{"id":48270,"date":"2022-02-27T19:58:14","date_gmt":"2022-02-27T18:58:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48270"},"modified":"2022-02-27T19:58:15","modified_gmt":"2022-02-27T18:58:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-frantisek-di-riccardo-scafati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48270","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Franti\u0161ek&#8221; di Riccardo Scafati"},"content":{"rendered":"\n<p>Il secondino sbatte con sguaiato fervore la porta della cella. Un\u2019occhiata torva a completare il suo sgarbo e a confermare il suo ruolo. Anche stasera, tornando a casa e accarezzando il figlio davanti a un quiz televisivo, si rasserener\u00e0 pensando di aver fatto con zelo il proprio dovere, quello che la societ\u00e0 si aspetta da lui.<br>Ancora cinque minuti e spegneranno le luci, poi solo buio e silenzio. Rimarr\u00f2 solo, in posizione orizzontale, a fare i conti con i capricci della mente. Per primi arriveranno i rimorsi e i rimpianti. Poi le paure prenderanno struttura gettandomi in un mondo parallelo intriso solo di paranoia.<\/p>\n\n\n\n<p><br>\u00c8 gi\u00e0 passato qualche anno da quando mi hanno chiuso qua dentro e ancora non sono riuscito a trovare un trucco, uno stratagemma per riempire questo vuoto intervallo tra il rientro dopo la cena e il momento salvifico in cui ci si addormenta. Dieci minuti che sembrano un arco temporale infinito. Nessuna abitudine, nessun rituale che possa servire a dare una qualche parvenza di serenit\u00e0 o un pallido ricordo di normalit\u00e0.<br>Pregare, non se ne parla. Ho gi\u00e0 smesso da tempo, avevo i pantaloncini corti e i capelli in testa. O potrei fare come alcuni miei compagni che hanno appeso nelle loro celle poster di donne succinte e dallo sguardo malizioso\u2026 no, detesto i clich\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Ma anche qui, tra questi sordidi angoli di carcere, a tratti pu\u00f2 splendere un tiepido sole. Sono i momenti in cui incrociamo gli sguardi e le parole col vecchio Frantisek. Nessuno ormai ricorda pi\u00f9 l\u2019anno in cui entr\u00f2, n\u00e9 la colpa da espiare. \u00c8 qui e basta, come lo sono i muri e i corridoi di questo posto. E a Frantisek sembra essere demandato tutto ci\u00f2 che di allegro e solare pu\u00f2 esserci in un luogo come questo.<br>La mattina, quando si scende a colazione, tra i pi\u00f9 docili tramortiti dal sonno o i pi\u00f9 irrequieti sollecitati dai manganelli dei secondini, lo puoi trovare l\u00ec gi\u00e0 da un pezzo a fare servizio cucina.<br>Le maniche della sua divisa sono troppo lunghe e i pochi capelli grigi dietro le orecchie sono i suoi caratteri distintivi che lo fanno riconoscere anche da un padiglione all\u2019altro, insieme a quel suo eterno e serafico sorriso.<br>I primi anni che ero qui mi domandavo spesso come ci riuscisse a mantenere sempre quell\u2019aria imperturbabile. Che fosse una smorfia causata da qualche paralisi o da una guardia che aveva calcato troppo la mano sul suo viso vecchio?<br>Non riuscivo proprio a capacitarmi di come riuscisse a sopravvivere qua dentro con una tale forza d\u2019animo. Col tempo, infatti, cominciai a provare invidia e rabbia di fronte al calmo sorriso di Frantisek, e un paio di volte, per dispetto, gli feci cadere il vassoio del pranzo. Ma anche in quei frangenti lui si limitava a raccogliere in modo impassibile il cibo caduto e, rialzandosi, a lanciarmi di rimando un laconico sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Un giorno cambiarono il mio compagno di cella e il nuovo ospite sembrava conoscere bene Frantisek dal momento che anche lui soggiornava qui da tempo. Ovviamente uno dei primi argomenti che ci fece discorrere fu il vecchio con la sua irriducibile serenit\u00e0.<br>A quanto pare Frantisek pass\u00f2 i primi anni di detenzione facendo la spola tra l\u2019isolamento e l\u2019infermeria per via del suo carattere \u2013 ora incredibile a credersi \u2013 molto irascibile. Litigava con tutti e in ogni occasione: al turno di lavanderia, durante l\u2019ora d\u2019aria, in fila per il pranzo; il pi\u00f9 delle volte le prendeva.<br>A un certo punto decise di impiegare i suoi lunghi periodi di inattivit\u00e0 leggendo. Lesse di tutto, dalle fiabe per bambini ai trattati di Hegel e Schiller, dai manuali di grammatica agli opuscoli pubblicitari.<br>Fu durante una di queste letture che incontr\u00f2 Buddha e il suo messaggio. Siddharta lo chiamava, come un fratello o un compagno di giochi. Cominci\u00f2 a concentrare le sue ore di lettura su ogni testo disponibile che trattasse la sua figura, i suoi insegnamenti, e attendeva con un\u2019ansia bambinesca l\u2019arrivo dei nuovi libri donati alla prigione, sperando sempre di trovarci qualche nuova riflessione.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Nel contempo, Frantisek cominci\u00f2 a trasformare la sua esistenza \u2013 cos\u00ec limitata nello spazio e nelle sue potenzialit\u00e0 \u2013 in una palestra per migliorare la sua vita e quella degli altri. Ottenne due lauree, una in giurisprudenza e una in filosofia; vinse tante battaglie, come quella per ampliare la biblioteca del carcere o quella per costruire un campo di calcio nel cortile precedentemente infestato di sterpaglie e sassi; si cur\u00f2 delle aiuole e della manutenzione dei nostri servizi igienici.<br>E chiss\u00e0 in silenzio di quante altre cose si preoccup\u00f2.<br>Mentre fantastico sulla straordinaria trasformazione di Frantisek che lo rese un fiore dai colori accesi spuntato nel grigio dei muri in cemento armato, il sonno finalmente mi raggiunge e mi trascina nei miei incubi. Forse domani gli chieder\u00f2 di insegnarmi qualcosa capace di acquietare tutto questo sconforto e questa rabbia che mi stanno logorando nel profondo.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina seguente mi sveglio in un gran trambusto. I prigionieri stanno sbattendo i vasi da notte sulle sbarre ed \u00e8 tutto un andirivieni di guardie. Mi affaccio, per quanto possibile, temendo in una rivolta; mi ricordo ancora l\u2019ultima protesta soffocata da bastonate e isolamento. Poi le guardie aprono le celle e resto improvvisamente interdetto nello scorgere grosse lacrime sugli occhi delle guardie e dei carcerati messisi in fila per la colazione.<br>Il vecchio Frantisek, nelle prime ore del mattino, ci aveva lasciato. E ora era l\u00ec, nel centro dell\u2019atrio antistante le cucine, steso su una barella col solito sorriso stampato su quel viso bianco latte. Resto a lungo a guardarlo, fino a quando il suo corpo lascia questa stanza. Mi avvicino d\u2019istinto a una delle inferriate che danno sul cortile per mandare a Frantisek il mio ultimo saluto, ma una forza a me sconosciuta spinge il mio sguardo altrove che si sofferma sulle sue aiuole in fiore. Approfitter\u00f2 delle mie ore d\u2019aria per abbeverarle.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48270\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48270\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il secondino sbatte con sguaiato fervore la porta della cella. 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