{"id":47673,"date":"2022-01-05T17:43:56","date_gmt":"2022-01-05T16:43:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47673"},"modified":"2022-01-05T17:43:57","modified_gmt":"2022-01-05T16:43:57","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-annuso-e-lecco-piedi-no-perditempo-di-leonardo-schiavone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47673","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Annuso e lecco piedi. No perditempo!&#8221; di Leonardo Schiavone"},"content":{"rendered":"\n<p><em>&#8220;Da piccoli, si sa, c&#8217;\u00e8 chi vorrebbe fare l&#8217;astronauta, chi il cantante o il calciatore, c&#8217;\u00e8 chi vorrebbe fare il geometra del catasto\u2026 Io no. Io, da piccolo, sognavo di soffiar via tutte le belle donne a quei principi azzurri che affollano le favole, spassandosela alla grande. In subordine, avrei voluto fare il giurato corrotto per un importante concorso letterario. Ancora adesso, avrei tutta l&#8217;inclinazione a svolgere con zelo quest&#8217;ultima mansione se mi si offrisse l&#8217;opportunit\u00e0, ma\u2026\u201d<\/em><br>Ma all&#8217;alba tutti i sogni si spengono, interrotti dal rumore che fa lo sciacquone nel bagno del vicino di casa. Si spengono pure se eri a colloquio col demoniaccio e gli stavi presentando le tue brave credenziali per un nuovo posto di lavoro.<br>A candidatura sfumata, Ciro butt\u00f2 un occhio alla sveglia sul comodino, mantenendo l&#8217;altro ancora rigorosamente chiuso. Mancava solo una manciata di minuti al trillo di partenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Lola sonnecchiava sotto le sue lunghe orecchie, distesa placidamente sul tappeto del soggiorno. Quella non era una domenica qualunque. Era il 2 febbraio 2020, un \u201c02022020\u201d, una palindromia perfetta sul calendario degli umani. Una di quelle ricorrenze strane che il padrone di casa amava festeggiare. Di certo, anche una brava cagnetta avrebbe potuto gustare delle crocchette pi\u00f9 saporite del solito, in tale occasione.<br>Il pendolo \u201cfine Ottocento\u201d appeso alla parete stava battendo l&#8217;ottavo colpo. Fra un momento, il suo padrone sarebbe comparso dalla porta a vetri e la giornata sarebbe cominciata. Mai avrebbe creduto che quel giorno la sua vita sarebbe stata completamente stravolta e che nessuno, forse, l&#8217;avrebbe mai pi\u00f9 chiamata neppure col suo nome.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abForza, forza, tutti dentro. Tu Carmelo, tienilo sempre sotto tiro, ti raccomando. A sedere, a sedere. Mettetelo seduto da qualche parte. Adesso legatelo bene, non ci deve scappare. E guai a te se provi a urlare\u2026 questo orecchio che ho in mano te lo strappo coi denti!\u00bb<br>La corda cominci\u00f2 a stringere i polsi contro i braccioli della sedia a dondolo posta davanti al camino, provocando smorfie di piacere ai carnefici e smorfie di sofferenza nella vittima, terrorizzata e con l&#8217;orrore stampato in faccia. In piedi, il <em>cecato<\/em> dettava ordini e accompagnava ogni sua parola incassando nervosamente la testa fra le spalle.<br>\u00abNonno, io gli sparo subito!\u00bb, azzard\u00f2 Felicetto con gli occhi fuori dalle orbite, per lo sniffino che s&#8217;era appena fatto.<br>\u00abStatti calmo guaglione, non fare fesserie\u00bb lo rimbrott\u00f2 il nonno, mentre si avvicinava, battendo qua e l\u00e0 il bastone bianco, per orientarsi in quell&#8217;ambiente ancora sconosciuto.<br>La cagnolina, a coda bassa, era corsa a rannicchiarsi sotto al tavolo, tutta mogia, impaurita, muta, con la testa fra le zampe. Accenn\u00f2 un guaito solo quando il vecchio le pass\u00f2 vicino, sfiorandole la coda con la punta di una scarpa. Quello tir\u00f2 via una sedia dal tavolo e l&#8217;avvicin\u00f2 al camino, per schiaffarla di rimpetto all&#8217;uomo legato, mentre i nipoti rimanevano in piedi, disposti ai lati. Si lasci\u00f2 cadere sulla sedia e abbandon\u00f2 a terra il bastone.<br>Dalle persiane semiaperte filtrava il primo sole in lame sottili e rimbalzava sul pavimento. Nella penombra del soggiorno, il <em>cecato<\/em> offriva un profilo davvero raccapricciante agli occhi del mondo. Il nasone gli calava gi\u00f9 a strapiombo, senza la minima incertezza, da una fronte assai pronunciata e inutilmente spaziosa, rendendo persino impossibile camuffare il suo handicap visivo con un paio di occhiali scuri. Il mento terminava con un gran pallottolone bitorzoluto, quasi a voler togliere definitivamente ogni residua pretesa estetica.<br>Ora, il padrone di casa si trovava legato a mo&#8217; di capocollo davanti ai tre ceffi.<br>Non era stato difficile coglierlo di sorpresa e sopraffarlo al rientro dalla passeggiata mattutina per i bisogni della sua bassotta. S&#8217;erano intrufolati nel giardino ed erano scivolati silenziosi a nascondersi sulla veranda della villetta. Al ritorno l&#8217;avevano spinto dentro casa senza troppi complimenti, sotto la minaccia delle pistole, calcandogli con forza una mano sulla bocca.<br>S\u00ec, ma adesso cosa volevano da lui?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSei tu Ciro Capatosta, o no?\u00bb esord\u00ec minaccioso il menomato.<br>\u00abS\u00ec, s\u00ec, sono io\u2026 ma da me che cristo volete?\u00bb<br>\u00abLa cassaforte, dove tieni la cassaforte?\u00bb si accalor\u00f2 l&#8217;inquisitore.<br>\u00abIo non ho nessuna cassaforte. Io non tengo soldi in casa.\u00bb<br>Tarcisio Spada, ormai per tutti \u201c<em>o cecato<\/em>\u201d, a quelle parole divenne paonazzo. Alz\u00f2 la faccia verso il soffitto e la sua mente and\u00f2 indietro, a tre anni prima.<br>La cifra non era un granch\u00e9, ma qualche migliaio di Euro era riuscito a strapparglieli di mano all&#8217;impiegato di quello sportello periferico, dov&#8217;era andato per un lavoretto che, fin l\u00ec, si era rivelato facile facile. Poi la corsa a piedi, imboccando quei vicoli che conosceva a menadito, in cui stava dileguandosi come una saetta. Con un po&#8217; di fortuna e la compiacenza di qualche vecchio compagno di bisboccia li avrebbe fatti fessi tutti quanti, senza che nessuno potesse agguantarlo. La guardia giurata della filiale, suo vecchio compare di magagne adolescenziali, probabilmente stava ancora asciugandosi le lacrime. Lo spray urticante gli era arrivato in faccia a profusione, per scongiurare successive ipotesi di complicit\u00e0. Pi\u00f9 avanti avrebbero trovato il momento giusto per la \u201cmezza\u201d: fra gentiluomini un accordo si trova sempre!<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno, per\u00f2, San Ciro aveva deciso di punire Tarcisio, venendo gi\u00f9 dal cielo a nome di tutti gli altri santi, senza aspettare che egli li citasse rabbiosamente uno a uno, anteponendo per tigna il nome dell&#8217;ungulato che grugnisce. Fu un attimo e il rosario di imprecazioni part\u00ec furiosamente. L&#8217;attimo coincise col piede di Tarcisio che inciampava in un guinzaglio, proiettandolo con la faccia contro una vecchia bicicletta abbandonata a terra. Un pedale centr\u00f2 in pieno l&#8217;unico occhio buono che gli era rimasto, dopo aver perso quasi del tutto l&#8217;altro, per un&#8217;esplosione dei botti a Capodanno, quand&#8217;era ancora scugnizzo.<br>Ora nonno e nipoti si erano presentati per un \u201crecupero forzato\u201d. Il nonno rapinatore pretendeva i soldi che aveva gi\u00e0 acciuffato in banca, e a cui aveva dovuto rinunciare nel trambusto seguito al casino provocato dal cane. Il suo mestiere non contemplava polizze assicurative a copertura degli incidenti sul lavoro e qualcuno doveva pur risarcirlo del mancato guadagno per l&#8217;operazione bancaria finita \u201ca schif\u00eco\u201d.<br>Ai barellieri che l&#8217;avevano raccolto da terra aveva chiesto perentoriamente di acquisire le generalit\u00e0 del proprietario di quel cane merdoso, prima che partissero a sirene spiegate verso il Pronto Soccorso. Il nome se l&#8217;era ripetuto in testa giorno e notte, come una giaculatoria, per tutto il tempo che era rimasto in gattabuia. Adesso era arrivato il momento della rivalsa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCaccia i soldi. Te lo chiedo un&#8217;altra volta, dove sta la cassaforte?\u00bb<br>\u00abMa quale cassaforte e cassaforte, ve l&#8217;ho gi\u00e0 detto che non ho alcuna cassaforte.\u00bb<br>Come se avesse letto nella testa del nonno, quella feccia scalcagnata vestita a festa di Carmelo fece partire un primo cazzottone di incoraggiamento verso lo zigomo di Ciruzzo. Ne sarebbero seguiti tanti altri, a ogni nuova domanda e a ogni corrispondente diniego, senza che il <em>cecato<\/em> dovesse neppure prendersi la briga di ordinarli. Dopo ogni pugno, il vecchio prendeva a battere ritmicamente un piede a terra, per sottolineare che il tempo stava passando.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Ciro, tutto ci\u00f2 aveva un sapore davvero surreale. \u201cDov&#8217;\u00e8 la telecamera nascosta?\u201d si era chiesto prima che iniziassero a picchiarlo sodo. Chi aveva messo in testa a quel delinquente che la sua Lola l&#8217;avesse fatto inciampare? I suoi interrogativi riuscivano a confezionare solo bolle di tempo sprecato. Continuava a non capire, a scambiarsi sporadiche occhiate di solidariet\u00e0 con la sua bassotta. Povera bestiola!<br>Poi qualcosa gli venne in mente: la crociera\u2026 s\u00ec, la crociera che aveva fatto. Erano passati tre anni ormai, ma risaliva proprio all&#8217;epoca che il vecchio evocava per la sua disgrazia.<br>Ricord\u00f2 di aver lasciato in custodia il cane ai vicini della villetta accanto, pregandoli di accudirlo per dieci giorni e di portarlo a pisciare agli orari convenuti. Al ritorno, avevano riferito che tutto era filato liscio e non c&#8217;era stato alcun intoppo.<br>Pian piano, cominciava a mettere a fuoco gli eventi, ma arriv\u00f2 un calcione alle gambe, seguito da un nuovo pugno sferrato con brutalit\u00e0 inaudita. Gli procur\u00f2 un dolore lancinante all&#8217;orecchio destro che lo fece accasciare con la testa su una spalla.<br>La tortura continu\u00f2, mentre Ciro diventava via via pi\u00f9 assente.<br>Poco dopo, temendo la malaparata, col cane stretto sotto al braccio, Tarcisio Spada si precipit\u00f2 con gli altri due sgherri fuori dal cancello e tutti filarono via in auto sgommando.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando l&#8217;uomo si riebbe, quei bastardi erano gi\u00e0 lontani, ma finalmente pot\u00e9 gridare \u201caiuto\u201d con quanto fiato gli restava in gola.<br>Dell&#8217;uomo che lo aveva fatto malmenare non sapeva proprio un bel niente. Ricordava solo le ultime minacce riferite a Lola, che avrebbe messo in atto se non avesse ricevuto il denaro che gli spettava di diritto. Poi, aveva sfilato l&#8217;impugnatura dal bastone e gli era rimasto in mano solo una sorta di stiletto luccicante.<br>\u00abDove sei Felicetto?\u00bb aveva ruggito imperiosamente.<br>\u00abSto qua, qua di fianco, nonno\u00bb, s&#8217;era avvicinato quel nipote, calamita insuperabile per pulci da combattimento clandestino.<br>Il viso di Tarcisio s&#8217;era allargato in una risata sardonica: \u00abDamme &#8216;o cane!\u00bb<br>Quelle furono le ultime parole udite da Ciruzzo Capatosta prima di perdere i sensi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno seguente, il disgusto rincorreva Ciro senza mollarlo neppure un attimo. Aveva il viso tutto gonfio e l&#8217;espressione facciale di un vecchio comodino rococ\u00f2. In quell&#8217;ozioso sconforto, non trov\u00f2 di meglio che inserire su Google proprio quel dannato lemma che gli stava martellando la testa. Digit\u00f2 \u201cdamme &#8216;o cane\u201d, come se si aspettasse chiss\u00e0 che cosa. Clicc\u00f2 sulla prima risposta ottenuta e part\u00ec una canzone kitsch, estremamente kitsch, dove un uomo lacerato dal dolore rivolgeva un accorato appello alla moglie, dopo la separazione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Tutt&#8217; m&#8217;aviv &#8216;a fa&#8217;<br>tranne d&#8217; &#8216;t purt\u00e0 appriessa pur&#8217; &#8216;o cane.<br>&#8216;Stu cane m&#8217;ha volute tropp&#8217; bene<br>e nun \u00e8 stato falso cumm&#8217; a te\u2026<br>Damm&#8217; &#8216;o cane!<br>Tienete tutt&#8217; e cose e damm&#8217; &#8216;o cane\u2026<br>Damm&#8217; &#8216;o cane\u2026<br>Fernisce malamente, damm&#8217; &#8216;o cane!<br>Fa chell&#8217; ca vuo tu<br>statte co&#8217; chi vuo tu<br>ca nun ce ven\u00ec cchi\u00f9,<br>ma damm&#8217; &#8216;o cane!<\/em><br>\u2026<br>Gli si inumidirono gli occhi ascoltando, in quell&#8217;appassionato melodramma, tutto lo struggimento di un uomo che implorava per riavere l&#8217;affetto pi\u00f9 importante della sua vita: &#8216;o cane.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>cecato<\/em>, tornato ai domiciliari, davanti al maresciallo Squaqueccia dei Carabinieri aveva ostentato disprezzo e aveva riferito che il cane era scappato via di nascosto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ciro aveva sentito, o letto da qualche parte, di cani che tornano dal proprio padrone, ritrovando incredibilmente la strada di casa, sia pure da posti assai distanti.<br>Voleva continuare a sperare.<br>Coi lucciconi agli occhi si arm\u00f2 di pennarello indelebile e and\u00f2 risoluto verso il cancello d&#8217;ingresso. La targhetta che vi campeggiava sopra divent\u00f2: \u201cAttenti al cane! Ora \u00e8 fuori, ma potrebbe tornare presto!\u201d.<br>Poi risal\u00ec il pianerottolo e lo sguardo si ferm\u00f2 sulla cuccia ormai vuota di Lola. Sopra, restava solo il collarino di cuoio con la scritta fatta incidere quando l&#8217;aveva adottata:<br>\u201cANNUSO E LECCO PIEDI. NO PERDITEMPO!\u201d<br>Scoppi\u00f2 in singhiozzi e lacrime.<br>E non fu un lago.<br>Fu un oceano.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_47673\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"47673\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Da piccoli, si sa, c&#8217;\u00e8 chi vorrebbe fare l&#8217;astronauta, chi il cantante o il calciatore, c&#8217;\u00e8 chi vorrebbe fare il geometra del catasto\u2026 Io no. 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