{"id":47543,"date":"2021-12-03T11:18:02","date_gmt":"2021-12-03T10:18:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47543"},"modified":"2021-12-03T13:12:26","modified_gmt":"2021-12-03T12:12:26","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-il-giocoliere-di-isabella-ciuca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47543","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Il giocoliere&#8221; di Isabella Ciuca"},"content":{"rendered":"\n<p>Sono un giocoliere. Davanti ad un vasto pubblico che osserva severo la mia esibizione, lancio in aria cinque palline di vetro. Se dovessero cadere, il che potrebbe succedere in ogni momento, le palline si frantumerebbero in mille pezzi ed il mio numero sarebbe un fiasco. Il pubblico: Amici, Famiglia, Colleghi, il Medico. Insomma, il peggior pubblico possibile per qualsiasi artista. Tutti mi guardano, analizzando i miei movimenti, misurando l\u2019altezza che riescono a raggiungere le palline, indicando il sudore che mi cola dalla fronte per cercare di tenere le sfere tutte quante in quota e di farle girare, senza sosta, il pi\u00f9 velocemente possibile. Il mio \u00e8 un gioco infinito ed io, ho paura. Un brivido mi percorre costantemente la schiena, come se stesse sempre per succedere qualcosa, come quando si batte il rigore al novantesimo minuto, o quando si aspetta che suoni la campanella del venerd\u00ec o quando si aspetta che qualcuno esca dalla sala operatoria. Faccio roteare le palline senza fermarmi mai. Non posso smettere perch\u00e9, la mia, \u00e8 una platea esigente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Sono un giocoliere. Lancio in aria cinque palline di vetro. Ogni pallina ha un ruolo e il suo tifo esclusivo. Per gestire le palline al meglio, devo mantenere un certo ritmo. Se rallento un po&#8217;, rischio di perderne una, se non tutte. Qualsiasi cosa succeda, devo farle girare, in continuazione, ad una velocit\u00e0 costante. Devo coordinare tutto il mio corpo per lanciarle in aria e riprenderle, senza farne cadere nemmeno una. A volte ho pensato di concentrami solo su una pallina, o al massimo su due, fare qualche numero speciale, dimenticarmi delle altre per un po&#8217;, far divertire il pubblico, ognuno a temere e tifare per la sopravvivenza della propria pallina. Ma non posso farlo, con quel brivido dietro la schiena. Gli spettatori sono seduti in quattro tribune diverse. A volte si mischiano tra loro, certi Colleghi si spostano tra gli Amici, il Medico va a salutare la Famiglia, la Famiglia invita gli Amici a mangiare dei popcorn. Capita che il mio Capo discuta con mia Moglie, che mia Moglie discuta con mia Madre, che i Colleghi discutano tra loro. Il Medico, invece, a turno litiga con tutti o forse, tutti litigano con lui. Spesso non riesco a sentire bene cosa dicono, le voci rimbombano nel teatro, soprattutto quando parlano tutti insieme. Quei momenti mi confondono, mi rendono irrequieto, quasi vorrei mollare tutte le palline e ritirarmi nel mio camerino, ma no, sono inchiodato a terra in un equilibrio precario e sbilenco.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono un giocoliere. Lancio in aria cinque palline di vetro. Ogni pallina ha un ruolo e il suo tifo esclusivo. Devo compiacere il pubblico. Una pallina \u00e8 per la Famiglia, una per gli Amici, una per la Salute, una per il Lavoro e l\u2019ultima \u00e8 il Cuore. Io gioco con loro, le tiro in aria e le riprendo, le scambio, le passo da una mano all\u2019altra, me le faccio girare dietro la schiena o scivolare tra le gambe. Io gioco con loro, in un gioco eterno e pericoloso dove al minimo sbaglio le palline potrebbero distruggersi in una pioggia di schegge. A volte sono pi\u00f9 concentrato sul gioco che sui suoi momenti. A volte mi chiedo se, in un\u2019altra vita, ero io ad essere uno spettatore. La platea mi incita. Capita che si organizzino per tifare tutti insieme. Spesso, non \u00e8 scontato, inizia la Famiglia: uno dopo l\u2019altro, gli spettatori seduti nella prima tribuna alzano e abbassano le braccia in sequenza, trasmettendo il movimento al pubblico immediatamente adiacente, come se si sollevasse e abbassasse un\u2019onda. Se a qualcuno non \u00e8 piaciuto il numero, l\u2019onda si interrompe. Quando il tifo non \u00e8 concorde, mi demoralizzo molto. Quando questo accade, il Cuore sembra pi\u00f9 pesante delle altre palline. Dentro, quella pallina \u00e8 fumosa, opaca, pulsante. Quando questo accade, perdo un po&#8217; il ritmo. Mi sento le gambe molli e le braccia deboli, mi gira la testa. Quando questo accade, gestire le palline mi sembra impossibile. Quando il pubblico non tifa all\u2019unisono, ho paura che le palline mi cadano. Anche il pubblico ha paura, serpeggia una contagiosa tensione. Il brivido nella schiena si fa insopportabile e diventa un dolore acuto, mi si mozza il respiro. Quando questo accade, quando loro si accorgono che le rispettive palline rischiano di cadere, molti smettono di incitarmi e iniziano a darmi addosso. A volte mi insultano, mi spingono, mi tirano delle cose, mi danno le spalle, confabulano tra loro scuotendo la testa. Qualcuno esce dalle tribune e non sempre torna indietro. Qualcuno, poi, non l\u2019ho pi\u00f9 visto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono un giocoliere. Lancio in aria cinque palline di vetro. Ogni pallina ha un ruolo e il suo tifo esclusivo. Devo compiacere il pubblico. Dietro di me, un grande schermo proietta le immagini della mia vita. Sono stato promosso. Con una bottiglia in mano, brindo con il mio Capo che mi raggiunge sul capo e mi annaffia di spumante. Met\u00e0 dei Colleghi esulta, gli Amici soffiano dentro delle trombette colorate, la Famiglia ordina champagne al venditore ambulante, il Medico osserva roteare in aria la sua pallina, si riversano tutti sul palco per stringersi intorno a me come in un caloroso abbraccio. Io, in un lampo di entusiasmo, faccio schizzare in alto il Lavoro, le altre palline rimangono a bassa quota, roteano sommessamente qualche metro pi\u00f9 in basso. Nascono i miei figli, gli Amici portano regali alla Famiglia, i Colleghi si congratulano, qualcuno si sfrega le mani, il mio Capo incrocia le braccia, il Medico prescrive vitamine. Mia moglie sale sul palco a farmi vedere il neonato, mi riempie di baci. Sono pazzo di gioia, la pallina della Famiglia vola a metri dal suolo, il Lavoro rischia di scapparmi di mano a qualche centimetro da terra. Vinco alla lotteria, la Famiglia balla, gli Amici e i Colleghi si trasferiscono in massa nella tribuna con mia Moglie, il Medico presenta parcelle, le palline sono tutte in orbita, muovo le braccia come un pazzo, le recupero con una capriola. Dalle tribune il pubblico mi sommerge con una pioggia di banconote. Ma quel brivido non mi abbandona mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono un giocoliere. Lancio in aria cinque palline di vetro. Ogni pallina ha un ruolo e il suo tifo esclusivo. Devo compiacere il pubblico. Dietro di me, un grande schermo proietta le immagini della mia vita. Sono alla scrivania, sommerso dalle carte e dai capelli bianchi, sono le 23.00. Non torno mai a casa. I Colleghi sono grigi, qualcuno dorme, qualcuno si lancia aeroplanini di carta, il mio Capo approva e viene a darmi una pacca sulla schiena, Mia Moglie si \u00e8 voltata di spalle, i Bambini mi chiamano da lontano e poi corrono urlando verso di me tirandomi i loro giocattoli, gli Amici parlottano tra loro, mi indicano, qualcuno si avvicina e mi gira intorno preoccupato, qualcuno sembra intento a fare altro, il Medico mi ausculta il petto e prende appunti. La pallina del Lavoro \u00e8 pesantissima adesso, anche le altre in realt\u00e0, a ben guadarle sono piene di graffi, la presa \u00e8 insicura e tutte rischiano di cadere. Il Cuore fumoso \u00e8 quasi impossibile da sollevare, sar\u00e0 perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 mai nessuno che tifa solo per lui. Il funerale di mio padre. Lui non \u00e8 pi\u00f9 tra il pubblico. Bevo troppo. La mia Famiglia si abbraccia, piange, gli Amici vanno a trovare la Famiglia nella rispettiva tribuna, ci va anche qualche Collega, il mio Capo mi si piazza davanti sbattendo i piedi a terra con impazienza e schiocca le dita, il Medico \u00e8 preoccupato, scuote la testa, mi tira fuori le bottigliette di alcolici dalle tasche, mi getta in faccia dell\u2019acqua gelata, mi presenta un altro specialista con gli occhiali e un grosso quaderno di appunti. La pallina fumosa \u00e8 un macigno, le altre palline iniziano a creparsi, non splendono pi\u00f9, riflettono una luce irregolare, ho difficolt\u00e0 a tenerle sospese nell\u2019aria. Non mi riesco a riprendere, chiedo un periodo di aspettativa, al mio ritorno, faccio fotocopie. Il Lavoro mi scivola via dalle dita e cade a terra in mille pezzi. Ho perso il mio smalto, nel gioco e nella vita. Dopo la morte di mio padre, in mezzo alle fotocopie e alle bottiglie di gin non sono che l\u2019ombra di me stesso. Non amo pi\u00f9 mia Moglie. Lei ha avuto pazienza, mi \u00e8 stata vicino, ma adesso non ce la fa pi\u00f9. Ancora una volta, mi raggiunge sul palco, in preda ad un ultimo e disperato impeto d\u2019ira. Davanti alla mia faccia, inizia a gridare, mi prende a pugni sul petto, mi scrolla per le spalle, io non faccio che piangere. La Famiglia prova a fare un\u2019ultima capriola nell\u2019aria: non riesco a riacciuffarla, e cade a terra in mille pezzi. Mia moglie mi lascia, e si porta via uno dei bambini. Sono chiuso in me stesso, la schiena non mi sorregge il pi\u00f9, il brivido \u00e8 ormai un dolore cronico, Mio Padre \u00e8 morto, mia Moglie se ne \u00e8 andata, il lavoro fa schifo. Non ho voglia di vedere nessuno. I miei Amici si risentono, sono completamente sparito, si sono avvicinati a braccia aperte, mi hanno offerto aiuto e io non l\u2019ho accettato, mi hanno chiesto una mano, e non ho dato neanche un dito, mi sono spostato in fondo al palco in mezzo alla polvere pur di non vederli. Gli Amici esplodono in una nube di frammenti di vetro. Sto invecchiando e non mi sono curato, qualche goccetto di troppo e troppe sigarette. Lo facevano tutti, del resto la vita bisogna godersela ed ora, non mi sembra di essermela goduta poi cos\u00ec tanto questa vita. Il Medico perde le speranze: mi presenta il conto, firma la fattura e se ne va. La Salute si fracassa a terra con uno schiocco sordo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero un giocoliere. Nessuno pu\u00f2 fare il giocoliere con una sola pallina. La stringo in mano, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno di lanciarla, \u00e8 rimasta solo lei. Lo spettacolo \u00e8 finito ragazzi, vorrei dire al pubblico, ma non ci \u00e8 rimasto pi\u00f9 nessuno. Sono rimasto io, da solo, con il mio Cuore, quello ancora non l\u2019ho perduto. Il brivido \u00e8 un martello nel cervello, la pallina \u00e8 rovinata, scheggiata, opaca, ma la stringo ancora in mano. La strofino, vorrei lucidarla, conservarla bene. Mi metto il Cuore in tasca, ora spero che nessuno mi rubi quel poco che resta di me stesso. Mi chiedo cosa far\u00f2, senza pi\u00f9 nessuno al mio fianco, forse dovrei gettare a terra anche lui. Alla fine, lo faccio, quel brivido non lo sopporto pi\u00f9, non getto il Cuore oltre l\u2019ostacolo, lo butto a terra, ci salto sopra, lo pesto, le schegge sono dappertutto come dappertutto sono i frammenti della mia anima, perduta negli anni, si \u00e8 nascosta tra le fotocopie, nei silenzi, dentro l\u2019alcol, negli occhi tristi di mia Moglie, dietro l\u2019abbraccio che ho negato a un Amico, nel benservito che ho dato al Medico.<br>Penso sia finita ma ecco, vedo qualcuno rientrare nel teatro. Credo fossero tutti l\u00ec, magari nascosti dentro la nebbia del mio Cuore come mi nascondevo io tra la polvere, dispersi in mezzo a quei frammenti di vetro, \u00e8 incredibile, possono sempre spuntare fuori dei panchinari, quelli che richiamati in campo ti salvano la partita: finch\u00e9 c\u2019\u00e8 vita, c\u2019\u00e8 speranza, dicono, e io sono ancora vivo, anche se ho calpestato il mio Cuore a piedi uniti. Ecco mia figlia, perch\u00e9 le figlie ai padri un po&#8217; scapestrati perdonano tutto, il medico, buon segno, si vede che avr\u00f2 altre fatture da pagare o chiss\u00e0, magari col tempo \u00e8 diventato un amico, il mio compagno dell\u2019asilo, che non mi abbandonerebbe mai n\u00e9 sopra n\u00e9 sotto terra, il mio Capo, perch\u00e9 nella vita, anche quando pensi che te ne sia rimasta poca, non si pu\u00f2 pretendere di non avere rotture di scatole e infine ritrovo anche lui, il brivido, quel brivido che ci fa andare avanti sempre, ma solo fino all\u2019orlo del precipizio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_47543\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"47543\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono un giocoliere. 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