{"id":47306,"date":"2021-11-02T16:59:45","date_gmt":"2021-11-02T15:59:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47306"},"modified":"2021-11-02T16:59:46","modified_gmt":"2021-11-02T15:59:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-oved-il-santo-di-gianmaria-pistone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47306","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;\u00d8ved il santo&#8221; di Gianmaria Pistone"},"content":{"rendered":"\n<p>Un`afosa domenica mattina, in una stazione affollata della metro di Anrav la polizia si porta via, ammanettato, il viso chinato ed in ciabatte un tipo sulla quarantina. Un tipo losco i cui polsi non incontravano le manette per la prima volta. Fu per\u00f3 l\u00b4ultima. Medio di statura, colore dei capelli indefinito, n\u00e9 scuro n\u00e9 chiaro, carnagione indifferente. Un tipo normale un poco tarchiato e dallo sguardo semplice s\u00ed ma non aggressivo. Era lo sguardo di un emarginato, non per scelta. La sua di scelta era ricaduta su una moglie avvenente, una bella casa con vista palazzoni che vedevano a loro volta il mare. La sua scelta principale, quella donna bionda dall\u00b4andatura provocante che lo aveva mandato in cielo dopo la prima scopata lo aveva ricacciato prepotentemente nella fogna. Tutto si era presa e lo aveva fatto col diritto dato dalla legge. Se fosse stato il suo un calcolo nessuna mente fredda lo avrebbe potuto constatare ma la mente ardente del nostro la aveva etichettata subito come troia attaccata ai soldi che fa tutto per calcolo. Il tornaconto personale era l\u00b4amore che costei aveva da profondere nel mondo. E lui era il primo di una serie di pesci disposti a finire nella rete. Il pesce pi\u00fa piccolo si venne poi a sapere negli anni. Ma questo il nostro non lo avrebbe mai saputo. Il suo respiro si sarebbe interrotto molto prima sulla via della redenzione di quanto quello di lei non avrebbe fatto sulla via dell\u00b4inganno. Lei era Idlos I. Irouf detta la tripla I per ovvie ragioni anagrafiche. Da bambina lucidava le scarpe dei possidenti della zona bene di Anrav. Era sporca ed era selvaggia. <\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f3 che aveva era attaccato alla sua figura di bimba e poi di donna avvenente. Era bella e apprese fin dalle prime luci della pubert\u00e1 a saperlo e poco dopo ad usarlo. Cominci\u00f3 a concedere pochi favori a dei mocciosi che la ripagavano in dolci e regalini infantili per passare alla torta tutta. Arriv\u00f3 infatti ad essere la moglie del potente governatore provinciale. Donna rispettata e temuta il cui passato improvvisamente non era pi\u00fa un problema per nessuno. Nessun epiteto veniva attaccato alla moglie del capo. La sua storia era stata ricoperta da un velo di seta che ricadeva dolcemente sulla merda fino a darle aspetto di neve. La signora Ocrops, cos\u00ed si faceva ormai chiamare per chiudere definitivamente il capitolo servitole per arrivare alla cima, era donna ormai intoccabile. Ma tutto questo il protagonista di questa storia lo avrebbe per sempre ignorato. Qui parliamo di \u00d8ved \u00d8lraf, un criminale forse, una cattiva persona probabilmente, uno sfortunato sicuramente.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella fatiscente palazzina nella periferia est di Anrav il giovane \u00d8ved vide la luce senza che non gliene fregasse nulla a nessuno. Nemmeno a sua madre interessava quello stronzo figlio di suo padre. I sentimenti della madre nei confronti dell\u00b4ex compagno furono cullati nella sua mente per i nove mesi di gestazione per essere poi partoriti in parole a poco a poco durante l\u00b4arco della vita passata assieme al figlio. Ogni giorno un insulto diverso giungeva alle orecchie del pupo che svilupp\u00f3 quindi un vocabolario dell\u00b4orrore variegato e ricco di vocaboli. A 3 anni gi\u00e1 sputava ai passanti dal balcone dell\u00b4appartamento al terzo piano dove la madre lo soleva lasciar solo per andare in quella fogna del Village, parchetto senza luce, per farsi la pera giornaliera. A 5 venne mandato ai servizi sociali dalla soffiata di una vicina a cui il nostro aveva morso il dito mentre passava dal suo pianerottolo. E da quel momento in poi fu un entrare ed uscire da istituti di correzione che poco avevano di correttivo. Se a sette anni era un bimbo facilmente recuperabile a 13 era gi\u00e1 un delinquente fatto e finito. E pensare che il fato gli aveva dato una possibilit\u00e1 di redenzione inaspettata. Era un pomeriggio estivo di quelli in cui il caldo obbliga la gente a spogliarsi di quanti pi\u00fa abiti possibili. Cos\u00ed che il lavoro dello spacciatore risulta ancora pi\u00fa difficile non avendo egli molti lembi di stoffa sotto cui nascondere il malaffare. Ed \u00e9 cos\u00ed, in braghette di costume, che \u00d8ved si trov\u00f3 costretto a gettare in mare il piccolo quantitativo di cocaina che gli avrebbe proporzionato sostentamento fino alla fine del mese. La fuga dagli sbirri si rivel\u00f3 felice. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo braccarono ed acciuffarono in poco tempo ma al desnudarlo non trovarono nulla di illegale in suo possesso. Il corpo del reato era infatti in fodo al mare, verso la riva di una spiaggia libera al confine con una bagno privato di quei ricchi signorotti di citt\u00e1. La &#8220;roccia della fortuna&#8221; delimitava il regno dei ricchi dalla plebaglia ammassata nel fango della parte scura, non toccata dal sole. La roccia doveva il suo nome alla storia di Ocub Oluc, piccolo imprenditore che l\u00b4aveva vinta al tavolo del poker assieme ad una gemella posta alla foce del fiume Amlem che si scopr\u00ed in seguito essere una specie di enorme pepita d\u00b4oro. Quella ricca fu chiamata la Pepita e a quest\u00b4altra fu dato il ruolo di porta fortuna, roccia della fortuna appunto. Ed \u00e9 proprio accanto a quella di roccia che il nostro, ancora pezzente, torn\u00f3 a cercare il suo ovetto di nylon in cui era racchiusa la cocaina che aveva gettato poco prima in mare. Si da il caso che il rampollo di una famiglia di politici nazionali si trovasse proprio sul punto di tuffarsi da quella vetta quando perse il controllo del proprio piede, sbatt\u00e9 la testa e cadde a gobbomorto a fianco di \u00d8ved intento nella sua ricerca. A lui non gliene fotteva nulla di quel bamboccio sanguinante che gli si trovava ora di fianco\u00a0 ma caso volle che la piccola onda provocata dall`impatto con l`acqua di quel figlio della nazione-bene portasse alla luce l\u00b4ovetto di cocaina, cos\u00ed che per afferlarlo il nostro si trov\u00f3 come goffamento impigliato in quel corpo. Proprio mentre afferr\u00f3 la polvere bianca per lui vitale, vide i polizziotti di pocanzi farsi avanti verso la spiaggia piena di gente. \u00d8ved approfitt\u00f3 allora del corpo galleggiante del ragazzo caduto per farsi da scudo sia fisico, nascondendo la droga, sia motivazionale, in quanto si ritrovava a salvare un essere vivente in difficolt\u00e1. All\u00b4avvicinarsi alla spiaggia si rese conto delle decine di braccia alzate che imprecavano chi dio e chi la madonna. I polizziotti si trovarono spinti da una folla di entusiasti nel vedere che il ragazzo era vivo, repirava infatti. Le forze dell\u00b4ordine non potettero far altro che ringraziare il salvatore che poco prima poteva esser incarcerato sotto quello stesso piedistallo dove ora lo stavano ponendo. Era diventato \u00d8ved il santo. Tutti i giornali il giorno seguente titolavano in diverse forme che un ragazzo comune aveva messo a rischio la sua vita per salvare quella del giovane Eneb Ateicos, figlio di Erongis, impresario edile, e soprattutto nipote di Esad, ministro alle infrastrutture del governo appena insediato alle elezioni di maggio. Il fatto port\u00f3 al nostro non solo una inaspettata popolarit\u00e1 da salvatore ma anche, e per lui soprattutto, una barcata di soldi. Inutile dire che la famiglia del giovane aveva ricoperto d\u00b4oro quello spiantato che aveva salvato il loro pargolo, anche se per caso\u00a0 e nel tentativo di salvare della semplice cocaina. E comunque ora di cocaina non ne vendeva pi\u00fa \u00d8ved, solo la consumava, e a flotti.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu cos\u00ed che ottenne la casa di cui si diceva prima e la moglie che lo aveva usato subito dopo Piotr, un tabaccaio che aveva fatto abbastanza soldi da permettersi una macchina e un misero appartamento in periferia. Il salto per lei era stato multiplo, da un signorotto tra i pezzenti a un pezzente tra i signori. E per un po\u00b4 le cose andarono come dovevano. Soldi ce n\u00b4erano, voglia di conoscersi ed esplorarsi ne avevano, lui soprattutto, e le preoccupazioni sembravano ormai retaggio del passato. \u00d8ved il santo godette di fama per almeno un annetto fino a che un qualche altro santo di turno non ne prese il posto nei cuori dei concittadini. Era infatti quello un popolo molto credente, ma di quelli che mischiano il sacro con un profano sacralizzato. Credevano molto in Dio e credevano moltissimo nella fortuna. La storia di \u00d8ved era stata catalogata come fortuna che mette a posto una intera vita. Letta, digerita ed archiviata in soffitta a prender polvere. Gi\u00e1 non gli aprivano le porte dei ristoranti e dei night club, gi\u00e1 non lo fermavano per strada chiedendogli il perch\u00e9 di quell\u00b4atto di coraggio. Era passato per un attimo sotto un raggio di luce per tornare poi nel cono d\u00b4ombra. Ombra che era ora molto pi\u00fa opprimente in quanto aveva ormai assaporato l\u00b4altra possibilit\u00e1. Ora aveva tanto ma le risorse sarebbero presto finite e sarebbe rimasto solo con tanto da perdere. Cos\u00ed che si ritrov\u00f3 attorno ad un tavolo da poker, con la mente che tornava alla storia di Ocub e alla pepita gigante. Solo che questa, la sua di storia non era neppure parente di quell\u00b4altra. Infatti \u00d8ved si indebit\u00f3 e lo fece con gente pericolosa. La caduta verso gli abissi fu agevolata dalla fuga della moglie con uno degli amici del giovane caduto dalla roccia. Aveva infatti il nostro preso a frequentare le feste del rampollo a cui aveva salvato la vita. I due non si parlavano davvero ma il ricco riccioluto provava grande riconoscenza per il tarchiato affetto da calvizie a cui doveva molto. Cos\u00ed che lo invitava alle feste, prima solo a lui e poi anche alla nuova di lui consorte. Proprio durante una di queste feste, tra un rum e cola ed una tirata di coca, la moglie del nostro si era portata nei bagni della casa dell\u00b4anfitrione della festa uno di quei ragazzoti dalle tasche piene. Lei sapeva di aver gettato il seme di una futura relazione, di un futuro passaggio al livello superiore, pronta ad alzare il piede nel momento in cui la barca su cui poggiava avesse iniziato a naufragare. E cos\u00ed fu. \u00d8ved cadde e fece rumore. Ma la sua caduta non si port\u00f3 dietro la consorte no, lei infatti salt\u00f3 dal peschereccio in ammollo al transatlantico lanciato a gran velocit\u00e1. Non era la prima a fare una giocata del genere e non sarebbe stata l\u00b4ultima. L\u00b4amore nato nel lusso metteva ad Anrav poche radici infatti.<\/p>\n\n\n\n<p>La china prese ad inclinarsi sempre pi\u00fa ed \u00d8ved il santo fece di nuovo capolino sulle testate dei giornali. La gente con cui si era indebitato lo aveva posto di fronte ad una scelta non esplicitata. Doveva pagare o morire e se non morire, pagare attraverso le leggi nazionali per evitare la morte. Fu questa terza via che prese il nostro, anche se incosciamente. Uccise la vicina del piano di sopra della palazzina in cui si era trasferito da un mesetto a causa della grave crisi delle sue finanze. Quella stronza dimenticava sempre il rubinetto semi aperto e la goccia che ne fuoriusciva mandava il nostro su tutte le furie. In una delle sue sfuriate alla vecchia che oltre a non sentirci manco ci vedeva bene \u00d8ved la ammazz\u00f3 con un ceffone. Un semplice ceffone che non diede sfogo alla sua vita di stress e frustrazioni ma che stese la vecchia e lo sospinse fra le braccia della legge. Lo beccarono cos\u00ed mentre tentava di prendere la metro vicino a casa. In ciabatte. Il carcere fu la conseguenza del misfatto e la pena, dati i precedenti, fu a vita. Il ministro a lui tanto amico in passato era fuggito ormai da mesi in un altro paese, a causa dello scandalo di corruzzione che aveva percosso il paese in un\u00b4ondata di rinnovato spirito legalitario e non poteva essergli d\u00b4aiuto. Altri appigli non ne aveva cos\u00ed che l\u00b4unica via d\u00b4uscita da una vita di galera fu quella di spararsi diritto in vena un tiro di eroina mista a colla che si era procurato da uno spaccino del carcere. Overdose recitava il necrologio. \u00d8ved \u00d8lraf, detto il santo, era morto e non gliene fregava un cazzo a nessuno.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_47306\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"47306\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un`afosa domenica mattina, in una stazione affollata della metro di Anrav la polizia si porta via, ammanettato, il viso chinato ed in ciabatte un tipo sulla quarantina. 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