{"id":47405,"date":"2021-11-08T18:25:00","date_gmt":"2021-11-08T17:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47405"},"modified":"2021-11-08T18:31:15","modified_gmt":"2021-11-08T17:31:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-quel-treno-del-sud-di-francesco-lastaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47405","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Quel treno del sud&#8221; di Francesco Lastaria"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Era una fredda sera di febbraio e Luca affrettava il suo passo tra i vicoli stretti del borgo inseguito da una valanga di pensieri che affollavano la sua mente; le mani infilate nelle tasche del cappotto,il bavero alzato, avvertiva sul suo volto scarno l\u2019umidit\u00e0 che penetrava nella sua pelle,nelle sue ossa provocandogli&nbsp; una sensazione di&nbsp; freddo pungente.<\/p>\n\n\n\n<p>La luce della luna piena che si stagliava sull\u2019azzurro del mare attir\u00f2 la sua attenzione nel mentre\u00a0 svoltava nella piazzetta e per un attimo i suoi pensieri si fermarono\u00a0 e sent\u00ec il bisogno di affacciarsi sulla terrazza per ammirare lo spettacolo che si presentava ai suoi occhi : proprio l\u00ec\u00a0 dov\u2019era\u00a0 \u2026. \u2013 ma quanto tempo fa\u2019 ? \u2013 era con Daniela\u2026quanti ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano tornati da una serata in casa di amici e lui si era offerto di accompagnarla a casa; l\u2019aveva ammirata&nbsp; tutta la serata: i suoi occhi azzurri creavano un piacevole contrasto con i suoi capelli bruni,un corpo esile ,abbronzato, un velo di trucco che faceva&nbsp; risaltare la sua bellezza naturale,la curva del piccolo seno che si intravedeva nella scollatura del suo vestito a fiori;stavano ridendo di una sua battuta ,forse un po\u2019 stupida, e si trovarono d\u2019improvviso su quella terrazza, sotto la luce gialla di quel lampione che&nbsp; li&nbsp; illuminava,&nbsp; intimidita dallo splendore della luna.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu allora che i loro sguardi si incrociarono, che le loro mani si toccarono ,che i loro occhi si socchiusero e le loro bocche si fusero in un languido bacio.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&nbsp; vociare chiassoso di ragazzi lo distolse dai suoi pensieri e a passi svelti riprese il suo cammino ; era suonata la mezzanotte dal campanile della piccola chiesetta quando apr\u00ec l\u2019uscio di casa&nbsp; e si avvi\u00f2 verso la sua stanzetta:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201d Luca, sei tu?\u201d\u2026\u201d Si dormi mamma, che \u00e8 tardi\u201d.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Entr\u00f2 nella sua cameretta ,accese la luce e si guard\u00f2 intorno , sulla parete bianca facevano bella mostra&nbsp; foto di tanti anni fa\u2019: lui e Daniela in riva al loro mare blu, suo padre in alta uniforme da carabiniere , l\u2019ultima foto prima che venisse ucciso in quel tentativo di rapina , affianco una medaglia d\u2019oro al valore;erano passati oramai dieci anni ,era un ragazzo di diciassette anni,studente liceale di belle speranze e d\u2019un colpo&nbsp; tutta la sua vita cambi\u00f2 e d\u2019improvviso tutto il carico e la responsabilit\u00e0 della famiglia ricaddero sulle sue spalle; dai banchi di scuola all\u2019officina dello zio il passo fu breve e le sue mani affusolate&nbsp; che accarezzavano i tasti di quel vecchio pianoforte si sporcarono del grasso delle auto riparare; dieci anni ed ora era capo reparto in Fiat a Mirafiori, una valigia di cartone,le lacrime di<\/p>\n\n\n\n<p>sua madre e quel treno che lo portava cos\u00ec lontano!<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Daniela era venuta alla stazione quel giorno ,non una parola lungo tutto il percorso ma solo la sua mano che stringeva la mano di Luca quasi a volerlo trattenere :\u201dnon partire\u201d sembravano dire&nbsp; i suoi occhi che mai erano stati cos\u00ec luminosi ,poi le sua bocca&nbsp; sfior\u00f2&nbsp; quella di Luca e mentre il vecchio&nbsp; capostazione urlava \u201cSignori ,in carrozza\u201d dalla sue labbra quasi in un soffio uscirono quelle parole \u201cnon sar\u00e0 uno stupido treno a separarci,ricordalo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella&nbsp; notte il suo sonno era stato agitato, forse la tensione della ripartenza,il suo breve permesso era finito e la sera sarebbe ripartito alla volta di Torino;la luce pallida del sole che filtrava attraverso le imposte lo svegliarono e la sua attenzione fu attratta da quei rumori familiari che provenivano dalla cucina , mentre l\u2019aroma del caff\u00e8 si spandeva nella stanzetta rammentandogli i tempi del liceo \u201cAlzati Luca o farai tardi a scuola\u201d; d\u2019un balzo fu gi\u00f9 dal letto e si avvi\u00f2 verso la cucina quasi come se il profumo di quel caff\u00e8 fosse l\u2019odore della preda fiutata da un cane da caccia.<\/p>\n\n\n\n<p>In un attimo fu alle spalle della madre e la sollev\u00f2 da terra come faceva quando era ragazzo e quel peso era sempre pi\u00f9 lieve, quel corpo consumato dal dolore e dalla solitudine pi\u00f9 completa da quando anche lui era partito\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno , come gli altri due di quel breve periodo di ferie, pass\u00f2 in fretta \u2026era stato tutto cos\u00ec breve ma non poteva mancare da casa in quei giorni . Il trascorrere di tanti anni non avevano sopito il dolore per la morte del padre in quella fredda mattinata di febbraio.<\/p>\n\n\n\n<p>E venne la sera e ancora una volta,l\u2019ennesima in quei cinque anni di lontananza la mamma lo<\/p>\n\n\n\n<p>accompagn\u00f2 alla stazione. Il vecchio capostazione era andato in pensione ed un giovanottino<\/p>\n\n\n\n<p>biondo,tutto orgoglioso della sua divisa, url\u00f2 il suo \u201cSignori, in carrozza\u201d riportando il giovane Luca a Torino,nella sua fabbrica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il viaggio di ritorno gli sembr\u00f2 breve; \u00e8 strano come ci si allontani velocemente dalle cose care e come lungo ed interminabile sembra il tempo quando invece ti accingi a raggiungerle.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Capitolo II<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il suo primo giorno in fabbrica, in quella citt\u00e0 a lui cos\u00ec ostile e cos\u00ec fredda, gli parve un ritrovarsi a casa, tante erano le voci ed i dialetti del sud che si incrociavano; ricordava ancora gli scherzi e le battute&nbsp; dei&nbsp; compagni di lavoro e la pacca sulle spalle di quel gigante dai capelli bianchi che stranamente, per un gioco del destino, festeggiava il suo ultimo giorno prima di andare in pensione&nbsp; \u201cForza guagli\u00f2, m\u00f2 tocca a te, fagli vedere a questi polentoni che sapimmo fa\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel sorriso&nbsp; gioviale che celava anni di dura fatica gli ricordarono&nbsp; il padre e gli dettero quella spinta ,quello stimolo a far bene quasi avesse raccolto i frutti di un\u2019eredit\u00e0, un regno da difendere:l\u2019orgoglio di essere lavoratori, di esser meridionali.: forza Luca e lui and\u00f2 avanti e seppe farsi amare dai compagni e ben volere dai superiori.<\/p>\n\n\n\n<p>Quante&nbsp; volte era tornato a casa su quel treno del Sud e tante ne era ripartito:la&nbsp; stazioncina del suo paese lo accoglieva ogni volta nel suo grembo e&nbsp; un insieme variegato&nbsp; di colori, di profumi&nbsp; e di sapori per lui familiari prendevano il posto del grigiore della fabbrica e della freddezza di quella catena di montaggio.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quella&nbsp; sera di agosto sulla spiaggia erano soli e Luca e Daniela passeggiavano sulla riva del mare; di lontano una musica li raggiunse , un disco di Peppino di Capri&nbsp; \u201cstanotte stu cielo e stu mare te fanno chi\u00f9 bella\u2026\u201d si ritrovarono a ballare goffamente sulla sabbia ma per loro era una pista da ballo e loro erano Fred e Ginger .Fu l\u2019incanto di quella notte , quel cielo stellato,lo splendore di quella luna \u201cScegli una stella \u2026\u00e8 la stessa\u2026 \u00e8 la nostra..\u201d e&nbsp; poi il frusciare del mare copr\u00ec i loro teneri sospiri, il vento accarezz\u00f2 i lunghi capelli bruni&nbsp; di lei e come un flebile giunco il suo corpo cedette alle carezze ed ai baci di Luca sempre pi\u00f9 audaci e il buio della notte li protesse dagli sguardi indiscreti&nbsp; del mondo. E a Luca vennero a mente quei versi di Pr\u00e8vert, ,quei versi che lui amava leggerle&nbsp; in quelle sere d\u2019estate,<\/p>\n\n\n\n<p>mentre la madre&nbsp; in cucina era intenta a creare quei&nbsp;&nbsp; piatti&nbsp; che sapevano del sapore e&nbsp; dei profumi&nbsp; della sua terra<\/p>\n\n\n\n<p>\u201d I ragazzi che si amano si baciano<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; in piedi contro le porte della notte<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno<\/p>\n\n\n\n<p>Sono altrove lontano pi\u00f9 lontano della notte<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 in alto del giorno<\/p>\n\n\n\n<p>Nella luce accecante del loro primo amore\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E poi quei pomeriggi assolati, le pazze corse in riva al mare , le passeggiate in bici \u2013 lei sulla sua Graziella \u2013 quei gelati in piazzetta scambiandosi baci al sapore&nbsp; di crema e cioccolata.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi la tristezza delle&nbsp; ripartenze nell\u2019ansiosa attesa di un nuovo ritorno e&nbsp; quel treno, quello stupido treno che mai avrebbe potuto dividerli.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Capitolo III<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Erano passati tre&nbsp;&nbsp; lunghi anni ed era&nbsp; la vigilia delle ferie, quell\u2019afoso agosto, quando il capo del personale lo convoc\u00f2 nel suo ufficio unitamente al&nbsp; dirigente del reparto e con un&nbsp; fare paternalistico gli consegn\u00f2 la lettera di promozione&nbsp; a capo reparto&nbsp; con una stretta di mano ed una pacca sulla spalla, che per niente&nbsp; ricordava&nbsp; quella ricevuta dal vecchio compagno di lavoro, il gigante buono dai capelli bianchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il cuore in gola quella sera ripart\u00ec da Torino alla volta del suo borgo marinaro, ansioso di trasmettere la sua gioia a Daniela e d\u2019un tratto si ritrov\u00f2 a sognare una vita insieme&nbsp; senza l\u2019affanno di quei ritorni. Ma la stanchezza ebbe il sopravvento e i suoi occhi si chiusero mentre sul suo viso si disegnava un sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>Si risvegli\u00f2 per l\u2019improvviso arrestarsi del treno oramai in prossimit\u00e0 della piccola stazioncina, gente che gridava, che&nbsp; correva gi\u00f9 dal treno;uno strano presentimento lo aggred\u00ec ed in pochi passi guadagn\u00f2&nbsp;&nbsp; l\u2019uscita e di corsa raggiunse la testa del treno:a terra in una pozza di sangue affianco alla sua Graziella&nbsp; giaceva Daniela oramai priva di vita ; quel maledetto passaggio a livello incustodito aveva fatto un\u2019altra vittima!<\/p>\n\n\n\n<p>Un corpo straziato,un vestito a fiori tanto simile a quello di quella sera sulla terrazza del borgo e quelle parole flebili che ancora risuonavano nell\u2019aria \u201cNon sar\u00e0 uno stupido treno a separarci,ricordalo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E&nbsp; poi il rientro in fabbrica,la catena di montaggio ,i compagni di lavoro e il triste sferragliare di un treno che risuonava perennemente nella sua mente fino a farlo impazzire:&nbsp; quel treno, quello stupido treno&nbsp; gli aveva rubato Daniela!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_47405\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"47405\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Era una fredda sera di febbraio e Luca affrettava il suo passo tra i vicoli stretti del borgo inseguito da una valanga di pensieri che affollavano la sua mente; 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