{"id":47397,"date":"2021-11-08T18:19:45","date_gmt":"2021-11-08T17:19:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47397"},"modified":"2021-11-08T18:23:13","modified_gmt":"2021-11-08T17:23:13","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-quella-notte-a-monte-carlo-di-francesco-lastaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47397","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Quella notte a Monte Carlo&#8221; di Francesco Lastaria"},"content":{"rendered":"\n<p>                                                                    <\/p>\n\n\n\n<p>Un sabato di maggio di qualche anno fa. Era&nbsp; una splendida sera di luna piena e l\u2019astro d\u2019argento si specchiava&nbsp; nella splendida baia di Monte Carlo, che mollemente si adagiava, a m\u00f2 di una formosa ed elegante cortigiana del Re Sole, nelle scure acque del Principato illuminate da centinaia di Yacht.<\/p>\n\n\n\n<p>La serata era mite e l\u2019aria resa&nbsp; frizzante da una sottile e discreta pioggerellina&nbsp; primaverile nel tardo pomeriggio; tutto invitava ad una promenade serale nella splendida cornice di quella citt\u00e0 simile ad un fiore coltivato in serra e non contaminato dal mondo esterno. Monte Carlo \u00e8 un mondo a parte, vissuto solo da quei\u2019\u2019 pochi che contano\u2019\u2019 come si dice nel gergo comune, e sfiorato da tanti che la visitano&nbsp; ammirati portando con s\u00e9 l\u2019immagine di un&nbsp; paradiso terrestre in miniatura che lascia estasiati e nel contempo estranei ad una realt\u00e0 che \u00e8 di privilegiati&nbsp; e che per dirla con un\u2019efficace espressione napoletana lascia a \u2018\u2019uocchie chine e mane vacante\u2019\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Da uno degli ascensori dell\u2019Hotel Fairmont&nbsp; Fernando si diresse verso l\u2019uscita a passo lento , quasi scivolando elegantemente sul lucido pavimento in marmo, rispondendo con un cenno del capo ai sorridenti ed ammiccanti saluti delle&nbsp; addette alla reception.<\/p>\n\n\n\n<p>Cinquant\u2019 anni ben portati, capelli brizzolati e un fisico&nbsp; asciutto da far invidia, viso ben curato e rasato ed un baffetto alla David Niven dei tempi andati, che lo rendeva ancora pi\u00f9 affascinante;impeccabile&nbsp; il suo abito blu su una bianca camicia di seta su cui&nbsp; primeggiava una splendida cravatta Marinella a righe trasversali, napoletana la cravatta come napoletano della ricca borghesia di Via Chiaia era lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Uscito dall\u2019hotel si avvi\u00f2&nbsp; a piedi verso il Casin\u00f2 , lasciando che la leggera brezza marina accarezzasse il suo viso, scompigliando leggermente la sua pettinatura .<\/p>\n\n\n\n<p>Attraversata la piazza fece il suo ingresso nell\u2019imponente ingresso della costruzione&nbsp; barocca &#8211; progettata da quel Charles Garnier, architetto del tardo ottocento , creatore anche dell\u2019Opera di Parigi &#8211;&nbsp;&nbsp; e si ritrov\u00f2 nel luminosissimo atrio d\u2019oro e di marmo addentrandosi nelle varie sale interne ricche di affreschi e sculture .<\/p>\n\n\n\n<p>Trascorse il tempo fino a tarda notte barcamenandosi tra un tavolo della roulette e uno di chemin de fer senza trascurare quelle infernali macchinette che avidamente inghiottono monete senza curarsi di tanti esseri umani che una terribile malattia \u2013 la ludopatia \u2013 porta alla disperazione e alla rovina di interi nuclei familiari.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu proprio&nbsp; mentre inseriva meccanicamente l\u2019ennesimo gettone in una slot machine che Fernando si accorse che il suo vicino, un uomo minuto invecchiato pi\u00f9 dal fumo e dall\u2019alcol che dal tempo ,&nbsp; con un gesto di stizza percosse con un&nbsp; pugno l\u2019infernale macchinetta che aveva inghiottito spietatamente il suo ultimo gettone .<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo si allontan\u00f2 dalla sala e Fernando incroci\u00f2 per un attimo il suo sguardo vuoto e disperato e percep\u00ec l\u2019anteprima di una tragedia.<\/p>\n\n\n\n<p>Istintivamente si allontan\u00f2 dalla macchinetta e per un istante fu tentato di recuperare le monete che tintinnanti e numerose scendevano accompagnate dalla classica musichetta del raro vincitore, ma quello strano presentimento che lo aveva colto pochi istanti prima gli imped\u00ec di tornare indietro e la forza dell\u2019istinto lo port\u00f2 a seguire lo sconosciuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tenne a&nbsp; distanza dall\u2019uomo per evitare di essere scorto e, a breve intervallo l\u2019uno dall\u2019altro, guadagnarono l\u2019uscita.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 aria della notte si era fatta pi\u00f9 fredda e una folata di vento lo sorprese costringendolo ad alzarsi il bavero della giacca; l\u2019altro procedeva a passo svelto verso la marina quasi a voler fuggire da quel luogo&nbsp; e dall\u2019intero mondo che lo aveva relegato ad un infelice destino, abbandonato dagli affetti pi\u00f9 cari, la moglie ed il figlio&nbsp; che avevano rinunciato forse troppo presto ad aiutarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Di colpo l\u2019uomo si arrest\u00f2 perdendo il suo sguardo nella profondit\u00e0 della notte e trasse&nbsp; dalla tasca della giacca una minuscola pistola,una beretta 6,35 con il calcio in madreperla, e fece per portarla alla tempia. Fernando per un istante rimase paralizzato ed incerto sul da farsi,poi istintivamente balz\u00f2 in avanti guadagnando di corsa la distanza che lo separava dallo sconosciuto e grid\u00f2 con quanta forza aveva in gola : \u2018\u2019Fermo!\u2019\u2019 e contemporaneamente colp\u00ec con forza la mano ossuta dell\u2019uomo facendo cadere in terra la piccola arma. \u2018\u2019Fermo,per carit\u00e0 \u2026 cosa vuoi fare?\u2019\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>I&nbsp; due uomini si fissarono mentre&nbsp; la luce di un lampione avvolgeva&nbsp; i loro corpi ; non so quanto tempo pass\u00f2, forse solo pochi secondi che sembrarono lunghissimi.<\/p>\n\n\n\n<p>Fernando ansimava pi\u00f9 per lo spavento e la tensione che per la fatica di quell\u2019insolito inseguimento \u2026 l\u2019altro port\u00f2 entrambe le mani al volto e scoppi\u00f2 in un pianto dirotto. \u2018\u2019Coraggio, \u00e8 tutto passato ora\u2019\u2019 esclam\u00f2 Fernando e istintivamente lo abbracci\u00f2 in un gesto consolatorio.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il suono della sirena di un\u2019autoambulanza in lontananza li scosse e si distaccarono , per un istante i due si fissarono e Fernando avvert\u00ec che l\u2019uomo di fronte aveva ancora gli occhi umidi di pianto; con un filo di voce&nbsp; l\u2019uomo disse \u2018\u2019\u2019grazie\u2026grazie\u2019\u2019, null\u2019altro poi gir\u00f2 le spalle e&nbsp; corse via : una fuga disperata dettata dalla vergogna o dalla volont\u00e0 di allontanarsi da quel luogo che avrebbe potuto&nbsp; segnare tragicamente&nbsp; il suo destino.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fernando rimase immobile senza trovare la forza di inseguirlo ma fermamente convinto che lo sconosciuto non avrebbe ripetuto il suo gesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Si ferm\u00f2 ancora qualche istante rivedendo come alla moviola tutte le sequenze di quanto era accaduto pochi minuti prima ; poi un brivido di freddo percorse tutto il suo corpo e fece per allontanarsi e ritornare in albergo e fu allora che si accorse che ai suoi piedi c\u2019era ancora quella piccola pistola.<\/p>\n\n\n\n<p>Si chin\u00f2 a raccoglierla&nbsp; pensando tra s\u00e9 e s\u00e9 cosa avrebbe dovuto fare,&nbsp; ma prefer\u00ec rimandare all\u2019indomani ogni decisione. Mise la minuscola arma in tasca e si avvi\u00f2 a passo svelto&nbsp; verso il Fairmont.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo dopo molto tempo riusc\u00ec a prendere sonno ma quel sonno fu agitato e affatto riposante.<\/p>\n\n\n\n<p>Si risvegli\u00f2 di buon mattino con un gran mal di testa e le idee un po\u2019 confuse; balz\u00f2 gi\u00f9 dal letto e si avvi\u00f2 verso il bagno tuffandosi in una doccia ristoratrice.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Prima di scendere in sala per la colazione chiam\u00f2 Laura per il solito primo saluto del mattino e la rese&nbsp; partecipe dell\u2019evento della notte\u2026.la sent\u00ec felice ma nel contempo preoccupata \u2026 non si sa mai cosa poteva succedere, era comunque un uomo armato \u2018\u2019sei stato bravo amore, ma forse anche un po\u2019 incosciente!\u2019\u2019.Laura era sempre stata&nbsp; apprensiva&nbsp; e questo, pur procurandogli un po\u2019 di fastidio, lo rendeva orgoglioso di sentirsi l\u2019uomo che l\u2019avrebbe protetta da ogni insidia e difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la colazione riflett\u00e8 a lungo sul da farsi. Si rec\u00f2 quindi alla vicina&nbsp; stazione della&nbsp; Police de Monaco e qui&nbsp;&nbsp; spieg\u00f2&nbsp; al poliziotto di turno l\u2019accaduto restituendo l\u2019arma e abbozzando una minuta descrizione dello sconosciuto&nbsp; che si era materializzato nella&nbsp; notte e che aveva non poco sconvolto la sua vita di borghese consuetudinario e non avvezzo ad avventure. Firmato il verbale&nbsp; si accommiat\u00f2 dal gendarme e meccanicamente annot\u00f2 su di un foglio le caratteristiche dell\u2019arma ed il numero di matricola senza nemmeno sapere il perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>                                                                      <\/p>\n\n\n\n<p>                                                                    <strong>Capitolo 2<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Era trascorsa una settimana e Fernando era tornato nella sua Napoli e aveva ripreso la sua attivit\u00e0 nell\u2019agenzia immobiliare di cui era titolare, a contatto di quella clientela per la quale l\u2019acquisto di un appartamento era fonte di arricchimento piuttosto che un sudato mutuo, incubo di un ventennio o pi\u00f9 della propria vita. Ma non riusciva a dimenticare l\u2019episodio di quella notte &#8211; e come avrebbe potuto \u2013 che aveva segnato la sua esistenza, e lo colse il desiderio di ritrovare quell\u2019individuo&nbsp; cui aveva salvato la vita, ma che vita, quella comunque di un disperato. Doveva fare qualcosa per lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Si ritrov\u00f2 tra le mani&nbsp; quel foglietto dove aveva appuntato le notizie sulla pistola e si ricord\u00f2 di Sergio suo compagno di banco del liceo Umberto ,scuola di figli di vip della borghesia napoletana;&nbsp; Sergio, congedatosi dall\u2019arma dei carabinieri, aveva aperto da qualche anno un\u2019agenzia di investigazioni e l\u2019avrebbe certamente aiutato&nbsp; a rintracciare l\u2019uomo Fu cos\u00ec che&nbsp; ruppe ogni indugio e telefon\u00f2 all\u2019amico fissando un appuntamento per il pomeriggio stesso .<\/p>\n\n\n\n<p>Si incontrarono al Gambrinus, nell\u2019elegante atmosfera del famoso caff\u00e8 partenopeo. Parlarono a lungo dei tempi&nbsp; lontani&nbsp; del liceo e delle&nbsp; giornate trascorse insieme&nbsp; sul campo del Denza&nbsp; nella fantastica cornice di Posillipo, teatro di combattuti&nbsp; campionati studenteschi&nbsp; di calcio,delle ragazze e&nbsp; delle mille avventure trascorse insieme. Poi Fernando inform\u00f2 l\u2019amico del suo problema e gli chiese di aiutarlo a rintracciare&nbsp; lo sconosciuto; Sergio&nbsp; ascolt\u00f2 attentamente il racconto dell\u2019amico&nbsp;&nbsp; sorridendo compiaciuto di questo gesto di umanit\u00e0 ma soprattutto sorpreso dall\u2019insistenza di Fernando per rintracciare l\u2019aspirante suicida&nbsp; e&nbsp; prese impegno solenne di procedere&nbsp; nelle indagini.<\/p>\n\n\n\n<p>Era un\u2019assolata giornata di giugno e uno splendido sole dall\u2019alto dominava il&nbsp; meraviglioso&nbsp; paesaggio del golfo di Napoli dove in un dolce dormiveglia \u2013 guai a svegliarlo del tutto \u2013 si specchiava il Vesuvio dolcemente corteggiato dal monte Somma. Il cellulare di Fernando squill\u00f2 diffondendo per qualche istante un\u2019allegra musichetta nell\u2019ambiente, stridendo non poco con gli arredi classicheggianti&nbsp;&nbsp; dell\u2019ufficio: era Sergio che gli comunicava di avere le notizie sul misterioso proprietario della pistola.<\/p>\n\n\n\n<p>Decisero cos\u00ec di incontrarsi per l\u2019ora dell\u2019aperitivo&nbsp; alla Caffettiera a Piazza dei Martiri.<\/p>\n\n\n\n<p>Era mezzogiorno inoltrato quando Fernando, parcheggiata&nbsp; la sua Audi, percorse l\u2019elegante via Calabritto e giunse in Piazza dei Martiri volgendo uno sguardo distratto all\u2019elegante palazzo Partanna e alla bellissima colonna&nbsp; dedicata a tutti i napoletani caduti per la libert\u00e0 in tutta la storia partenopea; si avvicin\u00f2 quindi allo storico bar e trov\u00f2&nbsp; Sergio gi\u00e0 seduto ad uno dei tavolini all\u2019aperto, immerso nella lettura del Mattino tra il brusio del chiacchiericcio di eleganti signore che occupavano numerose i tavolini, abbelliti dai multicolori aperitivi decorati con&nbsp; variopinti&nbsp; ombrellini di carta.<\/p>\n\n\n\n<p>Fernando&nbsp; salut\u00f2 l\u2019amico distogliendolo dalla lettura delle ultime di cronaca&nbsp; e ordinarono un martini; Sergio aggiorn\u00f2 l\u2019amico sui risultati dell\u2019indagine e gli consegn\u00f2 una breve relazione sull\u2019uomo che finalmente aveva un nome e una storia: Riccardo Parodi,&nbsp; titolare di un\u2019enoteca&nbsp;&nbsp; di Genova, o meglio ex titolare perch\u00e9 l\u2019attivit\u00e0 era stata ceduta a seguito dei disastri finanziari provocati dalle pesanti perdite al gioco. Era separato e la moglie Cristina , avvocato civilista, ed il figlio Roberto avevano abbandonato la casa coniugale,messa all\u2019asta, per trasferirsi in un\u2019elegante villetta alla periferia di Genova.<\/p>\n\n\n\n<p>Di lui si sapeva che era ospite del convento&nbsp; francescano di Nostra Signora del Monte nel capoluogo ligure;un vero Sherlock Holmes il nostro Sergio. Fernando si congratul\u00f2 con l\u2019amico che rifiut\u00f2 ogni compenso se non una cena a quattro a Palazzo Petrucci&nbsp; nella splendida cornice di Posillipo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi i due si accommiatarono rinnovandosi l\u2019appuntamento&nbsp; per la cena del&nbsp; sabato sera.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>                                                                        <strong>Capitolo 3<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel pomeriggio Fernando consult\u00f2 in ufficio l\u2019agenda dei suoi appuntamenti, quindi chiam\u00f2 la segretaria e&nbsp; le chiese di prenotare un volo per Genova per il mercoled\u00ec seguente .<\/p>\n\n\n\n<p>Nella&nbsp; mattinata di quel mercoled\u00ec giunse nel capoluogo ligure e, preso al volo un taxi, si fece condurre al Santuario di Nostra Signora del Monte.<\/p>\n\n\n\n<p>Il convento francescano risalente al XV secolo&nbsp; si erge maestoso su una collina da cui si domina il meraviglioso spettacolo del golfo di Genova, ed \u00e8 circondato dal lussureggiante\u2019\u2019 boschetto dei frati\u2019\u2019che contribuisce a rendere pi\u00f9 mistico il paesaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Fernando si&nbsp; trattenne&nbsp;&nbsp; alcuni istanti sulla terrazza e dopo essersi beato del meraviglioso paesaggio si sofferm\u00f2 tra l\u2019incuriosito ed il divertito a leggere una targa&nbsp; che ricordava come il 12 agosto del 1785 il re delle due Sicilie&nbsp; Ferdinando IV di Borbone, mentre cacciava nei boschi alle pendici del monte, uccise tre cervi.<\/p>\n\n\n\n<p>Addentratosi nella stupenda chiesa si diresse verso la sacrestia dove fu accolto dal mite e&nbsp; serafico sorriso di padre Mariano,un simpatico frate dalla folta barba bianca che ascolt\u00f2 con interesse il racconto di quella notte a Monte Carlo e si affrett\u00f2 a chiamare il buon Riccardo che,&nbsp; in cambio della loro ospitalit\u00e0, si prodigava nella cura del verde, sua grande passione,e in&nbsp; piccoli lavoretti di manutenzione sempre necessari nella vetusta struttura. Lo invit\u00f2 quindi a trattenersi sul piazzale dove di l\u00ec a poco lo avrebbe raggiunto&nbsp; Riccardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sole era alto nel cielo azzurro dove bianche nuvole sospinte dal vento mutavano continuamente forma assumendo l\u2019aspetto di deliziosi animaletti e talvolta assomiglianti a volti umani; Riccardo usc\u00ec dalla chiesa fermandosi&nbsp; titubante sulla soglia incrociando commosso lo sguardo di Fernando,quindi mosse alcuni passi e lo abbracci\u00f2,il volto rigato di lacrime. Quindi i due corpi si staccarono e&nbsp; Fernando lo&nbsp; prese sottobraccio e lo invit\u00f2 a inoltrarsi nel&nbsp; boschetto.<\/p>\n\n\n\n<p>I due camminavano lentamente e Riccardo apr\u00ec completamente il suo animo raccontando le tristi vicende della sua vita, narrazione spesso interrotta da singhiozzi di rimpianto e commozione.<\/p>\n\n\n\n<p>Fernando ascolt\u00f2 attentamente le parole dell\u2019uomo senza&nbsp; mai interromperlo e quando l\u2019altro termin\u00f2 il suo discorso gli sorrise e stringendogli il braccio in un gesto affettuoso gli disse:\u2019\u2019Ora tutto \u00e8 finito Riccardo..io sono qui perch\u00e9 sento di doverti aiutare a rimpossessarti della tua vita; qui oramai non hai pi\u00f9 niente n\u00e9 interessi n\u00e9 affetti, vieni con me a Napoli dove ti aiuter\u00f2 a trovare una sistemazione\u2019\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Il volto di&nbsp; Riccardo, quel volto scavato e rugoso&nbsp; contrastante con il suo sguardo sereno, si illumin\u00f2 alle parole di quell\u2019uomo oramai diventato suo amico e protettore;poi con un gesto ferm\u00f2 quel fiume di parole rassicuranti e con dolcezza scuotendo il bianco capo rispose\u2019\u2019 Grazie Fernando quello che tu mi dici \u00e8 semplicemente meraviglioso e forse il Riccardo di una volta avrebbe accettato il tuo invito, ma io da quella notte sono profondamente cambiato..tu mi hai ridato la vita, una vita che per\u00f2 non intendo pi\u00f9 sprecare inseguendo mendaci sirene; io qui ho ritrovato la mia giusta dimensione,la pace ,la fede \u2026 ho ritrovato Dio\u2019\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Non aggiunse altro e abbracciato Fernando, si allontan\u00f2 di nuovo da lui, ma non pi\u00f9 fuggendo di corsa come quella notte, ma a passo lento \u2026 prima di rientrare nella chiesa si volt\u00f2 per un attimo e con un leggero gesto della mano salut\u00f2 per l\u2019ultima volta Fernando.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_47397\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"47397\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un sabato di maggio di qualche anno fa. Era&nbsp; una splendida sera di luna piena e l\u2019astro d\u2019argento si specchiava&nbsp; nella splendida baia di Monte Carlo, che mollemente si adagiava, a m\u00f2 di una formosa ed elegante cortigiana del Re Sole, nelle scure acque del Principato illuminate da centinaia di Yacht. La serata era mite [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_47397\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"47397\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":22019,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[597],"tags":[],"class_list":["post-47397","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2022"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47397"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/22019"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47397"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47397\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47414,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47397\/revisions\/47414"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47397"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47397"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47397"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}