{"id":47522,"date":"2021-11-30T12:24:00","date_gmt":"2021-11-30T11:24:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47522"},"modified":"2021-11-30T12:24:01","modified_gmt":"2021-11-30T11:24:01","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-il-bambino-della-stazione-di-simona-ubertini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47522","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Il bambino della Stazione&#8221; di Simona Ubertini"},"content":{"rendered":"\n<p>Lo avevano visto camminare nei pressi della Stazione, quella piccola frazione di Montale che con la pioggia si trasformava nella citt\u00e0 galleggiante; piccolo e minuto, vestito con roba usata, un&#8217;accozzaglia di colori e stagioni.<br>Sempre sorridente, il suo fischio magico incantava i passeggeri in attesa ai binari.<br>La stazione ferroviaria aveva dato nome a quel posto ed era diventata la sua casa.<br>Gentile, i suoi modi ti entravano dentro, era facile ricordarsi di lui, il bambino della Stazione.<br>Non elemosinava, nessun cartello per chiedere qualche moneta in cambio della sua storia strappalacrime&#8230;<br>Mangiava, questo \u00e8 sicuro, il suo viso disteso ed i suoi occhi brillanti emanavano pace; la gente rispettava quell&#8217; essere libero, nel tempo, forse qualcuno aveva cercato la sua dimora, senza mai trovarla, le sue tracce si perdevano nel sottopasso, svanite nel nulla.<br>Storie fantastiche, di magie ed incantesimi, venivano raccontate ai bambini, il piccolo come sempre, spariva e riappariva, cos\u00ec,&nbsp; di punto in bianco e le chiacchiere si dissolvevano nell&#8217;aria placate dalle note armoniose delle sue melodie.<br>Una sera d&#8217;estate,&nbsp; si era fermato a mangiare un pezzetto di pizza seduto sul marciapiede, Gangale, il panificio a pochi metri dalla stazione lo aveva svegliato presto quel giorno l\u00ec,&nbsp; con un profumo di pane incredibile; aveva aperto gli occhi, immaginando il fornaio con la pala a sistemare le teglie nel forno e si era precipitato a guardare dal vetro tutte quelle prelibatezze.<br>L&#8217;uomo al banco lo aveva visto e finendo con l&#8217;ultimo cliente, aveva incartato un pezzo di pizza per portarglielo.<br>&#8220;Hai fame, sei mattiniero per essere cos\u00ec piccolo &#8211; questa \u00e9 per te&#8221; e la sua mano enorme ed infarinata si era allungata verso di lui.<br>Il bambino, immobile,&nbsp; con un sorriso sdentato lo aveva ringraziato, silenziosamente, inchinando la testa verso il basso.<br>Il parcheggio della stazione era quasi deserto, poche macchine, era inizio agosto, l&#8217;aria calda aveva lasciato spazio ad un lieve venticello.<br>Il piccolo, con la bocca unta e le mani sporche di pomodoro,&nbsp; aveva appoggiato a terra la carta con la pizza rimasta ed era corso in aiuto di una donna con troppi sacchetti della spesa, lui, secchino, secchino,&nbsp; aveva la forza di un uomo e la signora lo aveva ringraziato pi\u00f9 volte per quella cortesia.<br>Sdraiato sulla panchina ai lati della ferrovia, con la pancia piena ed un sorriso beato, aveva parlato alla luna prima che giungesse la notte.<br>Silenziose le sue parole, rumoroso il suo cuore, si era alzato per buttarle un bacio e lentamente si era diretto verso le scale del sottopasso.<br>Un uomo dall&#8217;altra parte dei binari lo aveva guardato, camminando verso i gradini, convinto di incontrarlo nel corridoio sottoterra.<br>Un lampo, forse un contatto, le luci del sottopasso si erano spente, l&#8217;immagine del bambino era diventato un fotogramma,&nbsp; forse lo aveva&nbsp; sognato&#8230;si guard\u00f2 intorno,&nbsp; stroppicciandosi gli occhi, quella giornata calda lo aveva sfinito, l&#8217;aperitivo bevuto qualche minuto prima, seduto al tavolino fuori dal bar, era stato il colpo di grazia e non era pi\u00f9 sicuro, il bambino della stazione gli era apparso o lo aveva solo immaginato?<br>Ancora frastornato aveva obliterato il biglietto sedendosi proprio sulla quella panchina dove aveva visto il ragazzino, e per un attimo, guardando la luna, gli sembr\u00f2 che sorridesse.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_47522\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"47522\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo avevano visto camminare nei pressi della Stazione, quella piccola frazione di Montale che con la pioggia si trasformava nella citt\u00e0 galleggiante; 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