{"id":476,"date":"2009-01-18T18:44:44","date_gmt":"2009-01-18T17:44:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=476"},"modified":"2009-01-18T18:44:44","modified_gmt":"2009-01-18T17:44:44","slug":"io-vengo-dal-morto-e-tu-dici-che-e-vivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=476","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Io vengo dal morto e tu dici che \u00e8 vivo&#8221; di Antonio Marco Iorio"},"content":{"rendered":"<div>(Tic &#8211; 7.58 &#8211; Tac)(Tic &#8211; 7.59 &#8211; Tac)(Tic- 8.00 driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiinnnnnn)<br \/>\nLo stridio della sveglia perfor\u00f2 l\u2019alone di una notte ad alta densit\u00e0 onirica. Giovanni si dest\u00f2 di soprassalto, sbarrando le palpebre come se si fosse azionato l\u2019antifurto del sub-conscio e con uno scatto canino del braccio destro si liber\u00f2 dal dolce assedio del plaid. Ne aveva sperimentate tante, e dopo centinaia di test stralunati cap\u00ec che l\u2019unico modo per uscire subito dal cono d\u2019ombra del R.e.m. era quello di passare dal caldo materno della coperta al freddo paterno del nuovo giorno. Solo un violento shock termico lo spronava al faticoso mestiere del mattino. In pigiama Giovanni annasp\u00f2 verso la scrivania raccogliendo libri e quaderni e penne e diari. Una volta compressa nell\u2019Invicta l\u2019attrezzatura da studente del primo anno di liceo, Nino pass\u00f2 alla fase B, di sicuro la meno impegnativa: vestirsi. Ma visto che il tempo scarseggiava non pot\u00e8 fare altro che indossare i panni del giorno prima, un jeans pi\u00f9 largo di un paio di taglie regalatogli dalla nonna per Natale, la camicia azzurra appartenuta a sua fratello Egidio una decina di anni prima ed il maglione di lana, opprimente come il pastrano di una Guardia Rossa nella Kolyma. Nel mentre, una spruzzatina di deodorante spray, due colpi di spazzola per domare le vertigini uterine tra i capelli arruffati ed il grande affanno della vestizione quotidiana, un rito che si ripeteva costante con meccanica ortodossia, volse al termine.<br \/>\nQuel luned\u00ec aveva un sapore posticcio, diverso da tutti gli altri succedutisi dall\u2019inizio dell\u2019anno scolastico: era l\u2019antivigilia della Nativit\u00e0, ed appena altre quattro ore di passione tra i banchi separavano Giovanni da un lungo intermezzo di abbuffate con la sacra famiglia al completo frammiste a visite da nonni\/zii\/cugini. Una prospettiva poco allettante per Nino, il quale ormai, non pensava ad altro se non alla SUA pelle di porcellana lucida, all\u2019azzurro vespertino delle iridi pregne di incanto, alle labbra rosa a forma di giglio. La pausa natalizia lo angosciava come un black out improvviso, di quelli che condannano le esistenze al buio pesto per motivi meramente burocratici. Scampoli di inquietudine sbocciarono carsici e Giovanni si precipit\u00f2 verso la porta della cameretta ancora avvolta nella penombra, la spalanc\u00f2 e pass\u00f2 oltre. Nel corridoio stretto e lungo, i fasci di lampadine che stritolavano l\u2019abete di plastica diffondevano un alone di luce tremante. Tra le mensole alle pareti, un magma disarticolato di addobbi natalizi, piccole statuette di Santa Claus e candele di cera dorata. I suoi genitori, come sempre, erano gi\u00e0 svegli e parlottavano tra di loro al di l\u00e0 dell\u2019uscio della cucina. Con passo di gatto ramingo, Gianni si accost\u00f2 al muro e senza farsi sentire ascolt\u00f2 l\u2019alternarsi ritmico delle voci soffocate della Mamma e del Pap\u00e0:<br \/>\n\u201cNon voglio che nostro figlio cresca insieme a quel teppista\u201d, disse la M\u00e0.<br \/>\n\u201cTutto sommato si tratta ancora di un adolescente\u201d, rispose il P\u00e0.<br \/>\n\u201cGiorgio, ma che dici? Camorristi si nasce, te ne sei dimenticato? Sai chi \u00e8 suo padre? Ti ricordi cosa ha fatto?\u201d<br \/>\n\u201cCerto, certo\u201d<br \/>\n\u201cEh no caro, lascia che ti rinfreschi la memoria. Pasquale Cicciariello \u00e8 il figlio di Salvatore, il boss che ha comandato la tentata strage di San Gennaro in combutta con Mario Zagamia e Walter Schiattone. Ed io non voglio che il compagno di banco di mio figlio sia il primogenito di un assassino, capisci?\u201d<br \/>\n\u201cSi, si, dannazione, capisco. E allora dimmi, che dovremmo fare?\u201d, rispose il Pap\u00e0 con una smorfia di fastidio disegnata sul volto ben rasato.<br \/>\n\u201cSemplice, andiamo dal preside del Liceo e diciamogli che per motivi di lavoro per noi \u00e8 meglio che Ninotto frequenti il liceo di Aversa. Niente spiegazioni e niente domande. Non credo che ci sia altra soluzione\u201d.<br \/>\nGiovanni rimase immobile, senza fiatare, con le orecchie drizzate a m\u00f2 di antenne, e non appena capt\u00f2 quel piano diabolico architettato a sua insaputa dalla Madre e dal Padre url\u00f2 dal corridoio.<br \/>\n\u201cIo vado, ci vediamo dopo\u201d<br \/>\n\u201cAspetta\u2026.\u201d, invoc\u00f2 la madre di rimpallo.<br \/>\n\u201cNo, sono in ritardo devo scappare\u201d<br \/>\nSgattaiolando Nino guadagn\u00f2 l\u2019attaccapanni, afferr\u00f2 il giubbotto e usc\u00ec di casa, dirigendosi verso la Bmx Exit con cerchi in alluminio a 48 fori e telaio verde Hi-Ten freestyle. Balz\u00f2 in sella e ruzzol\u00f2 in strada pedalando con furia, nel tentativo di lasciarsi dietro pensieri cupi e lacrime a mezz\u2019aria.<\/div>\n<p>A bordo della sua bici nuova di zecca, Giovanni sfrecciava a 50 all\u2019ora tra le venelle di Castel di Principe. Il fruscio dei raggi che ruotavano fulminei gli procurava una sensazione di volatilit\u00e0 mai provata prima. La Bmx era il suo ippogrifo verde, e con sferzate rapide del manubrio Giovanni schivava passanti ancora assonnati e macchine parcheggiate di raso ai muri delle case. Volava oltre i cancelli grigi sormontati dalle telecamere a circuito chiuso, al di l\u00e0 delle inferriate delle ville faraoniche degli uomini di malaffare e le botteghe degli artigiani che sistemavano merci nelle vetrine agghindate a festa. La Exit con cerchi in alluminio era un capolavoro in locomotion, leggera ed assertiva. Suo padre l\u2019aveva comprata allo spaccio della Nato di Gricignano e lui non aveva resistito: senza aspettare il 25 notte scart\u00f2 il pacco da regalo e prese subito possesso della sua Lamborghini a due ruote. E quella mattina dell\u2019antivigilia Gianni stantuffava sui pedali e malediceva chi tramava oltre l\u2019uscio della cucina per strapparlo via dalla SUA calamita di pelle liscia e scivolosa, dal SUO mare azzurro sormontato da nuvole euritmiche, dalle SUE labbra rosa a forma di giglio che quando si schiudevano in un sorriso coloravano l\u2019orizzonte di fucsia. D\u2019un tratto, mentre percorreva a tutta velocit\u00e0 via Scatozza, Nino fu costretto a frenare per evitare di schiantarsi contro un motorino Hornet che, sbucando all\u2019improvviso, si era piazzato nel centro della strada. I freni a disco bloccarono le ruote all\u2019istante e la Bmx slitt\u00f2 fermandosi giusto a pochi centimetri dallo scooter sul quale c\u2019erano due giovinastri senza casco. Li riconobbe subito: alla guida c\u2019era Paride Schiattone, detto \u201cIl Pitbull\u201d nipote di secondo grado del super-boss condannato all\u2019ergastolo in quanto mandante di sedici efferati omicidi e dietro di lui Castrese Zagamia, alias \u201cLa Iena\u201d, secondogenito del venticinquesimo latitante pi\u00f9 pericoloso d\u2019Italia. Giovanni rest\u00f2 immobile e cap\u00ec subito di essere in serio pericolo.<br \/>\n\u201cCumpariello\u201d, sibil\u00f2 ironico Paride Schiattone scendendo dal motorino, \u201cma che bella bicicletta che ti sei comprato. Fammi fare un giro, dai\u201d<br \/>\nSenza opporre alcuna resistenza, per puro spirito di sopravvivenza, Giovanni acconsent\u00ec farfugliando a testa bassa: \u201cE va bene, ecco qua\u201d<br \/>\nParide afferr\u00f2 il manubrio con le mani tozze ricoperte da una peluria tipo lupo mannaro, mont\u00f2 sul sediolino con un salto goffo, si gir\u00f2 verso Castrese Zagamia e sghignazz\u00f2:<br \/>\n\u201cAzzo e com\u2019\u00e8 tosto st\u00f2 sediolino, si vede che al culo del nostro cumpariello ci piace cos\u00ec duro\u201d. Poi, ridendo beffardo, inizi\u00f2 a pedalare verso la strada sulla destra: \u201cOooo, levatevi davanti che vi butto sotto, mannaggia i cani di cancello\u201d, url\u00f2 goliardico a dei pedoni immaginari.<br \/>\nZagamia, dal canto suo, accese una Marlboro rossa serrando le mascelle prorompenti. Giovanni, pietrificato, contava gli attimi e poi i minuti, diventando sempre pi\u00f9 ansioso. Tuttavia, evitava di palesare all\u2019altro scagnozzo la sua inquietudine, altrimenti, e lui lo sapeva bene, sarebbe stato deriso o, tanto peggio, selvaggiamente picchiato per il solo motivo di aver manifestato impazienza. Senza dare troppo nell\u2019occhio, sbirci\u00f2 il cellulare: otto e un quarto, altri venti minuti e sarebbe suonata la campanella.<br \/>\nInizi\u00f2 a temere che non ce l\u2019avrebbe fatta ad entrare in tempo, che il bidello del Liceo, tale don Raffaele Tavoletta, lo avrebbe ricoperto di insulti intimandogli di tornarsene a casa, come faceva sempre quando Giovanni arrivava in ritardo. Sebbene Nino si mosse come un ninja per riporre nella tasca del giubbotto il Nokia, Castrese Zagamia intercett\u00f2 i suoi armeggiamenti con il telefonino ed intim\u00f2: \u201cChe \u00e8 stato? Vai di fretta? Vuoi chiamare la mamma?\u201d<br \/>\n\u201cNo, no, quando mai, stavo controllando se mi era arrivato un messaggio\u201d<br \/>\n\u201cAh si, dammi qua\u201d, con un guizzo Castrese alias \u201cLa Iena\u201d strapp\u00f2 il cellulare dalle mani di Giovanni, il quale, ebbe un singulto incondizionato di pura ribellione e grid\u00f2: \u201cOoo, ridammelo\u201d.<br \/>\nProprio in quel frangente, a bordo della Bmx Exit verde fiammante, comparve dal retro Paride Schiattone. Sgommando, \u201cIl Pitbull\u201d si frappose tra i due contendenti e ringhi\u00f2 minaccioso verso Giovanni:<br \/>\n\u201cCumpari\u00e8 non ti innervosire pi\u00f9 di tanto che ti rovini il fegato\u201d, poi lasci\u00f2 crollare a terra la bici che, schiantandosi, emise un vagito metallico. Non pago, Paride tir\u00f2 un calcio alla ruota e diversi raggi si spaccarono in due come grissini. Un brivido gelido saett\u00f2 sulla schiena di Gianni.<br \/>\n\u201cE allora, che vogliamo fare? I prepotenti vogliamo fare\u201d, disse con tono di sfida il nipote del super boss mentre si avvicin\u00f2 alla sua preda tanto che i loro volti quasi si sfioravano. Il suo alito appestato dalla nicotina e gli occhi cerchiati dalle borse nere occupavano tutto il campo visivo del malcapitato che, nonostante la paura viscerale riusc\u00ec a mantenere la calma senza mostrare segni di cedimento emotivo. Il cuore gli batteva a mille e Giovanni sperava che qualche automobilista di passaggio si sarebbe fermato per salvarlo da quella mala parata.<br \/>\nPurtroppo, ogni attesa fu vana. L\u2019indifferenza, come l\u2019asfalto, percorreva le strade di quel paese di confine nella Terra dei Mazzoni. Paride, pi\u00f9 minaccioso che mai, rugg\u00ec: \u201cVuoi vedere che ti taglio la testa?\u201d. In un nanosecondo il personal computer incastonato nel cranio di Giovanni elabor\u00f2 l\u2019output: (((se dico Si, questo mi uccide di botte, invece, se opto per il No forse sopravvivo))).<br \/>\n\u201cNo\u201d, sentenzi\u00f2 allora Nino con tutta la calma possibile.<br \/>\nLa risposta, piatta e serafica, spiazz\u00f2 Paride detto \u201cIl Pitbull\u201d.<br \/>\n\u201cCome no?\u201d<br \/>\n\u201cEh, scusami, ho detto no, non voglio vedere come mi picchi\u201d<br \/>\n\u201cAaaaaazzo\u201d, tagli\u00f2 corto Paride, \u201cma allora vedi che sei un piccione? Allora vedi che sei un ricchione senza palle\u201d. E mentre il nipote del super boss si apprestava a sferrare un pugno in faccia a Giovanni le note di un brano cantato da Gennarino Diana irruppero tra il nipote di sangue del superboss e la sua docile gallina ormai pronta per essere spennata. Una Smart color viola sgargiante si era accostata ai tre giovani castellani. Dalle casse dello stereo pompava ad altissimo volume l\u2019ultimo hit del neo-melodico di Ischitella, amatissimo tra i carcerati nella casa circondariale di San Tammaro. Dalla Smart scese lentamente un giovanotto vestito di tutto punto. Indossava stivaletti Hogan con stringhe argentate, un blu jeans attillato della Richmond, una camicia di stoffa color rosa schocking con piccoli brillanti Swarovski che spuntavano dalle asole e grandi lettere nere ricamate sui polsini: SC. Le iniziali di Simmaco Cicciariello, figlio dell\u2019attuale reggente del clan e committente della tentata strage di San Gennaro, rispettato e venerato da tutti in quanto unico erede dell\u2019impero criminale costruito con sangue e sudore da suo padre, l\u2019osannato mammasantissima. Intanto che si avvicinava a Paride e Giovanni, Simmaco alz\u00f2 il colletto della camicia con un gesto hollywoodiano, e tutti poterono ammirare altre due stringhe nere a forma di SC.<br \/>\n\u201cEmb\u00e8?\u201d, chiese con voce ferma e possente, \u201cche succede qua?\u201d<br \/>\n\u201cOOoo Simmaco\u201d, rispose docile Paride che sino ad allora aveva soltanto ringhiato.<br \/>\n\u201cNiente, \u00e8 tutto a posto. Questo canarino ha sbagliato a parlare\u201d<br \/>\n\u201cPerch\u00e9\u201d, chiese Simmaco, \u201cche fa detto?\u201d. Giovanni, incredulo, lo scrut\u00f2 a bocca aperta. Quel ragazzo di 16 anni che gi\u00e0 guidava una Smart era il suo compagno di classe da poco meno di una settimana, ossia da quando era stato scarcerato dal riformatorio per aver pestato a sangue un ignaro supplente che aveva osato appioppargli un due al compito di latino. I suo genitori, quella mattina, parlavano proprio di Simmaco e non volevano per nessun motivo al mondo che il loro amato figlio unico frequentasse lui e tutti i bulli della sua risma.<br \/>\n\u201cCome che ha fatto?\u201d, domand\u00f2 a s\u00e9 stesso Paride, \u201cma non lo vedi che \u00e8 un piccione? Quanto \u00e8 vero iddio m\u00f2 gli stacco la testa a morsi\u201d.<br \/>\n\u201cUeeeeeee\u201d, fece Simmaco, \u201ce non ti dare tutto st\u00f2 fastidio. Ma quale piccione, non lo sai che Giovanni tiene un pesce grosso cos\u00ec?\u201d, e indic\u00f2 con la mano destra sull\u2019avambraccio le dimensioni del pene del suo compagno di studi.<br \/>\n\u201cSimmaco, ma sei impazzito? Questo \u00e8 un ricchione senza palle\u201d<br \/>\n\u201cParide, bello al fratello, ora basta. Io vengo dal morto e tu dici che \u00e8 vivo. Ti assicuro che Ninotto c\u2019ha un pesce grande cos\u00ec e m\u00f2 lasciateci in pace che ci penso io a lui\u201d. Senza battere ciglio, Giovanni guard\u00f2 per l\u2019ultima volta quella che doveva essere la sua dolce vittima sacrificale, poi sput\u00f2 per terra e si mise alla guida dell\u2019Hornet sfrecciando via a tutto gas. Quando i due lupi se ne andarono con la coda tra le gambe, Giovanni sollev\u00f2 da terra la bicicletta malconcia, poi osserv\u00f2 Simmaco di sbieco e, abbassando la testa, sussurr\u00f2 all\u2019erede di don Pasquale Cicciariello: \u201cGrazie\u2026\u201d<br \/>\nSimmaco grugn\u00ec, vide che i raggi della ruota si erano rotti e sugger\u00ec a Nino: \u201cMettila sul retro che ti accompagno io a scuola\u201d.<br \/>\nGiovanni afferr\u00f2 la Bmx poi smont\u00f2 la ruota anteriore, apr\u00ec il portabagagli della Smart e caric\u00f2 sul retro la bici. Infine, si sedette al fianco di Simmaco e per un momento si sent\u00ec forte come un leone di fronte ad un elefante addomesticato.<\/p>\n<p>All\u2019ingresso del Liceo statale, don Raffaele Tavoletta, alias \u201cIl guardiano\u201d, ossia il bidello pi\u00f9 temuto da tutti i ritardatari cronici, stava per chiudere il portone centrale della scuola. Erano le nove meno cinque, ed oltre quindici minuti erano trascorsi dal limite massimo per entrare alla prima ora. Giovanni gi\u00e0 si immaginava una ramanzina gratuita in stretto dialetto castellese. D\u2019altronde non era certo la prima volta che si presentava fuori tempo massimo. Ma questa volta impugnava il coltello dalla parte del manico. Al suo fianco camminava spavaldo un ragazzo che calzava gli stivaletti Hogan ed una camicia color rosa sgargiante con due grandi lettere nere ricamate sui polsini: SC.<br \/>\n\u201cCiao Simmaco caro, come stai? Entra pure, prego\u2026prego\u201d, disse querulo don Raffaele mentre accennava un inchino con sommo stupore di Giovanni.<br \/>\n\u201cCon calma, vai gioia, vai e buon Natale a te e a tutta la Famiglia\u201d, aggiunse melenso. E allora, fianco a fianco, Simmaco e Giovanni passarono oltre le porte chiuse delle aule da cui sgusciavano stralci sonori di lezioni di latino, urla isteriche di professori in burnout e grida di alunni scatenati. I termosifoni emanavano aloni di calore artefatto e dalle finestre sbarrate con massicce inferriate filtravano bagliori sonnolenti dal mattino dell\u2019antivigilia del Natale. Se avesse potuto scegliere una canzone come colonna sonora di quella mattinata di gloria vissuta, Giovanni avrebbe scelto Lunchbox di Marylin Manson. Chiss\u00e0 se Simmaco ascoltava Marylin Manson. Ma Nino con il suo pesce grosso cos\u00ec, prefer\u00ec gettare acqua stantia sulla vampata di curiosit\u00e0. Giunti sull\u2019uscio della loro aula, la Prima D, Simmaco apr\u00ec la porta senza bussare: un privilegio riservato a pochi, forse solo a don Tavoletta ed al Preside. La professoressa di Matematica, quella cagna della Di Cerbo, si gir\u00f2 di scatto. Tutto si aspettava tranne che la sagoma enorme ed inquietante del rampollo de iper-boss. Se fosse entrato uno sfigato qualsiasi dei suoi discenti, l\u2019immonda avrebbe urlato come un\u2019ossessa e tutti si sarebbero messi a ridere. Ed invece la professoressa non batt\u00e8 ciglio e la classe rest\u00f2 muta. Simmaco si diresse verso il suo banco e Giovanni, finalmente, raggiunse la SUA agognata meta. Pi\u00f9 di una volta, in quel dannato luned\u00ec dell\u2019antivigilia, ebbe paura di non farcela in tempo, di non riuscire ad incontrare LEI per l\u2019ultima volta prima della pausa natalizia. Al solo pensiero di passare due settimane di fila senza contemplarLA, il cuore starnazzava al suolo come una papera dalle ali tarpate. Per grazia ricevuta, al termine di una travagliata mezz\u2019ora sulle strade di Castel di Principe, Giovanni poteva finalmente contemplare la Sua bambolina di porcellana traslucida, l\u2019azzurro vespertino delle iridi, le labbra rosa a forma di giglio che quando si schiudevano in un sorriso coloravano l\u2019orizzonte di fucsia. Eccola, la sua unica edera in quel delirio urbano di case ammassate, radiosa come l\u2019alba del Giorno del Giudizio e limpida come la luna che si specchia nell\u2019acquitrino languido di un allevamento di bufale dormienti. La guard\u00f2 negli occhi e telepaticamente sussurr\u00f2: \u201cNon temere, non permetter\u00f2 a nessuno di separarci. N\u00e9 ai miei genitori, n\u00e9 a Paride Schiattone, n\u00e9 a don Tavoletta\u201d. Una volta sedutosi al SUO fianco, al penultimo banco, si gir\u00f2 in avanti e vide Simmaco che, dopo essersi sistemato al suo posto si alz\u00f2 di nuovo il colletto della camicia per mostrare alla professoressa, in segno di sfida, le due enormi SC ricamate. Poi si volt\u00f2 verso il suo unico raggio di luce e le lanci\u00f2 un timido, timidissimo sorriso. Infine, fece scivolare il braccio sotto il banco, e al riparo da occhi indiscreti, le prese la mano, stringendola forte in una flebile carezza. Il settimo cielo tra le sue dita. Ora, Si. Se Paride Schiattone gli avesse chiesto \u201cvuoi vedere come ti taglio la testa?\u201d Gianni il piccione avrebbe risposto \u201cSi, fai pure&#8230;&#8221;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_476\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"476\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Tic &#8211; 7.58 &#8211; Tac)(Tic &#8211; 7.59 &#8211; Tac)(Tic- 8.00 driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiinnnnnn) Lo stridio della sveglia perfor\u00f2 l\u2019alone di una notte ad alta densit\u00e0 onirica. Giovanni si dest\u00f2 di soprassalto, sbarrando le palpebre come se si fosse azionato l\u2019antifurto del sub-conscio e con uno scatto canino del braccio destro si liber\u00f2 dal dolce assedio del plaid. [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_476\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"476\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":123,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-476","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2009"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/476"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/123"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=476"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/476\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=476"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=476"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=476"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}