{"id":47858,"date":"2022-01-25T19:10:49","date_gmt":"2022-01-25T18:10:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47858"},"modified":"2022-01-25T19:10:50","modified_gmt":"2022-01-25T18:10:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-la-cassettieraovvero-il-vecchio-como-di-angela-megassini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47858","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;La cassettiera&#8221;(ovvero il vecchio com\u00f2) di Angela Megassini"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Trascorreva la maggior parte della sua giornata sognando con i suoi grandi occhioni verdi, ballando tra gnomi e fate, canticchiando formule magiche o altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Angelina aveva solo tre anni ma la sua fantasia era assai pi\u00f9 anziana.<\/p>\n\n\n\n<p>I capelli&nbsp; lunghi neri facevano da cornice a due grosse guance rosse, che non desisteva dal&nbsp; pizzicarsi per renderle ancora pi\u00f9 fiammeggianti!<\/p>\n\n\n\n<p>La curiosit\u00e0 passeggiava a braccetto con la sua fantasia, anche se ci\u00f2, a volte, non era di grande aiuto per una piccola bimba, facile preda degli sberloni di una mamma molto spesso adirata.<\/p>\n\n\n\n<p>Angelina viveva nel suo mondo di bont\u00e0 e bambole. Nemmeno queste riusciva a picchiare, nonostante fosse difficile dar loro da mangiare.<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa che pi\u00f9 amava fare era rovistare nei cassetti. Era per lei una vera e propria acquolina della fantasia, e cos\u00ec di tanto in tanto frugava di nascosto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mobile del bagno di cassetti ne aveva pochi, ahim\u00e8&#8230; Ma il primo di essi conteneva i trucchi di sua sorella che spesso usava per colorirsi spudoratamente, diventando poi spesso simile ad un clown. Ma che importava&#8230; Un sorriso appena accennato e poi una gran risata. Erano il dono pi\u00f9 grande che uno specchio potesse desiderare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel secondo cassetto c\u2019erano gli asciugamani, poi di seguito, le medicine che la mamma era solita prendere prima di andare a dormire.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanti cassetti c\u2019erano in quella casa. Per\u00f2 ce n\u2019era uno in particolare che da tempo aveva attirato la curiosit\u00e0 di Angelina. Tanto pi\u00f9 che era praticamente inaccessibile. Gi\u00e0, la mamma non voleva.<\/p>\n\n\n\n<p>Se solo si avvicinava erano botte.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la piccola Angelina entrava in quella specie di mausoleo (tanto era devota la sua mamma che tempestava la camera di immagini sacre e varie) vedeva quel com\u00f2 pervaso come da un fascino strano che l\u2019attirava a s\u00e9. E lei si chiedeva: \u201cBeh, ma allora se non posso vedere cosa c\u2019\u00e8 dentro, significa che c\u2019\u00e8 qualcosa di veramente particolare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni tanto si distraeva nel rovistare qualche altro cassetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sua mente piccola ma lampeggiante, serpeggiava sempre una domanda: \u201cMa come mai le cose nei cassetti vengono sempre disposte in modo diverso? Nei primi cassetti le cose pi\u00f9 belle, in quelli in fondo le cose meno utili?<\/p>\n\n\n\n<p>Forse anche la vita funzionava cos\u00ec? Per vedere ci\u00f2 che \u00e8 bello bisogna sempre guardare in su? E le persone inutili sono sempre coloro che stanno in basso?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua testolina non poteva dare risposte a simili domande, che gi\u00e0 tanto facevano nel porsi&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno la mamma si era assentata per un paio d\u2019ore, cos\u00ec la piccola Angelina mise in atto un piano. Fece finta di andare a dormire, cosicch\u00e9 anche suo padre si addorment\u00f2 sul divano.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizi\u00f2 ad introdursi nella camera della mamma con passo felpato da vera professionista di dispetti. Cominci\u00f2 ad aprire il primo cassetto.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019erano pizzi, merletti e tante fotografie. C\u2019erano le foto dei nonni che non aveva mai conosciuto, e quella di suo fratello Angelo, del quale aveva tanto sentito parlare,&nbsp; ne aveva preso il posto senza peraltro averlo mai visto.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tenne una foto di Angelo per guardarsela meglio in seguito.<\/p>\n\n\n\n<p>Continu\u00f2 a guardare nel com\u00f2, nel secondo cassetto c\u2019erano delle lenzuola, nel terzo altri ricami, nell\u2019ultimo camice da notte ricamate. Stava per chiudere questo cassetto, quando qualcosa di color grigio cominci\u00f2 a spuntare in mezzo alla stoffa. Lo prese e vide con stupore un piccolo crocefisso, gi\u00e0, proprio nell\u2019ultimo cassetto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le avevano accennato qualcosa di Dio e del Signore, ma non aveva mai avuto modo di vedere un crocefisso cos\u00ec da vicino. Erano tutti molto pi\u00f9 grossi ed appesi cos\u00ec in alto che per lei era impossibile toccarli.<\/p>\n\n\n\n<p>Se lo nascose e lo port\u00f2 nella sua cameretta insieme alla foto.<\/p>\n\n\n\n<p>La mamma torn\u00f2, prepar\u00f2 la merenda, ma non si accorse di nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Angelina dopo aver mangiato il suo panino quotidiano a base di Nutella, torn\u00f2 nella sua camera e cominci\u00f2 ad esaminare il suo bottino.<\/p>\n\n\n\n<p>La foto di Angelo la baci\u00f2, l\u2019abbracci\u00f2 e la mise nel primo cassetto della scrivania; mentre cominci\u00f2 a guadare intensamente il crocefisso.<\/p>\n\n\n\n<p>Per lei rassomigliava molto di pi\u00f9 ad una specie di Big Jim pi\u00f9 che ad un uomo morto per salvare il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che non capiva era perch\u00e9 doveva starsene per sempre con le mani inchiodate alla croce.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec cominci\u00f2 a prendersene cura come se fosse un bambolotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo metteva&nbsp; a nanna, lo cullava, lo copriva, aveva persino incominciato a parlargli.<\/p>\n\n\n\n<p>Una notte fece un sogno, in cui un uomo vestito di bianco le disse che se voleva vedere felice Ges\u00f9, doveva svitare i chiodi della croce e riporgli le bracci a sui fianchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mattino seguente cos\u00ec fece: svit\u00f2 i chiodi e come per miracolo le braccia stanche si adagiarono sui fianchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora si che per lei era diventato un vero e proprio bambolotto. Prese la croce&nbsp; e la gett\u00f2 via e gli disse: \u201cAdesso basta, un uomo morto non ha pi\u00f9 bisogno di una croce, \u00e8 morto e basta. E se tu sei veramente morto, dovrei pensare che anche tutti i miei bambolotti lo siano. Ma ci\u00f2 non \u00e8 possibile, perch\u00e8 io ci gioco tutti i giorni, come con te. Tu sei il mio bambino, ti vestir\u00f2 e ti porter\u00f2 a spasso con tutti gli altri.\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo passava e Angelina giocava, giocava.. Un giorno fece un altro dei suoi sogni intriganti e in quel frangente incontr\u00f2 una specie di uomo ombra che le disse: &nbsp;\u201cAngelina per merito tuo Ges\u00f9 \u00e8 tornato&nbsp; a sorridere; per questo meriti un premio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8230;E a questo punto,&nbsp; come accade in tutti i sogni,&nbsp; si svegli\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Non riusciva pi\u00f9 a dormire ma allo stesso tempo voleva sapere di che premio si trattasse. Forse un giocattolo , della cioccolata, chi poteva dirlo. Tutta triste e delusa, si avvicin\u00f2 alla culla delle sue bambole, dove spesso cercava conforto. Fu allora che not\u00f2 qualcosa di strano sul volto di un bambolotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, ce n\u2019era uno che sorrideva in modo particolare. Ma era proprio il suo piccolo Ges\u00f9, proprio come predetto nel sogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora forse il premio era questo: per far sorridere qualcuno non c\u2019\u00e8 distinzione, come per i cassetti.<\/p>\n\n\n\n<p>E per Angelina far sorridere gli altri significava meno tristezza, e meno botte.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma chi avrebbe mai creduto ad una simile storia? Ges\u00f9 che ride! Povera Angelina tutta sola nel suo segreto. Neppure alla mamma poteva raccontare ci\u00f2 che le era accaduto. L\u2019avrebbe sicuramente accusata di sacrilegio. E poi si sarebbe accorta del furto dal com\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec tacque. Intanto i giorni passavano e Angelina si divertiva sempre un mondo con la sua famiglia di bambini finti.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiunque la incontrasse con la sua carrozzina carica di bambole, non poteva fare a meno di notare quello strano bambolotto barbuto. Cos\u00ec le chiedevano: \u201cMa quello come si chiama?\u201d. E lei con aria soddisfatta rispondeva: \u201cGes\u00f9!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora le automobili sono diventate pi\u00f9 veloci, i computer hanno sostituito molti gesti e parole umane. Ma nel riempire i cassetti le cose si ripongono sempre allo stesso modo. Cos\u00ec come molte persone giudicano ancora altri simili in base al loro aspetto o alla loro utilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019\u00e8 sempre una piccola Angelina che spunta con i suoi occhioni grandi sopra la nostra testa, in una nuvola da fumetto, ci strappa un sorriso, e ci insegna da quale cassetto dobbiamo tirar fuori i nostri sentimenti migliori, ed in quale altro dobbiamo riporre l\u2019invidia e l\u2019ipocrisia.<\/p>\n\n\n\n<p>Solamente a questi ultimi \u00e8 riservato lo spazio delle cose inutili.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_47858\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"47858\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trascorreva la maggior parte della sua giornata sognando con i suoi grandi occhioni verdi, ballando tra gnomi e fate, canticchiando formule magiche o altro. 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