{"id":47623,"date":"2021-12-21T19:48:22","date_gmt":"2021-12-21T18:48:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47623"},"modified":"2021-12-21T19:48:24","modified_gmt":"2021-12-21T18:48:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-emozioni-di-salvatore-sblendorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47623","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Emozioni&#8221; di Salvatore Sblendorio"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo oltre sessant\u2019anni di duro lavoro, finalmente vidi il mio viso disegnato da profonde rughe colorate da sembrare un manifesto del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ripercorro le antiche strade consumate da viandanti e venditori di speranze.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo faccio ogni mattina di corsa per fare dieci chilometri.<\/p>\n\n\n\n<p>Corro per vincere la solitudine e stare in compagnia dei miei pensieri.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&#8211; Un giorno per\u00f2 &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>Correndo, ebbi modo di guardare diversi particolari; vidi un semplice sassolino, lo guardai con attenzione, mi sembrava un\u2019opera d\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<p>Correvo su un viale coperto da tanta foglie ingiallite, mi sembrava un tappeto colorato.<\/p>\n\n\n\n<p>Un pensiero si fa strada prepotentemente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp;&nbsp;&#8211; Fotografare le mie emozioni &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>In modo inconsapevole diventa una esigenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ero un poeta, potevo scrivere tante poesie, se ero uno scrittore potevo scrivere tanti racconti, ma, come un musicista si affida allo sparito per poter suonare, allo stesso modo le emozioni mi indicano cosa scrivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo non so leggere l\u2019emozione, quello che scrivo \u00e8 privo di quella qualit\u00e0 letteraria per descriverla in modo accurato.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrivo parole, non so scrivere emozioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero al nono chilometro della mia corsa, mi apprestavo a fare un allungo quando vidi&nbsp;&nbsp;tra i cespugli un sacchetto bianco, chiuso accuratamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Spinto dalla curiosit\u00e0, mi apprestai ad aprirlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Fui sorpreso nel vedere che conteneva posate&nbsp;&nbsp;d\u2019argento&nbsp;&nbsp;di ottima fattura.<\/p>\n\n\n\n<p>In fondo al sacco intravidi una busta sigillata.<\/p>\n\n\n\n<p>Presi la busta con l\u2019intento di leggerla, cos\u00ec da riuscire a rintracciare il proprietario.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensai&nbsp;&nbsp;che il sacco era stato perso durante un trasloco.<\/p>\n\n\n\n<p>Improvvisamente arrivarono i carabinieri, mi colsero con le mani nel sacco.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero sudato per via&nbsp;&nbsp;della corsa.<\/p>\n\n\n\n<p>Stavo correndo con la refurtiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu la logica conclusione dei carabinieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Fui arrestato.<\/p>\n\n\n\n<p>Come dargli torto, avevano tutti gli elementi&nbsp;&nbsp;per incolparmi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Non mi preoccupai, sapevo di essere innocente, credevo nella giustizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Passai la prima notte in carcere, in attesa di essere interrogato.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ricordai della busta che trovai nel sacco, che misi in tasca.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi affrettai a leggerla.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano&nbsp;&nbsp;lettere scritte da un bambino abbandonato.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano bagnate dalle lacrime, asciugate dal vento e sbiadite dal tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era scritto:<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&#8211; Cara mamma, perch\u00e9 mi hai abbandonato?<\/p>\n\n\n\n<p>La mia infanzia \u00e8 stata bruciata, a causa della tua assenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi bastava una carezza, l\u2019emozione mi avrebbe fatto gioire.<\/p>\n\n\n\n<p>Vivo in una casa famiglia, vedo tante mamme, ma non la mia.<\/p>\n\n\n\n<p>Un assistente oggi mi ha regalato una chitarra dandomi alcune lezioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerco&nbsp;&nbsp;di trovare l\u2019emozioni nella musica, per poter sopperire anche in minima parte alla emozione di una tua carezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tuo caro figlio Renato Cassanelli<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&#8211; Nove Gennaio 1945 &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&#8211; Sono trascorsi 76 anni.-<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Chiss\u00e0, sar\u00e0 in vita?&nbsp;&nbsp;&nbsp;mi chiesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Cercai di addormentarmi ma senza successo.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina non mi fecero il solito&nbsp;&nbsp;interrogatorio in quanto, avevano gi\u00e0 arrestati i ladri.<\/p>\n\n\n\n<p>Ripresi le mie attivit\u00e0 amatoriali di scrittore e atleta.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la corsa ebbi modo di meditare sull\u2019accaduto e desideravo trovare l\u2019autore della lettera.<\/p>\n\n\n\n<p>Passarono diversi mesi, lasciai perdere ogni speranza di rintracciare Renato.<\/p>\n\n\n\n<p>La corsa cominciava ad affaticarmi sempre pi\u00f9, gli oltre sessant\u2019 anni cominciavano a farsi sentire.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo una lunga salita mi fermai per prendere fiato.<\/p>\n\n\n\n<p>Vidi una panchina, sembrava mi invitasse a sedere.<\/p>\n\n\n\n<p>Accettai l\u2019invito, per la prima volta cominciai a guardarmi intorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardai il sole, intravedevo la luna, non vedevo le stelle, ma ero certo che ci fossero.<\/p>\n\n\n\n<p>Ascoltai il silenzio della creazione, mi apparve come un libro mai letto.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo aprii a pagina 1978<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&#8211; Brigate rosse, la morte di Aldo Moro, gli esami di stato, un bambino caduto in un pozzo, giro pagina, mia madre che asciugava le mie lacrime<\/p>\n\n\n\n<p>Pensai&nbsp;&nbsp;a Renato, privo dell\u2019affetto della madre, poi pensai alla nascita di mia figlia.<\/p>\n\n\n\n<p>Le emozioni mi prendevano&nbsp;&nbsp;prima a pugni,&nbsp;&nbsp;ma poi mi accarezzavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Vidi svolazzare gli uccelli che costruivano il nido.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fruscio dell\u2019acqua del fiume attir\u00f2 la mia attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019acqua del fiume scorreva verso il mare, come il tempo scorre dal presente verso il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019acqua non si fermava davanti allo scoglio, ma lo raggirava e continua la sua corsa.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&#8211; Pensai ai miei ostacoli, come potevo superarli?-<\/p>\n\n\n\n<p>Rallentai&nbsp;&nbsp;la corsa della vita, mi soffermai sui dettagli di ci\u00f2 che appariva.<\/p>\n\n\n\n<p>Alzai la testa e vidi per la prima volta le mura di Lucca.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi alzai e cominciai non pi\u00f9 a correre, ma a camminare, oltrepassai le imponenti mura, non potei fare a meno di ammirare e provare nuove emozioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi inoltrai in Via dei&nbsp;&nbsp;Cervi, lessi sul muro &lt;vicolo della felicit\u00e0&gt; alzai la testa e vidi la vecchia torre dei Guinigi,&nbsp;&nbsp;mi resi&nbsp;&nbsp;conto di non averla mai visitata.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuai a camminare posando lo sguardo su imponenti palazzi&nbsp;&nbsp;storici.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi fermai&nbsp;&nbsp;per guardare la piazza anfiteatro.<\/p>\n\n\n\n<p>Abitando nelle vicinanze la conoscevo bene, ma non avevo mai notato la sua grandezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginavo i vari personaggi, attori romani, che facevano sfoggio delle maschere&nbsp;&nbsp;nel recitare.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi incamminai sul viale per visitare i due ettari dell\u2019orto botanico.<\/p>\n\n\n\n<p>Passai davanti al museo di Puccini e arrivai al Duomo di San Martino.<\/p>\n\n\n\n<p>Stavo per entrare nel bar per prendermi un caff\u00e8, quando mi resi conto che ero zuppo&nbsp;&nbsp;di sudore e decisi di rientrare a casa farmi una doccia;&nbsp;&nbsp;per poter poi continuare a fare il turista.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi vestii in modo classico, ero un patito delle scarpe lucide, la cravatta intonata al vestito, e una macchina fotografica per immortalare paesaggi particolari dalla giusta luce e angolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver fatto una decina di foto, si fece sera.<\/p>\n\n\n\n<p>Decisi&nbsp;&nbsp;di andare a prendermi un caff\u00e8,&nbsp;&nbsp;ma passando davanti a un ristorante decisi di prenderlo dopo aver cenato.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrai nel ristorante e fui scambiato per un turista.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi immedesimai nella parte .<\/p>\n\n\n\n<p>In sostanza era la prima volta che vedevo la zona in cui abitavo con gli occhi di un turista.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre il cameriere mi port\u00f2 il men\u00f9, sentii una musica che mi riportava indietro nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Era la mia musica preferita, poi sentii un assolo con una chitarra elettrica, non feci caso che il cameriere mi aveva portato l\u2019antipasto, mi alzai per andare a complimentarmi con il chitarrista.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&#8211; Mi chiamo Roberto Visani, lei \u00e8 molto bravo con la chitarra&nbsp;&nbsp;&nbsp;gli dissi&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&#8211; Grazie del complimento, io mi chiamo Renato Cassanelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Per poco non cascai per terra, mi afferrai alla sedia e balbettando dissi:<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&#8211; Ha detto Renato Cassanelli?&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;Certo ribatte\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&#8211; Ho una lettera da consegnargli, non so per\u00f2 se \u00e8 proprio lei Renato Cassanelli che cercavo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&#8211; Mi scusi ma come mai non mi ha consegnato a casa la posta, visto che fa il postino?<\/p>\n\n\n\n<p>Non riuscii a rispondere, misi le mani in tasca presi la lettera e la consegnai.<\/p>\n\n\n\n<p>Renato prese la lettera, appena lesse le prime righe,&nbsp;&nbsp;cominci\u00f2 a piangere come un bambino abbracciandomi tanto da farmi male.<\/p>\n\n\n\n<p>Compresi che era lui quel bambino abbandonato.<\/p>\n\n\n\n<p>Presi il fazzoletto e gli asciugai le lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiesi al cameriere di aggiungere un posto al mio tavolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevamo tante cose da dirci, ma non riuscimmo a parlare, consumammo la cena quasi in silenzio e con un nodo in gola in seguito Renato sfog\u00f2 la sua gioia con la chitarra elettrica.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto nacque da una&nbsp;&nbsp;semplice emozione,&nbsp;&nbsp;un semplice sassolino che mi sembrava una opera d\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora le emozioni mi fecero compagnia.<\/p>\n\n\n\n<p>Giro fra le strade di Lucca non pi\u00f9 come residente, ma come turista.<\/p>\n\n\n\n<p>Una semplice emozione ha scatenato il desiderio di osservare quello che non vedevo e udire quello che non sentivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019emozione!&nbsp;&nbsp;Scaturita quasi dal nulla mi ha riportato a correre di meno e osservare di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019emozione, non \u00e8 stato un grido nel deserto, ma un grido&nbsp;&nbsp;per svegliare sentimenti nascosti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi rendo conto che tutto quello che scopro, era coperto da un modo di vivere distratto.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019emozione, mi ha fatto scoprire il valore della comunicazione, non solo con i paesaggi che mi circondano, ma anche persone come Renato.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019emozione ha creato una bella opportunit\u00e0: asciugare due lacrime dopo oltre sessant\u2019anni e accorgermi che vivo in una splendida citt\u00e0&nbsp;&nbsp;circondato non solo da storici paesaggi, ma anche da gente semplice e meravigliose.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_47623\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"47623\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo oltre sessant\u2019anni di duro lavoro, finalmente vidi il mio viso disegnato da profonde rughe colorate da sembrare un manifesto del tempo. 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