{"id":47321,"date":"2021-10-29T16:41:11","date_gmt":"2021-10-29T15:41:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47321"},"modified":"2021-10-29T16:41:37","modified_gmt":"2021-10-29T15:41:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022lanima-della-falena-di-greta-vismara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47321","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;L&#8217;anima della falena&#8221; di Greta Vismara"},"content":{"rendered":"\n<p>Mi sono addentrata in un bosco, da sola, in piena notte. So che \u00e8 sbagliato, mi hanno detto di non farlo centinaia di volte, ma l\u2019ululato del lupo, rarefatto nell\u2019aria, ha un suono troppo affascinante per le mie orecchie. Ho resistito per molto tempo alla tentazione di uscire di casa a notte fonda, per andare ad incontrarlo. Oggi il suo grido \u00e8 straziante, acuto, totalmente diverso da quello cui sono abituata. So che mi sta chiamando e non voglio pi\u00f9 trattenermi, non questa notte.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cielo \u00e8 completamente coperto di nuvole; la luna manda comunque una luce biancastra appena percettibile, che proietta sull\u2019asfalto ombre deformate e confuse. Al mio passaggio, un cane si \u00e8 lanciato contro il cancello, ringhiandomi e mordendo le sbarre. Mi sono avvicinata e l\u2019ho fissato per un istante. I suoi occhi sembravano infuocati mentre, con una furia indescrivibile, cercava di divellere i tondini di ferro per uscire a mordermi. L\u2019ho lasciato fare, senza agitarmi; il pericolo era confinato ed io mi sentivo al sicuro l\u00e0 fuori.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho continuato a camminare lentamente, molto lentamente, mentre l\u2019ululato del lupo mi ronzava nelle orecchie. Tutto il mio corpo era dentro le mie orecchie: ogni mia cellula era intrisa di quel suono, in attesa di poterne godere una volta ancora. Invece, silenzio; intorno a me solo silenzio e l\u2019umidit\u00e0 pesante della notte, quella che riesce a bagnare i capelli. Non mi sono nemmeno fermata ad osservare il campo di mais, come avrei fatto in pieno giorno. I fusti piegati dal vento hanno un aspetto sinistro, cos\u00ec sdraiati l\u2019uno sull\u2019altro, scuri, minacciosi. Con la coda dell\u2019occhio ho avvertito la loro presenza; la calma apparente con cui si fingevano morti mi ha tolto il respiro. Zona d\u2019ombra, accelero il passo; la luna \u00e8 sempre pi\u00f9 debole e il mio lupo mi sta aspettando.<\/p>\n\n\n\n<p>La strada da percorrere non \u00e8 molto lunga, eppure mi sento le gambe affaticate come se stessi camminando da mesi. Risuona nell\u2019aria di tanto in tanto il sibilo di un vento che non riesco a percepire sulla pelle. \u201cPeccato\u201d- penso &#8211; \u201casciugherebbe questa umidit\u00e0 pesante\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivata al bivio, prendo la strada che svolta a destra, indecisa sulla scelta. So che \u00e8 la strada pi\u00f9 corta, ma so anche che \u00e8 la pi\u00f9 densa di pericoli. Le case che si affacciano su quella strada hanno occhi, occhi indiscreti pronti a carpire i tuoi segreti, se lo consenti loro. Anche le fronde degli alberi, che si piegano prepotentemente verso la strada, hanno occhi curiosi, e con il loro vociare sommesso stanno sicuramente tramando qualcosa alle mie spalle. Abbasso lo sguardo, proseguendo il mio cammino. All\u2019improvviso, una luce che proviene da una finestra al secondo piano, quella con le imposte scardinate e il legno consumato da anni di noncuranza, attira la mia attenzione. Che strano, ho sempre creduto che quella casa fosse disabitata. Forse lo \u00e8 davvero, di giorno. Di notte, per\u00f2, le cose cambiano, tutto cambia quando \u00e8 il buio l\u2019unica luce cui ti puoi affidare. La foschia della notte rende ogni cosa ovattata, morbida, sinuosa, e non esistono confini.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLupo, chiamami una volta ancora, ti prego\u201d, supplico mentalmente. Silenzio, solo silenzio e vuoto intorno, ed il ricordo di quel suono che mi guida e spinge i miei passi con affondi sempre pi\u00f9 decisi. Ecco che inizia lo sterrato, meno di cento metri e sar\u00f2 sul limitare del bosco. Una brezza leggera viene finalmente a farmi visita, asciugando le gocce di umidit\u00e0 che la notte di fine estate mi ha vomitato addosso. All\u2019improvviso la luna esce allo scoperto, fiera, energica, rotonda, gonfia e resa pi\u00f9 determinata da ore di cattivit\u00e0 dietro le nuvole. La strada di terra e sassi assume un colore abbagliante, quasi fossimo a mezzogiorno di un giorno di primavera. I miei piedi nudi iniziano a sanguinare, feriti da quei ciottoli irregolari, ma non vi presto attenzione: il mio lupo mi attende, non posso rallentare il passo. Una folata di vento sposta ancora le nuvole, che vanno a coprire di nuovo, pi\u00f9 compatte di prima, quel disco lattiginoso che regna in cielo. Il buio torna sovrano; faccio appena in tempo a scorgere, poco pi\u00f9 avanti, sul bordo della stradina di sassi, una figura alata intenta ad affondare il becco in qualcosa di informe, forse il cadavere di un altro uccello. Avverte la mia presenza senza voltare la testa; sento i suoi occhi gialli scrutarmi da capo a piedi, una, due, tre volte. Poi, senza troppi complimenti, strappa un brandello di quella carne esanime e si alza in volo, rapidissimo, con quel trofeo nel becco. Via libera, proseguo per la mia strada. Sorpasso il cadavere del povero uccello senza avere il coraggio di guardarlo, e tristemente dedico una breve preghiera alla sua innocente anima di volatile. Mi guardo intorno, cercando la direzione migliore da prendere per entrare nel bosco. Tutto \u00e8 nero, tutto \u00e8 identico nel suo spettrale aspetto, non distinguo il pioppo dalla quercia, e devo usare l\u2019immaginazione per far dissolvere quella nebbiolina leggera che avvolge ogni cosa. Spero ancora in un nuovo segnale dal mio lupo, spero che mi indichi la strada. Nuovamente, solo silenzio intorno a me, silenzio interrotto dal richiamo stridulo di un paio di pipistrelli che volano a bassa quota. Strizzo gli occhi nella speranza di vedere pi\u00f9 lontano nell\u2019oscurit\u00e0, come una creatura della notte cerco di usare gli altri sensi per compensare la vista indebolita dal buio che mi sta inghiottendo. Avverto il mio cuore accelerare, poi rallentare, poi accelerare di nuovo, mentre una vampata di calore mi colora le guance. Non posso vedermi, ma sento che \u00e8 cos\u00ec; sono confusa ed in pace con il mondo al tempo stesso. Tra poco dar\u00f2 vita a quella pulsione viscerale che mi attanaglia da tanto tempo; il mio incedere cos\u00ec insicuro mi brucia dentro come una ferita che non si vuole rimarginare. All\u2019improvviso, un lampo squarcia il blu intenso del cielo. Si alza un vento tagliente, questa volta lo avverto in tutto il&nbsp; corpo, sento il suo sibilo dentro la mia testa, lo sento freddo e minaccioso come una lama che percorre tutta la pelle. Le ultime nuvole sono state spazzate via, la luna risplende timida ma solenne come una vergine vestale che sale al tempio. Finalmente vedo tutto chiaramente: l\u2019erba calpestata che conduce alla radura all\u2019inizio del bosco, gli arbusti strappati all\u2019altezza delle ginocchia, i sassi infidi e prepotenti che dissestano il percorso. Continuo ad avvertire la sgradevole sensazione di occhi puntati addosso.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi volto di scatto, ma a parte la strada di sassi e terra, non c\u2019\u00e8 nulla dietro di me. Forse il cadavere dell\u2019uccello, abbandonato l\u00ec in un angolo tra l\u2019erba alta e la staccionata che delimita lo sterrato, non \u00e8 proprio cos\u00ec cadavere, forse mi sta chiamando, forse \u00e8 ancora in vita e cerca aiuto. Chiudo gli occhi e provo a connettermi con il suo universo, provo ad entrare dentro i suoi occhi, provo a volare e a vedere il mondo dall\u2019alto, come lo vedrebbe lui. Piego la testa all\u2019indietro e spalanco le braccia. Il cielo non \u00e8 pi\u00f9 nero, \u00e8 di un blu compatto, senza increspature. Oltre le nuvole, brillano le stelle, le distinguo nettamente, una ad una, ciascuna con il suo carico di elettricit\u00e0 all\u2019interno, ciascuna con la sua storia di migliaia di anni da raccontare. C\u2019\u00e8 pace lass\u00f9, c\u2019\u00e8 un senso di bellezza infinita che la notte nasconde sapientemente. Sbatto ancora le ali, velocemente, intensamente. L\u2019aria \u00e8 fredda e mi fa lacrimare, a quell\u2019altezza da terra, mentre volteggio finalmente libera, libera come non mi sono mai sentita. Il mio volo \u00e8 perfetto, il momento \u00e8 perfetto. Ho immaginato per quasi tutta la mia vita un momento cos\u00ec intenso senza mai arrivare al punto di sfiorarlo. Ora lo posso afferrare, sento di essere vicinissima a stringerlo tra le mani.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, al culmine dell\u2019estasi, compio una manovra azzardata, e cado a terra con un tonfo ridicolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Riapro gli occhi; il buio intorno mi fa ripiombare nell\u2019incertezza. Vicino a me, disteso ed ansimante, il mio lupo. Il suo odore acre di vita ormai appassita mi investe, violento come un colpo di frusta. Mi avvicino ancora di pi\u00f9 a lui e cerco i suoi occhi. Per un istante, i nostri sguardi si fondono cos\u00ec intensamente da fermare il battito del cuore di entrambi. Qualcosa di simile ad una scossa mi attraversa il petto e la schiena, scende brulicando dal collo alle natiche, si dirama e mi paralizza le gambe. La testa mi gira, vedo offuscato; un senso di vuoto mi riempie le viscere con un guizzo doloroso. Resto in silenzio con gli occhi fissi in quelli di lui, sino a che un velo di morte gli opacizza le cornee. A fatica alzo la mano destra e chiudo quelle palpebre ormai immobili.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019anima nuova ed un\u2019anima che vaga sulla terra dai tempi remoti, non dovrebbero mai incontrarsi. Non importa quanto forte sia l\u2019attrazione che le spinge l\u2019una verso l\u2019altra: devono opporvisi e resistere con ogni mezzo, perch\u00e9 il loro incontro \u00e8 troppo pericoloso. Dalla loro unione, ha sempre origine un silenzioso passaggio di emozioni dall\u2019anima giovane alla vecchia e di informazioni con percorso contrario. Come un virus, la conoscenza si adatta al suo nuovo ospite, si modifica per sopravvivere nel nuovo ambiente e prende il posto vuoto che le emozioni hanno lasciato. Quello che ne deriva, \u00e8 una porta aperta sul sapere in continuo divenire, mutevole, incontrollabile, potente, potenzialmente letale. L\u2019anima vecchia infine soccombe, avendo realizzato il suo scopo, e la nuova prende il suo posto, destinata ad attrarre a s\u00e9 nuove anime appena generate.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio lupo \u00e8 morto; la sua anima che mi cercava da migliaia di anni pu\u00f2 finalmente riposare. Mi inginocchio e lascio cadere la mia testa sulla sua schiena; tutti i miei pensieri sono collassati.&nbsp; \u00c8 come se non avessi mai veramente concepito nulla in tutta la mia vita, prima di questo momento, come se avessi sempre viaggiato in un vagone che \u00e8 stato chiuso ermeticamente alle mie spalle nel momento stesso in cui sono nata. Ora che le porte si sono aperte mi sento smarrita, ogni cosa \u00e8 diversa, pur restando inequivocabilmente la stessa. Un senso di abbandono ed inadeguatezza \u00e8 tutto ci\u00f2 che mi rimane di lui, simile a quel senso di vuoto che si prova solo di fronte alla consapevolezza di qualcosa di magnifico che avrebbe potuto essere e che non sar\u00e0 mai. Provo di nuovo a stendere le ali, vorrei volare ancora, un\u2019ultima volta. La stretta che mi contorce lo stomaco non lascia spazio a dubbi: per la prima volta nella mia vita, inizio ad avere paura.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_47321\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"47321\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi sono addentrata in un bosco, da sola, in piena notte. So che \u00e8 sbagliato, mi hanno detto di non farlo centinaia di volte, ma l\u2019ululato del lupo, rarefatto nell\u2019aria, ha un suono troppo affascinante per le mie orecchie. Ho resistito per molto tempo alla tentazione di uscire di casa a notte fonda, per andare [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_47321\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"47321\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":22009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[597],"tags":[],"class_list":["post-47321","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2022"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47321"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/22009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47321"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47321\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47326,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47321\/revisions\/47326"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47321"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47321"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47321"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}