consultavamo per la risoluzione degli esercizi la porta dell\u2019aula ,rimasta socchiusa, si spalanc\u00f2 improvvisamente&nbsp; ed il Preside seguito dal professore entr\u00f2, ci intim\u00f2 il silenzio perch\u00e9 stavamo facendo confusione, si diresse verso il cassetto incriminato e stette alcuni secondi ad osservare il pacchetto misterioso che, secondo le istruzioni, non doveva essere toccato&nbsp; se non da persone esperte .Ma ecco una sirena, prima lontana ,poi sempre pi\u00f9 vicina, poi uno sbattere di portiere ed&nbsp; infine l\u2019entrata baldanzosa &nbsp;dei tre &nbsp;agenti. Nel frattempo eravamo stati &nbsp;&nbsp;allontanati dalla classe e ci eravamo un po&#8217; ammucchiati nell\u2019ingresso antistante l\u2019aula, alquanto sbigottiti e tutti in trepida attesa del responso degli esperti. Il fantomatico pacchetto da un esame sommario risult\u00f2 un pacchetto camuffato. Era stato uno scherzo, uno stupido scherzo. Ma chi era stato? Ora cominciava il bello! Lo scherzo sarebbe stato fantastico se fosse stato organizzato da qualcuno della classe ma emerse subito tra di noi che nessuno sapeva niente e quindi chi poteva essere il geniaccio autore del misfatto? Devo dire che la classe era costituita da ragazzi pacati poco inclini agli scherzi, ragazzi vecchio stile, per niente contestatori e quindi chi si celava sotto una doppia personalit\u00e0, chi era il dottor Jackye e Mr Hyde della situazione? Chi poteva avere agito nascondendo bene a tutti una birichinata cos\u00ec feroce? Fummo subito tutti sottoposti a perizia calligrafica ma niente emerse. Nel frattempo tra noi in classe si era creato un clima poliziesco ci sospettavamo a vicenda e ogni nostra azione o parola poteva incriminarci. Ci riunimmo pi\u00f9 volte per parlarne ed esternare le nostre impressioni e sospetti ma fu tutta una perdita di tempo. Non riuscivano a trovare una logica un movente valido, ci affogavamo nelle supposizioni e ci trascinavamo in riprovevoli battibecchi. Le riunioni non portarono mai a niente per il caos che si creava e per le risatacce e gli urli, tutti volevano dire la loro gridandola. Dal canto mio ero amareggiata perch\u00e9 mi sembrava impossibile che qualcuno fosse riuscito a farcela sotto il naso senza lasciare traccia. Visto che tra di noi non si concludeva niente decisi di fare delle indagini personali annotando su di un taccuino tutto quello che si diceva in classe e&nbsp; riportavo poi tutto a mio padre&nbsp; che in quella occasione pi\u00f9 che ingegnere si era dimostrato un eccellente discepolo di Sherlock Holmes. Mi dava le dritte mi consigliava cosa fare, come condurre gli interrogatori senza destare sospetto e questo paziente lavoro cominci\u00f2 a dare&nbsp; i suoi frutti. Emerse che Dario Albertazzi era assente il giorno del compito e qualcuno l\u2019aveva visto nella scuola prima del suono della campanella, e si dice avesse un fare sospettoso perch\u00e9 evitava di parlare con chiunque. Guarda strano proprio lui aveva gravi carenze a matematica. Addentrandomi nelle indagini nel mio taccuino comparve un altro indiziato certo Francesco Rinaldi che, allorch\u00e9 fu proposta la perizia calligrafica disse che non poteva scrivere bene perch\u00e9 aveva un dolore all\u2019indice, poi fu la volta di Carlini, altro furbastro ad essere sospettato perch\u00e9 quando furono richieste le impronte digitali usc\u00ec fuori dicendo che la scatola lui l\u2019aveva vista il giorno prima frugando nel cassetto e l\u2019aveva ripetutamente toccata. Tutti e tre erano delle frane a matematica. Le indagini filavano a gonfie vele .Alla fine di &nbsp;Febbraio avevo raccolto prove schiaccianti&nbsp; e quindi ero in grado di rivelare a tutti che i veri colpevoli erano\u2026\u2026ma mio padre mi invit\u00f2 alla calma ,all\u2019attesa, disse che prima o poi il colpevole avrebbe colpito ancora&nbsp; ed io potevo coglierlo sul fatto. Purtroppo mio padre sbagliava&nbsp;&nbsp; perch\u00e9 il colpevole o i colpevoli non agirono pi\u00f9 e le mie indagini si fermarono alla fatidica frase ,ora ci sono .<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Vennero le vacanze di Pasqua e non se ne parl\u00f2 pi\u00f9 ed in classe torn\u00f2 a regnare la serenit\u00e0. Io non avevo abbandonato il mio progetto di ricerca della verit\u00e0 e tenevo sempre in mente quelli da me indagati Rinaldi, Albertazzi e Carlini, prima o poi avrei rivelato tutto a chi di dovere babbo o no permettendo. Sui principi non si discute chi sbaglia deve pagare. . Improvvisamente in giugno, pochi giorni prima della fine della scuola, quando meno me l\u2019aspettavo ecco un fatto sorprendente che dette una svolta alle mie indagini. Era mia consuetudine andare a studiare a casa di Capponi, figlio del mio professore di matematica era uno studente diligente, eccellente in matematica, gentile, serio ed amico di tutti che mi aveva spesso aiutata nelle indagini. Era l\u2019unico che conosceva&nbsp; quello che facevo con l\u2019aiuto di mio padre e in pi\u00f9 occasioni mi aveva dato una mano. Eravamo nello studio della sua casa intenti a fare un esercizio di matematica quando squill\u00f2 il telefono. Alberto and\u00f2 a rispondere e si trattenne un bel po&#8217;.Per ingannare l\u2019attesa mi misi&nbsp; a girellare nella stanza ,poi guardai la grande libreria piena di volumi; improvvisamente fui attratta da un grosso tomo nero intitolato :armi ,munizioni ,esplosivi; lo presi, lo aprii e quale sorpresa dentro vi trovai lo stesso foglio ,con la stella a sette punte con la stessa risoluzione strategica&nbsp; identica a quella &nbsp;trovata nel registro di classe ed era accompagnato da informazioni di come si confeziona una boma ,come si chiede un riscatto come si sviano le indagini .<\/p>\n\n\n\n<p>Le mie indagini erano giunte alla fine, aveva avuto ragione mio padre quando mi aveva detto di aspettare. Mi venne un nodo alla gola, perch\u00e9 proprio Alberto perch\u00e9 proprio lui? Perch\u00e9 contro suo padre Se la sua era una azione incomprensibile contro la scuola perch\u00e9 aveva scelto quella occasione lui che a matematica era bravissimo, perch\u00e9 non aveva scelto il compito di latino&nbsp; o di inglese? Imbambolata col&nbsp; foglio &nbsp;delle istruzioni sulla bomba in mano stavo vicino alla finestra con la testa tutta in subbuglio e non mi ero accorta che Alberto era&nbsp; entrato, si era avvicinato in silenzio e aveva intuito che avevo scoperto tutto .Mi voltai di scatto, improvvisamente &nbsp;richiamata dalla sua presenza ,la mia faccia era certamente un punto interrogativo,&nbsp; feci per aprire bocca per dirgli :\u201dperch\u00e9 Alberto\u201d ?ma lui mi precedette ,mi appoggi\u00f2 l\u2019indice della sua mano destra sulla bocca ,come per farmi stare zitta e, rispondendo &nbsp;alla domanda che io stavo per dire &nbsp;con un filo di voce ,rosso in faccia come un peperone disse: \u201cl\u2019ho fatto per te \u2026ricordi\u2026eri cos\u00ec spaventata quella sera&nbsp; da tutte quelle fattorizzazioni, dalle&nbsp; equazioni di 2\u00b0 grado&nbsp; che mio padre avrebbe messo nel compito del giorno dopo\u201d\u2026.Ascoltavo a bocca aperta e occhi sgranati . &nbsp;\u201cL\u2019ho fatto solo per te\u201d. aggiunse abbozzando un sorriso dolcissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Raccolsi i miei libri in silenzio, mi avviai alla porta, uscii lentamente, scesi le scale e giunta al portone prima di aprire mi voltai, Alberto era immobile sul pianerottolo sorridente e mi parve ripetesse sommessamente \u201cl\u2019ho fatto per te\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella bomba era d\u2019improvviso diventata il mio primo gelosissimo conturbante segreto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48338\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48338\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;&nbsp;Quanti anni sono ormai passati da quel fatidico mercoled\u00ec di febbraio! 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