{"id":48276,"date":"2022-02-27T20:00:48","date_gmt":"2022-02-27T19:00:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48276"},"modified":"2022-02-28T13:02:15","modified_gmt":"2022-02-28T12:02:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-colazione-a-kiev-di-fabio-coluccini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48276","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Colazione a Kiev&#8221; di Fabio Coluccini"},"content":{"rendered":"\n<p>Sto finendo di scrivere il mio ultimo racconto, il pi\u00f9 autobiografico, quello a cui tengo di pi\u00f9, quando sento un boato provenire dalla strada sotto casa mia.<\/p>\n\n\n\n<p>Sobbalzo, impallidisco, inizio a tremare.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Si, mamma, l\u2019ultimo syrniki \u00e8 per me, sono buonissimi! -, \u00e8 la frase che mi salta immediatamente in mente, \u00e8 l\u2019ultima frase prima che l\u2019inferno fosse entrato in casa mia e mi avesse cambiato la vita per sempre, tanti anni fa; sono le ultime parole uscite dalla mia bocca, prima che l\u2019innocenza di una bambina fosse spazzata via, violentemente.<\/p>\n\n\n\n<p>Per due anni non parlai pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo ancora tutto, anche se \u00e8 passato tanto tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora ho perdonato, sono andata avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Era il 2022, il cielo era plumbeo quella mattina di fine febbraio, sembrava di piombo.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevamo una casa in affitto in un quartiere popolare un po\u2019 scadente ma non ho mai creduto che fossimo poveri, ai miei occhi era un bel posto, il pi\u00f9 bello della citt\u00e0, e Kiev per me era la citt\u00e0 migliore del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo ancora i dialoghi dei miei genitori mentre eravamo a tavola per la colazione.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Sporco maiale&#8230; &#8211; iniziavano sempre cos\u00ec le frasi di pap\u00e0 quando vedeva alla tv il viso paffutello di un signore russo &#8211; \u2026 prenditi pure questo! &#8211; disse, mettendosi la mano in mezzo alle gambe.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo che pap\u00e0 la sera prima aveva bevuto, avevo sette anni, oramai me ne accorgevo sempre, e lui non si nascondeva pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Saremmo dovuti partire, Ruslan\u2026 saremmo dovuti partire anche noi, come tutti gli altri. Nataliya ci avrebbe ospitato nella sua casa di Zamosc, avremmo dovuto accettare\u2026 ho troppa paura Ruslan, non ha senso stare qui! &#8211; aveva risposto la mamma, con il viso pallido e preoccupato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo che gi\u00e0 da qualche giorno tutti nel quartiere se ne stavano andando, di fretta, con gli zaini in spalla, c\u2019erano lunghe file di auto incolonnate, molti piangevano, altri urlavano, ma pap\u00e0 ci rassicurava sempre, non sarebbe successo niente di spiacevole, avremmo vinto noi, perch\u00e9 noi eravamo nel giusto e chi \u00e8 nel giusto vince sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma che cosa dici Oleksandra!?\u2026 sono forse un codardo, io? Sono forse come loro?&#8230; &#8211; pap\u00e0 parlava a voce alta, indicando verso la finestra, il cielo era sempre pi\u00f9 pesante, &#8211; \u2026 no! Ruslan non \u00e8 come loro, e non abbandona ci\u00f2 che ama pi\u00f9 di se stesso! &#8211; tir\u00f2 su la maglietta e mostr\u00f2 alla mamma la bandiera dell\u2019Ucraina che aveva tatuata sul pettorale; il suo viso era paonazzo, e sbavava. Mamma inizi\u00f2 a piangere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo che ero solo una bambina e non riuscivo a capire cosa stava accadendo. Ci\u00f2 che sapevo con certezza era di dover odiare a morte quel signore russo che spesso vedevamo alla tv, altrimenti pap\u00e0 si sarebbe arrabbiato, e mi avrebbe picchiato. Io fingevo di odiarlo anche se non me ne importava niente, era solo un anziano, un po\u2019 tozzo, neanche troppo cattivo, buffo semmai, sembrava un soldatino.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo che quella mattina, pap\u00e0 indossava la maglia della nazionale di calcio, autografata dal suo idolo, Serhij Stanislavovy Rebrov, con il numero 10 sulla schiena; non so perch\u00e9 l\u2019avesse messa, gli stringeva tantissimo sullo stomaco, ma pap\u00e0 non stava molto bene quel giorno, e non glielo chiesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Pap\u00e0 aveva un fucile accanto alla sedia, non so dove l\u2019avesse preso, non l\u2019avevo mai visto in casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo che la mamma era triste, sempre di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Mangia Olga, non ti piacciono? \u2013 mi disse.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Si, mamma, l\u2019ultimo syrniki \u00e8 per me, sono buonissimi! &#8211; risposi entusiasta, per non darle dispiacere, ma non mi piacevano, non erano come le altre volte, sembrava non li avesse fatti lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo che un boato improvviso rischi\u00f2 di spaccarmi le orecchie, caddi dalla sedia, come risucchiata da un vortice d\u2019aria polverosa. Spalancai gli occhi ma non vedevo nulla, sentivo pezzi cadere ovunque ed anche un\u2019aria gelida.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo che la polvere offuscava tutta la stanza e dovetti aspettare un po\u2019, sdraiata a terra, non so per quanto tempo, prima che la visuale si rischiarasse e potessi capirci qualcosa. La nostra casa era spaccata in due, il piccolo salottino era squarciato, il muro non c\u2019era pi\u00f9 e riuscivo a vedere la strada.&nbsp;Avvertii un nodo in gola che mi si sarebbe sciolto solo in parte, anni dopo, e sentii una fitta fortissima sopra al ginocchio destro. Avevo una specie di tubo grigio infilato nella gamba ma ero cosciente. <\/p>\n\n\n\n<p>I miei genitori, invece, erano morti. Li vidi a terra, non lontani da me, coperti di pietre e sangue.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel momento in poi, non ricordo nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Sento aprire il portone, \u201csar\u00e0 Luca\u201d, penso. Non tremo pi\u00f9 ma mi accorgo, dal riflesso sullo schermo del PC, che sto stringendo nel palmo della mano, il ciondolo che mi hanno regalato dopo quel giorno di ventitr\u00e9 anni fa, lo tengo sempre con me, appeso al collo; apro la mano ed osservo il giallo ed il blu sbiaditi della bandiera ucraina, sull\u2019altra facciata, il verde, il bianco ed il rosso ingialliti, della bandiera italiana. Le mie due patrie. Ho i muscoli contratti e la mascella serrata ma non sono affatto sorpresa, nessuna psicoterapia potr\u00e0 mai grattarmi via dall\u2019anima quel trauma. Accenno un sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Olga, ci sei? &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Si, amore, sono in camera\u2026 ma cos\u2019era quel frastuono provenire dalla strada? &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Guarda, non ci crederai mai\u2026 un ragazzino ha perso il controllo del suo monopattino a lievitazione magnetica e si \u00e8 schiantato contro il garage dei vicini. &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Oh, Signore! &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Tu sei pronta per andare? Ci aspettano al ristorante russo, quello appena inaugurato, dietro Piazza Mazzini! &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Due minuti ed arrivo! &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>Salvo il racconto, chiudo il computer, mi alzo, saltello fino al bagno, faccio pip\u00ec, un po\u2019 di ombretto, un filo di mascara, un po\u2019 di cipria per coprire le cicatrici sugli zigomi, una passata di lucidalabbra e due spruzzate di Chanel. Saltello fino allo specchio, metto la d\u00e9collet\u00e9 rossa alla protesi, infilo la protesi, la aggiusto bene e mi guardo, a lungo, fissamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Dallo specchio vedo Luca, dietro di me.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Sei stupenda, Olga! &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Lo so, Luca! &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; A cosa stai pensando? &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Che, in fondo\u2026 li ho perdonati\u2026 &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Chi? Chi hai perdonato? &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Pap\u00e0, ed anche quel signore russo, cos\u00ec goffo, che giocava a fare il duro con i missili telecomandati\u2026 non me lo ricordo pi\u00f9 il suo volto! &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Lo sai che ti amo, Olga? &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Si, lo so! E tu lo sai che ho appena terminato di scrivere il mio racconto? &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Wow\u2026 gi\u00e0? &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Si! &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Come lo hai intitolato? &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Colazione a Kiev, parla di me! Ti piacer\u00e0, vedrai! -.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48276\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48276\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sto finendo di scrivere il mio ultimo racconto, il pi\u00f9 autobiografico, quello a cui tengo di pi\u00f9, quando sento un boato provenire dalla strada sotto casa mia. 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