{"id":48108,"date":"2022-02-17T11:55:29","date_gmt":"2022-02-17T10:55:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48108"},"modified":"2022-02-17T19:17:37","modified_gmt":"2022-02-17T18:17:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-il-cinico-di-fabio-coluccini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48108","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Il cinico&#8221; di Fabio Coluccini"},"content":{"rendered":"\n<p>Alain&nbsp;teneva in mano, capovolta, la bottiglia di Glen Grant acquistata,&nbsp;come di&nbsp;consueto,&nbsp;nel minimarket dietro al grande Hotel che prendeva il nome della strada&nbsp;statale.&nbsp;Il&nbsp;liquido giallastro colmava inesorabile altri due bicchieri, ed il buio tutt&#8217;intorno era violato&nbsp;da una musica lieve ed allegra che proveniva dalla piazzetta di fronte allo chalet,&nbsp;dove alcuni animatori scorgevano sorrisi sinceri nei visi dei bambini in vacanza con le loro famiglie. Yves accese inebriato un&#8217;altra sigaretta in attesa di bagnarsi di nuovo le labbra con il suo scotch whisky preferito, poi annu\u00ec con spontanea&nbsp;convinzione quando Alain gli&nbsp;propose di invitare per un drink, la giovane di cui era segretamente&nbsp;innamorato, rassicurandolo&nbsp;sulla presenza di un&#8217;amica: &#8211; \u2026tranquillo, c\u2019\u00e8 una sua amica, una nuova, mai vista da queste parti! &#8211; gli&nbsp;disse. Accett\u00f2&nbsp;senza starci troppo a pensare ed accolsero, con sorpresa, la risposta affermativa ed immediata&nbsp;delle ragazze, al loro invito. <\/p>\n\n\n\n<p>I due amici bevvero&nbsp;ancora, ad oltranza, fumarono erba ed aspettarono&nbsp;quieti.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;incontro con le due giovani&nbsp;fu impacciato e freddo ma la situazione sarebbe cambiata di l\u00ec a poco.&nbsp;Violane, l&#8217;amica mai vista da quelle parti, aveva lunghi&nbsp;capelli biondi che le coprivano un bel faccino sottile e pallido, nel quale spiccavano&nbsp;due limpidissimi&nbsp;occhi azzurri. L&#8217;abbigliamento casual della ragazza non riusciva a nascondere del tutto un misurato senso di superiorit\u00e0 e l&#8217;aria tremendamente snob. Il lieve fastidio che lo sguardo basso e distaccato di lei causava in Yves,&nbsp;non fren\u00f2 minimamente i&nbsp;suoi intenti. Mentre Alain cercava di intrattenere la sua amata, riservandole&nbsp;dolci sguardi e sonore&nbsp;risate, Yves&nbsp;sferr\u00f2&nbsp;un&nbsp;attacco frontale, senza preamboli n\u00e9 giri di parole:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Violane!&#8230; proprio un bel nome! Ben adatto ad una ragazza misteriosa&nbsp;come te. &#8211; disse, sicuro di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Grazie! &#8211; rispose lei, infastidita.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Mi concedi una passeggiata? Voglio raccontarti una storia e conoscerti un po&#8217;, mi incuriosisci tantissimo\u2026 ti va? &#8211; continu\u00f2 Yves,&nbsp;imperterrito.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Mmh, non lo so\u2026 due passi qua intorno, giusto cinque minuti, poi torniamo qui dalla mia amica\u2026 va bene, dai! &#8211; cedette lei, imbarazzata.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Perfetto! &#8211; fece Yves, alzandosi goffamente dalla sedia di plastica.<\/p>\n\n\n\n<p>I cinque minuti passarono in fretta ed i due neo-conoscenti&nbsp;si ritrovarono ben presto a camminare, l&#8217;uno&nbsp;accanto all&#8217;altra, diretti verso la spiaggia. Yves le raccont\u00f2 fandonie colossali e, non riuscendo a metterla bene a fuoco,&nbsp;ammoniva se stesso, cos\u00ec saturo di torpore ed egotismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Neanche un&#8217;ora dopo,&nbsp;le Perseidi di Agosto disegnavano linee rette nel cielo limpido di quella notte di San Lorenzo ma Yves Prevet guardava altrove, avido, con&nbsp;accanto la giovane Violane, oramai violata, vigorosa, ammiccante, distesa seminuda sulla sabbia inumidita, lontana da occhi indiscreti. Promise alla ragazza che si sarebbero certamente rivisti il giorno dopo ma&nbsp;ci\u00f2 non avvenne mai, lui spar\u00ec immediatamente dalla circolazione&nbsp;e quell&#8217;estate fin\u00ec schiacciata dalla sentenza impietosa delle serate alcoliche, condite da un&#8217;irragionevole gioia e da un cauto senso di clamore.<\/p>\n\n\n\n<p>Sei mesi dopo, Yves Prevet, il cinico, come lo avevano ribattezzato gli amici del collettivo, per il modo con cui utilizzava&nbsp;il&nbsp;suo fascino innato e l&#8217;espressione altera per&nbsp;adescare&nbsp;donne avvenenti&nbsp;di ogni et\u00e0 o estrazione sociale, avanzava lento e claudicante, in piena notte, lungo la strada deserta&nbsp;che conduceva al vecchio cantiere navale, quando ud\u00ec dietro di se&nbsp;uno strepitare&nbsp;di pneumatici sull&#8217;asfalto bagnato dalla pioggia recente. Marie, la giovanissima ragazza dai capelli neri&nbsp;che camminava accanto a lui e che lo&nbsp;sorreggeva amorevolmente per un braccio, intenta a contenere l&#8217;ebbrezza alcolica che lo affliggeva, fece un balzo istintivo di lato, stordita dallo spavento.&nbsp;Yves si volt\u00f2 lentamente e&nbsp;fu assalito da una luce accecante che si avvicinava sempre di pi\u00f9 fino ad inghiottirlo. Il frastuono che ne segu\u00ec avrebbe interrotto il sonno di una marmotta dell&#8217;Alaska, un&#8217;auto lo colp\u00ec con la fiancata all&#8217;altezza del gomito e come una foglia&nbsp;al vento lo fece roteare su se stesso prima di stramazzare a terra battendo il capo sul ciglio dell&#8217;asfalto. La macchina sterz\u00f2 bruscamente verso sinistra, aument\u00f2 ancora la velocit\u00e0 fino a perdere aderenza, inizi\u00f2 a sbandare e termin\u00f2 la sua corsa sull&#8217;acciaio del guardrail della corsia opposta. Yves, disteso a terra sopra ad una pozza di sangue che si espandeva sempre pi\u00f9, con l&#8217;occhio sinistro che per met\u00e0 riusciva a tenere aperto, scrut\u00f2 l&#8217;automobile che lo aveva investito, il motore era ancora acceso e nessuno si muoveva all&#8217;interno. Si sent\u00ec lucido e sobrio nonostante la ferita alla testa e le ossa fracassate. Tent\u00f2 inutilmente di fare leva sulle braccia per provare a sollevarsi ma erano due blocchi di cemento. All&#8217;improvviso vide una persona sbucare di corsa ed avvicinarsi all&#8217;automobile, era una donna alta con i capelli neri, la vide aprire lo sportello del passeggero e salire. Riconobbe in lei, Marie, la ragazza con la quale aveva trascorso quell&#8217;ultima, splendida &nbsp;settimana e quando realizz\u00f2 che non era corsa subito da lui per sincerarsi di come stesse, ebbe un tuffo al cuore. Attraverso il lunotto posteriore la intravide avvicinarsi con le labbra al viso del conducente e baciarlo con smodata passione, quindi fu accecato dalla rabbia ed emise un gemito sordo ed inquietante. L&#8217;auto si mosse, fece una manovra e si rimise sulla carreggiata. Yves prov\u00f2 di nuovo a rialzarsi spinto dalla collera ma le forze lo avevano abbandonato, alz\u00f2 leggermente il collo per cercare di scorgere colui che sedeva alla guida dell&#8217;auto e riusc\u00ec a mettere a fuoco il profilo di un viso sottile, sormontato da una chioma di capelli. Se solo ne avesse avuto la possibilit\u00e0 lo avrebbe strangolato e poi avrebbe rivolto le sue attenzioni a colei che lo aveva preso in giro cos\u00ec spudoratamente. Lo sportello si apr\u00ec ed il conducente scese, percorse quei pochi passi che lo separava da Yves e si ferm\u00f2 a mezzo metro da lui, in silenzio. Yves, inerme ed inferocito, prov\u00f2 a gridare ma non emise alcun suono, fissava con gli occhi iniettati di sangue quella figura in controluce che osava sfidarlo ed umiliarlo, vide che aveva un ventre prominente, da bevitore, ma il resto della corporatura era esile ed aggraziata, quasi femminile. La figura fece ancora un passo verso di lui accarezzandosi dolcemente la pancia con fare materno e finalmente Yves riusc\u00ec a metterla bene a fuoco, in mezzo a dei lunghi capelli biondi svolazzanti e mossi dal freddo scorse due occhi azzurri, freddi, limpidi e beffardi che celavano distacco e superiorit\u00e0. Superiorit\u00e0 e snobismo.<\/p>\n\n\n\n<p>La figura parl\u00f2: &#8211; \u00c9 un maschietto! -.<\/p>\n\n\n\n<p>Yves trasal\u00ec, riconobbe la donna che aveva di fronte, ricord\u00f2 tutto e finalmente cap\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Maledette!&#8230;Maledette! Voi\u2026.maledette!\u2026\u00e8 mio figlio!&#8230; &#8211; disse con un filo di voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Serr\u00f2 gli occhi, sent\u00ec lo sportello richiudersi e l&#8217;auto ripartire, la rabbia aveva lasciato spazio ai dolori e all&#8217;angoscia pi\u00f9 profonda. Era stremato. Quando li riapr\u00ec, l&#8217;automobile che lo aveva malridotto era ferma qualche metro pi\u00f9 in l\u00e0 con il motore acceso ed i fari puntati dritti verso di lui. Sul suo viso scesero spontaneamente delle lacrime ma, prima che esse poterono toccare il suolo, Violane complet\u00f2 la sua opera d&#8217;arte. Il rumore assordante degli pneumatici sull&#8217;asfalto concesse all&#8217;ultimo respiro vitale di Yves Prevet, il tempo necessario per&nbsp;esaurire la sua debole spinta e nel frammento conclusivo della vita, un desiderio infimo e pungente gli attravers\u00f2 rapido la mente: un ultimo bicchiere di Glen Grant, colmo fino all\u2019orlo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48108\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48108\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 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