{"id":48333,"date":"2022-03-04T19:30:57","date_gmt":"2022-03-04T18:30:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48333"},"modified":"2022-03-04T19:31:43","modified_gmt":"2022-03-04T18:31:43","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-podonza-la-treppiedidi-sezione-di-laura-minguell-del-lungo-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48333","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Podonza, la treppiedi&#8221; di Laura Minguell Del Lungo (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><\/td><td>C\u2019era una volta in Giordania, e pi\u00f9 precisamente nella parte nord del Governatorato di Madaba, una bambina molto speciale, che si chiamava Podonza. Podonza, aveva i capelli ricci e castani, due occhi luminosi e sorridenti. Aveva due braccia, due orecchie, un naso una bocca e tre piedi. La mamma e il pap\u00e0 di Podonza gestivano un ristornate sulle rive del Mar Morto. <br><br>La loro casa era proprio al lato del ristorante, in modo tale che mentre la mamma e il pap\u00e0 erano occupati a cucinare e servire i clienti, Podonza ogni giorno, a qualsiasi ora, scivolava lungo la scarpata che separava la casa dalla riva e si infilava quatta quatta dentro l\u2019acqua. Adorava galleggiare sull&#8217;acqua salatissima del Mar Morto. Passava ore e ore galleggiando sdraiata senza nuotare, perch\u00e9 appena ci provava, i suoi tre piedi si impigliavano e cominciava a vorticare in cerchio senza riuscire a spostarla. A dir la verit\u00e0, passava quasi tutte le ore del giorno nell&#8217;acqua. Usciva solo per i pasti e per dormire.<br><br>Accanto al ristorante c\u2019era una piccola spianata arida e terrosa, riarsa dal sole giordano, dove si raggruppavano i figli dei clienti del ristorante per giocare mentre i loro genitori finivano di mangiare e chiacchierare. Da l\u00ec, una bimba di nome Sofia, bassina, con i capelli lunghi e castani come il grano maturo, osservava spesso Podonza e i suoi lunghi galleggiamenti, perch\u00e9 i suoi genitori mangiavano al ristornate ogni giorno a pranzo. Podonza, dal canto suo, sbirciava i giochi dei ragazzini accanto al ristornate, sentendo un po\u2019 di invidia ma anche un po\u2019 di timore all&#8217;idea di giocare con loro. <br><br>Non aveva infatti nessun amico, e non aveva mai giocato con nessun altro bambino perch\u00e9 i genitori temevano che gli altri bimbi non avrebbero accettato tra loro una bambina con tre piedi e tre gambe. Quando un giorno per\u00f2 Podonza si stuf\u00f2 di galleggiare tanto, and\u00f2 dalla sua mamma, che stava cucinando, e le disse: \u201cMamma, voglio degli amici.\u201dLa mamma impallid\u00ec e chiese: \u201cNe sei proprio sicura, cara figliuola mia?\u201d Podonza subito disse, un po\u2019 impaziente, aspettandosi una risposta affermativa: \u201cS\u00ec, s\u00ec: voglio proprio degli amici\u201d. La Mamma, un po\u2019 pallida, disse: \u201cOk, figliuola, se proprio vuoi\u2026\u201d Podonza corse allora verso la spianata e quando arriv\u00f2 cadde a terra come sempre le capitava: si era impigliata con i suoi tre piedi. Si rialz\u00f2 e chiese: \u201cPosso giocare con voi?\u201dTutti i bambini si voltarono a guardarla e dopo qualche secondo cominciarono a ridere, dicendo: \u201cNoi non giochiamo con i bambini e le bambine che hanno tre piedi! Ah! Ah! Ah!\u201d &nbsp;Ma tra tutti i bambini, Sofia, osservata la scena, non rideva affatto. Anzi: molto indignata si fece avanti in mezzo al gruppo di bambini sbruffoni e disse: \u201cMa tu sei quella bambina che galleggia ogni giorno nel Mar Morto?\u201d Podonza, con le lacrime agli occhi per l\u2019umiliazione, rispose: \u201cS\u00ec, sono io. Sono Podonza\u201d.<br><br>Il gruppo di bambini scoppi\u00f2 in un\u2019altra sonora risata, urlando: \u201cPodonza la Treppiedi! Podonza la Treppiedi!\u201d Allora una voce tonante si alz\u00f2 su tutte con un imperativo: \u201cSilenzio! La state spaventando! Io vorrei tanto avere tre piedi come Podonza\u201d. Era Sofia, che con quelle parole aveva fatto intorno a s\u00e9 un silenzio di tomba. Tutti i bambini si erano girati a guardarla. Anche Podonza la guardava esterrefatta. Allora lei continu\u00f2: \u201cPensateci: se aveste tre piedi nuotereste pi\u00f9 veloce di chiunque; arrivereste primi a ogni gara di corsa; fareste i salti pi\u00f9 alti della storia dei salti; potreste saltare la corda all&#8217;infinito; a nascondino arrivereste alla tana prima di chiunque altro! Sarebbe magnifico avere tre piedi!\u201dI bambini continuavano a guardare Sofia poco convinti. Per\u00f2 almeno ora nessuno rideva pi\u00f9. Un bambino, pi\u00f9 teppista degli altri, esclam\u00f2: \u201cMa Podonza cade quando corre: ti prenderebbero tutti in giro se avessi tre piedi come lei!\u201d I bambini annuirono. Podonza allora si sent\u00ec in dovere di giustificarsi con Sofia: \u201c\u00c8 vero! Io non so fare tutte le cose che dici tu. Se provo a correre, a saltare, a nuotare\u2026 i miei piedi si impigliano!\u201d Sofia le si avvicin\u00f2 e disse dolcemente: \u201cQuesto \u00e8 perch\u00e9 nessuno ti ha insegnato come fare. Vieni, ti insegner\u00f2 io!\u201d La prese per mano e aggiunse: \u201cMi chiamo Sofia, e da oggi sono la tua amica. Guarda: per correre devi mettere un piede davanti all&#8217;altro, cos\u00ec\u2026\u201d Sofia si mise a correre lentamente per far vedere alla bambina come dovevano essere i movimenti\u201c. Solo che tu devi mettere un passo in pi\u00f9: devi seguire sempre lo stesso ordine. Prima il destro, poi quello in mezzo, poi il sinistro: \u00e8 come fare una treccia!\u201d concluse Sofia con entusiasmo contagioso. <br><br>Un timido coro di voci si alz\u00f2 dal gruppo di bambini: \u201cS\u00ec! Proprio come fare una treccia!\u201d Podonza allora prov\u00f2 e riprov\u00f2, fino a che non riusc\u00ec a fare una piccola corsetta. \u201cBene!\u201d, esclam\u00f2 Sofia, \u201cOra corri pi\u00f9 veloce che puoi! Ah, aspetta. Tom!\u201d, esclam\u00f2 rivolta al bimbo teppista, \u201ctu che sei il pi\u00f9 veloce di tutti: fai una gara con Podonza. Arrivate fino al parcheggio e tornate indietro. Pronti, partenza via!\u201d I due bambini partirono e quando Tom stava per arrivare al parcheggio, Podonza era gi\u00e0 di nuovo al punto di partenza. Tutti i bambini rimasero a bocca aperta. Sofia, soddisfatta, incroci\u00f2 le braccia e disse: \u201cE siamo solo all&#8217;inizio! Ora proveremo con la corda, poi ci tufferemo in acqua, poi giocheremo a nascondino, poi faremo i salti e ogni volta insegneremo a Podonza a usare i suoi tre piedi per essere imbattibile in tutti i giochi!\u201d Tutti i bambini esclamarono allora con gioia: \u201cBrava Podonza! Viva Sofia!\u201d Quando la mamma di Podonza, sbirciando dalla finestra della cucina, vide come i bambini abbracciavano sua figlia, ebbe un moto di gioia, si mise a piangere e nella distrazione bruci\u00f2 lo stufato. Dopo mezza giornata Podonza era diventata la pi\u00f9 forte in tutti i giochi. <br><br>Persino Tom si era rassegnato a far giocare Podonza nel gruppo. Giocarono fino a che non si fece buio, e quando i genitori dei bimbi li chiamarono per rincasare, la mamma di Podonza disse: \u201cPer festeggiare i nuovi amici di Podonza&nbsp; vi invitiamo tutti a cena gratis!\u201d Ma Podonza rispose: \u201cNon lo so se vogliono davvero essere miei amici\u2026\u201d Poi rivolta agli altri chiese: \u201cVolete essere miei amici?\u201d Tutti in coro cominciarono a pronunciare: \u201cSssssss\u2026\u201d Ma intervenne prontamente Sofia dicendo: \u201cCerto che vogliono essere tuoi amici, perch\u00e9 ora tu sei la pi\u00f9 forte! Ma prima di dire di essere tuoi amici lo devono dimostrare\u2026\u201d Podonza chiese: \u201cE come?\u201d Sofia, con un sorrisino sornione, esclam\u00f2: \u201cChiedendoti scusa!\u201d Tutti i bambini si fecero rossi di vergogna e, uno dopo l\u2019altro, chiesero scusa a Podonza. Da allora Podonza gioc\u00f2 felice con i suoi amici, e nel gruppo furono benvenuti bambini&nbsp;di tutte le forme e le dimensioni. <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.google.com\/gmail\/about\/policy\/\" target=\"_blank\"><\/a><\/td><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48333\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48333\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta in Giordania, e pi\u00f9 precisamente nella parte nord del Governatorato di Madaba, una bambina molto speciale, che si chiamava Podonza. 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