{"id":47920,"date":"2022-01-30T19:46:44","date_gmt":"2022-01-30T18:46:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47920"},"modified":"2022-01-30T19:46:45","modified_gmt":"2022-01-30T18:46:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022storia-di-un-nobile-di-stefano-facciolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47920","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022&#8243;Storia di un &#8230;Nobile&#8221; di Stefano Facciolo"},"content":{"rendered":"\n<p>Si dice che alle favole ci credano solo i bambini. Io voglio raccontarvi la mia, e al termine, se ci crederete, vorr\u00e0 dire che siete bambini anche voi.<\/p>\n\n\n\n<p>Penso sia il caso di presentarmi. Sono nato nel 1943, a Lobau in Sassonia, Germania. Subito dopo la fine della guerra, mi trasferii a Roma in Corso Umberto al numero 133. Restai l\u00ec per sei mesi circa. Ma dato che nasco nobile e con grandi ambizioni, lasciai quella pur bella residenza per trasferirmi, sempre a Roma, in un atelier di alta moda e pellicceria. Le mie giornate le trascorrevo al centro di un salone grande, luminoso, dove potevo fare bella mostra di me e della mia voce. Ah, dimenticavo di dirvi: sono un pianoforte a coda.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuongiorno signora. Cosa le posso far ascoltare in attesa che la servano?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Era la frase che il mio pianista rivolgeva alle clienti. A dire il vero, la diceva solo alle belle donne chi gli giravano intorno o che si poggiavano languidamente su di me ad ascoltare ci\u00f2 che quelle dita erano capaci di suonare. Altre volte accadeva che, se qualche piacente signorina un po pi\u00f9 intraprendente, dopo aver visto il mio sgabello a doppio sedile e il pianista piacente e compiacente, azzardava: \u201cPosso sedermi accanto a lei e suonare qualcosa insieme?\u201d, immediatamente lui le faceva posto ed iniziava a farle una corte spietata. Ed io, discreto, riservato, compiacente, facevo uscire dalle mie corde le note pi\u00f9 giuste perch\u00e9 quella corte spietata raggiungesse l\u2019obiettivo. Se usciva qualche stonatura, non la suonavo. Sono sempre stato un buon ruffiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo una volta mi comportai in maniera sgarbata. Una signora tanto ricca di soldi quanto di ignoranza, mentre era in attesa che le portassero ci\u00f2 che aveva acquistato, chiese al mio pianista:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPosso far suonare mio figlio? Magari gli piace e si appassiona.\u201d Non potendo dire di no, il mio pianista fece posto al ragazzino. Tremai. E dal primo tocco, fu come ricevere martellate sulle parti intime. All\u2019ennesima che ricevetti, mi vendicai: feci cadere lo sportello che copre la tastiera sulle mani di quel teppista.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel passare degli anni, uno dei figli del proprietario dell\u2019atelier era divenuto il mio pianista. Aveva molta capacit\u00e0 e tanta passione. Talmente tanta, che mi port\u00f2 con se in uno scantinato, dove insieme ad un contrabbasso, un sassofono, una batteria, una tromba e un paio di chitarre, tutte le sere suonavamo Jazz. Certo, all\u2019inizio il mio lignaggio di aristocratico tedesco, ha fatto un po le bizze. La mia voce calda, profonda e sensuale, poco si adattava a quel ritmo sincopato. Ma Filippo, cos\u00ec si chiamava il mio pianista, fu molto bravo e dolce con me, ed in breve tempo entrai in perfetta armonia con gli altri colleghi strumenti. A dire il vero, anch\u2019io ci misi del mio. Quando al termine della serata si spegnevano le luci e nel locale non c\u2019era pi\u00f9 nessuno, tra noi strumenti ci si scambiava opinioni, si provava un accordo che magari non era venuto bene. La sintonia migliore l\u2019avevo con il sassofono, il contrabbasso e una delle due chitarre. Con la tromba ci scontravamo tutti. \u201cVuoi sempre fare la protagonista con quel tuo essere squillante! Stai sempre un tono sopra a tutti noi\u201d le dicevamo. Ma a lei non interessava amalgamarsi. Rispondeva altezzosa: \u201cSono nata per essere squillante. La mia voce deve dare la carica, spronare.\u201d Una sera and\u00f2 via con il suo suonatore. Non la vedemmo pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo molte serate, e natali e capodanni passati insieme, una mattina mentre eravamo ancora tutti addormentati, si presentarono quattro energumeni. Mi smontarono le gambe, mi legarono stretto cos\u00ec da non poter gridare e dopo avermi messo in verticale, mi portarono fuori dallo scantinato e mi caricarono su un furgone. Non feci in tempo a salutare nessuno dei miei colleghi strumenti. Feci appena in tempo a vedere un mio simile, molto pi\u00f9 giovane di me, molto pi\u00f9 magro di me, tutto nero e con un filo che pendeva da una parte, che prendeva il mio posto. Fui portato in un magazzino e lasciato l\u00ec, insieme ad altri dozzinali, anonimi mobili.<\/p>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 secondo voi la preoccupazione che pu\u00f2 avere un anziano? Io credo che sia la solitudine. La solitudine e l\u2019essere dimenticato. Credo che non ci possa essere una condizione peggiore: tutto ci\u00f2 che sei stato, tutto ci\u00f2 che hai fatto nella tua vita, ad un certo punto sparisce nell\u2019oblio del tempo. E tu non sei pi\u00f9 nessuno!<\/p>\n\n\n\n<p>E dopo che i quattro energumeni, lasciatomi l\u00ec da solo se ne andarono, credetemi, ho avuto la conferma di ci\u00f2 che ho appena detto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ero giovane, sentii dire che esiste un Dio che, se invocato, lotta contro le ingiustizie. Ad onor del vero, io non l\u2019ho mai invocato, ma qualcuno deve averlo fatto per me.<\/p>\n\n\n\n<p>Un mattino di primavera (chiss\u00e0 perch\u00e9 queste cose avvengono sempre al mattino?) i quattro energumeni della volta scorsa, vennero a prendermi. Mi caricarono sul loro solito furgone e mi portarono in una villa di campagna. Dopo avermi slegato e rimontato le gambe, fui posizionato al centro di un salone. Ero circondato per due lati da una libreria, godevo di una bella vista sulla campagna, e di fianco avevo un camino. Dopo tanta triste solitudine vissuta in quel magazzino, e forse grazie a quel Dio di cui sopra, qualcuno aveva scelto di mettermi nel posto giusto e degno per un anziano aristocratico tedesco come me!<\/p>\n\n\n\n<p>Il mattino successivo venne a prendersi cura di me un signore tanto piccolo e piegato su se stesso, quanto competente. Mi spolver\u00f2 in ogni dove; tonific\u00f2 con olio di lino il mio corpo e le mie articolazioni. Delicatamente sottopose le mie corde vocali ad una seduta di stretching. Al termine di questo trattamento ero perfettamente ristabilito e finalmente potei tornare a far sentire la mia voce in tutta la sua pienezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so se da quattro anni sto vivendo un sogno, ma se cos\u00ec \u00e8, non mi svegliate. Sono al centro di questo salone e delle attenzioni del mio nuovo compagno pianista.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa mi piace di pi\u00f9 di lui? Essere carezzato dalle sue dita lunghe, affusolate, morbide ma nello stesso tempo autoritarie; \u00e8 per me un rapporto sensuale. Tanto \u00e8 maggiore il calore, la delicatezza che c\u2019\u00e8 nel contatto tra me e quei polpastrelli, tanto pi\u00f9 \u00e8 capace di entrare in me e trasferirmi tutto il sentimento che mette nell\u2019eseguire un brano, tanto pi\u00f9 io riesco ad unirmi a lui. Ed \u00e8 a questo punto che la mia voce e le sue dita diventano due perfetti amanti che unendosi sprigionano una delle pi\u00f9 belle meraviglie della natura: la musica!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_47920\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"47920\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si dice che alle favole ci credano solo i bambini. 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