{"id":47701,"date":"2022-01-10T18:30:27","date_gmt":"2022-01-10T17:30:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47701"},"modified":"2022-01-10T19:50:40","modified_gmt":"2022-01-10T18:50:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-la-pianura-di-guido-panziera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47701","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;La Pianura&#8221; di Guido Panziera"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>In ricordo di chi ho perduto e non ho pi\u00f9 ritrovato, sono tornato spesso nei luoghi del mio natale.<\/p>\n\n\n\n<p>Era un borgo senza un suo vero nome e con un solo monumento ad abbellirlo: quello dedicato ai caduti delle due guerre, nascosto dietro a dei rovi e sterpaglie che mai nessuno andava a tagliare.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era soltanto una bottega in cui comprare ci\u00f2 che non si poteva prendere dalla terra, ma ci si andava poche volte e malvolentieri, quasi fosse un peccato spendere i soldi.<\/p>\n\n\n\n<p>Abitavo accanto a una chiesa con il campanile storto, in una casa costruita su muri vestiti di edera e muffa, ma con un cortile enorme in cui potevo giocare mentre mia nonna mi osservava dalla finestra della cucina.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il cimitero non era lontano; mi bastava percorrere a piedi un viale protetto da altissimi cipressi, e ad attendermi trovavo un campo santo dove, a parte i morti, non c\u2019era mai nessuno a tenermi compagnia.<\/p>\n\n\n\n<p>Non avevo molti amici e altri non ne cercavo, e ho sempre amato una sola donna che non ha mai voluto conoscere il mio nome.<\/p>\n\n\n\n<p>Le lentissime ore che apparentemente trascorrevo senza scopo, si mostravano come esperimenti sempre nuovi e dal risultato confuso e incerto, e anche se non avevo alcuna idea di cosa avrei mai fatto da grande, sognavo il giorno in cui sarei diventato importante almeno per qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Dove tutto appariva immobile, c\u2019era un luogo in particolare in cui il tempo sembrava essersi dimenticato di invecchiare le cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci andavo con mio padre per osservare il momento esatto in cui la luce del giorno lasciava il posto alle ombre della sera, e solo quando il crepuscolo veniva illuminato dai bagliori delle stelle riprendevamo la via di casa.<\/p>\n\n\n\n<p>In compagnia dei rumori della notte, costeggiavamo la sponda di un fiume che segnava la terra come un serpente sulla sabbia, e mentre ci tenevamo per mano, ascoltavo i suoi racconti che lo scorrere degli anni ha reso antichi e preziosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Volevo bene a mio padre e anche lui credo me ne volesse, ma il giorno di San Giuseppe decise di andarsene per sempre, chiuso in una cassa, senza salutarmi e senza darmi il tempo di chiedergli ci\u00f2 che di lui ancora non conoscevo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ricordo quanto piansi, ma la sua mancanza riemp\u00ec di vuoto ogni stanza della nostra casa, e la sua foto appoggiata alla credenza uccideva ogni sorriso che cercavo di strappare a mia madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Non mi fu mai del tutto chiaro perch\u00e9 il destino amasse accanirsi cos\u00ec con certi cristiani per poi premiarne altri senza un evidente motivo, e su quel mio inquieto meditare che mi accompagn\u00f2 per molto tempo, nemmeno il prete mi fu mai del tutto di conforto.<\/p>\n\n\n\n<p>Don Marcello era un uomo schivo che sembrava nutrirsi della sofferenza e del dolore di chi incontrava e che, anche se cercava in tutti i modi di trasformare l\u2019angoscia e lo stordimento in qualcosa di diverso dall\u2019abbandono della speranza, ti parlava con la stessa vicinanza del becchino che scavava le fosse in cimitero.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante quei giorni inventati per riempire la chiesa di persone e per alimentare la malinconia di chi aveva perso qualcuno o non aveva pi\u00f9 nessuno accanto, rimanevo chiuso in casa per aspettare che il Sole scomparisse dietro a delle montagne lontane che non ho mai conosciuto, e che dipingevano di grigio l\u2019infinito orizzonte.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019era nulla attorno alla mia abitazione, ma quel sistema fatto di pochi elementi ridava la giusta dimensione umana a chi credeva nella vita eterna.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i silenzi della pianura, la vita lasciava presto posto alla morte, e senza poi tanto clamore.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ogni funerale veniva accompagnato dai sinistri rintocchi di una campana arrugginita, gli animali della notte, in cerca della loro cena fatta di omicidi crudeli ed efferati, si muovevano indisturbati senza che nessun giudice pronunciasse per la loro mai alcuna condanna.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando pioveva, le nubi anticipavano i colori del buio e l\u2019aria profumava di muschio e temporale. Tutto appariva diverso sotto quella forza oscura che sferzava i rami degli alberi e che conferiva loro una voce in grado di spaventare chi si fermava ad ascoltare il lamento del vento; ma dove il cemento non aveva mai impedito alla terra nuda di nutrire l\u2019erba e di colorare di fiori le vie tra i campi, durante l\u2019inverno, tutto scompariva seppellito sotto un muro di nebbia, gelido e denso.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il Sole, per\u00f2, durante l\u2019estate, aveva poteri immensi: quello di intimorire i colori, sfumarne gli eccessi, e inaridire ci\u00f2 che l\u2019acqua, con fatica, riusciva a lambire.<\/p>\n\n\n\n<p>Dove pochi mesi prima i pallidi campi induriti dal gelo si mescolavano con l\u2019azzurro del cielo profondo, immense foreste di frutteti e frumento separavano tra loro case mai dipinte, e abitate da persone riservate con i volti scolpiti dalla fatica.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi viveva nella pianura non era solito allontanarsi da ci\u00f2 che custodiva, ma in quella parte di universo dove tutti si conoscevano per nome, non c\u2019era bisogno di chiudere a chiave la casa e il magazzino.<\/p>\n\n\n\n<p>Era un moto lento, ma perpetuo e inesorabile, che si ripeteva da anni, e che mutava nei gesti per volont\u00e0 delle stagioni e mai dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>La vita mi appariva strana a quel tempo, e senza mai definirne il perimetro e ci\u00f2 che esso avrebbe potuto contenere, ne comprendevo solo che pochi elementi.<\/p>\n\n\n\n<p>Accompagnate da quell\u2019esercito di ombre che sembrava non volermi mai lasciare solo, erano le luci dell\u2019alba le prime a spaventarmi, e mi tenevano compagnia finch\u00e9 non raggiungevo il piazzale della chiesa e varcavo quella porta che non ho mai trovato chiusa.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sedevo sui banchi in fondo, nascosto anche dalla luce delle candele dell\u2019altare, intrappolato in quel dono ricevuto che non avevo chiesto e mai voluto, e dal quale avevo trovato soltanto due modi per fuggire.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il buio nasconde le cose che spesso gi\u00e0 conosciamo, in quel silenzio che uccideva i miei sogni e dipingeva di nero ogni cosa, ritrovavo il giusto riposo prima di ritornare a far credere a mia madre che anch\u2019io, almeno in parte, ero felice.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena compiuti vent\u2019anni, pensando di trovare altrove ci\u00f2 che la malinconia della pianura aveva cercato in tutti i modi di alimentare, mi allontanai da quei luoghi a cui sentivo di appartenere, e persi ogni cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra quei condomini di daltonico grigio e strade luride di asfalto nero, non vidi pi\u00f9 rifiorire la primavera e mai dimenticai quella donna che ritenevo l\u2019unico antidoto al mio male di vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Al mio primo ritorno in quelle zone che ben conoscevo, poco del mio paese era cambiato, e solo alcuni alberi si erano trasferiti altrove, in un luogo comunque poco lontano da dove ero solito ricordarli.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei amici, invece, non c\u2019erano pi\u00f9, e di loro, oltre a dei fiori rinsecchiti e della polvere che ricopriva ci\u00f2 che non era pi\u00f9 importante per nessuno, non mi rimase che il rimpianto di aver perduto l\u2019occasione di invecchiare con loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo aveva solo in parte consumato le cose, ma le poche persone che quei giorni incontravo e riconoscevo, sembravano non essersi nemmeno accorte che la mia casa accanto alla chiesa, da quasi quarant\u2019anni, era abitata da fantasmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Invisibile ospite e dimenticato abitante di quelle terre senza fabbriche e quartieri popolari, mi ritrovai esule senza pi\u00f9 nessuna patria a cui affidare ci\u00f2 che di me sarebbe rimasto.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il prete se n\u2019era andato, e la porta dietro alla quale mi nascondevo da ragazzino, la ritrovai marcita dagli anni e derubata di quel suo potere magico di proteggere chi, come me, ad ogni risveglio fuggiva dalla vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Se quel poco che era rimasto della mia casa venne sepolto dal crollo delle ultime travi dell\u2019antico tetto, il luogo in cui era nata e cresciuta l\u2019unica donna a cui dedicai il mio tormento, aveva l\u2019aspetto di un cenotafio abbandonato.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era ancora il nome della sua famiglia sul campanello, il filo su cui stendeva i panni sua madre, e altre cose lasciate l\u00ec come un ritratto che imprigiona per sempre le immagini di oggetti e persone morte, con il solo scopo di lasciarne un ricordo, destinato altrimenti ad annegare negli abissi della memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Appoggiato su quel cancello che mai prima di quel momento avevo avuto il coraggio anche solo di sfiorare, venni colto dal rimpianto di non averle mai confessato ci\u00f2 che il mio cuore, di lei, urlava alla mia mente.<\/p>\n\n\n\n<p>Dando voce agli spettri che abitavano i miei pensieri e non ascoltando chi, invece, continuava a ripetermi che il dono ricevuto alla nascita non andava troppo investigato, gettai via ogni attimo di felicit\u00e0 che, seppur in misura differente, \u00e8 concessa a ogni uomo; e ora che \u00e8 troppo tardi per rimediare, in ricordo di mio padre, cerco chi ho perduto tra le stelle che pungono d\u2019oro il velluto della notte; ma dove tutto \u00e8 iniziato e dovr\u00e0 terminare, in compagnia del rumore del silenzio, tra quella natura che si trasfigura a ogni stagione, ritrovavo me stesso e ci\u00f2 che di me \u00e8 rimasto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_47701\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"47701\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 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