{"id":48268,"date":"2022-02-27T19:54:56","date_gmt":"2022-02-27T18:54:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48268"},"modified":"2022-02-27T19:56:03","modified_gmt":"2022-02-27T18:56:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-il-crollo-di-edvard-munch-di-riccardo-scafati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48268","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Il crollo di Edvard Munch&#8221; di Riccardo Scafati"},"content":{"rendered":"\n<p>Apro con apprensione l\u2019anta dell\u2019armadio della camera da letto degli ospiti. \u00c8 l\u2019ultimo posto che mi rimane da controllare, nella speranza di trovare il papillon verde con i pallini beige che da sempre indosso nelle occasioni importanti. Lo considero quasi un\u00a0<em>heldig sjarm,\u00a0<\/em>un portafortuna. E oggi, proprio oggi, non posso uscire senza.<br>Tra mezz\u2019ora, alle sette in punto, ho appuntamento con Erling Bjornson, che dio lo stramaledica.<br>Un po\u2019 di soldi, guadagnati chiss\u00e0 come, una fama di esperto, comprata o attribuita chiss\u00e0 da chi, ed eccolo presentarsi come il \u201cmassimo collezionista d\u2019arte di Bergen\u201d. Mi ripugna affidare una mia creatura a un tanghero simile, ma ne ho bisogno. Ho bisogno di tornare nel giro. Non produco niente di serio da anni, a parte gli spettacoli indecorosi nei bar dopo la sesta vodka. Per lo meno, niente all\u2019altezza degli anni passati. Cos\u00ec dicono.<br>Questo passato, che mi pungola e mi infastidisce pi\u00f9 dei lampi e delle ombre che incessantemente circolano nei miei occhi, \u00e8 lo stesso pessimo maggiordomo che mi offre ogni momento un vassoio di peltro con un bicchiere pieno di pastis e dice: \u00abLo prenda, signore, le far\u00e0 bene\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Forse \u00e8 dentro lo scrigno di famiglia, nascosto sotto questa montagna di cravatte mai messe. Perch\u00e9 non ricordo mai dove lo metto? Ecco, \u00e8 questo? Vedo poco. No, questo \u00e8 quello blu che mi regal\u00f2 Tulla, che dio stramaledica anche lei; dopo rivolle anche i soldi indietro.<br>Se avessi ancora un maggiordomo, un assistente, chiederei a lui di cercare questo dannato papillon. Ma chi chiamo ora? I fantasmi che danzano nel mio umor vitreo. Sono solo e sull\u2019orlo della povert\u00e0. Il poco che ho se ne va in alcool e per mantenere questo catafalco di casa, utile solo a ricordare i salamelecchi al grande artista di un tempo: io.<br>Ed eccolo l\u00e0, annodato alle bretelle. L\u2019avr\u00f2 messo l\u00ec in un giorno inghiottito dall\u2019oblio proprio per non perderlo, e invece ho impiegato venti minuti a trovarlo. Venti minuti preziosi che mi hanno separato dall\u2019odiato rendez-vous. Ora ho solo dieci minuti per raggiungere il bistrot dove mi attende \u201cil massimo collezionista d\u2019arte\u201d. Finir\u00f2 di annodare il prezioso papillon mentre esco, \u00e8 assolutamente\u00a0<em>vitale<\/em>\u00a0che arrivi l\u00e0 in tempo per non fare la figura del rimbambito e dire cos\u00ec addio a quest\u2019ultimo treno.<\/p>\n\n\n\n<p><br>C\u2019\u00e8 la fila a prenotare le carrozze, la gente non si riesce a tenerla in casa, ha troppe cose da cui fuggire stando tra quattro mura: una moglie, dieci figli, i propri pensieri.<br>Meglio. La distanza \u00e8 poca e far\u00f2 una passeggiata veloce. Fa bene alla salute e risparmio. Il quadro che ho sottobraccio poi \u00e8 piccolo e leggero.<br>Riesco addirittura ad arrivare due minuti in anticipo. Ancora nessuna traccia di Bjornson. Quasi quasi mi siedo mentre lo aspetto. Ho praticamente corso e ora sono stanco e assetato. Un cordiale non ha mai ucciso nessuno.<br>Il cameriere arriva dopo cinque minuti con la mia ordinazione. Sono ancora solo. Tipico da parte di un personaggio come Bjornson presentarsi in ritardo. L\u2019arroganza di questi nuovi ricchi \u00e8 pari solo alla loro mania di protagonismo. Vorr\u00e0 fare un\u2019entrata trionfale al bistrot, mentre compresso nel suo panciotto da milleduecento corone verr\u00e0 a fare l\u2019elemosina a un vecchio artista finito.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Sono al terzo bicchiere quando comincio a sentir venir meno la pazienza. L\u2019orologio a muro del locale segna le sette e tre quarti, almeno mi sembra, mi sono dovuto alzare per accertarmene.<br>Tornando a sedermi, ormai piuttosto barcollante, urto la gamba del tavolino e quasi cado faccia a terra, fortuna che ho il mio bastone. Ma il mio quadro cade e probabilmente si \u00e8 danneggiato. Impreco a voce alta. Mi accorgo allora dell\u2019ilarit\u00e0 che provoco in un individuo seduto al tavolo di fronte al mio. Indossa un abito elegante ma consunto, e la sua faccia tradisce una provenienza popolare. Con il suo naso schiacciato e il suo sorriso senza due denti potrebbe essere un portuale, o un pugilatore. Fatto sta che questo figuro non smette di osservare ogni mio movimento e ridermi in faccia il suo scherno, mentre continua a tracannare il suo vino rosso probabilmente annacquato.<br>L\u2019alcol ha gi\u00e0 fatto avvampare la mia circolazione, eppure me ne sto buono, pensando di avere troppo da perdere nel caso giungesse Bjornson proprio nel mezzo di una mia piazzata.<br>Ma del massimo collezionista, nemmeno l\u2019ombra.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Dopo il quarto bicchiere di cordiale, per cercare di azzittire l\u2019ansia che aveva cominciato a solleticarmi lo stomaco, sono passato alla vodka. Bianca, pura, come non lo sono mai stati i miei occhi e i miei quadri. Il bistrot comincia allora a ballare un valzer, portando con s\u00e9 il portuale ridanciano, i camerieri e tutti gli avventori in una danza collettiva, come quelle delle feste di Capodanno. Ma non Bjornson, lui \u00e8 l\u2019unico a mancare all\u2019appello. L\u2019unico che, a ben vedere, dovrebbe trovarsi l\u00ec. Che me ne importa in fondo dei clienti di questo fetido locale, dei camerieri svogliati e di quell\u2019orologio polveroso che ormai segna le otto e mezzo?<br>Le otto e mezzo, un\u2019ora e mezza di ritardo. Che diavolo pensa di fare questo maledetto parvenu? Pensa forse di affermare, sulle mie spalle malferme, l\u2019ormai ineluttabile predominio del denaro sull\u2019arte, sulla creativit\u00e0, sullo spirito?<br>Non sar\u00f2 certo io lo strumento della sua rivalsa da classe media, della sua vendetta da grasso scolaro angariato pronto a lavare con i soldi tutti gli affronti subiti da bambino.<br>Mentre mi avventuro in questa lotta di classe mentale, mi accorgo di stare gesticolando da solo, nella foga del mio silenzioso soliloquio. Alzo per un attimo lo sguardo e vedo il mio dirimpettaio sbellicarsi dalle risate e indicare agli altri avventori il mio penoso teatrino.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Ora basta, non posso permettere di recitare la parte dello zimbello di tutti i massimi collezionisti e operai portuali di questo dannato paese! Io non pretendo di essere osannato nei musei polverosi assieme a quei quadri scialbi e imbalsamati di Monet o Degas, ma neanche di essere preso in giro dentro un bar di terz\u2019ordine.<br>Mi alzo aiutandomi con il bastone e mi dirigo verso il camuso portuale declamando insulti ottocenteschi che io stesso stento a comprendere. La lingua ormai ha perso il contatto con i pensieri, e gli arti con il busto. Quando sto per sollevare il bastone per romperglielo in testa lui, pi\u00f9 giovane e sicuramente pi\u00f9 allenato di me, mi sferra un pugno in pieno volto.<br>Trattengo il fiato mentre vedo le nocche dirigersi come proiettili di ossa sul mio naso rubizzo. Poi buio. Poi sento le mie ginocchia cedere, sto svenendo o sto morendo? Faccio per chiederlo al mio antagonista quando vedo che in realt\u00e0 si sta trasformando nel personaggio di uno dei miei quadri. No, non l\u2019Urlo. Pi\u00f9 una figura ritratta ne\u00a0<em>L\u2019Ansia<\/em>, con il suo sguardo fisso senza palpebre, quasi da morto vivente. Vorrei chiedergli il perch\u00e9 di tutto questo accanimento della vita nei miei confronti mentre precipito in un baratro di pennellate ora lineari, ora ondulatorie. Perch\u00e9 queste malattie, quegli affetti strappati, la torbidezza della mia vista e dei miei pensieri. Il chiacchiericcio interminabile dentro al mio cranio, i cravattini che non si trovano, i critici d\u2019arte che mi vomitano addosso. Ma vedo che l\u2019uomo, o piuttosto ominide, che mi ha colpito in volto e che dio lo stramaledica, ha ora lasciato il posto a Tulla, la mia Tulla, con indosso ancora la sua veste bianca cadente con cui la ritrassi e dentro cui l\u2019amai. E ha ancora addosso il suo sorriso di scherno mentre continua a sparare e sparare alla mia mano ormai tumefatta. Chiss\u00e0 se esistono critici anche per le questioni amorose? Che direbbero dei miei anni consacrati a una passione tossica, altro pezzo nella mia collezione di dipendenze e attaccamenti a questa vita?<\/p>\n\n\n\n<p><br>Ormai sono quasi a terra, tra poco sbatter\u00f2 sul pavimento con triste fragore. Le luci intorno a me hanno assunto la magica rarefazione delle stelle che ho sempre invidiato a Van Gogh. Un colpo di pistola definitivo, colpo di grazia, da parte di Tulla, coincide col tonfo della mia testa sul marmo freddo e immacolato. Mentre sto per svenire, un\u2019ultima figura mi si avvicina, e mi sembra proprio lui, Bjornson, il ritardatario arricchito. Si fa vivo ora, una vita e mezza dopo l\u2019orario di appuntamento e non contento strappa il mio biglietto da visita, buttando i pezzettini di carta sul rivolo di sangue che esce dal mio orecchio\u2026<br>La vista continua a farsi sempre pi\u00f9 sbiadita ora, e intravedo solo a piccoli tratti l\u2019angolo del mio papillon verde, su cui zampillano gocce beige.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48268\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48268\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apro con apprensione l\u2019anta dell\u2019armadio della camera da letto degli ospiti. \u00c8 l\u2019ultimo posto che mi rimane da controllare, nella speranza di trovare il papillon verde con i pallini beige che da sempre indosso nelle occasioni importanti. 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