{"id":48079,"date":"2022-02-12T18:38:38","date_gmt":"2022-02-12T17:38:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48079"},"modified":"2022-02-12T18:38:39","modified_gmt":"2022-02-12T17:38:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-la-citta-dallalto-di-francesco-azzirri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=48079","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;La citt\u00e0 dall&#8217;alto&#8221; di Francesco Azzirri"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Se dovessimo togliere tutte le cose che non funzionano non rimarrebbe niente<\/em>, pensa Orso Franto, mentre con la Fidata misura la pazienza dell\u2019automobilista medio. Una macchina che poi fidata mica tanto a sentire chi ne sa pi\u00f9 di lui; carrozzeria claudicante, tenuta di strada pessima e bla bla. <\/p>\n\n\n\n<p>Le citt\u00e0 sono il risultato della prospettiva utilizzata per mirarle e la sua non mostra che pezzi di spazi non comunicanti, pulsazioni metropolitane lanciate all\u2019affanno per procrastinarne il ritmo. Ha&nbsp;la malattia del distacco perch\u00e9, a meno di frequentare i suoi immortali, non sente niente. Non pu\u00f2&nbsp;credere che il fine ultimo possa essere quello di espandere formicai ricavandone intermezzi di immortalit\u00e0. Ma lui \u00e8 malato, cosa volete che ne sappia; in fondo parecchi scovano bellezza e mica guardano la citt\u00e0 dall\u2019alto. Da qualche tempo si \u00e8 attivato per diventare membro attivo di questa prospettiva creando spazi di vuoto tra lui e gli automobilisti che gli stanno davanti. Oggi l\u2019ha reputata una giornata calma, con solo due automobilisti inferociti, una giornata ovattata.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Sono Orso Franto<\/em> ripete per farsi coraggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qualche tempo trova che l\u2019ovatta ricopra anche i ricordi. Che i ricordi sono meno belli di quando li ricordava un po\u2019 di tempo prima. Rispetta gli orsi perch\u00e9 filtri di ovatta nella loro vita secondo lui non ce ne sono. I lupi, con le loro gerarchie, ce l\u2019hanno. I gatti si perdono intorno a una mosca o a una pozza e di ovatta forse giusto un po\u2019 nella dimensione domestica, ma Gatto non avrebbe potuto chiamarsi, che era morto a trentotto anni di cancro al pancreas l\u2019unico Gatto degno di questo nome. Una volta cre\u00f2 una fila clamorosa e uno gli dette dietro lanciandogli contro un accendino. Fin\u00ec nel tettuccio della Fidata e non l\u2019ammacc\u00f2 nemmeno. La sua ostilit\u00e0 gli fece paura. Continuava a clacsonare e a tallonarlo e Orso Franto mica \u00e8 orso sul serio, quello gliele avrebbe suonate e allora finse di portarlo nel suo ghetto immaginario abitato da un gruppo di poco di buono, magari armati, facendogli cenno di seguirlo, <em>Vieni, vieni, stronzo bastardo<\/em>. E quasi ci credeva. Alla fine il tipo svolt\u00f2 e Orso Franto stette il resto della serata con l\u2019inquietudine, che \u00e8 gi\u00e0 qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa di creare file \u00e8 diventata la sua principale attivit\u00e0. Non sa nemmeno se possa essere considerata tale perch\u00e9 parrebbe che queste debbano avere una qualche utilit\u00e0, un fine, e il fine ce l\u2019hanno tutte le cose, pure dare un senso al fatto di vivere guardando la citt\u00e0 dall\u2019alto, ma poi passa il discorso che se non \u00e8 utile nella testa della maggioranza della popolazione allora non \u00e8 un\u2019attivit\u00e0. Una gran fregatura. Inizi\u00f2 a creare file un giorno come un altro di un mese qualsiasi mentre pensava al paperino sfigato che gli toccavano due giorni al lago come vacanza e invece agli altri paperini due settimane al mare o tre in montagna e pens\u00f2 che non gli tornava adesso come non gli era tornato quando lesse quel numero di Topolino trentacinque anni prima. Topolino \u00e8 spietato.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardando la citt\u00e0 dall\u2019alto i ricordi arrivano come per colmare gli interstizi sulle arterie di cemento; in questi momenti la disgregazione con il tutto giunge al culmine, come succede a quelli che ridono da soli di continuo ricordando una scena di quando ancora erano vivi o cos\u00ec i fatti facevano credere.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo bisogno di creare file spera non possa essere assimilato al variegato mondo delle manie o dei tic. Un bisogno incontrollato privo di intenzione non sarebbe dignitoso. Sente s\u00ec nascere, dopo una decina di minuti che \u00e8 in macchina, il bisogno di procurarne una, ma \u00e8 la prospettiva deistica a volere un nuovo ritmo nel pentagramma urbano. L\u2019eventualit\u00e0 che possa trattarsi di un tic l\u2019aveva mandato in paranoia pi\u00f9 d\u2019una volta e, quando questo era accaduto, aveva iniziato a enumerare quelli del suo passato per giungere alla conclusione che no, non si trattava di un tic che se non lo assecondi ti prude dentro. In ordine sparso: strizzare l\u2019occhio destro, ruotare la mandibola, strabuzzare gli occhi, strizzare le mani. Quello di muovere un occhio per sdoppiare le immagini fu il primo tic e lo faceva all\u2019asilo, cos\u00ec vedeva due simboli dei grembiulini invece di uno. L\u2019oculista sosteneva fosse a causa dell\u2019occhio pigro ma lui preferiva credere fosse un suo speciale potere.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra cosa che fa \u00e8 dire cose rischiose.<\/p>\n\n\n\n<p>Vania, la sua ex, aveva delle macchie pi\u00f9 chiare in qua e in l\u00e0 sul viso e una volta, in intimit\u00e0, la chiam\u00f2 Pimpa dell\u2019Armando e lei s\u2019incazz\u00f2 ma non si lasciarono per questo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono delle figure che richiamano pi\u00f9 delle altre, pur non ricercandone lo stile, degli anni; Vania era anni ottanta e ogni tanto glielo diceva e la prendeva meglio della storia della Pimpa.<\/p>\n\n\n\n<p>Sosteneva non potesse esserci Pimpa senza l\u2019Armando ma lui non era l\u2019Armando e forse si erano lasciati per questo.<\/p>\n\n\n\n<p>Orso Franto ha un amico che si chiama Paolo. Paolo \u00e8 un ragazzone convinto che chi non si sente a suo agio al mare, quando sa di essere stato in passato un essere marino e poi un anfibio, mica sta bene. La consapevolezza d\u2019essere evoluzione lo calma. <em>I pesci richiamano l\u2019acquario pi\u00f9 di quanto un mammifero africano richiami lo Zoo<\/em> \u00e8 una delle sue massime e Orso Franto la trova una bella frase anche se mica ne capisce il punto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Lascia stare Love me tender<\/em> \u00e8 invece la frase fissa del momento. Intervalla cos\u00ec Paolo, una tantum: <em>lascia stare Love me tender<\/em> come rafforzativo, <em>lascia stare Love me tender<\/em> nei momenti di vuoto<em>, lascia stare Love me tender<\/em> dopo aver picchiato qualcuno. In azienda se lo tengono stretto perch\u00e9 \u00e8 un genio informatico pagato quanto un commesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Con Paolo si conobbero due volte e conoscere qualcuno due volte mica capita spesso: Orso Franto stava tornando da prendere il pane e si sent\u00ec chiamare. Era un richiamo primordiale, un riconoscimento, come se si fossero visti solo qualche giorno prima. Orso Franto non sapeva chi fosse quel bambino e invece quel bambino sapeva. E insistette per entrare a salutare sua nonna e sua mamma e loro se lo ricordavano. Quando Paolo se ne and\u00f2 gli spiegarono che quando avevano tre anni o gi\u00f9 di l\u00ec una volta giocarono insieme. La nonna disse a Orso Franto che Paolo era un po\u2019 tocco. Cos\u00ec Orso Franto conobbe Paolo per la prima volta che per Paolo fu la seconda. Iniziarono a uscire i pomeriggi. Al bar a giocare ai videogiochi a Paolo non piaceva stare e Orso Franto se ne accorse subito quando, inseriti due pezzi da cinquecento lire sul gioco del Wrestling per fare il doppio, Paolo inizi\u00f2 ad agitarsi e a urlare. E allora nulla. Con lui poteva fare solo passeggiate, lanciarsi la palla e mangiare un gelato. Senn\u00f2 s\u2019incazzava.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni tanto chiedeva a Orso Franto di saltare, cos\u00ec, dal nulla, ma Orso Franto non saltava e allora Paolo gli lanciava i sassi contro e, le prime volte, Orso Franto aveva paura, come quella volta con il wrestling, ma poi cap\u00ec che bastava mettersi a correre gridandogli di seguirlo. Poi smise di correre perch\u00e9 scopr\u00ec che era efficace anche dirgli di non rompere il cazzo puntandogli il dito contro. I genitori di Paolo parevano dei nonni e secondo Orso Franto questa cosa mica aiutava perch\u00e9 facevano finta andasse tutto bene. Sono passati trentatr\u00e9 anni da allora e i genitori di Paolo non ci sono pi\u00f9 e lui se la cava mica male all\u2019Euronics. Una volta men\u00f2 uno che si lament\u00f2 che la mela del Mac che aveva comprato da lui era rotta. <em>Mela rotta, voglio la mela intera!<\/em>, gli gridava spintonandolo, sicuro che il Mac vero fosse quello taroccato con la mela intera.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019episodio della mela raccontato da Paolo fece scrivere una poesia a Orso Franto su come spesso non manchi lo spazio ma il vuoto da riempire, che il vuoto lo percepiscono in pochi e se solo si potesse comprare, lo spacciatore di vuoto da riempire farebbe i veri soldi. Invece i soldi li fa chi spaccia il vuoto come pieno.<\/p>\n\n\n\n<p>Anni fa, in piena pandemia, aveva pensato di scrivere \u201c\u00c8 facile smettere di usare i social se sai come farlo\u201d, sulla falsariga di Allen Carr, con un sacco di cose pi\u00f9 intelligenti, ma poi mica ci sapeva fare coi libri e la promozione di quel che scriveva e qualche blogger doveva gi\u00e0 averlo scritto e se non lo aveva gi\u00e0 scritto lo avrebbe fatto in maniera pi\u00f9 efficace e subdola di come l\u2019avrebbe scritto lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Ognuno ha la sua grande gioia. Ognuno la perde o la coltiva. Ognuno la annoia.<\/p>\n\n\n\n<p>La grande gioia \u00e8 arte che crea arte. Nell\u2019Eden non c\u2019era bisogno di lavorare e si creava in continuazione e Dio era in estasi. Poi subentr\u00f2 la monotonia; l\u2019arte si stava afflosciando e allora basta. Donne e uomini avrebbero dovuto faticare per avere meno tempo per creare e, magari, concentrando il tutto in un minor tempo, l\u2019arte sarebbe migliorata e l\u2019autocompiacimento di Dio sarebbe tornato ai massimi livelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Orso Franto sente lo sguardo di Dio in attesa di immense file di auto che alterino il ritmo senza un perch\u00e9 apparente.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando gli altri se la passano uguale o peggio, il suo animo non riesce a giovarsene e capisce che il fondo toccato ha un doppio fondo non cos\u00ec fondo ma tanto freddo da ghiacciargli i piedi. Questo Orso Franto l\u2019aveva capito attraverso un gelato all\u2019amarena che gli fece venire da piangere. Non si tratta di bere o affogare; un giorno si realizza che la zuppa inglese non la tiene pi\u00f9 nessun gelataio e non si capisce pi\u00f9 quel che si ha intorno. Durante le camminate per il bosco ripercorre spesso il momento in cui tutto inizi\u00f2 a precipitare; ci fu un tempo in cui i positivi al virus furono pi\u00f9 numerosi dei sogni infranti.<\/p>\n\n\n\n<p>Lavoro, cellulare, casa, serie americana, cellulare. Il sabato una bevuta fuori con Paolo che sa di d\u00e9j\u00e0 vu. E non \u00e8 che prima del virus andasse meglio, ma questo lubrific\u00f2 meccanismi gi\u00e0 a regime da almeno un decennio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni tanto pensa al suo amico Gatto che mor\u00ec prima della pandemia e a volte lo invidia ma poi subito se ne vergogna e allora manda un bacio verso il soffitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di questa sua attivit\u00e0 anarchica aveva pensato di progettare un drone sensibilissimo che si accorgesse, prima dei riflessi umani, quando un oggetto sta per cadere, ma poi lasci\u00f2 fare perch\u00e9 costava meno ricomprare l\u2019oggetto. La modernit\u00e0 non rammenda, non si prende cura. Sostituisce.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla sera freme in lui il mai concluso ricordo di vite precedenti; nel suo monolocale si perde tra vecchi dischi e libri e ammennicoli che gli ricordano il mondo com\u2019era prima. Da anni compra solo musica e lettere liquide perch\u00e9 non vuole intaccare il suo rifugio con odori della nuova vita che \u00e8 mica vita. La poltrona letto, il tavolo, la cucina, la scrivania; tutto \u00e8 immerso nell\u2019odore del prima. Il mondo l\u00e0 fuori, o meglio, negli altri dentro, \u00e8 a portata di milioni di dita che collidono con vetri digitali di varia grandezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla mattina immagina di vivere nella pallina di vetro che sta sopra alla mensola, all\u2019interno della casetta circondata dagli abeti, mentre fuori una neve ciclica lo nasconde allo sguardo pretenzioso di Dio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_48079\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"48079\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se dovessimo togliere tutte le cose che non funzionano non rimarrebbe niente, pensa Orso Franto, mentre con la Fidata misura la pazienza dell\u2019automobilista medio. 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