{"id":47468,"date":"2021-11-22T17:59:06","date_gmt":"2021-11-22T16:59:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47468"},"modified":"2021-11-22T17:59:07","modified_gmt":"2021-11-22T16:59:07","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-prendimi-di-paola-pane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47468","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Prendimi&#8221; di Paola Pane"},"content":{"rendered":"\n<p>Astrid si chiudeva spesso in camera sua a leggere fumetti di ogni tipo. Veniva rapita da quelle storie e entrava in un mondo fantastico fatto di supereroi dai mille poteri, topolini parlanti o robot pensanti. Fintanto che non finiva di leggere, non se ne parlava di uscire dalla camera o di fare i compiti. Doveva assolutamente vedere come terminava ogni storia che leggeva.<\/p>\n\n\n\n<p>Sua mamma la lasciava in pace a godersi queste letture ed era contenta nel vederla impegnata in questa attivit\u00e0, che la teneva lontana dal giocare con un telefonino, come tutte le sue coetanee quattordicenni. Inoltre sapeva benissimo che leggere un fumetto, bench\u00e9 non si trattasse di letteratura propriamente detta, era una porta che l\u2019avrebbe condotta al mondo dei libri classici che anche lei aveva tanto amato, prima di venir distratta dal telefonino, che le impediva di finire qualsiasi libro ormai. Sua mamma infatti conosceva benissimo i rischi dei cellulari, essendo diventata lei stessa completamente dipendente dal suo, per le notifiche, i messaggi e le chat di ogni tipo che seguiva. Inoltre andava nel panico se non lo trovava quando lo lasciava in giro per la casa ogni volta in un posto diverso: \u201cMaledetto il giorno in cui hanno inventato i cellulari! Sono cresciuta benissimo senza di loro e ora ne sono diventata prigioniera!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai tutti vivevano con il telefonino sotto il naso, ostaggi dei richiami continui dei social media. Tutti gli amici di Astrid erano vittime della tecnologia e erano rimasti davvero pochi quelli che invece preferivano una lettura tradizionale, fatta di carta stampata e che non provenisse da uno schermo. Il suo amico Felix era tra questi, un fervido collezionista di vari generi di fumetti, la cui camera aveva il tipico profumo dei libri, un odore misto fra legno stantio, colla, erba e vaniglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Astrid lo andava a trovare per frugare tra i suoi scaffali, alla ricerca di fumetti da farsi prestare. Un giorno ne trov\u00f2 uno che attir\u00f2 la sua attenzione. Sulla copertina rosa c\u2019era scritto \u201cPRENDIMI!\u201d. Felix non ricordava di averlo comprato, ma decise di prestarglielo comunque, con la promessa di riportarglielo quando lo avesse terminato. \u201cMi raccomando Astrid, questo \u00e8 mio. Lo puoi leggere, ma non lo devi sgualcire e me lo devi ridare perch\u00e9 fa parte della mia collezione\u201d. Felix aveva una mania nel tenere i suoi giornaletti tutti ordinati e ben conservati. Alcuni li comprava anche solo per averli, senza leggerli. Li prestava solo a lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Astrid torn\u00f2 a casa, si vers\u00f2 una bibita e decise di cominciare a leggerlo. La storia cominciava cos\u00ec: &#8220;Cara lettrice, stenditi bene sul letto e poggia il bicchiere che hai in mano. Non vorrei che per errore facessi cadere una sola goccia di succo su queste pagine, rovinandole per sempre. Sfoglia questo fumetto con molta delicatezza, senza aprirlo troppo, altrimenti rischieresti di scollare le pagine. Bada bene a non danneggiarlo, alla fine capirai perch\u00e9, ne va della tua vita!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Astrid richiuse immediatamente il giornaletto e balz\u00f2 in piedi. \u201cCara lettrice? Poggia il bicchiere? Come fa l\u2019autore a sapere che sono una femmina e che ho un bicchiere in mano!? E poi perch\u00e9 ne va della mia vita?\u201d La ragazza fu presa dallo spavento e incominci\u00f2 a farsi tante domande ma allo stesso tempo cerc\u00f2 di rimanere calma e darsi qualche risposta: \u201cIl libro \u00e8 rosa, \u00e8 chiaro che \u00e8 per le femmine! Inoltre non c\u2019\u00e8 da temere, sembra un racconto del terrore, allora comincia bene!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La curiosit\u00e0 prevalse sulla paura e Astrid decise di stare al gioco e continuare la lettura, poggiando il bicchiere e stendendosi sul letto per riaprire il libro. Nella prima pagina si vedeva una cameretta piena di fumetti sparsi in giro, un poster di Justin Timberlake, costruzioni di lego e morbidi peluche dagli occhi brillanti, dove una ragazza stesa sul letto era intenta a leggere un fumetto: sembrava proprio lei in quell\u2019istante.<\/p>\n\n\n\n<p>Immedesimazione: questo \u00e8 il segreto di una storia vincente. Un sorriso malizioso si disegn\u00f2 sul viso di Astrid, mentre si apprestava a girare la pagina con molta attenzione, intenzionata ora ad andare fino in fondo alla storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Leggeva: \u201cVedi questa ragazza? Si chiama Ester. Ti piace perch\u00e9 ti somiglia. Come te \u00e8 una degli ultimi a non essere stata vinta dalla forza oscura dello smartphone. Guarda ora attentamente i suoi coetanei.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Le pagine successive mostravano disegni di ragazzini incollati ai telefonini, come in un rapporto oscuro dove il loro volto veniva quasi risucchiato dalla luce emanata dallo schermo. Sembravano zombie senza vita che giravano per le strade incuranti della realt\u00e0 che li circondava perch\u00e9 immersi nel loro mondo virtuale. Sfogliando ancora la storia, c\u2019erano disegni spettrali in bianco e nero che mostravano la fervida immaginazione di Ester, nei cui sogni apparivano scenari catastrofici: gli schermi risucchiavano chi li fissava, in una maledizione come quella in cui Medusa trasformava in pietra chi incrociasse il suo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Andando avanti nella storia, si vedeva Ester svegliarsi e poi andare a scuola per notare con sollievo che i suoi compagni erano ancora tutti l\u00ec, anche se in realt\u00e0 per lei erano assenti, assorti nei loro cellulari durante il tragitto verso la scuola, le pause, e certe volte addirittura durante le lezioni, mentre nascondevano il telefonino sotto il banco.<\/p>\n\n\n\n<p>Astrid si sofferm\u00f2 su queste immagini. Quante volte lei stessa aveva vissuto quelle situazioni e provato le stesse sensazioni immaginando scenari simili, quante volte si era sentita l\u2019unica viva in un mondo di zombie, rapiti da quei maledetti telefoni!<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCara lettrice, attenzione ora. Siamo in un fumetto, e qui ci\u00f2 che viene immaginato dal protagonista prende forma.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Le immagini successive infatti mostravano Ester improvvisamente ritrovarsi da sola, in una citt\u00e0 in cui le strade erano diventate deserte, eccetto per la presenza di centinaia di telefonini sparsi per terra qua e l\u00e0, in modo disordinato, da cui provenivano urla disperate. Erano le grida delle persone che erano state risucchiate dai propri cellulari, finite imprigionate negli schermi! Si trovavano nelle loro scatolette di metallo destinate a perdere la carica e a spegnersi per sempre, perch\u00e9 nessuno le avrebbe potute pi\u00f9 ricaricare.<\/p>\n\n\n\n<p>Le pagine successive contenevano il seguente testo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNel fumetto i sogni di Ester sono diventati realt\u00e0, ma non \u00e8 stato il fumetto, n\u00e9 la sua immaginazione a distruggere quelle vite, queste infatti si stavano gi\u00e0 spegnendo. Il fumetto ha solamente mostrato la realt\u00e0 in un\u2019altra forma. Ester \u00e8 fra gli ultimi esseri rimasti vivi: il fumetto la sta proteggendo, allontanandola dal sistema che trasforma tutti gli altri in zombie, per mezzo dei telefonini, che rappresentano le loro bare!<\/p>\n\n\n\n<p>Questo sta accadendo anche intorno a te, ma tranquilla, non ti succeder\u00e0 niente di male, finch\u00e9 continuerai a tenere vivo il tuo spirito, stando lontana da quegli aggeggi infernali. Devi unirti a noi, siamo tanti qui. Ester e i personaggi di questi mondi fantastici sono liberi, vivi e ti aspettano, devi solo continuare a usare la tua testa e la tua immaginazione.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Girando pagina nel fumetto, si leggeva una strana frase:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cNoi ci battiamo contro quel sistema che uccide lo spirito dell&#8217;uomo; noi siamo l&#8217;esempio per quei morti viventi che strisciano sulle strade fissando le loro infuocate bare di metallo. Noi dimostriamo con la nostra opera che lo spirito dell&#8217;uomo \u00e8 ancora vivo.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Astrid ora era pi\u00f9 confusa che mai, non tanto perch\u00e9 la sorprendeva uno scenario simile, ma perch\u00e9 tutto le sembrava qualcosa di gi\u00e0 vissuto, un d\u00e9j\u00e0-vu, o forse quelle erano solo le parole di un film* che aveva visto e rendevano tutto ancora pi\u00f9 misterioso. La sua immaginazione si intrecciava con la realt\u00e0 e i confini erano sempre pi\u00f9 sbiaditi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si domandava \u201cPerch\u00e9 ho sentito gi\u00e0 questa frase? Ma cosa importa? \u00c8 un discorso sensato, anche io ho spesso pensato che gli altri sono dei morti viventi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Dal giornaletto si sent\u00ec una voce gridare \u201cPRENDIMI!\u201d e da questo spunt\u00f2 una mano tesa verso l\u2019esterno. Astrid afferr\u00f2 quella mano senza pensarci troppo e fu tirata dentro il fumetto. Era Ester, che con un abbraccio la accolse in quel mondo pi\u00f9 vivo del suo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le pagine successive mostravano scene a colori di Ester e Astrid che passeggiavano in un mondo fiabesco, fatto di puffi, farfalle giganti e pesci parlanti, mentre canticchiavano la canzone degli A-Ha: \u201cTake on me\u201d: \u201cIt&#8217;s no better to be safe than sorry\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste scene idilliache vennero rotte da l\u00ec a breve da un tonfo. Astrid e Ester caddero per terra urtando sui bordi di qualcosa di molto duro.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre rimasero per un po\u2019 stordite a riprendersi, Astrid ud\u00ec un grido che echeggiava da lontano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cASTRID, dove sei?!?\u201d Erano le urla di sua mamma che la stava cercando nella sua cameretta e che aveva tirato le lenzuola dal letto gettando violentemente il fumetto rosa per terra. Era stata questa la causa della loro caduta! Adesso Astrid comprendeva come fosse importante custodire quel giornaletto con cura: era diventato il suo mondo!<\/p>\n\n\n\n<p>Non trovandola da nessuna parte, la mamma aveva anche chiamato Felix, facendolo arrivare immediatamente. Qualcosa di strano stava accadendo anche l\u00ec. Appena il cellulare della mamma si accese con una notifica, lei non fece in tempo a rispondere che ne venne risucchiata, come stava succedendo a tutti quelli che avevano un telefonino sotto gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Felix rimase da solo a fissare il fumetto rosa buttato per terra con quella scritta \u201cPRENDIMI!\u201d bene in evidenza. Gli girava la testa o forse era la camera di Astrid a girargli intorno mentre lui se ne stava l\u00ec impalato a decidere cosa fare per diversi istanti che sembravano lunghissimi.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine si chin\u00f2 per raccogliere il giornaletto con cura e cominci\u00f2 a leggere la storia. Iniziava cos\u00ec: &#8220;Caro lettore, stenditi bene sul letto. Non ti dir\u00f2 di sfogliare questo fumetto con delicatezza, perch\u00e9 so gi\u00e0 che saprai trattarlo bene.\u201d Felix si sdrai\u00f2 sul letto e si immerse nella lettura. Le immagini ritraevano un ragazzo intento a leggere un giornaletto nella sua cameretta, piena di scaffali su cui erano stese ordinatamente file di fumetti. Felix sent\u00ec anche l\u2019odore della carta dei suoi giornaletti e si gir\u00f2 per guardarsi intorno, per ritrovarsi a casa sua. Ma come era possibile, non si trovava a casa di Astrid invece poco prima? E come mai il fumetto ritraeva la sua camera e qualcuno che sembrava proprio lui?<\/p>\n\n\n\n<p>Smise di farsi troppe domande. Non ci era voluto molto a farlo immedesimare nel personaggio della storia che aveva ripreso a leggere e ora per lui contava solamente arrivare fino in fondo per vedere cosa sarebbe successo.<\/p>\n\n\n\n<p>E ora mi rivolgo a te, si proprio <strong>TU<\/strong> che stai leggendo questa storia, sai gi\u00e0 immaginarti come andr\u00e0 a finire?<\/p>\n\n\n\n<p>Caro lettore, stenditi bene sul letto, sfoglia delicatamente queste pagine e continua a leggere.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedrai che a Felix verr\u00e0 tesa una mano dal fumetto, che la afferrer\u00e0 e si immerger\u00e0 nel mondo fantastico con Astrid, con Ester e con me, vivendo mille avventure colorate.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quando chiameremo te, TU sarai pronto per unirti a noi o preferirai farti risucchiare dal tuo telefonino?<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_47468\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"47468\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Astrid si chiudeva spesso in camera sua a leggere fumetti di ogni tipo. 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