{"id":47756,"date":"2022-01-17T20:16:39","date_gmt":"2022-01-17T19:16:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47756"},"modified":"2022-01-17T20:16:40","modified_gmt":"2022-01-17T19:16:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-tra-le-pieghe-del-divano-di-silvia-taccagni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47756","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Tra le pieghe del divano&#8221; di Silvia Taccagni"},"content":{"rendered":"\n<p>La chioma di due alberi, il tetto di un palazzone, un lampione acceso, questo era tutto quello che vedeva al di l\u00e0 del vetro della finestra. Non riusciva a scorgere altro, sprofondata, come un uccello nel nido, in quel divano, di pelle color polvere, invecchiato sotto il suo peso. Non ricordava da quanto tempo si era trasferita definitivamente tra tutti quei cuscini, ma aveva stampato bene in mente il motivo che l&#8217;aveva spinta a fare quella scelta. Quel giorno era andata in banca e, mentre era in fila che attendeva il suo turno, attraverso la vetrata che dava sull&#8217;esterno vide passare per strada una mamma che spingeva un passeggino e pens\u00f2 alla sua di madre, che non aveva pi\u00f9 visto da quando era piccola.    E, nonostante sapesse che era stata quella brutta malattia dell&#8217;anima che l&#8217;aveva costretta ad allontanarsi dai propri affetti, col tempo si era convinta che sua madre se ne fosse andata perch\u00e9 non tollerava il difetto fisico che lei aveva fino da quando era nata.<\/p>\n\n\n\n<p>Sent\u00ec la rabbia salirle dalla pancia fino alla punta dei capelli. Era tanto tempo che non si sentiva cos\u00ec; in passato le era capitato spesso, ma poi aveva lavorato molto su se stessa e aveva trovato il suo equilibrio, fino ad oggi. Ora per\u00f2 quel disagio era tornato ed era pi\u00f9 cattivo e insidioso di prima. Si guard\u00f2 attorno e le sembr\u00f2 che tutti la stessero osservando. Non sopport\u00f2 un minuto di pi\u00f9 quegli sguardi e usc\u00ec di fretta. Si diresse subito a casa e fu allora che inizi\u00f2 il suo processo di fusione con il divano; vi si sedette e non se ne distacc\u00f2 pi\u00f9, se non per i bisogni primari. Ma oggi che era tutta indolenzita, non riusciva a sonnecchiare e pensava. Pensava a suo padre che ora non c&#8217;era pi\u00f9, lui che le aveva sempre detto che il suo difetto non si notava neppure, che era impercettibile, come un moscerino in mezzo ad uno sciame di api.<\/p>\n\n\n\n<p>Distolse lo sguardo dalla finestra e si vide riflessa nel vetro della libreria ed ebbe pena per quella donna spettinata e appesantita dai chili di troppo. \u201cNon \u00e8 possibile e neppure giusto ridursi cos\u00ec\u201d pens\u00f2. Per un attimo desider\u00f2 alzarsi da l\u00ec. Poi tese l&#8217;orecchio e quello che senti la inquiet\u00f2; il silenzio tutto intorno saturava l&#8217;aria e non lasciava spazio ad altro. Ebbe la sensazione di essere sola da sempre.Poi guard\u00f2 la foto sul tavolino; i due che la fissavano erano lei e suo marito, quando ancora erano felici.Era tanto tempo che non lo vedeva e, sprofondata tra le pieghe di quel divano, non lo aveva pi\u00f9 pensato.Se ne era andato un giorno che era particolarmente arrabbiato perch\u00e9 non sopportava pi\u00f9 quella situazione.Ora il pensiero del suo uomo che l&#8217;aveva abbandonata proprio quando lei aveva pi\u00f9 bisogno la fece talmente infuriare che decise che era finalmente giunto il momento di muoversi da l\u00ec e le parve di avere la forza necessaria a farlo. Poggi\u00f2 le mani sul divano, cercando di darsi la spinta giusta.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo iniziava ad albeggiare ed un raggio di sole entr\u00f2 dalla finestra. Colp\u00ec la parete di fianco a lei, proprio nel punto dove era appesa quella foto; lo scatto di una mamma con in braccio un bambino. Non ricordava che fosse l\u00ec e non ricordava chi ce lo aveva messo. Non ricordava nemmeno chi fosse la mamma e il bambino le era indifferente. Poi improvvisamente si riconobbe in quella donna e cap\u00ec che il bambino era suo figlio. Ricordi vaghi e annebbiati; il suo nome doveva essere Simone, ma non ne era certa. E, mentre si sforzava di ricordare, le vennero in mente le grida di suo marito che provenivano dal bagno, quel giorno di due anni prima. Ma quelle non erano urla di rabbia, bens\u00ec di disperazione. Si rivide, come in un film, alzarsi a fatica dal divano e seguire la voce del marito. Una volta entrata nella stanza lo vide in ginocchio con le mani nei capelli. Guardava con occhi spalancati e atterriti di fronte a s\u00e9. Rivide se stessa abbassare lo sguardo e l\u00ec, nella vasca da bagno, che galleggiava a faccia in gi\u00f9, immobile, c&#8217;era Simone, il suo bambino. Ora ricordava tutto; lei aveva lasciato da solo suo figlio per andarsi a sedere sul suo divano e lui era annegato. Era per questo che suo marito l&#8217;aveva lasciata. Adesso, attanagliata dai sensi di colpa, si sentiva tremendamente impotente per non essere riuscita a tenersi stretto quello che di pi\u00f9 bello aveva. <\/p>\n\n\n\n<p>In quel preciso istante decise che era arrivato il momento di ricacciare indietro i fantasmi del passato; doveva abbandonare quel divano e trovare suo marito per chiedergli perdono. Si era fatto giorno; il sole illuminava la stanza. E, mentre cercava di tirarsi su da l\u00ec, si vide di nuovo riflessa nel vetro della libreria e rimase disgustata e non perch\u00e9 era spettinata o appesantita dai chili di troppo. Si lasci\u00f2 ricadere di nuovo tra le pieghe del divano, accovacciandosi pi\u00f9 che poteva, decisa a non muoversi pi\u00f9 da l\u00ec. Con la luce del giorno le parve fin troppo evidente il suo difetto fisico; quel piccolo e insignificante difetto, ma per lei cos\u00ec tremendo che, per ironia della sorte aveva un nome cos\u00ec delicato, Strabismo di Venere.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_47756\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"47756\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chioma di due alberi, il tetto di un palazzone, un lampione acceso, questo era tutto quello che vedeva al di l\u00e0 del vetro della finestra. 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