{"id":48162,"date":"2022-02-21T19:47:41","date_gmt":"2022-02-21T18:47:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48162"},"modified":"2022-02-21T19:47:41","modified_gmt":"2022-02-21T18:47:41","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-lamante-di-olga-foti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48162","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;L&#8217;amante&#8221; di Olga Foti"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019Amante aveva le unghie laccate di rosso.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche un brillante, grosso come una nocciola, e avrebbe voluto darlo a mia madre se le avesse assicurato il pane &#8211; solo il pane &#8211; aveva precisato, per il tempo che restavamo sfollati. Eravamo sull\u2019Etna, <em>a Muntagna<\/em>, c\u2019era la guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<em>Amante <\/em>era arrivata dalla citt\u00e0 con un uomo che si chiamava anche lui l\u2019<em>Amante<\/em>, gli adulti dicevano che le aveva dato un mucchio di soldi ed era tornato in tutta fretta dalla moglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Strano che un uomo avesse il nome da donna o forse era L\u2019Amante con le unghie laccate che aveva un nome da maschio. Certo \u00e8 che con il brillante e tutti quei soldi faceva la fame. Le piccole mele selvatiche che cercava di raccogliere sugli alberi stenti erano davvero troppo acerbe, troppo dure, immangiabili, e mia madre non poteva assicurarle il pane, n\u00e9 per carit\u00e0 cristiana n\u00e9 per amore del brillante. Ho due bambine, le aveva detto, e non sappiamo quanto tempo si deve restare qua.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era la guerra. Quella di Elio Vittorini era stata una bella guerra, la mia una straordinaria meravigliosa vacanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Non avevamo acqua, quella del pozzo serviva per bere e cucinare, non ce n\u2019era per lavarsi, e non ci lavavamo. Si dormiva nella paglia, vestiti, e appena svegli, di corsa nei prati senza la solita perdita di tempo, compresa quella della colazione al tavolo di cucina. Qui non c\u2019era n\u00e9 tavolo n\u00e9 cucina, solo un enorme fienile, un\u2019aia, un pozzo e una distesa senza fine di terreni brulli e boscaglia. Tornavamo stanchi e affamati e per noi c\u2019era pane e latte di capra appena munto e poi, nella giornata senza orari, formaggio, minestra di lenticchie o di fagioli, anche cosce di pollo.<\/p>\n\n\n\n<p>Con i bambini, avevano detto gli adulti, non ci possiamo permettere di perdere la testa, e prima di andar via, sotto la pioggia colorata dei volantini americani che invitavano a lasciare il paese, avevano caricato le mule con sacchi di farina, legumi secchi, polli e conigli nelle gabbie. Quindi il cibo non ci mancava.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Amante, invece, prima aveva cercato di comprarlo, il cibo, con quel mucchio di carta che poteva servire solo ad accendere il fuoco e con il brillante grosso come una nocciola, poi si era rassegnata e se non fosse stato per il buon cuore delle donne che di nascosto dei mariti le davano qualcosa, sarebbe davvero morta di fame.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi bambini, femmine e maschi, sempre in giro a far la guerra, eravamo tutti ufficiali e non fu mai possibile trovare un soldato semplice. Esploravamo il territorio in cerca di nidi vuoti, fiumi o ruscelli. Non per l\u2019acqua ma per i ranocchi. Per questo avevamo rinunciato all\u2019idea di metterci in marcia per raggiungere il mare: l\u00ec i ranocchi non si trovavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso incontravamo l\u2019Amante che raccoglieva qualche pannocchia inselvatichita di granturco, troppo secca, mezza marcia, apprezzata solo dagli uccelli, e in uno di quegli incontri, poich\u00e9 ci ripetevano sempre che quando si chiede qualcosa bisogna dire \u201cper piacere\u201d, io, dopo averla salutata, le chiesi:<\/p>\n\n\n\n<p>Per piacere, perch\u00e9 hai un nome da maschio?<\/p>\n\n\n\n<p>Da maschio\u2026? Io mi chiamo Marinella, non \u00e8 un nome da maschio.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ti chiami l\u2019Amante?<\/p>\n\n\n\n<p>Mi guard\u00f2, prima stupita, poi rise fino alle lacrime e mi fece una carezza con quella mano bianca con le unghie rosse.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi il suo nome non era l\u2019Amante. Mi sembr\u00f2 giusto informare gli adulti.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa c\u2019era da ridere?&nbsp; E invece anche loro risero fino alle lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>Hai sentito? si ripetevano, Marinella si chiama, non l\u2019Amante, e continuavano a ridere.<\/p>\n\n\n\n<p>Solitamente con gli adulti ci stavamo poco, solo un mattino siamo rimasti con loro perch\u00e9 quello che chiamavamo zio Peppino, anche se non era lo zio di nessuno, aveva cercato di rubare un secchio d\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era nemmeno mezzo secchio, protestava lui debolmente, smarrito, maldestro, volevo lavarmi. Puzzo!<\/p>\n\n\n\n<p>E quelle parole caddero pesanti come sassi davanti il grande pozzo. Poi un uomo disse: Mi dispiace, zio Peppino, con l\u2019acqua dobbiamo bere e dar da bere agli animali e gli volt\u00f2 le spalle per entrare nel fienile. Ritorn\u00f2 con un grosso catenaccio mezzo arrugginito e da quel giorno il pozzo rimase chiuso. Si apriva solo al mattino per il rito della distribuzione dell\u2019acqua, e allora si vedeva l\u2019Amante, in fila assieme agli altri, con in mano il pentolino che le aveva regalato mia madre.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte veniva a trovarci il <em>baronello<\/em>, sfollato con la famiglia in una sua propriet\u00e0 lontana, da noi arrivava con la mula e portava notizie del paese. Parlava e parlava e poi chiedeva un bicchiere d\u2019acqua che a volte diventavano due e anche tre. Nella loro grande tenuta, un vero e proprio feudo con casa e palmento, il pozzo era quasi vuoto. E un giorno, fra lo stupore e l\u2019indignazione di molti, il baronell<em>o<\/em> si vers\u00f2 un po\u2019 d\u2019acqua sul palmo della mano per lasciarla leccare al cane.<\/p>\n\n\n\n<p>Cose da pazzi, anche al suo cane dovevamo dar da bere!<\/p>\n\n\n\n<p>Io, segretamente, parteggiavo per quella povera bestia morta di sete ma allora i bambini non avevano il diritto di esprimere la propria opinione.<\/p>\n\n\n\n<p>Non potevamo permetterci di scialacquare l\u2019acqua, decretarono molti adulti, e appena vedevano arrivare il baronello gli uomini se la squagliavano. Lui era troppo educato e non si sarebbe permesso di restare con le donne se gli uomini di famiglia non erano presenti. Ma una volta, il signore del lucchetto al pozzo non fece in tempo ad andar via e se lo trov\u00f2 proprio di fronte. Un momento di imbarazzo, e poi: Abbia pazienza barone, noi qui non abbiamo acqua da sprecare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il baronello non si vide pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti erano certi che gli Americani avrebbero distrutto il paese, non avevamo il mare, n\u00e9 un porto, e nemmeno fabbriche d\u2019armi, ma sul fiume Alcantara c\u2019era il ponte che collegava la provincia di Catania e di Messina, e per quel ponte quante bombe avrebbero buttato?<\/p>\n\n\n\n<p>In quelle parole anche noi bambini potevamo intravedere della guerra un volto fino a quel momento sconosciuto e che apparve ancora pi\u00f9 chiaro quando il paese bruci\u00f2. Illuminato a giorno nel buio della notte, fiamme che si levavano verso il cielo, altissime, e noi in quell\u2019aia davanti il fienile, adulti e bambini, un mucchio di teste con lo sguardo verso il paese lontano. Il nostro paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Sapevamo dov\u2019era, oltre il bosco di castagni, ma in basso, molto pi\u00f9 in basso, sotto la Valle del Bove, e si capiva come le bombe incendiarie si stavano accanendo su quel che restava ancora delle case. Tacevamo e il silenzio era peggio di tutti i pianti, di tutte le grida.<\/p>\n\n\n\n<p>Non avrei potuto immaginare che, al ritorno, quella distruzione sarebbe stata ai miei occhi la cosa &nbsp;pi\u00f9 affascinante del mondo. Mucchi di macerie come colline avevano cancellato porte e facciate di case silenziose, abbandonate, e scalare quelle macerie per entrare dai balconi e dalle finestre senza vetri dava emozioni violente, e poi, una volta dentro, una sensazione fascinosa. Una cucina senza odori di rag\u00f9 era l\u00ec ad aspettare con maioliche azzurre di altri tempi e un bricco di terracotta, intatto e al posto giusto, sembrava pronto per essere usato. Il pavimento, o quel che restava del pavimento, aveva mattonelle a rombi bianchi con rondini nell\u2019atto di volare mentre le rondini vere avevano fatto il nido nell\u2019angolo sconnesso del soffitto, garrivano e fuggivano, e nelle crepe restavano violaciocche e ortiche, soprattutto ortiche, decise a conquistare tutto il campo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u2019esplorazione che dava i brividi, soprattutto all\u2019imbrunire, era quella delle chiese. In piedi ne erano rimaste ben poche e quelle crollate avevano fatto venir fuori crani e scheletri. Scheletri di preti, pensavamo, forse di vescovi. Anche di Papi?<\/p>\n\n\n\n<p>Restavamo nel dubbio, agli adulti non si poteva chiedere, lo capivamo da soli, va bene la guerra e quella straordinaria libert\u00e0, va bene tutto, ma andare a scovare gli scheletri nelle chiese era troppo davvero. Un giorno, per\u00f2, mentre esploravamo il convento mezzo distrutto delle monache, davanti a un teschio che doveva essere per forza di donna visto che l\u00e0 c\u2019erano sempre state solo monache, uno degli ufficiali di quella bellissima guerra, disse all\u2019improvviso: E l\u2019Amante?<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno di noi l\u2019aveva pi\u00f9 nominata, forse l\u2019avevamo dimenticata, lui no.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno gli rispose ma qualcosa che assomigliava alla paura circol\u00f2 fra noi anche se non era l\u2019imbrunire, anche se il sole splendeva come gli altri giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli adulti, fra loro, parlavano quasi sempre del periodo in cui eravamo sfollati e dei furti nelle case, anche le radio erano state rubate eppure erano grandi come mobili, rubate certo da gente del paese. &nbsp;C\u2019era gi\u00e0 stato il caso di donna Anna, la lavandaia, con i carabinieri che le avevano fatto <em>\u201cil sopralluogo<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La figlia di donna Anna, una ragazzina di tredici anni, si vantava con le amiche:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuando mi sposo mia mamma mi d\u00e0 il corredo a dodici.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome sarebbe a dire?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVuol dire: dodici lenzuoli, dodici tovaglie da tavola, dodici coperte.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Donna Anna, povera che pi\u00f9 povera non si pu\u00f2? O erano vanterie senza capo n\u00e9 coda oppure\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la vecchietta and\u00f2 dalla baronessa madre a riferire quel che aveva sentito con le sue orecchie, Cos\u00ec, cos\u00ec, e cos\u00ec, la baronessa non voleva crederci, scemenze di ragazzina, e poi donna Anna era la sua lavandaia da sempre, quasi una di famiglia, la baronessa in inverno diceva alle serve di riscaldarle l\u2019acqua. Certo, anche perch\u00e9 con l\u2019acqua calda la biancheria viene meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>I carabinieri comunque glieli mand\u00f2 ma era sicura che non avrebbero trovato niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece trovarono, altro che se trovarono! Dodici paia di lenzuoli, dodici tovaglie\u2026 Il corredo della baronessina ricamato dalle suore del convento di clausura.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque da noi la guerra era finita, gli Americani erano sbarcati in santa pace, si erano messi d\u2019accordo con i \u201cDon\u201d, i capi dei capi, dicevano gli adulti, e i soldati si erano arresi subito. In Continente per\u00f2 non era cos\u00ec e c\u2019erano i Partigiani. Non era chiaro chi fossero, i giornali non arrivavano e le radio non erano pi\u00f9 state ritrovate. Noi bambini correvamo ancora da una parte all\u2019altra del paese con pentole e padelle che gli adulti chiedevano o davano in prestito perch\u00e9 quelle in rame erano sparite, e quelle di coccio per lo pi\u00f9 sfondate o ridotte in mille pezzi. Il sapone si doveva fare ancora in casa con la cenere e il grasso di pecora ma la nostra bellissima guerra era finita.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, anche se dai soffitti delle aule ci cadevano in testa i calcinacci, si erano riaperte le scuole.<\/p>\n\n\n\n<p>E l\u2019Amante?<\/p>\n\n\n\n<p>Era rimasta sull\u2019Etna ad aspettare quell\u2019uomo che si chiamava come lei o era andata via, come noi, a dorso di un asino o di un mulo?<\/p>\n\n\n\n<p>Avevamo chiesto una volta a un gruppo di adulti che parlavano, appunto, di quando eravamo sfollati, ma la risposta infastidita era stata: Che amante? E noi non ci pensammo pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ora ci pensiamo di nuovo ma quegli adulti non ci sono pi\u00f9.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48162\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48162\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Amante aveva le unghie laccate di rosso. Anche un brillante, grosso come una nocciola, e avrebbe voluto darlo a mia madre se le avesse assicurato il pane &#8211; solo il pane &#8211; aveva precisato, per il tempo che restavamo sfollati. Eravamo sull\u2019Etna, a Muntagna, c\u2019era la guerra. L\u2019Amante era arrivata dalla citt\u00e0 con un uomo [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_48162\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48162\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":22165,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[597],"tags":[],"class_list":["post-48162","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2022"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48162"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/22165"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=48162"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48162\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48213,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48162\/revisions\/48213"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=48162"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=48162"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=48162"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}